Intervista a Federico Paulovich

Classe 1985, studia batteria dall’età di nove anni sotto la guida di alcuni tra i migliori insegnanti italiani, tra gli ultimi a seguirlo anche Maxx Furian, Sergio Pescara, Stefano Bagnoli e Giorgio Di Tullio.

Potete ascoltare Federico Paulovich all’opera nei dischi di: Destrage, Goodwines, Filippo Dall’Inferno, Cold Heart, Ciqui, Roberto Martinazzo, Gabry Vainiglia, Motel Noire, Jemin-x, Amniotic Count, Malta Bastarda, Pericolodincendio e molti altri...

Non ci siamo lasciati sfuggire l'occasione di intervistare uno dei più interessanti batteristi italiani. Ecco quello che ci ha raccontato e i suoi consigli per i batteristi di oggi.

Come hai sviluppato il tuo suono personale con i Destrage?

È una domanda un po' difficile a cui rispondere, è il risultato delle mie influenze quindi il suono si è formato in modo abbastanza naturale.

Sono entrato nella band nel 2007 ed era esattamente il periodo in cui stavo sviluppando il fraseggio gospel. Il primo pensiero è stato voler eliminare totalmente in maniera volontaria tutta una serie di cliché del metal drumming ad esempio i classici fill, volevo creare un’intenzione più moderna con un’intensità di fraseggio totalmente diversa.

 

Quanto tempo dedichi allo studio dello strumento?   

Non c’è una regola, diciamo che quando riesco a fare due ore in una giornata son contento. Comunque sia, non ho più il ritmo di studio che avevo da ragazzino dove riuscivo a tenere 6 ore, adesso se ho sei ore non riesco a farle, dopo tre ore il cervello è stanco e dovrei riallenarlo.

Se volessi ricominciare a studiare sei ore al giorno non riuscirei a farlo da subito, inizierei con tre, tre e mezza, quattro ecc.. è un approccio sia mentale che fisico perché finita una mia sessione di studio psico-fisicamente ho dato tutto.

Il tempo consecutivo speso su un argomento è importante, il cervello ha bisogno di una ripetizione continua finché possa acquisire un gesto, di solito una ventina di minuti spesa su un esercizio sono sufficienti per vedere dei miglioramenti.

Ho preparato un corso di batteria online in formato video con audio in inglese e sottotitoli in italiano su vari argomenti tra i quali saranno disponibili gratuitamente sul mio sito alcuni clip su come strutturare al meglio il metodo di studio.

Il momento della giornata in cui ami comporre?

Personalmente ci sono stati alcuni momenti in cui sono stato folgorato da un’ispirazione o da un’idea improvvisa ma in generale nel momento in cui devo scrivere qualcosa mi ci metto, decido e ci lavoro.

Se si parla di arrangiamento invece è una cosa che tendenzialmente mi viene naturale, ascolto e propongo subito l’idea.

È difficile avere dal nulla un’idea valida, è più facile invece che nel momento in cui stai lavorando ad un pezzo ti immagini che tipo di sonorità vorresti. Quando compongo con altri propongo delle idee anche su riferimenti melodici, poi il musicisti completano e rielaborano la loro parte.

Quali artisti ti hanno influenzato nel tuo percorso?

Il mio preferito di tutti i tempi è e rimarrà sempre Vinnie Colaiuta.

Io sono nato come ultrà di Dave Weckl, poi piano piano crescendo ho scoperto tutti gli altri, ad esempio: Dennis Chambers, Horacio Hernandez, Vinnie Colaiuta, David Garibaldi e Terry Bozzio.

Riguardo ai batteristi di nuova generazione apprezzo molto Benny Greb, Ronald Bruner Jr, Chris Coleman perchè è come se fosse un fratello maggiore, Gergo Borlai, Matt Garstka, Mark Giuliana,  Moritz  Mueller, Kendrick Scott e Chris Dave.

3 dischi che hai ascoltato ultimamente?

Non ascolto quasi più musica in funzione alla batteria da un po' di tempo, ultimamente sto ascoltando Badbadnotgood IV del 2016 che ha dei suoni meravigliosi, Pink Lemonade degli australiani Closure in Moscow e In The Jungle Groove di James Brown.

Le collaborazioni che ti hanno emozionato particolarmente?

Mi porto sempre nel cuore il disco di Filippo Dallinferno col quale ho registrato 7 anni fa, non solo mi ha emozionato registrarlo ma abbiamo fatto anche dei live ed è stata energia pura.

Un altro progetto che secondo me è stato bellissimo è stato quando Larsen Premoli ha rifatto The Dark Side of The Moon, un bel disco con molti musicisti nel quale io ho suonato Us And Them.

Il progetto è stato poi presentato al Legend Club di Milano.

Quanto è importante saper improvvisare e quanto è importante tenere un groove?

Una cosa non è più importante dell’altra, dipende quale è il tuo ruolo come musicista. Se devi essere un accompagnatore è più importante il groove ma se invece sei un solista, l’improvvisazione è tanto importante quanto il groove che assolutamente ci deve essere.

Diciamo che a volte l’improvvisazione è facoltativa ma se hai pure quella sei un musicista più completo, è tutto in funzione di come vuoi essere tu come musicista.

Io credo che il lavoro duro sia molto più importante di avere solo talento ma i ragazzi di oggi hanno la preoccupazione diventare famosi e non di diventare bravi. Io ho sempre studiato perché volevo diventare bravo e se uno diventa bravo la conseguenza è una normale salita.

Non mi spiego il perché  alcuni ragazzi facciano delle drum cover di hit. Se ami realmente la musica e lo strumento dovresti essere indirizzato ad un altro tipo di musica, non verso cover commerciali.

Potresti parlarci del tuo set up al momento?

Uso piatti Ufip Est.1931, bacchette Vic Firth, pelli Evans e batteria Sonor SQ2 in faggio heavy con 3 casse da 20”, 22”e 24” x 14”, 3 tom da 10”,12” e13” x 7”, 3 floor da 15”, 16” e 18” x 14”.

Questa batteria suona divinamente, i fusti spessi di questa SQ2 hanno una risposta dinamica diversa da quelli sottili. Il fusto sottile per entrare in risonanza ha bisogno di meno energia quindi quando sfiori la pelle il fusto suona già. Una batteria con il fusto sottile è più facile da suonare mentre quelle con il fusto spesso hanno una risposta in dinamica molto più lineare: se suoni pianissimo risponde pianissimo e più suoni forte più lei suona forte! Ha una risposta più reale dal mio punto di vista.

 

Più spesso e lungo è il fusto e meno sustain dovresti avere, quindi ho pensato ad un fusto spesso dove il sustain perso in lunghezza l’avrei recuperato accorciando, mentalmente volevo un suono potente ma anche con un buon sustain.

Questa batteria ha tutto quello che mi serve, mi trovo benissimo.

In passato ho avuto la S Class, la Delite, la S Classix, la Prolite ed infine questa.

Rullanti? ne ho 20, dipende come mi sveglio alla mattina! [Ride]

Quelli che preferisco sono due One of a Kind, un Cottonwood ed un Artist in bronzo che uso molto.

 

In qualità di artista, un segreto sull’accordatura.

Non ci sono segreti, usa le orecchie!

I concetti sono molto facili da capire, lavoro con due chiavette perchè son pigro e perchè ci metto la metà del tempo ma l’unica cosa da capire è che il massimo sustain lo ottieni quando hai le due pelli con la stessa accordatura.

Il sustain lo riduci aumentando la differenza di componente meccanica delle due pelli, cioè se la tensione è maggiore nella pelle risonante riduco il sustain, ad esempio io di solito accordo una terza minore più alta la pelle risonante cantandomi l’intervallo di note.

Bisogna stare attenti perché il pic può cambiare, quindi assicuriamoci che i tiranti siano tutti tirati uguali producendo lo stesso suono.

La teoria è semplice ma la pratica è un po' difficile.

In qualità di insegnante, un consiglio per chi vuole iniziare.

Dovreste andare da un insegnante preparato, serio, intelligente e passare da una serie di esperienze che ti formano realmente come musicista.

Valorizzate il valore del sacrificio: se butti energie e sacrificio nello strumento sin da subito poi lui te le restituirà.

Aneddoto divertente/particolare dal tour?

Quando ho fatto il tour americano con i Destrage, eravamo in viaggio assieme ad un’altra band il cui batterista non è potuto venire ed io ho accettato di sostituirlo facendomi fare la telecronaca audio con le indicazioni di tutti i brani perchè avevo solo 3 giorni di tempo per prepararli prima della partenza.

Durante tutto il tour facevo due live a sera e spesso nei locali americani non c’era la doccia: devo dire che è stata una bella avventura!

Stai già pensando a nuovi progetti?

Sto preparando un pacchetto di lezioni online, ci sono alcuni video che bollono in pentola e prossimamente tornerò al lavoro per registrare il disco di un mio quartetto chiamato “Brontosauri”.

Leave a reply