GForce Oberheim Matrix 12: finalmente virtuale

Suono9
Facilità di uso9.5
Rapporto qualità/prezzo10
GForce Matrix 12 è la più riuscita emulazione del più sfuggente polifonico analogico di Oberheim, di immense capacità timbriche mai esplorare completamente per la sua rarità. La facilità di programmazione e il timbro Oberheim saranno di ispirazione ai più giovani sound designer in cerca di un synth alternativo di grandissima flessibilità.
9.5

Matrix 12 è stato il più ambizioso e potente sintetizzatore di Oberheim mai prodotto, con i suoi 15 modelli di filtro analogico e una matrice di modulazione che per decine di anni è rimasta imbattuta tra i synth polifonici analogici

 

GForce, software house inglese, ha già in catalogo una serie di repliche di diversi sintetizzatori vintage, tra cui i modelli TVS e OBX di Oberheim. Per la realizzazione di Matrix 12, GForce si è affidata alla consulenza di Marcus Ryle, che ha collaborato alla progettazione di Xpander e Matrix 12. Non poco, considerate le scelte progettuali originali che hanno una base molto solida riguardo l’interfaccia utente e le potenzialità.

Oberheim Matrix 12, uscito nel 1985 in piena epopea FM, è stato all’epoca il synth polifonico più desiderato e ricercato negli anni ’80 da chi amava l’analogico, ma era anche il più costoso e prodotto ormai alla fine della storia di Oberheim. Chiunque si sia occupato di sintesi, sapeva che il Matrix 12, e il suo precedente Xpander, era il massimo a cui si poteva ambire in fatto di programmazione: dodici voci, due VCO per voce, quindici tipi di filtro analogico con risonanza, matrice di modulazione con funzioni non convenzionali, come Ramp e Lag, FM con VCO2 modulante per VCO 1 e/O VCF e un pannello di controllo vasto, ricco di encoder, schemi e riferimenti, molto più facile da programmare di quel che si pensi inizialmente.

Vangelis, The Orb, Depeche Mode e Technotronic sono solo alcuni dei nomi che hanno sfruttato il suono di Matrix 12, che si è ritagliato il ruolo di eccellenza nei pad, sweeps, bassi, texture e drone. Per chi scrive, il Matrix 12 è sempre stato il synth su cui sperimentare, in analogico, l’FM e le modulazioni più disparate. Oggi è quasi impossibile da acquistare a prezzi umani e, per quanto riguarda la manutenzione, rimane uno dei synth più affidabili di sempre, anche se alcuni chip CEM cominciano a scarseggiare.

 

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GForce Oberheim Matrix 12

La virtualizzazione di Matrix 12, e quindi anche di Xpander, porta con sé 570 patch, comprese le 190 originali dei due synth, e le sorgenti di modulazione (MIDI Mod) Velocity, Release Velocity, Pressure e MPE con curve indipendenti per patch, a cui si aggiungono quattro Macro programmabili. Di fronte alla garanzia di perdersi quando si programma la matrice di modulazione come sull’hardware,

GForce ha implementato diverse modalità di visualizzazione dei collegamenti, che vanno da uno schema aggiornato delle connessioni (Flow), man mano che si aggiungono, alla tabella delle sorgenti e delle destinazioni (Mod Matrix), con possibilità di aprire tendine per analizzare anche i valori o attivare filtri e modificare anche in tabella. Visualizer è dedicato alla funzione di oscilloscopio per la singola voce, e ogni voce ha una serie di riquadri che, in tempo reale, mostrano le onde degli oscillatori, degli LFO, le curve degli inviluppi e dei tre Track. Realizzato in questo modo, si mantiene sotto controllo tutto il flusso delle modulazioni.

 

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Il browser di GForce Oberheim Matrix 12

 

Tra le nuove funzioni inserite ci sono sei micro arpeggiatori, una per ogni zona di tastiera, rampe sincronizzabili al tempo con curve esponenziali e lineari, lo smoothing di ogni forma d’onda degli LFO, un tracker a step che trasforma ogni LFO in un semplice step sequencer a quattro passi, l’inserimento del delay stereo e del riverbero, con mandate indipendenti in modalità Multi.

GForce Oberheim Matrix 12 può essere usato in modalità Single, cioè un’unica patch con 12 voci allocate in polifonia o unisono, con spread e detune. In Multi, con una finestra dedicata, è possibile definire sei zone di tastiera con patch indipendenti, che possono anche sovrapporsi, ognuna con la propria allocazione di voci, canale MIDI, trasposizione, detune, pan, micro arpeggiatore, livello ed effetti. E’ possibile attivare un Relative Edit per muovere una intera zona alla volta. Nulla vieta di usare più patch per una sola zona, fino a che sono disponibili le voci.

 

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Il menu nel modo Multi del GForce Oberheim Matrix 12

 

Nei controlli Master, troviamo il Detune, lo Spread delle voci, il Volume e il metering in uscita.

Il browser delle patch è intuitivo e si sviluppa su Collection, Category, Types e Timbre, da cui viene generata l’ultima colonna Patch secondo i filtri precedenti. E’ possibile ascoltare il suono in preview con Audition, scegliendo anche la nota.

La catena di sintesi di Matrix 12

Tutto quanto era previsto su Matrix 12 è presente anche nella versione virtualizzata. Ognuna delle 12 voci ha due VCO indipendenti con triangolare, pulse e dente di sega, attivabili anche contemporaneamente, con il secondo VCO che ha anche un generatore di rumore e hard sync con il primo. Sempre il secondo VCO può essere il modulatore del primo VCO con il controllo FM, e può contemporaneamente modulare anche il cutoff del VCF.

Sotto i due VCO sono presenti i tre generatori Track a cinque punti programmabil con relativo sorgente di Input, che possono essere trasformati in step. Il generatore Lag è subito sotto, con le tre modalità di curva, il rate, sincronizzabile al Tempo e la modalità Retrig.

 

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I menu dei due VCO del GForce Oberheim Matrix 12

 

I quindici modelli di filtro, realizzato in originale su un filtro CEM sfruttandone tutte le possibilità di programmazione digitale per il controllo analogico, comprendono passa basso, passa alto, passa banda notch, fase da uno a quattro poli, seguiti da due VCA in serie. Alzando il livello del secondo VCA, Matrix 12 diventa il synth perfetto per sonorità drone, perché può essere lasciato libero dal controllo degli inviluppi.

Al filtro possono essere abbinati immediatamente il key tracking, il generatore Lag, il Bender e il Vibrato.

 

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Il menu per il filtro nel GForce Oberheim Matrix 12

 

Matrix 12 ha sempre lasciato al palo gli altri synth analogici e digitali dell’epoca, quando si parla di modulazione. Ogni voce può contare su cinque inviluppi, cinque LFO, quattro rampe, un processore lag, tre generatori Tracking a cui si sono aggiunte le sorgenti di cui abbiamo già scritto, per integrare la versione software con i keyboard controller moderni. Ogni sorgente può essere indirizzata a ogni destinazione, senza limiti.

 

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Menu delle modulazioni del GForce Oberheim Matrix 12

 

GForce ha modellato i VCO, i filtri e gli inviluppi (forse il punto dolente dell’hardware, che non è mai stato troppo snappy, ma c’è un trucco di modulazione per modificare la curva di attacco). I cinque inviluppi hanno un tempo di delay, seguito dai classici segmentei ADSR e un Amp finale. L’inviluppo può essere lasciato girare liberamente e sono presenti le funzioni di Multi, Reset e Gated quando si sceglie una sorgente di modulazione.

I cinque LFO dispongono di Rate sincronizzabile al tempo, fase, scelta della forma d’onda, S&H in ingresso scegliendo la sorgente di modulazione, Smooth e di nuovo Amp.

 

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Menu LFO nel GForce Oberheim Matrix 12

 

Infine troviamo le quattro Ramp, anche qui con Rate sincronizzabile al tempo, curva e modalità Gated con scelta della sorgente di modulazione.

Ogni sorgente può essere collegata a una destinazione, che può essere anche la sorgente stessa, con ben sei slot per modulazione bipolare per parametro, ognuno con possibilità di quantizzazione e corona di led verde attorno all’encoder virtuale, per intuire il valore. I sei encoder collegati hanno un display dedicato: in alto è riportato il parametro, sotto invece ci sono le sigle delle sei sorgenti di modulazioni abbinabili a piacere.

 

 

In prova

Matrix 12 è da sempre stato il nostro synth polifonico preferito quando ci trattava di produrre pad e suono elettronici continuamente in movimento. La matrice di modulazione, l’FM tra i due oscillatori, il suono analogico morbido dei filtri e l’idea di avere un synth a tastiera che però funziona come un modulare, sono tutti elementi che contraddistinguono Matrix 12 dalla concorrenza.

A differenza di Prophet 5, Jupiter 8, Oberheim OB o Memorymoog, Matrix 12 affidava la generazione delle sorgenti di modulazione a una delle due CPU della scheda digitale, con segnali poi convertiti in analogico e multiplexati per le voci. Considerando che eravamo nel 1985, si può facilmente comprendere l’impresa eccezionale nella progettazione di Matrix 12. Rivederlo in software è stata una graditissima sorpresa, ma ci sono voluti anni per virtualizzarlo, perché gestire una matrice di modulazione così complessa non è un gioco da ragazzi, tanto che Matrix 12 pesa abbastanza sulla CPU.

 

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Il menu per la gestione delle Zone nel Gforce Oberheim Matrix 12

 

Della virtualizzazione abbiamo apprezzato soprattutto il suono che ricorda in tutto e per tutto l’hardware. L’FM tra i due VCO suona analogica come sull’originale, senza alcuna asprezza digitale, i filtri sono quelli che conosciamo su Matrix 12, quando non si usa la risonanza. A livelli alti di risonanza, la versione hardware ha un timbro leggermente diverso e più vivido rispetto alla virtualizzazione, ma se non avete mai messo le mani su un Matrix 12 non ve ne accorgerete.

La virtualizzazione diventa fantastica non appena si entra nella programmazione della matrice di modulazione, perché tutto quanto viene tracciato e non si perde di vista, oltre al fatto che un menu a tendina delle sorgenti è molto più comoda per i collegamenti. L’hardware era veloce da programmare, ma il software lo batte senza alcuna remora.

Anche la visualizzazione delle zone, in Multi, con i relativi parametri porta a una programmazione rapidissima, rispetto all’hardware. La scelta di dotare le sei zone di microarpeggiatori è ottima, perché le Multi possono suonare molto meglio.

I preset, che mettono in luce le capacità di Matrix 12 per pad e texture, sono un po’ troppo affogati nel riverbero, ma il nostro orecchio è abituato all’hardware senza effetti.

 

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Sezione effetti nel GFroce Oberheim Matrix 12

 

Oltre all’emulazione del suono, GForce Oberheim Matrix 12 mette in mano al sound designer uno strumento potentissimo quando si parla di modulazioni, che sono il vero valore aggiunto dell'originale rispetto a qualsiasi altro synth polifonico. Lascia molto spazio alla fantasia, alla personalizzazione del timbro in pochi minuti e alla ricerca sonora con filtri che non si incontrano quasi mai anche in software.

La facilità di programmazione è il punto più forte di GForce Oberheim Matrix 12, dopo il timbro tipicamente Matrix 12, diverso da sempre da Matrix 1000 o Matrix 6, e lontano dal gorgoglio e dall’aggressività di OBX e OBXa.

 

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Menu MIDI MOD nel GForce Oberheim Matrix 12

 

Per ora GForce ha virtualizzato l’hardware rimanendo aderente al progetto originale. Noi avremmo desiderato avere più opzioni sugli inviluppi, soprattutto sulla curva di attacco, che sono stati il punto debole del progetto. Un chorus, oltre a delay e riverbero, avrebbe migliorato ancora di più il già ottimo suono finale. Anche le sorgenti di modulazioni potevano essere estese ai CC MIDI, soprattutto per chi ama programmare con controller fisici. Non aspettatevi, infine, quelle fluttuazioni di intonazione di un OBX o OBXa perché da sempre Matrix 12 è sempre stato perfettamente intonato e calibrato sui filtri e la risonanza. Era già un progetto molto più evoluto rispetto ai polifonici analogici con cui si confrontava. Così era, e così è anche per GForce Matrix 12.

 

 

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Conclusioni

Passare da un vero Matrix 12 alla sua versione software è stato immediato e, dopo poco, la comodità di avere menu a tendina per la scelta della sorgente, la visualizzazione in tempo reale dei collegamenti della matrice di modulazione e i parametri subito a disposizione ci hanno fatto dimenticare il vero Matrix 12. Stiamo già cercando di capire come usare la versione software come editor per l’hardware!

Le caratteristiche timbriche di Matrix 12 sono state ben emulate, ed è un altro punto molto forte per provarlo subito.

Considerando l’epoca sfortunata in cui è apparso Matrix 12 e la sua rarità (si parla di un migliaio di esemplari prodotti), GForce Matrix 12 porta in studio una serie di timbriche che non sono così diffuse come per altri synth analogici del passaato, con patch pronte per essere riproposte in chiave moderna. Un sound designer troverà in Matrix 12 una grandissima ispirazione. Il mito e la leggenda del più potente analogico degli anni ’80 sopravvive, si aggiorna e si diffonde come avrebbe meritato fin dalla nascita del progetto. Un virtuale di pregio e con una interfaccia grafica che migliora tantissimo la programmazione.

 

Ci Piace

La migliore emulazione di sempre di Matrix 12
Suono dei VCO, FM e VCF
Facile da programmare
Nuove funzioni per l’integrazione MIDI

Non ci Piace 

A questo prezzo e con questo suono, nulla da eccepire

 

Info
GFORCE

GForce Oberheim Matrix 12: prezzo di lancio: € 83,99 fino al 5 dicembre

 

 

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