A sorpresa, Rhodes ha introdotto un nuovo Virtual Instrument dedicato al pianoforte a coda, al pianoforte verticale e al classico Yamaha CP80
Nonostante ci siano decine di library e Virtual Instrument dedicati al pianoforte acustico, ogni volta che esce un nuovo strumento virtuale dedicato al re degli strumenti musicali acustici, tutti i tastieristi raddrizzano subito le orecchie. È stato così anche per noi, quando abbiamo saputo in anteprima dell’uscita e in men che non si dica ci siamo fatti mandare una pre-release. Nel mondo dei pianoforti acustici virtuali, ci sono alcuni particolari che fanno la differenza, e anche molto:
- L’intonazione, che deve essere in grado di far risuonare le armoniche senza dissonanze
- I tempi di campionamento lunghi, che dipendono anche dalle caratteristiche della cassa armonica e dell’arpa
- Il timbro, che dipende da decine di fattori compreso il produttore del pianoforte ma anche la fortuna di trovare la combinazione perfetta tra legni, metallo e costruzione.
Queste sono solo tre delle ragioni per cui ci sono così tanti Virtual Instrument dedicati. L’elemento che però fa sempre la differenza è quanto il suono del pianoforte fa entrare in risonanza le nostre emozioni e la musicalità: chiunque avrà scoperto che certi timbri ispirano a suonare, altri invece finiscono lì e non sussurrano alcunché all’orecchio.
La musicalità di un pianoforte è una miscela unica che comprende anche il nostro modo di sentire. Pianology è prima di tutto un pianoforte acustico Steinway Grand D dal sapore americano, pieno, profondo, lungo e armonico. Molti anni fa, quando il campionamento era limitato dalle risorse fisiche degli expander e dei campionatori, fece un grande scalpore Perfect Piano di William Coakley, campionato in soli 16 MB da uno Steinway D Grand Piano, che trovò casa nelle workstation Ensoniq MR/ZR e come scheda di espansione per molti expander Emu: ciò che lo distingueva dagli altri era il timbro e l’intonazione. Non a caso Coakley era un pianista che intonava i pianoforti per molti artisti. Si può essere un mago del campionamento, ma l’intonazione di un pianoforte è un’arte non a portata di tutti.
Pianology
L’interfaccia di Pianology è la stessa di Rhodes Antology, solo rivista nella dimensione dei controlli che ora sono tutti uguali. Senza sapere di Antology, si fatica un po’ a capire cosa ci faccia un parametro Drive per l’amplificatore, l’emulazione della ripresa con un Neumann TLM 102 o uno Shure SM 57 con ben quattro amplificatori differenti, tra cui quello del Rhodes Suitcase ’79, e una serie di effetti tipicamente da piano elettrico, come il Tremolo, il Chorus, il Phaser. Sono lì perché Rhodes ha preso il motore timbrico di Antology. Immediatamente più utili l’equalizzatore, dotato di Shelving per le alte e basse frequenze e di un semiparametrico per la banda media (da 100 Hz a 3600 Hz), un compressore con un parametro di Amount e uno di Make Up Gain, il Delay con parametri di tempo, Feedback, Sync e Mix, e il riverbero con le quattro modalità Arena, Stage, Room e Hall con controlli di tempo, Pre-Delay e Mix.
Il cuore di Pianology sono i pianoforti acustici, che hanno acquisito più parametri per il controllo.
Selezionando Grand, è possibile decidere la posizione del coperchio tra aperto, semi aperto e chiuso, l’intonazione generale a +/-50 centesimi, il timbro che può essere più chiaro o scuro ma non come fosse un equalizzatore, e la quantità di rumori meccanici. Nel caso del pianoforte a coda, tutto quanto si gioca tra le tre posizioni del coperchio e Timbre Shift che è in grado di modificare il suono, da più cupo e intimo a più brillante e percussivo. Rimane invece costante la fase di decadimento, lunghissima con il pedale di sustain attivato, molto più di quello a cui siamo abituati e con una coda che non crolla improvvisamente: abbiamo avuto l’impressione che fosse leggermente compressa per mantenere la percezione così alta del livello del suono, in senso positivo.
Nel caso del pianoforte verticale, sparisce la posizione del coperchio, ma rimane il parametro di Timbre Shift e Mechanics In, che ritroviamo anche per Electric Grand, cioè l’emulazione del più classico e ingombrante Yamaha CP 80.
Per tutti e tre i modelli l’intonazione non va intesa come una semplice trasposizione in centesimi, ma come una vera propria stonatura dei pianoforti, tanto che ai limiti dei 50 cent sono davvero poco suonabili. Diverso è il caso di usare pochissimi centesimi di Global Tune, perché cambia un filo l’intonazione. Sia per Upright che per Electric Grand, stonare un po’ il pianoforte li rende più reali, soprattutto il CP80 che stava davvero poco intonato sul palco.
Rhodes ha aggiunto due nuovi modelli di amplificatore per chitarra alla lista delle emulazioni: mentre per i pianoforti si tratta di dare carattere, e potrebbe avere senso in un mix, nel caso di Electric Grand la cosa si fa più interessante perché il suono è più da palco. La differenza tra i due microfoni è nel timbro, più spostato sulle medie e sulle alte con SM57 o più corposo e ricco di basse con il Neumann. Pianology non prevede la dissociazione tra amplificatore e microfono. Non troverete la scelta del tipo di ripresa microfonica o di altri microfono, come accade in altri VI. Quando non si seleziona un amplificatore, il suono del CP 80 corrisponde all’uscita diretta.
Chorus, Phaser e Tremolo sono indispensabili per il CP 80, tutti e tre con controlli di Rate e Depth, mentre sui pianoforti lasciamo a voi la sperimentazione. Il compressore è molto adatto a sottolineare il transiente e non produce mai effetti di Pumping. Noi ne abbiamo usato sempre pochissimo, perché è molto efficace. Delay e riverbero sono le chiavi per dare ambiente, corpo e spazio ai pianoforti acustici: a parte Hall, gli altri riverberi sono piuttosto ricchi di alte frequenze.
In termini di gestione, Pianology consente di salvare e richiamare i propri preset, selezionare la curva di risposta alla Velocity nonché l’effetto in generale sul suono. Ogni volta che si modifica un parametro, esso viene mostrato nella finestrella superiore Parameter assieme al suo valore. Cliccando con Alt sul parametro, si riporta a zero. La finestra del plugin è liberamente zoomabile trascinando l’angolo in basso a destra. Per fortuna, i nostri occhi ormai fanno un po’ fatica. QUI potete trovare il manuale per approfondire.
L’installazione richiede 14 GB di spazio su hard disk o SSD
In prova
Pianology è quello che ci si aspetta da un Virtual Instrument di pianoforte acustico che abbia un suono molto avvolgente, corposo, musicale e dolce. Non a caso abbiamo parlato di Perfect Piano, perché come ci abbiamo messo sopra le mani, abbiamo riprovato la stessa sensazione di molti anni, aggiornata ai dettami di oggi: precisione, transienti presenti, estensione in banda, equilibrio completo tra le ottave e, ovviamente, una sezione di effetti adeguata a esaltare il pianoforte. Il gran coda è adatto tanto al solismo, e dubitiamo che il pubblico meno colto sia in grado di riconoscere che è un piano digitale, quando all’accompagnamento o all’arrangiamento, andando dal jazz al pop e al rock. Si rimane nei confini del suono naturale con delay e riverberi, senza mai esagerare per non sentire una coda piuttosto artificiale sulle medio alte di Arena, Stage e Room. Si entra nella sperimentazione con Chorus, Phaser e Tremolo assieme alla scelta dell’amplificatore e del microfono. Abbiamo apprezzato l’efficacia dell’equalizzatore, più che sufficiente per disegnare il timbro adatto all’arrangiamento o al mix, senza lasciare fuori il compressore che porta i timbri di pianoforte più vicini a quelle delle workstation a tastiera e adatto al palco.
Molto buono anche il verticale, non ci aspettavamo un timbro così pieno. L’averlo inserito rende Pianology adatto ai compositori e agli arrangiatori in cerca di un ruolo secondario del pianoforte. Il piano Electric Grand, cioè il CP80, è esattamente come ce lo ricordiamo: ci ha rispedito a fine anni ’80 e periodo anni ’80 quando solcava i palchi rock, pop e jazz. Il Tremolo, il Phaser e il Chorus qui sono fondamentali. Per tutti i modelli, non abbiamo sentito alcun rumore meccanico, anche mettendo al massimo il valore di Mechanics In. Probabilmente saranno aggiunti in un futuro upgrade. Al momento del test, per esempio, abbiamo scaricato altri 2 GB di campioni.
Un aspetto che ci ha lasciato un po’ meno contenti è il cambio di preset, perché si porta dietro anche la modifica dei parametri degli effetti, creando artefatti non proprio piacevoli se siete sul palco. La facilità di programmazione è un punto a favore: quello che si vede è quello che c’è. Bastano pochi passaggi per modificare sostanzialmente il suono. Timbre Shift è la chiave per intervenire velocemente sul timbro. Il prezzo è onesto e, con l’offerta in corso, vi portate a casa un timbro di pianoforte acustico che, almeno per noi, ispira a suonare ed è più musicale di molti altri, forse per l’intonazione o per la qualità del campionamento o, forse meglio, il pianoforte scelto e intonato è di eccellente fattura e suono. Propendiamo per quest’ultima opzione.
Conclusioni
Il timbro di pianoforte acustico deve prima di tutto collegarsi al nostro modo di sentire. Un pianoforte che tocca le corde delle emozioni di chi lo suona è una fonte di ispirazione infinita e invita a suonare, anche per il piacere stesso di ascoltare uno strumento musicale ricco di risonanze e potente. Pianology, dal nostro modesto punto di vista, è quel tipo di pianoforte che vorremmo avere sotto le mani, sempre. Il verticale e l’emulazione del CP80 sono ottime aggiunte, ma è il pianoforte a coda che vale tutto il prezzo. Da provare!
Pro
Timbro di pianoforte a coda musicale, profondo e intonato
Facile da programmare
Ottimi effetti di modulazione
Timbre Shift molto efficace
Contro
Nessuna possibilità di scegliere posizione e microfoni per la ripresa
Assenti suoni meccanici
Info
RHODES
Prezzo al pubblico €159,95 - Fino al 7 aprile 2026 è proposto al prezzo lancio di €109,95














