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TEST Ketron SD90: l'intrattenimento professionale si fa compatto

RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO8
COSTRUZIONE8.5
SUONO9
FACILITÀ DI USO8.5
8.5

test ketron sd 90Derivato strettamente dai modelli a tastiera SD9 ed SD60, il modulo Ketron SD90 è la variante compatta per l’intrattenitore che deve scendere a compromessi in termini di trasportabilità, ma non sulla qualità del proprio spettacolo.

Di Ketron SD90 vi avevo già raccontato in questo focus comparso recentemente su SM Strumenti Musicali, ma lo staff del brand italiano mi aveva promesso un esemplare per un test approfondito. Sono stato accontentato: in redazione è giunto un SD90 che ho spremuto a fondo, al fine di capirne tutte le potenzialità. Partiamo con un primo sguardo all’esterno…

 

test ketron sd90

A PRIMA VISTA

La scocca in alluminio contribuisce a dare un senso di notevole consistenza, mentre le finiture - come consuetudine per Ketron - sono ben curate. Rispetto ai modelli SD a tastiera, l’interfaccia ha subito dei piccoli ritocchi per essere adattata a uno spazio sul pannello più contenuto. Al centro del pannello troneggia il display touch screen da 7” a colori, peraltro ben visibile da qualsiasi angolazione, mentre la sezione di navigazione è stata spostata in basso, e comprende sempre il generoso Alpha Dial, con accanto gli switch Enter, Exit, Save e la coppia per selezionare il modo Media e i menu di editing.

 

test ketron sd90

Le porte SD Card e USB poste sul lato destro del modulo

 

Analogamente ai modelli a tastiera, i pulsanti per accedere alle funzioni strategiche dello strumento sono retroilluminati da un led di colore rosso, e non ci sono variazioni riguardo all’organizzazione della sezione per la gestione dell’arranger e negli 11 fader disponibili.

ACCENDIAMOLA!

L’accensione dello strumento richiede 45 secondi circa prima di proporre lo schermo principale sul display: nello specifico, rimarchevole la modalità Kinetics Mode, per scorrere le funzioni sullo schermo con le dita anziché fare ricorso al Dial. Nella pagina Preferences potete anche consultare un generoso manuale in linea, dal mio punto di vista migliorabile nella redazione.

 

test ketron sd90

Il menu principale proposto dal display di SD90

 

Colpisce la rapidità nella risposta del software al cambio pagina sul display: Ketron preferisce non sbottonarsi sull’architettura hardware, per cui posso solo presumere che il software embedded sia una versione speciale di Linux. Il modulo SD90 è fornito con una SSD interna da 16GB, ma l’utente può collegare altre unità di memoria esterne tramite le tre prese USB e lo slot per una SD Card poste sul lato destro dello strumento.

 

MIDI

Il modulo SD90 mantiene l’architettura presente nei primi strumenti Ketron e fondata sulla compresenza di due generatori sonori: uno dedicato alle risorse interne (parti di accompagnamento e parti suonate in tempo reale) e un altro alla riproduzione dei MIDIFile. Esistono infatti due ingressi separati: la presa MIDI IN1 (GM) va appunto al generatore GM che dispone di 16 canali con la mappatura canonica dei suoni e dei Program Change conformi al General MIDI; l’ingresso MIDI IN2 (Keyboard) va invece al generatore sonoro della tastiera i cui canali sono disegnati su misura sull'uso dello strumento come arranger e per le parti suonate dal vivo.

 

test ketron sd90

Il menu MIDI con le nove configurazioni

 

Per facilitare i collegamenti con strumenti esterni, il Ketron SD90 offre nove impostazioni pronte all’uso per i classici scenari possibili (Master Keyboard, sequencer, fisarmonica, etc.).

 

I SUONI

L’arsenale sonoro comprende ben 368 preset, 672 timbriche GM e 61 Drum Set. I preset suonano bene di default, e la fedeltà agli strumenti acustici originali è tale da non richiedere personalizzazioni. Ottimo. I timbri acustici come Romantic e Grand Piano ci rimandano al carattere inconfondibile di un classico pianoforte Steinway: con un controller dotato di meccanica pesata, i pianisti classici si troveranno a loro agio. Anche i pianoforti elettrici brillano per qualità ed efficacia, e associando l’effetto Insert si possono riprodurre situazioni evocative. Ottimi i preset di fisarmonica, da sempre un cavallo di battaglia per casa Ketron.

 

test ketron sd90

Il menu per selezionare le Voice di pianoforte

 

I suoni d’organo non sono moltissimi, ma coprono le variazioni principali di un Hammond; il punto di forza della categoria è la lunghezza dei campioni, che rende giustizia all’effetto Leslie. Valida anche la manciata di preset di organi liturgici e le varianti Theatre. Ricca l’offerta per quantità e qualità nella famiglia String Choir: tappeti d’archi, numerose varianti di cori vocali, violini solisti e una voce di soprano che si apprezza sulle note lunghe, prestandosi alle migliori colonne sonore di Ennio Morricone oltre che a diversi brani classici.

 

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Il menu per selezionare le Voice Sax Flute

 

Tra i fiati, spicca la famiglia Sax Flute, in cui trovate diverse variazioni dello strumento e un Classic Oboe disponibile anche nella variante Staccato, nonché un divertente Whistle, che inevitabilmente si fa suonare con la classica “Colonel Bogey March”. Per quanto riguarda le sonorità sintetiche (Lead e Pad), ci sono tutte le sonorità principali e più riconoscibili; non mancano quelle reputate abitualmente utili per il professionista che lavora con gli arranger. Chiudono la lista le voci Ethnic, che si concentrano sui timbri più noti nel mondo e i Bass SFX pulsanti e corposi come ci si aspetta, mentre il Pedalbass è indispensabile per l’organo liturgico.

 

test ketron sd90

Il menu del Player GM

 

Riguardo alle timbriche in formato General MIDI, la tavolozza proposta da Ketron ha personalità tale da rendere brillante ed efficace il brano famoso, di riattualizzarlo e renderlo più vivo, in modo da non provare nostalgia della versione originale: se amate rinfrescare il vostro intrattenimento questo è un elemento seriamente da considerare. L’editing di un timbro comprende parametri per intervenire su risonanza e Cutoff del filtro, l’LFO (frequenza, modulazione e ampiezza) e inviluppi ADR. La polifonia è di 128 note.

 

GLI EFFETTI

Per quanto riguarda l’effettistica, è possibile attivare fino a due blocchi Insert sui singoli preset delle parti di tastiera, di cui uno condiviso con l’ingresso Mic/Guitar, mentre il riverbero può essere assegnato separatamente a ciascuno dei due generatori sonori; il blocco delle modulazioni è unico per entrambi i generatori sonori. A valle del mix sono disponibili infine due blocchi DSP per un equalizzatore a due bande e un compressore.

 

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Il menu Edit del blocco Insert EFX1

 

GESTIONE DELLE PARTI

La selezione dei timbri da display è facilitata da generose icone fotografiche. Una precisazione riguardo alle impostazioni per lo split: per Ketron, la parte Lower si gestisce solo all’interno della modalità Style. Premendo a lungo l’icona di un preset si apre la pagina di editing dedicato: sul modulo SD90 si può sovrapporre fino a tre parti in Layer, mentre una quarta denominata 2nd (“second”, per ragioni storiche) può essere aggiunta tramite uno switch dedicato sul pannello.

 

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Il menu Voice&Vari per accedere ai parametri di editing delle parti

 

Il volume delle prime tre parti in Layer può essere personalizzato nel menu di Edit da display, oppure globalmente tramite il fader Right, mentre per la parte 2nd è previsto sul pannello un fader dedicato. Nell’uso del Player MIDI, premendo il pulsante GM è possibile agire sulle singole parti della song, per modificare i preset assegnati a ciascuno dei 16 canali, e intervenire su volume, reverbero, Chorus, Pan e il DSP Insert.

 

L’ARRANGER

La struttura di uno style si compone di pattern rispettivamente per Intro, 4 variazioni, 4 Fill, 4 Break, e 3 Ending. I fader consentono di remixare in tempo reale le parti Drum, Bass, Lower e Chord, e con quest’ultima si controlla globalmente tutte le tracce di accompagnamento: mi piacerebbe avere un controllo granulare delle singole tracce. Molti comandi preziosi sono attivabili solo tramite touch screen, tra cui l’Auto-Fill e i controlli del tempo (Tap Tempo, Accelerando/Ritardando).

 

test Ketron sd90

Il menu View nel modo arranger

 

Non si possono usare i pulsanti del pannello per avviare uno stile dall’Ending, perché i tre pulsanti dedicati sono condivisi con l’Intro: per ovviare al problema, Ketron ha introdotto la pratica funzione Reintro, ma solo su touch screen. Se volete associare una serie di precisi preset alle parti Left/Right in ogni accompagnamento, giunge in soccorso la funzione Voice-To-ABCD, mentre per attivare il pattern di Ending prima che termini l’esecuzione della misura corrente, è disponibile sul display la funzione To End.

 

test ketron sd90

Il menu User Tab

 

Una caratteristica positiva degli arranger Ketron – al punto da aver ispirato un’idea analoga presente sulla Yamaha Genos – è quella degli User Tab: sono cinque icone a fondo schermo personalizzabili grazie alle quali richiamare le funzioni preferite. Nelle modalità di riconoscimento degli accordi non manca nulla per il professionista, tra cui la modalità Bassist, che consente l’esecuzione dei bassi sciolti sulla mano sinistra demandando il riconoscimento degli accordi sulla mano destra. Passiamo all’analisi degli Style: in tempi recenti, la categoria Unplugged è quella che cattura maggiormente la mia attenzione, e l’arsenale fornito dall’SD90 mi piace per la forte propensione live.

 

test ketron sd90

Il menu Organ, per gestire tutte le impostazioni dedicate a questo strumento

 

Mi sono piaciuti i preset Pop_Folk, A_Cappella, Jazzman, String&Piano, ma soprattutto il “Classic_Ballad”, con cui ho finalmente coronato il sogno di suonare una versione decente di “And It Stoned Me” di Van Morrison. Nella categoria Rock è possibile ritrovare i suoni sporchi e duri che non sentivo in un arranger dai tempi della mitica Korg i3. Le quattro variazioni principali in ogni style sono in genere di otto misure, ma possono salire fino a 16 in categorie come lo Swing nei preset Django, Jazz_Orchestra e Manouche.

 

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I parametri di impostazione per il tempo di esecuzione dell'arranger, posti a destra nel menu Style

 

Gli Style Latin, Party e Folk confermano la loro fama, non per nulla Ketron deve la sua popolarità all’energia prodotta nelle situazioni di ballo: e qui in mezzo si trova anche Soka-R, un style efficace la cui variazione D suona fino a 28 misure e con così tante alterazioni ritmiche da lasciare senza parole. Il banco Country include arrangiamenti poco convenzionali per il genere: fra questi vale la pena ricordare la ritmica di Tex_Mex. Chiude la rassegna l’estesa categoria Dance che spazia fra le diverse anime della musica da discoteca: tutto suona con le tracce ritmiche in primo piano, tanto per non lasciare dubbi.

 

IL DOPPIO PLAYER MIDI/AUDIO

Sul Ketron SD90 non manca la modalità per zittire la parte melodica o vocale anche sui file MIDI/audio (Lead Mute): l’efficacia sui file MP3 può variare secondo il mix del brano. La modalità Drum Restyle è presente negli strumenti Ketron fin dai tempi del primo modulo Midjay, e personalmente la adoro, perché capace di far resuscitare il MIDIFile più stantio, anche quelli con tracce ritmiche rantolose. Viceversa, manca una modalità analoga per le tracce di chitarra, chissà che non arrivi in aggiornamenti futuri.

 

test ketron sd90

La visualizzazione del testo sul display nel modo Lyrics

 

La compatibilità è totale per MIDIFile nei formati GMX, MLive o per file audio nel formato MP3 (con Time Stretching), video MP4 o in quelli di testo PDF e TXT; nello specifico, manca la funzione Score e si rinvia la visualizzazione di spartiti all’apertura di file PDF. La pagina Lyrics permette di gestire situazioni di Karaoke anche su schermo esterno, ma non sono riuscito ad impaginare a dovere i testi provenienti da MIDIFile che avevo programmato su alcuni arranger Yamaha. Gli accordi appaiono sul fondo dello schermo e non sopra il testo: questa soluzione rende un po’ difficile la lettura nel cambio rapido di accordi all’interno della stessa misura.

 

test ketron sd90

Il menu DJ del modulo Ketron SD90

 

Il Player MIDI infine è in grado di riconoscere i Marker eventualmente presenti nel MIDIFile, ma su SD90 non è possibile aggiungerli: si dovrà fare su una DAW. Il Ketron SD90 offre una modalità DJ in cui i due player sono presentati graficamente a video come due giradischi, con funzioni Cue, PFL, Backspin, Brake e Tap Tempo: non manca nulla se amate i DJ-Set. Si chiama Jukebox la funzione per allestire delle Playlist da suonare dal vivo: la rappresentazione grafica è intuitiva e consente di balzare con rapidità fra gli elementi di una scaletta; rimarchevole infine il modo SFX, per attivare la gestione degli effetti sui brani in esecuzione.

 

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Le connessioni nel pannello posteriore del modulo

 

LA SEZIONE LIVE

Un punto di forza degli ultimi arranger Ketron sono le parti Live Guitar, disponibili in tre varianti (Folk Acoustic, Electric e Nylon) oltre alla parte Live Drums. Tra le Live Guitar segnalo gli ottimi loop in strumming presenti degli Style Midnight_Ctry, Folk_Beat se amate l’unplugged e infine Old_Waltz, mentre tra i loop del gruppo Electric salgono sul podio le varianti Rock, ma soprattutto quelle Funky, davvero incisive. Tra le parti Live incluse nel banco Nylon suggerisco l’ascolto di quelle incluse nel preset Nylon_Bossa. Complessivamente, un ottimo lavoro.

 

test ketron sd90

Una delle pagine disponibili nel menu Pattern Edit

 

La modalità Live Modeling consente anche ai più inesperti di personalizzare gli Style secondo i propri gusti: tutti gli ingredienti contenuti in SD90 sono a disposizione per “cucinare” con pochi gesti un intrattenimento inedito. Per il musicista esperto non manca la modalità Pattern Edit, per costruire ex novo anche la struttura di uno stile.

 

LAUNCHPAD

Una nuova modalità che – in sintesi – va considerata un’evoluzione di quanto previsto in passato su una classica tastiera arranger, con un uso avanzato dei tradizionali banchi di Registration in combinazione con una sezione Pad. L’ambiente operativo di LaunchPad potrebbe rivelarsi un congegno innovativo ed interessante con cui allestire la propria performance. Per esempio, si può partire da una song riprodotta dal Player MIDI, in cui sostituiamo alcune parti nelle tracce percussive con le Live Drum, e in seguito aggiungendo delle Live Guitar sulla parte Right; se durante l’esecuzione vogliamo sostituire le tracce del MIDIFile con quelle di uno Style, basta cambiare scena e tutto avviene come per magia, a tempo, con musicalità e senza strappi.

 

test ketron sd90

Il menu LaunchPad

 

Possiamo inoltre arricchire la nostra performance inserendo file audio in formato Wave di nostro gusto, ma anche tracce audio in loop o groove: l’interattività è il valore importante che offre LaunchPad, una mano tesa per situazioni live efficaci. Con LaunchPad è possibile inoltre registrare una progressione di accordi e richiamarla dal vivo in Song Mode: potete impostare la sequenza di scene e programmarne l’esecuzione, per ripeterla all’infinito fino a quando il gestore del locale spegne le luci e vi manda a casa perché è notte fonda.

 

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Inserimento della parte Audiodrum nel modo LaunchPad

 

Nel modo LaunchPad sono disponibili sei scene con 12 tracce ciascuna dove si possono configurare scenari completamenti diversi fra di loro, andando così a creare numerose soluzioni dal vivo; in futuro, mi auguro che il team Ketron estenda il numero di scene a 12, magari andando a rimuovere i controlli tradizionali dell’arranger e integrandoli nel menu LaunchPad.

 

CONCLUSIONI

Al termine del test non c’è alcun dubbio che il modulo SD90 è uno strumento che bada alla sostanza, soprattutto nell’interazione tra le ottime sonorità onboard e la sezione arranger, peraltro potenziata con le parti Live, che “bucano” il mix facendo lievitare il tasso di realismo. Una macchina disegnata su misura del professionista che suona dal vivo centinaia di serate l’anno: semplice da usare, è lo strumento adatto per chi chi non segue la massa e intende riprodurre Style e song MIDI originali ed efficaci.

 

test ketron sd90

 

Chi arriva da strumenti della concorrenza dovrà ritagliarsi una porzione di tempo per capire la logica operativa di Ketron: all’apparenza ostica, ma in realtà premiante, perché mirata al musicista che suona e non vuole uno strumento che suoni da solo. La cura artigianale applicata per confezionare il prodotto conduce al prezzo piuttosto sostenuto: se amate l’arranger in formato expander il Ketron SD90 va necessariamente provato.

 

PRO

Suoni e style realistici ed efficaci
Modalità Live, Drum Restyle e LaunchPad
Doppio generatore sonoro
Completezza delle funzioni

 

CONTRO

Due soli effetti Insert
Manuale in linea migliorabile
Visualizzazione dello spartito solo su PDF

 

INFO

Prezzo:

  • Ketron SD90 € 2.395.oo (IVA inclusa)

LINK

KETRON

 

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