MidiWare 40 anni di passione nella distribuzione


In carriera, di distributori in questo settore in cui, nel proprio DNA, sia insito il perfetto mix tra passione e imprenditorialità li conto sulle dita di una mano, e Francesco Borsotti è uno di questi.

 

midiware francesco borsotti intervista se electronics universal audio genelec riccardo gerbi

 

Non ci incontriamo spesso, ma quando accade è festa e vuoi non farlo per l’anniversario di MidiWare?

Prima di partire con la chiacchierata, ritengo doveroso ricordare qualche passo fondamentale dell’azienda nei suoi primi 40 anni di attività.

MidiWare: pillole di storia

Fondata nel maggio del 1986, MidiWare nasce dall'iniziativa di Francesco Borsotti, che dopo l'esperienza nel settore della Computer Music presso Music Link con Renè Rochat decide di creare un'azienda interamente dedicata alle nuove tecnologie musicali. Al suo fianco, oltre a Rochat, figurano come soci Lucio Pascarelli e Fabio Liberatori.

La prima sede, un piccolo garage ai Parioli di Roma, diventa rapidamente un punto di riferimento per musicisti e appassionati. Con la crescita dell'azienda, Borsotti lascia gli studi universitari per dedicarsi completamente a MidiWare, affiancato dalla sorella Camilla Borsotti, responsabile dell'amministrazione.

Nel 1988 l'azienda si trasferisce nel quartiere Prati e, successivamente, nell'attuale sede di via Cassia, dove si trovano gli uffici commerciali, amministrativi e lo showroom Pro Audio. Oggi MidiWare rappresenta una realtà consolidata nel panorama italiano della distribuzione di tecnologie musicali, grazie a un team stabile di collaboratori e una presenza capillare su tutto il territorio nazionale.

 

 

L’intervista

Riccardo Gerbi: in questi 40 anni di storia quale la soddisfazione maggiore e la più grossa delusione?

Francesco Borsotti: Il maggiore momento di gioia e al contempo di delusione è accaduto quando abbiamo acquisito un brand come Universal Audio. Si tratta di un brand desiderato da molti distributori italiani, e che abbiano scelto MidiWare dopo un’accuratissima selezione è stato per noi non solo motivo di gioia, ma soprattutto di profondo orgoglio, perché non era assolutamente scontato.

L’annuncio di questa acquisizione doveva avvenire il primo gennaio 2020, ma per vari motivi è stato rimandato al nove marzo successivo, che coincise purtroppo con l’inizio del Lockdown in Italia a causa del COVID-19. Oltre alla paura per quanto stava accadendo, provai delusione al pensiero che l’inizio di una bella avventura commerciale potesse coincidere con quella che si annunciava come la fine della società e grossi problemi per la mia famiglia e i miei collaboratori, perché in quei giorni nessuno di noi sapeva come sarebbe andata a finire. Fummo costretti a rinviare ulteriormente di una settimana l’annuncio, ma quello fu il problema minore.

Ma il primo momento veramente triste fu la perdita di Steinberg, perché con questa software house io in primis ho mosso i primi passi in questo mondo qualche anno prima della fondazione di MidiWare. Cominciai a sperimentare programmando il sequencer Pro-16 per il Commodore 64, e da Roma la voce si sparse ben presto in Italia, dove c’erano già studi di registrazione che lavoravano con i primi software. Ci fu un momento in cui – grazie alla mia esperienza - musicisti e appassionati cominciarono a chiamarmi “Mr Steinberg”!

 

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Steinberg Pro-24

 

RG: E quando arrivò MidiWare, ricordo che stampavi i manuali dei software Steinberg per gli utenti con la stampante ad aghi…

FB: Stampavo un volume e poi finiva nel fotocopiatore, ma con un’accortezza: usavamo una carta speciale di colore arancione per le copie, perché già all’epoca qualche utente aveva il brutto vizio di fotocopiare il manuale per divulgarlo e utilizzare copie pirata del software.

RG: MidiWare si è espansa nel tempo con divisioni quali il Pro Audio, il Broadcast e l’Educazionale: quali sbocchi vedi per queste divisioni in futuro?

FB: Nel broadcast con brand quali Genelec, per esempio, stiamo lavorando molto e il settore Pro Audio per noi nell’ultimo anno è stato quello in maggiore espansione; nello specifico, oltre a Genelec potrei citare RME o Universal Audio. Quello che noto ultimamente è la tendenza di alcuni brand di questo settore come SSL o Rupert Neve Design a espandere il proprio catalogo con interfacce e processori più economici, mantenendo però uno standard qualitativo piuttosto alto.

RG: Un’espansione volta a “rosicchiare” fette di mercato ai concorrenti nel Pro Audio?

FB: Direi di no, semmai un tentativo di fidelizzare una nuova categoria di utenti. Chi muove i primi passi rientra in quel comparto definito “Musical Instrument”, perché molto spesso è un musicista che vuole anche sperimentare con la registrazione e il mix. In genere, questa tipologia di utenti si affida inizialmente a prodotti economici per l’home recording, e solo se prosegue nel suo cammino andrà a investire spostandosi in altri comparti come il Pro Audio, per esempio.

Sotto questo aspetto, l’espansione del catalogo di determinati brand al comparto “MI” lo trovo assolutamente positivo, così da seguire l’utente fin dai primi passi. Tra l’altro, la scelta di SSL sta premiando, perché tra i nostri brand ultimamente è quello che sta ottenendo una crescita in termini di percentuali tra i più alti tra quelli che distribuiamo, il sintomo di un ottimo riscontro da parte degli appassionati.

 

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Esposizione MidiWare a un evento del 2014

 

RG: Nella mia introduzione ti ho descritto come uno dei pochi personaggi che conosco in questo settore in cui convivono in perfetto mix di passione e imprenditorialità. Dopo 40 anni questo mix è rimasto inalterato?

FB: La passione per la tipologia dei prodotti e la tecnologia musicale in me è rimasta intatta. Quello che purtroppo è andato perso nel tempo a causa dell’impegno sul lavoro è la conoscenza tecnica di tutto quanto offre il mercato. Fortunatamente, sono circondato da validi collaboratori che mi supportano sotto l’aspetto della conoscenza, e se dopo 40 anni siamo ancora qui è perché il mio team crede nella qualità dei prodotti che distribuisce. Un esempio in tal senso è un brand come sE Electronics, un altro fiore all’occhiello odierno del nostro catalogo. Un brand pressoché sconosciuto nel nostro paese agli esordi, ma fin dai primi microfoni che ci hanno proposto abbiamo intuito che poteva avere dei bei margini di espansione. Oggi, i dati di vendita e il feedback dei clienti ci confermano che avevamo ragione.

RG: Beh, se penso a un microfono come il V7 adesso in Italia si vede un po’ ovunque…

FB: l’sE Electronics V7 è stato un successo incredibile, ottenuto tra l’altro senza sponsorizzazioni o altro: l’artista lo prova e se ne innamora. Uno tra i primi a utilizzare questa capsula è stato Vasco Rossi, poi il passaparola tra artisti e addetti ai lavori ne ha espanso il range di utenti. Per esempio, all’ultimo Festival di Sanremo il 35 per cento circa degli artisti ha utilizzato un V7 durante la gara canora.

Tra le altre scommesse vinte in questi 40 anni aggiungo anche marchi che non distribuiamo più come KRK o Arturia: partiti da zero e diventati dei leader nei loro settori in Italia grazie al nostro impegno. Tornando alla passione, in occasione di fiere ed eventi come il NAMM o il Superbooth di Berlino, quest’ultima oramai una delle poche kermesse europee rimaste, io passo le mie giornate in quei piccoli stand di giovani brand o sviluppatori emergenti, alla scoperta di prodotti interessanti da poter distribuire nel nostro paese. Questo a dimostrare che, la fiammella della passione nel sottoscritto è sempre viva!

 

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sE Electronics V7 nella variante dotata di switch

 

RG: Ma Francesco Borsotti, tra i tanti personaggi e artisti che ha conosciuto in questi 40 anni, è riuscito a conoscere i suoi miti musicali?

FB: Per il primo però bisogna fare un passo indietro rispetto a MidiWare. Oltre a essere stato, in primis, un utente e fornito in seguito consulenza ad altri artisti, in gioventù sono stato anche tastierista e programmatore, collaborando a diverse produzioni italiane, tra cui alcune che raggiunsero il palco del Festival di Sanremo.

Un giorno ricevetti la richiesta di collaborazione da uno dei miei miti: Billy Cobham. Ti posso garantire che - per uno che da ragazzino ascoltava i suoi dischi con la Mahavishnu Orchestra – già ricevere una richiesta del genere è stato un grandissimo onore, ma in seguito dividere l’auto con Billy negli spostamenti allo studio a Modena dove si incideva è stata davvero un’altra forte emozione.

Il secondo personaggio che voglio ricordare è Robert Moog, una persona straordinaria che mi ha onorato della sua amicizia. A ogni edizione del NAMM a Los Angeles, Il mio amico e socio Renè era solito organizzare ogni anno una cena con i suoi amici pionieri della elettronica musicale, e io ero solito parteciparvi. Una foto che serbo gelosamente è in un ristorante di Sushi seduto al tavolo con Bob Moog, Dave Smith, Roger Linn e Tom Oberheim!

 

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La foto che ritrae Francesco Borsotti alla cena organizzata al NAMM di Los Angeles

 

FB: Mi ricordo quando ci siamo trasferiti nell’attuale sede di MidiWare e venne Moog a proporci i primi prodotti realizzati da lui e marchiati Big Briar, perché aveva ceduto da tempo i diritti di Moog Music e non poteva utilizzarne il marchio. Portò il Theremin e la serie di pedali MoogerFooger, ma ricordo bene l’emozione di quando volle entrare e sedersi nel mio ufficio, peraltro ancora da sistemare dopo il trasloco, solo per vedere come mi ero sistemato.

Anche questa fu una bella scommessa per MidiWare, perché la partnership con Moog ci permise di affiancare nel nostro catalogo anche degli strumenti hardware analogici, dopo anni in cui avevamo distribuito prevalentemente software, strumenti e accessori esclusivamente per il mondo digitale.

Il rapporto con Moog ci ha portato a essere una bella realtà italiana riguardo alla sintesi, grazie anche a collaborazioni con amici esperti come Enrico Cosimi, con cui abbiamo organizzato negli anni tante belle cose.

C’è poi un terzo personaggio che ci tengo a ricordare, perché per me è stato un padre putativo e se non fosse per lui io probabilmente non sarei qui con te a parlare di 40 anni di carriera. Si tratta di Renè Rochat, scomparso oramai dieci anni fa, che è il socio con cui abbiamo fondato MidiWare. Renè in quegli anni è stato il personaggio in assoluto che ha portato più tecnologia musicale non solo in Italia, ma anche in Europa. Renè è stato per me, prima che un socio, un amico e un mentore, che mi ha introdotto a tutti i personaggi importanti nel nostro settore.

A partire da campionatori quali il Fairlight CMI, l’EMU Emulator o l’Ensoniq Mirage, oppure sintetizzatori quali il Kurzweil K250 o il PPG Wave 2.3, fino a drum machine quali l’EMU Drumulator o le creazioni di Roger Linn, questi sono solo alcuni strumenti veicolati qui da noi grazie a Renè.

 

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Robert Moog e Francesco Borsotti

 

RG: Come vedi il futuro della distribuzione?

FB: In questi 40 anni questo mondo è profondamente cambiato, a partire da chi fruisce del prodotto. La mia e la tua generazione all’epoca si informava attraverso le riviste specializzate, i depliant delle aziende o le informazioni che riusciva a reperire dai commessi dei rivenditori. Oggi quel modus operandi è preistoria: l’utente dei giorni nostri vuole tutto e subito, perché le informazioni le attinge immediatamente dal web, quindi va su uno store online, clicca alla voce “acquista” e il prodotto deve riceverlo il giorno dopo.

In MidiWare ci siamo dovuti adattare a questa evoluzione, e nell’ambito della normalità, abbiamo un magazzino che ci consente di avere sempre tutto disponibile. Abbiamo inoltre potenziato la gestione dell’acquisizione e gestione ordini, al punto che – se un rivenditore fa un ordine entro le 11 del mattino – noi siamo in grado di consegnarlo nel 90 per cento dei casi entro le 10 del mattino del giorno dopo, addirittura in qualche caso in “Dropshipping”, spedendo direttamente al cliente. Tutta la struttura di informatica legata al “B2C” si è dovuta adeguare, e consente oggi al rivenditore di fare ordini in maniera assolutamente autonoma, di verificare in tempo reale la disponibilità dei prodotti, sapendo che i tempi di consegna sono estremamente rapidi.

In tanti anni ci siamo costruiti una rete di rivenditori che non sono semplicemente dei clienti, ma oramai degli amici. Cerchiamo sempre di supportare i rivenditori in caso di problemi e Alessandro Quatela, il nostro responsabile commerciale, quando entra nei loro negozi riceve sempre un’accoglienza calorosa. Uno dei motivi che mi rende orgoglioso del mio lavoro è l’aver instaurato con la clientela questo tipo di rapporto.

 

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Beatrice Antolini e Andy dei Bluvertigo sul palco del Moogfest 2009, organizzato da MidiWare

 

RG: Hai parlato di un ambito di normalità come magazzino, ma ci sono ancora casi “anomali”?

FB: Beh, accade che un prodotto possa essere in “Back Order”, e un caso recente riguarda l’Akai MPC Sample, ma non per problematiche legate alla produzione, per il gradimento riscosso tra gli appassionati.

RG: Io ho intuito il successo osservando la crescita del numero di fan di MPC Sample sui gruppi dedicati nei social: si contava qualche decina di iscritti il giorno della commercializzazione e siamo arrivati a diverse migliaia in pochi mesi.

FB: Nemmeno Akai si aspettava un successo del genere. Normalmente, nel primo stock di produzione si calcola sempre un’eccedenza dovuta a un probabile picco di richieste alla presentazione del prodotto, ma l’MPC Sample ha superato le più rosee aspettative. C’è da aggiungere che anche gli altri modelli della gamma MPC di Akai stanno vendendo bene, ma nello specifico fortunatamente abbiamo scorte in magazzino. Akai è un’acquisizione recente da parte di MidiWare, ma ci sta già regalando belle soddisfazioni in termini di numeri di vendite.

 

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Akai MPC Sample

 

RG: Il negozio fisico resta quindi sempre un punto di riferimento?

FB: Si, perché ritengo ancora fondamentale in questo settore il contatto umano. Probabilmente ci saranno meno negozi, perché quelli più piccoli purtroppo faticano a tenere il passo con la concorrenza online dei grossi store. Noto positivamente che chi resiste è tornato a puntare su personale qualificato all’interno del punto vendita, e questo è ancora un grosso valore aggiunto.

Non è più una questione di prezzo finale – essendo oramai allineato alla concorrenza online – quindi saper consigliare il cliente oggi è strategico, perché quest’ultimo probabilmente ha già attinto dalla rete una serie di informazioni legate al prodotto. Del personale in grado di filtrare correttamente queste informazioni, per guidare l’utente finale nell’acquisto e al contempo fidelizzarlo, per me, può fare ancora la differenza.

RG: e come vedi il futuro dell’industria musicale?

FB: Io sono di natura un’ottimista e positivo, e vedo tante aziende dinamiche e attive che – come abbiamo detto in precedenza – si espandono e proseguono a investire nella progettazione e sviluppo di nuovi strumenti. A livello di prodotti, sicuramente l’intelligenza artificiale è l’ultima novità tecnologica e noto che molte aziende stanno cercando di implementarla a vari livelli negli strumenti sia nell’hardware, sia in software come DAW o plugin, e credo che questa sarà l’evoluzione più interessante da seguire in futuro.

Riguardo al software, in ambito commerciale la situazione negli anni è cambiata radicalmente, perché dalle copie fisiche siamo passati progressivamente a piattaforme online per la vendita diretta, oppure a quelle allestite direttamente dalle software house con prodotti rilasciati all’utente finale tramite formule di abbonamento. Purtroppo, in Italia siamo rimasti un po’ indietro rispetto a quanto accade oltreoceano o in paesi europei come Francia, Germania o Inghilterra, dove queste piattaforme si sono espanse e oggi il giro di affari è davvero interessante.

 

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RG: Ma Francesco Borsotti ha ancora un sogno nel cassetto?

FB: Un sogno c’è sempre, anche se non sono più un ragazzino. Il mio è di vedere MidiWare in futuro continuare a crescere a avere delle soddisfazioni, perché non è per niente scontato. Sono cambiate tante cose in 40 anni, anche le prospettive, però guardo al domani con serenità, perché il mio staff è un po’ la mia seconda famiglia, e con loro abbiamo seminato bene in tutto questo tempo.

RG: E allora tanti auguri alla famiglia MidiWare!

 

Info
SITO UFFICIALE

 

Ringrazio il Magazzino Musicale Merula per averci ospitato durante questa intervista.

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