JHS AT Mini: il suono di Andy Timmons compatto


C'è una domanda che, davanti a un pedale signature, torna sempre: quanto dell'idea originale rimane quando si cerca di renderla più semplice, più piccola e più accessibile?

 

 

Con il nuovo JHS AT Mini, la risposta è piuttosto chiara. JHS Pedals prende il circuito dell'AT V1, il modello sviluppato insieme ad Andy Timmons, e lo trasferisce in un enclosure compatto, eliminando ciò che non è indispensabile e lasciando al centro della scena il suono.

Il risultato è un overdrive/distorsore pensato per chi vuole portare sulla pedalboard il carattere dell'AT senza occupare lo spazio del modello completo.

Dall'AT originale all'AT Mini

La storia dell'AT comincia nel 2013, quando Andy Timmons iniziò a utilizzare un JHS Angry Charlie come principale canale lead, arrivando a preferirlo ai canali distorti di alcuni amplificatori boutique.

L'incontro con JHS al NAMM portò successivamente allo sviluppo del suo modello signature. Nel 2016 arrivò sul mercato l'AT, diventato rapidamente uno dei pedali più riconoscibili della produzione JHS.

Oggi quel progetto viene riproposto in una veste decisamente più essenziale.

L'AT Mini utilizza lo stesso circuito V1 dell'AT originale, ma rinuncia al selettore delle diverse modalità di potenza. La scelta è stata precisa: il pedale è permanentemente impostato sul voicing 100 watt, quello preferito da Andy Timmons.

 

JHS AT Mini, overdrive Andy Timmons

 

Un suono British, aperto e dinamico

Il carattere dell'AT Mini è quello di un amplificatore British spinto, con una risposta aperta e una quantità di dinamica che permette di passare dal crunch alla distorsione più consistente intervenendo principalmente sul tocco e sul controllo Drive.

La modalità 100 watt offre il massimo volume e una risposta meno compressa, avvicinandosi alla sensazione di un grande stack portato a lavorare nella sua zona più interessante.

Non è quindi un pedale costruito intorno a una lunga lista di funzioni. Al contrario, JHS ha scelto di togliere, concentrandosi sul comportamento del circuito e sull'immediatezza.

 

JHS AT Mini, overdrive Andy Timmons

 

Quattro controlli e nessun fronzolo

Sul pannello troviamo quattro controlli:

  • Volume, per gestire il livello di uscita;
  • Drive, che determina quantità e intensità della saturazione;
  • EQ, utilizzato come filtro passa-alto per spostare il carattere da più caldo a più brillante;
  • Air, che interviene sulle alte frequenze con un comportamento simile al controllo Presence di un amplificatore.

Una configurazione semplice, ma tutt'altro che limitante.

Il Drive copre infatti un'ampia gamma di sonorità, dal crunch più contenuto fino a una distorsione ricca e satura. EQ e Air consentono invece di adattare il pedale al resto della strumentazione, un aspetto tutt'altro che secondario quando si passa da un amplificatore all'altro.

 

JHS AT Mini, overdrive Andy Timmons

 

Più spazio sulla pedalboard

La vera novità dell'AT Mini è però evidente già al primo sguardo: le dimensioni.

JHS ha racchiuso il circuito in un nuovo enclosure compatto, restituendo spazio prezioso sulla pedalboard. È una scelta che guarda soprattutto ai chitarristi che hanno già una catena effetti affollata e non vogliono rinunciare al carattere dell'AT.

Il concetto è quasi quello di una sottrazione: stesso circuito V1, stessi quattro controlli fondamentali, meno ingombro.

JHS AT Mini o AT+?

Il confronto con il fratello maggiore AT+ viene naturale.

L'AT+ rimane la scelta per chi desidera una maggiore possibilità di intervento sul suono: offre infatti le diverse modalità 25 e 50 watt e un boost indipendente e footswitchabile.

L'AT Mini segue invece una filosofia differente: una sola voce, quella da 100 watt preferita da Andy Timmons, e tutto ciò che serve per sfruttarla al meglio.

La scelta, quindi, non è tanto fra un modello migliore e uno peggiore, quanto fra due approcci diversi.

 

JHS AT Mini, overdrive Andy Timmons

 

Costruito a Kansas City

Come gli altri pedali JHS, anche l'AT Mini viene costruito a Kansas City, con true bypass, alimentazione da 9 a 18 volt con negativo centrale e un consumo dichiarato di appena 10 mA.

Il pedale è già presentato sul mercato mondiale e, secondo Gold Music, è disponibile presso i rivenditori JHS Pedals in Italia.

Il punto, alla fine, è sempre il suono

L'AT Mini sembra seguire una filosofia piuttosto precisa: se il circuito originale funziona, perché complicarlo?

JHS mantiene l'architettura dell'AT V1, elimina il selettore delle modalità e la racchiude in un formato più piccolo. Il risultato è un pedale rivolto a chi cerca crunch, sustain e distorsione British, con una risposta dinamica e una gestione estremamente immediata.

E forse è proprio questo il punto interessante dell'AT Mini: non cerca di essere un nuovo AT. È l'AT che prova a occupare meno spazio.

Per un pedale destinato a una pedalboard, non è una differenza da poco.

 

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