Kawai racconta in un cortometraggio di animazione Koichi Kawai: la storia dell'uomo che trasformò la sua passione in pianoforti
Con Spiritoso: The Story of Koichi Kawai, Kawai Musical Instruments ripercorre le origini del proprio fondatore attraverso un cortometraggio animato che mette al centro non soltanto la figura dell'uomo, ma soprattutto lo spirito che ha accompagnato la costruzione dei pianoforti Kawai per quasi un secolo.
Il progetto è stato pubblicato da Kawai lo scorso mese di e utilizza l'animazione per raccontare alcuni momenti fondamentali della vita di Koichi Kawai, affiancando alle immagini una colonna sonora originale. L'azienda ha inoltre realizzato un approfondimento storico che permette di leggere gli episodi del film attraverso il contesto della nascita dell'industria pianistica giapponese.
Tutto comincia a Hamamatsu
Per capire la storia di Kawai bisogna tornare al 1897, nella città giapponese di Hamamatsu.
All'epoca Hamamatsu non era ancora la capitale musicale che conosciamo oggi. È qui che il giovane Koichi Kawai entra in contatto con uno strumento destinato a cambiare il corso della sua vita: un organo a mantice.
La sua curiosità per la meccanica e per l'invenzione trova nello strumento musicale un terreno ideale. Non si tratta più soltanto di costruire macchine: l'obiettivo diventa quello di realizzare strumenti capaci di produrre musica.
È un passaggio importante perché anticipa uno dei temi ricorrenti nella storia Kawai: la tecnologia come strumento al servizio dell'espressione musicale.
1907: il primo meccanismo d'azione per pianoforte costruito in Giappone
La crescita professionale di Koichi Kawai porta a un risultato fondamentale nel 1907.
Kawai riesce infatti a completare il primo meccanismo d'azione per pianoforte interamente realizzato in Giappone. In un'epoca nella quale il settore nipponico dipendeva ancora in maniera significativa da componenti importati per la costruzione degli strumenti occidentali, il risultato rappresentava un importante salto tecnologico.
Il cortometraggio mette in scena proprio il lavoro manuale dietro questa conquista: legno da lavorare, progetti, disegni tecnici e collaborazione con altri artigiani.
È qui che il racconto di Kawai assume un significato più ampio. L'innovazione non arriva soltanto dalla singola intuizione, ma dalla capacità di trasformarla in un processo concreto.
1927: nasce Kawai
Il passaggio decisivo arriva nel 1927.
Dopo la morte del suo mentore e datore di lavoro, Koichi Kawai decide di intraprendere una strada autonoma. Insieme a sette artigiani, fonda il Kawai Musical Instrument Research Laboratory.
È il nucleo da cui nascerà l'azienda Kawai.
La scena raccontata nell'animazione rappresenta quindi qualcosa di più della semplice fondazione di una società: è il momento nel quale una filosofia personale di costruzione dello strumento diventa un progetto condiviso.
Koichi rimane infatti legato al lavoro concreto, alla materia e alla costruzione dello strumento, anche assumendo progressivamente il ruolo di leader.
La ricerca della perfezione
Uno degli aspetti più interessanti del racconto è il rapporto di Koichi Kawai con la qualità.
Nel 1953 il governo giapponese gli conferisce la Medaglia con Nastro Blu, rendendolo la prima persona appartenente all'industria degli strumenti musicali a ricevere questa importante onorificenza.
Ma il riconoscimento istituzionale è soltanto una parte della storia.
Il film racconta infatti anche il passaggio generazionale. Nel 1955, il secondo presidente Shigeru Kawai assume la guida dell'azienda e avvia un processo di modernizzazione degli impianti produttivi, contribuendo contemporaneamente all'espansione internazionale del marchio.
La filosofia di Koichi non viene quindi archiviata con la sua generazione: viene trasferita a quella successiva.
Una melodia per dire che il pianoforte era pronto
C'è poi un particolare della storia raccontata da Kawai che merita attenzione.
Secondo la tradizione tramandata all'interno dell'azienda, Koichi Kawai effettuava personalmente l'ispezione finale dei pianoforti completati.
I tecnici attendevano il suo giudizio in silenzio. Quando Koichi era soddisfatto dello strumento, si sedeva al pianoforte ed eseguiva una frase di “Echigo Jishi”.
Quella musica rappresentava, per gli operai, il segnale che il pianoforte aveva superato l'esame.
È un'immagine quasi cinematografica: il rumore della fabbrica che si interrompe, l'attesa e infine una breve frase musicale.
Ed è proprio questo episodio a diventare il punto di partenza della colonna sonora di Spiritoso.
Quando la storia diventa musica
La colonna sonora originale del cortometraggio è stata composta da un giovane membro dello staff Kawai, con l'obiettivo di tradurre in musica la personalità e la filosofia del fondatore.
Il motivo ispirato a Echigo Jishi attraversa il film sotto forma di variazioni, accompagnando l'evoluzione della storia di Koichi. Kawai precisa inoltre che l'idea musicale prende spunto dal passaggio di Madama Butterfly di Puccini nel quale compare il riferimento a Echigo Jishi.
Per il suono del pianoforte utilizzato nella produzione è stato scelto PIANO PREMIER “KAWAI LEGEND”, uno strumento software basato sul campionamento del pianoforte da concerto Shigeru Kawai SK-EX.
La scelta crea così un ponte fra passato e presente: la storia di Koichi Kawai viene raccontata attraverso una tecnologia sonora contemporanea, ma il pianoforte utilizzato per farlo è il risultato di quasi un secolo di evoluzione progettuale.
Un'eredità che continua
Spiritoso: The Story of Koichi Kawai non è quindi soltanto un film celebrativo.
È soprattutto un modo per spiegare da dove nasce la filosofia Kawai.
Dalla curiosità di un giovane di Hamamatsu alla realizzazione del primo meccanismo d'azione giapponese, dalla fondazione del laboratorio nel 1927 fino alla trasformazione dell'azienda in un produttore internazionale di pianoforti acustici e digitali, il filo conduttore rimane sempre lo stesso: la ricerca di un rapporto sempre più stretto fra tecnologia, artigianato e musica.
Quasi cent'anni dopo, il nome Kawai continua a essere legato proprio a questa combinazione.
E forse la scena più significativa rimane quella più semplice: un uomo che si siede davanti a un pianoforte, suona una frase e, con quelle poche note, comunica a tutti che il lavoro è stato fatto bene.
Info
KAWAI













