Musikmesse e PL+S 2019, com'è andata e come sarà

Dopo qualche giorno di riposo anche per noi tornati da Francoforte, chiudiamo il nostro reportage di Musikmesse e Prolight+Sound 2019 con l'articolo finale di rito in cui ci piace darvi la nostra opinione e gettare anche, per quanto possibile ora, uno sguardo verso il futuro alla prossima edizione.
A questo proposito, l'ultimo giorno abbiamo potuto intervistare Michael Biwer, vice-presidente delle due fiere in questione, che ha commentato con noi i primi risultati a caldo e dato qualche anticipazione sul 2020.

[L'intervista è completamente sottotitolata in italiano, attivate i sottotitoli nel video se non li visualizzate]

 

 

Inutile dire che al sano ottimismo dell'organizzazione, che non solo è d'obbligo ma è anche di buon auspicio per migliorare sui punti di forza e risolvere i problemi che ci sono stati, bisogna affiancare anche uno sguardo a quella che è la realtà attuale di questa fiera. Le 85 mila visite totali dichiarate nel comunicato finale mostrano un calo rispetto all'anno precedente ma sostanzialmente mantengono ben salda la leadership di questo evento rispetto ad altri concorrenti europei. Sicuramente Musikmesse paga molto di più il prezzo del grande cambiamento del mercato in atto rispetto a PL+S, che invece si mantiene in salute grazie ad un'industria della musica live a grandi livelli che spinge ancora forte.

 

Per stessa ammissione di Mr. Biwer, Musikmesse merita una riflessione più lunga per capire più che altro dove sta andando il mercato dello strumento musicale e quali sono le necessità dei brand attuali. Stupisce infatti che diversi brand fossero presenti con eventi a Francoforte proprio durante Musikmesse  ma all'esterno della fiera, in modo indipendente. Nessuno ovviamente vieta di farlo ma il fatto di sfruttare il momento della fiera, e riconoscerne quindi l'importanza, e non supportarla da espositori lascia un po' perplessi in quanto a visione strategica e di prospettiva per il settore. La critica, diretta o indiretta, delle aziende riguardo ai costi elevati andrà raccolta da Musikmesse ma altrettanto i brand non presenti dovranno dialogare con Messe Frankfurt e tra di loro per trovare una soluzione diversa che li riporti ad essere protagonisti.

 

 

Se avete seguito la nostra ampia copertura video, che potete trovare nella nostra Video Gallery dedicata, avrete visto l'attenzione che abbiamo voluto dare alle aziende italiane, spesso un po' nell'ombra per il resto dell'anno dal punto di vista mediatico ma vero cuore pulsante di quella tradizione italiana nella costruzione di strumenti musicali che ancora tutto il mondo ci riconosce come eccellenza assoluta. Ecco, proprio da queste aziende arriva la nota forse più positiva, poichè la loro partecipazione è stata una delle più corpose tra le nazioni presenti e, sentendo i loro commenti, ha riscosso buoni risultati, garantendo quell'esposizione internazionale e quella densità di contatti che proprio una fiera come il Messe può dare.

 

I grandi temi come i costi complessivi, la lingua, la logistica ed altro ancora, che spesso intimoriscono tante aziende nell'approcciarsi a questi eventi internazionali, possono essere risolti o affrontati in modo più consapevole e razionale prendendo qualche spunto dai comparti che hanno retto meglio in questi anni sia in fiera che sul mercato. Battere in Italia nuovamente sul tasto delle associazioni di categoria, ne sono consapevole, tocca una nota dolente degli anni recenti, ma se possiamo imparare qualcosa da questi periodi incerti è che da soli si è più deboli, mentre riunirsi per categorie di genere o di interesse può aiutare ad avere più peso contrattuale e reggere meglio nelle avversità. Vedremo se aziende e distributori italiani coglieranno lo spunto e l'occasione di ripartire assieme superando le rivalità.

 

Per quanto riguarda la fiera siamo curiosi di capire come questo grande player del mercato si muoverà per il futuro. I piccoli cambiamenti che saranno fatti a PL+S vanno nella direzione di soddisfare le aziende nelle loro necessità di business to business con un format che rimarrà pressochè invariato. Su Musikmesse invece ci aspettiamo un altro redisign del format che segua le cose buone e cambi ciò che non ha funzionato per riportare i grandi nomi all'interno del Messe nell'anno del suo 40-esimo anniversario.

 

 

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