Gibson compra Mesa/Boogie e si lancia nel mondo ampli


La Befana quest'anno ha portato una grossa news per il nostro mondo degli strumenti musicali. Gibson, insieme a Fender, il più iconico produttore americano di chitarre e bassi al mondo, ha annunciato l'acquisizione del celebre costruttore di amplificatori Mesa/Boogie, anch'esso tra gli alfieri nel mondo del suono di chitarra Made in USA.

 

Nata 51 anni in California da un'idea di Randy Smith, Mesa/Boogie è uno dei brand più rispettati e di alta gamma nel campo dell'amplificazione. Randy Smith è stato l'ideatore di molti dei circuiti di distorsione che oggi sono considerati dei classici e dei punti di riferimento in quanto a suono e dinamica. Smith, ancora oggi a 75 pienamente attivo nella sua azienda ora rilevata da Gibson, continuerà il suo lavoro nel ruolo di Master Designer e Pioneer of Mesa/Boogie, portando la sua esperienza nel campo del design valvolare e la sua visione sugli ampli in stile "boutique" ad alte performance.

Randall-Smith mesa boogie strumenti musicali

Randy Smith agli esordi della sua compagnia che avrebbe cambiato il mondo dell'amplificazione.

La storia di Mesa/Boogie è un mito nel mondo della chitarra. Partito come molti da nulla, Randy Smith aprì la sua piccola compagnia convertendo un canile nel suo laboratorio nel nord della California. Modificava amplificatori per tutte le band dell'area di San Francisco, dando agli amplificatori di allora la possibilità di spingersi là dove nessuno arrivava in termini di volume, distorsione e carattere. Bloomfield, Santana, i Rolling Stones, sono solo alcuni dei nomi che hanno dato fiducia fin dall'inizio a questo maestro dell'amplificazione quando aprì la prima vera compagnia di amplificatori boutique che presto sarebbe diventata sinonimo di High Gain.

 

"JC" Curleigh, Presidente e CEO di Gibson Brands, nonchè l'uomo chiamato ai vertici dell'azienda americana per risollevarla dalla procedura di bancarotta avviata nel nemmeno troppo lontano maggio del 2018, ha accolto a braccia aperte Mesa/Boogie: "Oggi la nostra avventura continua con l'aggiunta di Mesa Boogie alla famiglia Gibson Brands, assieme alla visionaria leadership di Randy Smith e del suo team. Una partnership perfetta basata sulla nostra comune esperienza professionale e passione per il suono".

Cesar Gueikian, Randy Smith e James “JC” Curleigh (credit: Gibson)

"Ho 75 anni e lavoro ancora ogni giorno", ha dichiarato il fondatore di Mesa/Boogie. "Questa è la mia arte e molti della mia squadra lavorano con me da 30 o 40 anni. Abbiamo visto come JC e Cesar [Gueikian, CMO a capo della divisione commerciale e marketing di Gibson Brands] hanno trasformato Gibson, abbiamo visto valori comuni e una dedizione incredibile alla qualità. Quando ci hanno chiesto di diventare Gibson's Custom Shop for Amplifiers, abbiamo visto la collaborazione perfetta per espandere il nostro raggio d'azione e allo stesso tempo preservare il nostro nome anche oltre me stesso. E' stata la corsa di tutta la mia vita... e non è ancora finita!".

 

Ora molti di voi, che magari conoscono anche il recente passato di Gibson, potrebbero chiedersi come mai una compagnia che ha seriamente rischiato il fallimento ed ha attraversato una ristrutturazione recente e non priva di sacrifici, proprio a causa di acquisizioni poco lungimiranti e sensate, ha ora deciso di compiere questo passo.
I motivi sono molteplici, ma prima occorre sottolineare non tanto il perchè Gibson abbia comprato Mesa/Boogie ma perchè Mesa abbia venduto a Gibson. Randy Smith ha infatti tenuto duro tutti questi anni, cavalcando successi e attraversando anche anni di crisi, ma ora al periodo di certo non favorevole al mondo dell'amplificazione tradizionale si aggiunge una carta d'identità che, nonostante la sua voglia instancabile, gli consiglia di fare piani più a lungo termine per garantire alla sua azienda un futuro certo.

 

Dal punto di vista di "JC" Curleigh e Gibson invece è una mossa audace certo, ma perfettamente in linea con la direzione decisa che il nuovo CEO ha deciso di dare già dai primi giorni della ristrutturazione. Curleigh ha impostato una strada chiara costruita su un messaggio di identità, tradizione, unicità del prodotto ed anche un pizzico di aggressività nei confronti di chi copiava spudoratamente il design Gibson.
Quello che a mio parere è uno dei migliori CEO nel mondo musicale attuale, ha scelto di abbandonare le avventure tecnologiche che avevano portato Gibson fuori dalla sua strada e senza più un dollaro in cassa, ma ha anche investito su questa nuova acquisizione.I dettagli economici dell'operazione sono ancora riservati, ma Mesa/Boogie è una compagnia che vende in tutto il mondo ed il suo fatturato sarebbe di alcune decine di milioni di dollari l'anno.

 

Gibson vuole entrare nel mondo dell'amplificazione da tempo, ma avendo scorporato con la bancarotta i brand che potevano darle la tecnologia ed il team per iniziare a costruire amplificatori, avrebbe dovuto partire da zero. In questo modo acquisisce non solo un brand con un suo nome prestigioso ed un buon fatturato, anche se in calo negli ultimi anni, ma anche la possibilità di iniziare subito a progettare amplificatori attraverso Mesa sotto il marchio Gibson's Custom Shop for Amplifiers.
La grande G si lega inoltre ad un marchio tradizionale Made in USA, perfettamente compatibile con la sua immagine. Rafforza così il suo messaggio di rinascita attraverso la tradizione, qualità e USA-Made.

 

Da ultimo non credo proprio che Gibson voglia mettersi a costruire amplificatori di fascia medio-bassa per ora, sarebbe come se la Ferrari annunciasse una smart car economica. C'era quindi bisogno di una buona strategia di posizionamento che gli permettesse di giustificare il fatto che gli amplificatori di una compagnia che non ne produce da anni avranno un prezzo elevato al pari delle sue chitarre. Sapere che dietro a questi ampli ci sarà Mesa/Boogie sposterà automaticamente la percezione dei potenziali acquirenti verso un prodotto di alta gamma, per cui un prezzo di fascia alta è giustificato. Sarà come un bollino di garanzia indiscutibile garantito dai cinquant'anni di storia di Mesa/Boogie e Randy Smith, una cosa che vale molto di più del valore dell'azienda stessa probabilmente.

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