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Per il celebre brand tedesco che ha in orbita anche altri marchi quali iZotope, Brainworx e Plugin Alliance è stata avviata la procedura di insolvenza

 

native instruments

 

NATIVE INSTRUMENTS: la situazione

La notizia è giunta attraverso il sito Create Digital Music, che indica la nomina del Prof. Dr. Torsten Martini di Berlino come curatore fallimentare preliminare della società. Questa notizia non ha sorpreso la nostra redazione, perché il brand tedesco da tempo navigava in acque piuttosto agitate. Bisogna tornare indietro al 2017 e alla prima massiccia iniezione di capitale (59 milioni di dollari circa), grazie all’ingresso in società del fondo private equity EMH.

Nel 2019 ci fu in NI una pesante ristrutturazione (QUI il nostro articolo), con la doccia fredda del taglio di circa il 20% dell’organico. Una seconda ristrutturazione avvenne l’anno successivo, che portò alle dimissioni del co-fondatore e CEO dell'azienda, Daniel Haver, e il Chief Innovation Officer e Presidente, Mate Galic. A partire dall’anno 2021 è la società di investimenti americana Francisco Partners a detenere una quota di maggioranza del brand. Presumiamo che la creazione di quel portafoglio denominato “Soundwide”, in cui sono confluiti marchi acquisiti da NI nell’ultimo periodo quali iZotope, Brainworx e Plugin Alliance abbia contribuito all’odierna crisi.

 

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Al momento, non si sa la sorte dei dipendenti e le possibili ripercussioni sui vari team che sviluppano le linee hardware e software nel breve periodo, a causa della situazione aziendale. Per il momento, Native Instruments non ha rilasciato alcun comunicato ufficiale.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi della vicenda.

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