Sandvik crea una chitarra indistruttibile, anche per Yngwie Malmsteen

C'è una lunga storia di chitarristi che, in preda alle deliranti muse dell'arte e talvolta anche a qualcos'altro, hanno distrutto i loro amati strumenti sul palco. Chi non è rimasto impressionato dall'iconica sequenza di Jimi Hendrix che fa a pezzi la sua Stratocaster per poi darle fuoco al Monterey International Pop Music Festival nel 1967?
In realtà il primo chitarrista a distruggere una chitarra elettrica su di un palco fu probabilmente Pete Townshend, degli Who. Tra i 50 momenti che hanno fatto la storia del rock, infatti, la rivista Rolling Stone mette anche la distruzione di una Rickenbacker proprio ad opera di Townshend alla Railway Tavern in Harrow and Wealdstone nel '64. La prima di una lunga serie di strumenti disintegrati dalla famosa progressive band e di una lunga serie di chitarre fatte a pezzi da numerosi artisti a venire.

 

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Probabilmente nessuno ne sentiva la necessità, ma proprio per questo sta facendo così notizia l'ultima trovata pubblicitaria della Sandvik, che ha pensato di realizzare una chitarra che invece sia virtualmente impossibile da distruggere. E per testare su di un vero palcoscenico l'indistruttibile "ascia" non potevano che coinvolgere il più temperamentale dei chitarristi rock ancora sulla scena: Yngwie Malmsteen.
Per coloro che se lo stessero chiedendo, non avendo mai visto chitarre di questo marchio sugli scaffali dei negozi di strumenti, Sandvik Coromant non è affatto un produttore di chitarre. Si tratta di una società di ingegneria che sviluppa nuove tecnologie e brevetti, tra i quali anche la stampa 3D e lo sviluppo di utensili di precisione.

 

Sandvik proprio non aveva mai costruito nemmeno lontanamente una chitarra, si è avvalsa però dell'esperienza del liutaio inglese Drewman Guitars. Andy Holt, di Drewman, ha quindi disegnato una chitarra studiata per fare subito colpo sul pubblico a prima vista.

Henrik Loikkanen, sviluppatore Sandvik Coromant di processi di lavorazione: “Dovevamo costruire una chitarra che avesse un bel suono e al tempo stesso fosse assolutamente indistruttibile, tenendo conto di tutti i possibili modi in cui si può distruggere lo strumentoIl punto critico è rappresentato dall'attaccatura del manico al corpo: è qui che in genere si rompe lo strumento.” E allora Sandvik ha deciso di eliminare la giunzione, con manico e tastiera che proseguono con un tenone integrato di forma rettangolare che arriva in profondità all'interno del corpo della chitarra.

 

 

Sandvik Additive Manufacturing ha contribuito alla fresatura di finitura del corpo e delle parti più minute, tutte realizzate in titanio stampato in 3D. Sandvik Materials Technology ha invece scelto l'acciaio per i componenti e deciso di incorporare una struttura reticolare in acciaio super-duplex all'interno del manico che lo rendesse impossibile da piegare.

 

Materiali avanzati, lavorazioni di precisione, additive manufacturing, produzione “data-driven”: questi sono i processi che ci vogliono per creare qualcosa di così complesso e così bello come lo strumento di un virtuoso della chitarra”, ha dichiarato Klas Forsström, Presidente di Sandvik Machining Solutions. “Ma volevamo anche dimostrare che eravamo in grado di creare una chitarra indistruttibile, benché Malmsteen cercasse di sfasciarla con tutta la foga possibile. Insomma, è stato un progetto perfettamente in linea con le nostre competenze, e con le sue.

 

 

Il risultato è lì da vedere. Una chitarra che nemmeno la furia scatenata di Yngwie è riuscita a scalfire. Nonchè un vero e proprio pezzo di design che, ne sono certo, finirà prima o poi in qualche museo degli strumenti musicali come gli spetta, piuttosto che nelle mani di qualche facoltoso collezionista.
E chissà che dopo questa questa prova a Malmsteen, che di chitarre ne ha distrutte oltre 100 in carriera, passerà la voglia di maltrattare gli strumenti.

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