Il ricordo di un incredibile musicista e Sound Designer che ha passato buona parte della sua carriera restando “dietro le quinte”, programmando librerie e preset per i sintetizzatori KORG per oltre 40 anni: chissà quante timbriche create da lui avete suonato e non lo sapete…

 

jack hotop

(Fonte profilo instagram ellieaschwartz)

 

Classe 1954, Jack Hotop è scomparso il 22 maggio scorso a New York, dopo aver combattuto per diverso tempo contro un male incurabile. Così come accaduto per un altro personaggio KORG come Michael Geisel lo scorso anno, la notizia della scomparsa di Hotop ha fatto rapidamente il giro del mondo tra artisti e addetti ai lavori. Tra i primi a ricordarlo, Jordan Rudess che – nel suo sito internet – ha pubblicato un omaggio musicale a Hotop, definito un vero e proprio fratello, amico di vita e di musica.

 

 

Jack Hotop: la sua storia in pillole

Figlio d’arte (il padre era un chitarrista professionista), Hotop iniziò a studiare pianoforte a sette anni. Nell’adolescenza frequentò prima la Berklee College of Music, dove studiò arrangiamento e composizione, e in seguito la Boston School of Electronic Music, dove seguì le lezioni di Roger Powell, all’epoca “endorser” (come diremmo oggi) dei sintetizzatori ARP. Attraverso Powell, Jack Hotop ebbe la possibilità di imparare le basi dei sintetizzatori potendo metter mano a strumenti ARP quali l'Odyssey, il 2600 o il 2500, ma anche il Synthi di EMS.

Terminati gli studi a Berklee, Jack Hotop fu ingaggiato come tastierista e direttore musicale per una serie di tournée mondiali con artisti del calibro dei Drifters, Gloria Gaynor, i Silver Convention o la John Entwistle Band; nello specifico, Hotop strinse una bella amicizia con lo storico bassista degli Who.

 

jack hotop

(Fonte John Lehmkuhl)

 

Il rapporto con KORG

L’infatuazione per gli strumenti del brand giapponese scoppiò nei primi anni ottanta, quando Hotop comprò un sintetizzatore PolySix e per programmarlo passò 36 ore senza dormire! La sua bravura come programmatore fu notata dal distributore KORG americano dell’epoca (Unicord), che lo assunse come specialista prodotto. Hotop ha dichiarato in un’intervista che il primo strumento su cui comparvero i suoi preset fu il Poly-800, poi lavorò su altri strumenti KORG quali serie DW, il DS-8, e a buona parte delle librerie di campionamento del DSS-1 e del DSM-1, che furono le fondamenta di un best seller KORG come l’M1.

L’M1 e i “MIDI Patch Boys”

Nella seconda metà degli anni ottanta Unicord divenne KORG Usa e dal quartier generale in Giappone arrivò indicazione che – per realizzare la nuova generazione di sintetizzatori del brand giapponese – bisognava allestire un team di programmatori suoni basato su esperti provenienti non solo dall’America, ma anche dall’Europa. Hotop prese parte alle selezioni di questo team, in cui entrarono figure come Peter Schwartz, Robby Kilgore, Ben Dowling, il “nostro” Michele Paciulli e Athan Billias, che all'epoca viveva in Giappone.

 

 

jack hotop

Un primo nucleo dei MIDI Patch Boys: partendo da sinistra (seduti) Seki-san, John Lehmkuhl, Suzuki-san, Jack Hotop, Michele Paciulli e Athan Billias. In piedi: Stephen Kay e Steve McNally (fonte Athan Billias)

 

Questo fu il primo gruppo di programmatori ribattezzato da un dirigente di KORG UK i “MIDI Patch Boys” (MPB) che realizzò il sintetizzatore M1, in seguito, l’organico fu ampliato con altre figure di prestigio quali John "Skippy" Lehmkuhl, Steve McNally, e Michael Geisel dalla Germania. Dopo la commercializzazione della serie T di KORG, il team si separò per seguire una serie di progetti paralleli del brand giapponese, e Hotop, insieme a Lehmkuhl, Dowling, John Bowen (quest’ultimo giunto dal team Sequential Circuits) e Stephen Kay lavorò sul progetto Wavestation.

Tra gli altri strumenti KORG seguiti da Hotop negli anni ricordo il pianoforte SGproX, i modelli Trinity e Triton (con buona parte del team MPB), il KARMA con Stephen Kay, l'OASYS, la serie M, tutte le generazioni di KRONOS, KROME, KROSS fino al più recente NAUTILUS.

 

jack hotop

Paolo Principi (al centro) con Jerry Kowarski (a sinistra) e Jack Hotop (a destra)

 

L’impegno come dimostratore e altre collaborazioni

A partire dal 1984 non c’è stata edizione del NAMM a Los Angeles che non abbia visto Jack Hotop presenziare allo stand KORG, per dimostrare ad artisti e pubblico le novità del brand giapponese. Per esempio, nel video qui sotto potete osservare Hotop all’opera al NAMM del 2013, per presentare il sintetizzatore KROME.

 

 

Oltre alla storica collaborazione con KORG, in carriera Hotop ha lavorato anche con Spectrasonics, per realizzare una libreria dedicata a Robert Moog per il virtual instrument Omnisphere; il ricavato delle vendite di questa libreria è interamente donato alla fondazione Bob Moog per la realizzazione di nuovi progetti.

I ricordi degli amici

Oltre al già citato Jordan Rudess, diversi componenti del MPB e altri amici nel web hanno ricordato in queste ore Jack Hotop. Nel forum Music Player Network, il programmatore americano di Casio, Mike Martin, in un post ha ricordato quando in gioventù analizzava i preset KORG di Hotop, per crearne variazioni dedicate ad altri sintetizzatori. Martin ha rivelato che - alcuni Factory Preset del Casio PX5s - sono nati proprio come omaggio al lavoro di Hotop.

Athan Billias ha voluto ricordare l’amico con un articolo pubblicato sul sito MIDI.org, mentre sui social hanno condiviso dei post annunciando la scomparsa altri amici e collaboratori quali John Lehmkuhl, Derek Sherinian, Andrew Lubman, Paolo Principi, la Alan R Pearlman Foundation (ARP), Kurt Ader, John Bowen e tanti altri.  Se siete arrivati fin qui, adesso quando metterete mano a un sintetizzatore KORG degli ultimi 40 anni, non dimenticate che - nel suo suono - ha lasciato la sua impronta questo incredibile personaggio. RIP Jack Hotop.

 

 

 

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