Il Team di Synth Legend nuovamente all’opera su un sintetizzatore degli anni ottanta realizzato alle pendici del monte Conero…
Il Solton Project 100 fu una vera novità del panorama Synth polifonici Made in Italy. Siccome i brand statunitensi in quel periodo degli anni ottanta proponevano best seller - con prezzi però da capogiro - le aziende italiane cercavano di rendere la partita un po’ più agguerrita proponendo delle alternative “più abbordabili” in termini di spesa, senza però dimenticare l’obbiettivo principale: il carattere sonoro “Fat & Warm” di quegli anni!
Solton Project 100 parla Tedesco o Italiano ?
Il Project 100 marchiato Solton ( per la sua rete commerciale ) era di fatto un prodotto tutto Made in Italy - realizzato ad Ancona per l’esattezza - dove con la tecnologia ibrida Analogico digitale metteva intanto fuori discussione la noiosissima faccenda del retune. Infatti i DCO di Project 100 garantivano la stabilità del Tune in qualsiasi circostanza ma senza rinunciare poi a tutti i passaggi sonori obbligatori per gli strumenti di quegli anni .
Nasceva così con la voglia di emulare quanto più possibile quel suono USA che ci accompagnava nella discografia mondiale. La dotazione sonora fatta di 100 Preset – la sua denominazione rimanda a questa caratteristica - divisi tra 40 Factory Preset e i rimanenti 60 User.
I Factory Preset partivano subito in “quarta” con i classici Analog Brass e Warm Strings (questi ultimi aiutati da linee di ritardo TDA per “ingrassare” il suono). A questi preset sintetici piuttosto generosi nel carattere facevano da contraltare anche timide interpretazioni di timbriche acustiche/elettriche quali Vibes, Electric Piano, Guitar ed altro ancora ... ma parliamo di emulazioni Analogico digitale. Qui di PCM ancora nulla.
By Ketron Lab
Siamo agli albori degli anni ottanta (per l’esattezza nel 1984), per cui la tecnologia Italiana si “posava” su dispositivi fruibili nella nostra area e di conseguenza non ci si poteva spingere in caratteristiche troppo ricercate. Nonostante ciò, il Project 100 era equipaggiato anche da un Sequencer polifonico e da alcuni controlli “Real Time”, con filtri SSM che lo rendevano molto più flessibile di tanti altri competitor. Tutte queste appetibili feature furono pensate dalla mente “musicale” di Sandro Fontanella che – ancora oggi – fa parte del Lab di Ketron.
Riguardo alla popolarità di questo Synth Made in Italy, va detto che i nuovi prodotti di quell’epoca destavano davvero interesse e la parte commerciale assaporava una nuova aria di interesse nell’ambito professionale, dopo un periodo di crisi vissuto alla fine degli anni settanta.
Il Solton Project 100 come già detto in precedenza era tutto italiano e per questa caratteristica geografica offriva uno scudo di sicurezza in termini di assistenza tecnica ineguagliabile. Seppur Solton by Ketron era famosa per gli strumenti da casa e godeva di una buona salute commerciale, con il Project 100 decise di approdare con un numero ponderato di esemplari al musicista da palco. Fu realizzata anche la versione modulare SM 100. Desktop per l’esattezza! Identico nella sua struttura al modello a tastiera tranne il Sequencer, ma con tanto di livrea tampografata nella stessa maniera... quindi non proprio a mo’ di rack portabilissimo. Per il mercato francese furono realizzate anche le versioni con tastiera cromatica per i fisarmonicisti.
TROVARE un Solton Project 100
A tutt’oggi si trovano pochi esemplari, quello utilizzato per questa rubrica l’abbiamo ricevuto direttamente da Ketron (che ringraziamo!), e come è successo per molti di questi strumenti dell’epoca “Italo Disco” sono ancora quotatissimi.
Complice anche il fatto di una tecnologia abbastanza stabile di quel tempo, lo strumento non ha lamentato parti usurabili o cagionevoli nei suoi oramai 42 anni di vita. Display numerico recuperabilissimo, potenziometri facili da reperire nel negozio sotto casa, il materiale sul web a riguardo non manca e il database dei suoni (originariamente in musicassetta) oggi è reperibile in un file in formato Wave da inviare con qualsiasi player audio. Unica avvertenza - la solita per gli strumenti di quel periodo - la terribile Battery Ni Cad che va sostituita, onde evitare danni.
Dal Blog di Giorgio Marinangeli
Naturalmente, per approfondire meglio la tematica tecnologica c’è il puntuale appuntamento con Giorgio Marinangeli che, come lui spesso dichiara: “va a scoprire cosa c’è sotto il cofano!”. Ecco un estratto del suo articolo:
"Il filtro SSM rappresentava il vero cuore analogico del Project 100. Rispetto ad altre soluzioni diffuse all’epoca, aveva un carattere più musicale e deciso: aumentando la risonanza diventava aggressivo, quasi acido, ma senza perdere comunque di musicalità. È proprio in questa risposta dinamica che si percepisce la sua personalità, capace di passare da Pad morbidi e avvolgenti a Lead incisivi con grande naturalezza. Anche il Chorus stereo era uno dei punti di forza dello strumento, caldo, leggermente scuro, con quel tipico movimento che dona profondità e ampiezza ai Pad anni ’80. Disattivandolo, il suono diventava più asciutto e diretto; con il Chorus inserito, invece, si entrava immediatamente nell’immaginario Italo Disco e Synth-Pop europeo di metà decennio."
LEGGI QUI l'articolo completo nel Blog di Giorgio Marinangeli
Il video di Marcello Colò
Se volete riascoltare sonorità del Project 100 ecco un video che ho realizzato per Synth Legend, programmando alcune sonorità di questo synth per emulare celebri timbriche di hit dell’epoca. Buona visione!
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