Headrush, marchio che si è contraddistinto negli ultimi cinque anni per innovazione e intuito nell’intercettare nuove tendenze e bisogni del musicista in continua evoluzione, disegnando sempre prodotti di altissima qualità, si ripropone con questa cassa/cabinet “portatile”, compatta, con un design vagamente vintage, e di grande eleganza
Il design minimale e un aspetto che ricorda una via di mezzo fra una radio valvolare degli anni ‘50 e la testata di un amplificatore in miniatura, non passano inosservati e certamente catturano l’attenzione di chi è sensibile al vintage, al design ed in generale alla “bellezza”.
Dobbiamo riconoscere davvero un tocco di stile non indifferente. Il peso irrisorio non deve trarre in inganno, non si tratta infatti di un “giocattolo” ma di qualcosa di ben studiato ed indirizzato verso una logica di ergonomia e portabilità; la scelta quindi di materiali leggeri è finalizzata alla valorizzazione del prodotto stesso, e a differenza di anni in cui si costruivano in plastica mettendo poi dei pesi fittizi per simularne solidità costruttiva, oggi la tendenza è decisamente cambiata.
Ma che cos’è alla fine un cabinet FRFR? L’acronimo è l’abbreviazione di Full Range Flat Response, ovvero la più ampia gamma di frequenze possibile (compatibilmente con le dimensioni) e una risposta lineare in termini di curva di equalizzazione ovvero che rispetti il più possibile il segnale di ingresso. È pensata infatti come monitor di ascolto da collegare dopo un processore o una pedalboard. Nel nostro scenario infatti collegheremo la nostra FRFR-Go esattamente a valle dopo un pedalboard Headrush Prime, creando così un ecosistema fatto da un primo stadio di emulazione dell’amplificatore e degli effetti, ed un secondo stadio dedicato all'emissione del suono demandata proprio alla FRFR Go. Un'ipotesi perfetta per sessioni di studio, didattici o di composizione, o di riscaldamento prima di salire sul palco…
HeadRush FRFR-Go in prova
Con una potenza di 30 Watt (se alimentato da rete elettrica) e di 24 Watt (a batterie), il monitor è in grado di erogare fino a 109 dB di segnale, quindi non proprio una carezza per le orecchie. La risposta in frequenza è generosa e rispetta il segnale di ingresso, ovviamente con qualche deficit sulle basse frequenze, fattore dovuto inequivocabilmente alle dimensioni ultracompatte. La Banda 75 Hz/20 kHz è comunque un buon spettro sonoro certamente per la chitarra, forse un pò meno per il basso.
In realtà questa minima defezione sulle basse frequenze è ben compensata dall’architettura costruttiva che prevede sul retro 2 grandi fori configurando quindi in realtà un reale bass reflex. L’uscita cuffia potrebbe rivelarsi utile in qualche caso - ma di grande interesse - è la funzionalità Bluetooth che consente il pairing con device mobile e quindi la possibilità di avere a disposizione basi o altre fonti sonore da aggiungere alla nostra performance.
I materiali costruttivi conferiscono grande pregio ed eleganza, con una struttura in MDF rivestita con un wrapped vinilico esattamente come la testata di un amplificatore, bellissimo al tatto e di grande fascino. Tocco finale il peso, anzi il “non peso”, ovvero la leggerezza per un monitor che si attesta sotto i 3,5 Kg.
L’utilizzo è banalissimo, ma attenzione, prevede due possibili configurazioni molto interessanti. Dall’uscita (mono) della nostra pedalboard potremmo entrare nell’input Jack del cabinet ma se come nel caso del sottoscritto sentiamo la necessità di Reverb e Delay stereo, nessun problema! Usciamo dalla pedalboard con un cavo stereo 2 in 1 (“Y” cable - (2) 1/4" TS to (1) 1/8" TRS), portando il segnale all’ingresso AUX in questo caso in Stereo. Questa possibilità è fantastica e ha fugato ogni ombra di possibile delusione nel configurare un “chitarrista” mono che personalmente ritengo una figura un po' datata. I controlli “rapidi” di volume Bass e Treble lo rendono una specie di “amplificatore” ma in realtà rimane un puro Monitor con la possibilità di qualche ritocco fulmineo laddove necessario.
Esempi audio
Abbiamo voluto testare Headrush FRFR-Go nella sua configurazione audio stereo perché a nostro avviso di maggiore interesse da un punto di vista di performance, e si è dimostrata estremamente flessibile e potente! Con la restituzione anche di larsen e ricca di armonici, si dimostra efficace anche per sessioni di prove di gruppo avendo una emissione acustica davvero considerevole. I controlli di alti e bassi si dimostrano particolarmente utili per la correzione dell’ultimo minuto, e la possibilità di supporto Bluetooth amplia le potenzialità in configurazioni di studio o live performance!
Conclusioni
Headrush FRFR-GO si è rivelato un prodotto estremamente flessibile, professionale, pratico ed efficace. E’ destinato al chitarrista in mobilità, che ha necessità di spostamento senza grandi pesi e ingombri, ma esigente in termini di sonorità e grazie alla fedeltà della risposta in frequenza e della potenza non deluderà i più intransigenti. Chi pensa di poter sostituire uno stack da 320 Watt con una FRFR, non ha capito cosa sia un FRFR, stiamo parlando di “futuro”, di suono preciso ed elaborato, riprodotto in modo lineare e fedele, un mondo parallelo che può piacere o meno, ma che esiste, e crescerà, e in questo mondo parallelo, vince.
Pro
Ampia dinamica
Portabilità e flessibilità sonora
Connessione Bluetooth
Contro
Scarsa risposta sotto i 75 Hz (sanabile con posizionamento in prossimità di pareti riflettenti grazie alla struttura bass reflex)
Poco efficace su basso elettrico
Info
SOUNDWAVE
Headrush FRFR-Go €159,00












