Musica ai Tempi della Quarantena: Vincitori, Sconfitti e Cancellati

Questa esperienza rimarrà per sempre nelle nostre memorie ma per gli artisti non sarà solo un periodo di sofferenza e precarietà globale, sarà anche fonte di ispirazione da qui agli anni a venire per scrivere, comporre e realizzare opere creative su questa pandemia e la quarantena.

 

Uno dei più svelti a cogliere la palla al balzo è stato Ghali, che ha pubblicato solo poche ore fa un nuovo video del suo tormentone "Good Times" realizzato completamente tramite le sue dirette Instagram degli scorsi giorni assieme con i fans. L'idea è vincente, non solo perchè coglie l'attimo ed il mood del momento, ma anche perchè ritrae una fetta di Paese tutto sommato al naturale, con pregi e difetti.
La stessa cosa che ha dichiarato Ghali: "Voglio ricordare questo momento perché nel bene o nel male è un momento storico. Assistiamo a qualcosa di mai visto prima e che speriamo possa finire presto. Ne abbiamo parlato spesso, ed è arrivato il momento: questo video lo facciamo insieme, sperando sia una bel modo di passare questi lunghi pomeriggi."

 

 

E se Ghali ha deciso di far fruttare anche il tempo in quarantena uscendo con un nuovo video che sicuramente farà milioni di views su YouTube, ci sono tanti altri artisti che sono rimasti a piedi per i loro tour, già iniziati o ancora in partenza. E' impossibile contare il numero di eventi saltati o rimandati in tutto il mondo a causa della pandemia.

 

Uno dei Festival musicali più famosi al mondo, il Coachella, previsto per da metà Aprile in poi, è stato riprogrammato ad Ottobre. Il C2C, il più grande festival country europeo, è spostato a data da destinarsi. Le stesse Olimpiadi 2020 in Giappone, che avrebbero portato con se centinaia di eventi musicali, si terranno nel 2021. Il Festival di Glastonbury, tra i più grandi eventi continentali, era previsto per fine Giugno ed è cancellato al momento, poichè le possibilità di tornare alla normalità entro giugno sono al lumicino. Lo stesso vale per l'Ultra Music Festival di Miami e per l'Eurovision Song Contest.
E sono centinaia i nomi illustri a subire cancellazioni totali o parziali dei tour: Alice Cooper, Billie Eilish, i BTS, Celine Dion, Cher, Foo Fighters, Green Day, Kiss, Madonna, My Chemical Romance, Rolling Stones, Santana, Steve Aoki, Taylor Swift, The Who, Yes, Zac Brown e molti altri.

 

 

 

E non saranno certo questi artisti, tra i più ricchi del music business, ad avere la peggio. Resisteranno. Le conseguenze peggiori le subiranno tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo che permettono a questi grandi tour (ma anche per i piccoli tour vale lo stesso) di girare e andare in scena per milioni di persone.  Più o meno come i lavoratori del mondo del turismo, lo spettacolo è stato uno dei settori colpiti più duramente e più in fretta. E' bene infatti sapere che la maggior parte di coloro che lavora in questo mondo non ha alcun ammortizzatore sociale e basa la propria sussistenza esclusivamente sul fatto di essere bravi a fare il proprio lavoro ed essere richiamati tour dopo tour.
E' vero che ci saranno ammortizzatori sociali speciali per questa emergenza che, fortunatamente, coinvolgeranno anche questa categoria, assieme a tutti gli altri liberi professionisti, ma purtroppo il mondo dello spettacolo, con la sua necessità di riunire più persone possibile ogni volta, sarà uno dei settori più danneggiati anche quando l'epidemia sarà passata, ma proprio come dopo l'11 settembre, la gente avrà bisogno di diverso tempo per sentirsi a proprio agio con tante altre persone a stretto contatto.

 

E allora forse servirebbero delle misure che abbiano più un impatto psicologico che sostanziale per riabituare la gente alla musica dal vivo.
Anzitutto togliere i contributi SIAE a tutti gli eventi con meno di 200 persone, così che il settore riprenda dal basso. A tutti i locali che organizzeranno eventi dal vivo, di musica, intrattenimento o teatro, ci vorrebbe un contributo diretto che arrivi dagli introiti SIAE destinati agli artisti. I grandi artisti SIAE hanno usufruito per anni di un calcolo dei diritti di riproduzione meccanica che ha dato loro più di quanto realmente dovuto. Se ogni locale che fa musica live potesse avere anche solo 150€ di sconto fiscale per data sugli incassi, le date fioccherebbero.
Suggerirei anche che tutti i lavoratori e imprese del mondo dello spettacolo possano per due anni detrarre tutto il materiale acquistato dalle tasse, come stimolo al settore degli strumenti, dell'audio e delle luci.

 

E voglio chiudere questo articolo segnalandovi un altro articolo, che anche se non si dovrebbe fare lo faccio lo stesso. Rolling Stone Italia ha pubblicato un bel pezzo di Stefano Di Trapani alias Demented Burrocacao, musicista, giornalista e "terrorista culturale". Un'ingegnosa ricerca nella musica italiana, quella più impegnata ed anche quella più sordida, a dire il vero, gli ha permesso di stilare una lista di canzoni che avevano previsto il contagio, la paura, il coprifuoco. Tra loro troviamo dischi di Giorgio Gaber, Renato Zero, Ivan Cattaneo, Matia Bazar ma anche cult della contro-musica come Richard Benson o Jo Squillo.
Facile scriverli adesso i pezzi sulla pandemia...

 

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