TEST - La Ferrari dei Delay Analogici progettata da un genio dei pedali

SUONO10
FACILITA' D'USO9
COSTRUZIONE 9
RAPPORTO QUALITA'/PREZZO7
8.8

Tanti esperti di questo settore, ed io sono perfettamente d'accordo, sostengono che viviamo oggi nell'epoca d'oro dei pedali per chitarra. Se ci pensate non ci sono mai stati così tanti brand ne così tanti modelli e sonorità tra cui scegliere. Viviamo nell'era in cui la diatriba tra analogico e digitale ha lasciato spazio ad una convivenza ed una dualità che non è più basata sull'opposizione ma spesso sulla collaborazione. Inoltre alcuni dei più grandi designer di pedali al mondo, grazie all'espansione del mercato, possono creare continuamente nuove proposte dando sfogo alle più selvagge fantasie sonore.

Oggi vi parlo proprio di uno di quei designer considerati tra i veri "geni" di questo settore: Howard Davis. Creatore di due dei pedali vintage più ricercati al giorno d'oggi nelle loro versioni originali, il Deluxe Memory Man e il Deluxe Electric Mistress di Electro-Harmonix, Davis ha poi lavorato anche per Pigtronix e Xvive, prima di approdare alla collaborazione con J Rockett Audio Design che lo ha portato a sviluppare il pedale presentato oggi, il Clockwork Analog Echo, un pedale pensato per essere il miglior delay analogico che possiate trovare.

PRESENTAZIONE

Il Clockwork Echo è da pensare come l'evoluzione moderna del mitico Deluxe Memory Man, un pedale talmente usato e famoso da creare una categoria a se stante presente in tutti i pedali digitali e tutti gli emulatori, quella dei delay analogici con modulazione.
Essendo lo stesso Howard Davis colui che alla fine degli anni '70 lo progettò, in questi quarant'anni ha potuto raccogliere e sperimentare tutte quelle modifiche che alcuni tra i migliori chitarristi che mondo gli avevano chiesto e fatto presente. Ed è proprio da questo che nasce questo pedale di J.Rockett Audio Design.

Ricreare però la magia sonora di quella vecchia scuola di delay con funzioni moderne che integrino tecnologia digitale, senza tuttavia intaccarne il suono e possibilmente estenderne le funzionalità, non è stata un'impresa semplice.

Il sound del Clockwork rimane al 100% analogico, infatti i classici chip bucket-brigade (BBD) sono solo controllati digitalmente per poter avere il tempo con il suo switch dedicato - una funzione indispensabile oggi. E' stata anche aggiunta l'uscita stereo, da specificare che però si tratta di un'uscita stereo che duplica il segnale e sfasa un'uscita rispetto all'altra, sarebbe stato un cambiamento radicale infatti introdurre un'operatività full-stereo in un pedale mono. Se si vuole usare il pedale in stereo quindi bisogna mandarlo, ad esempio, a due amplificatori diversi o a due linee di amplificazione diverse e poi posizionarle nel panorama stereo agli opposti.

Un'altra aggiunta fondamentale è il terzo footswitch, che ci permette di inserire o disinserire la modulazione, rendendo il Clockwork ancora più versatile.
I controlli sono il classico Mix Dry/Wet, Time (che può essere sostituito dal Tap Tempo) e Repeat (sostanzialmente il Feedback del delay). Time e Repeats possono essere anche controllati da due pedali di espressione esterni indipendenti. Quindi abbiamo Speed e Depth che controllano velocità e intensità della modulazione.
Parlando del controllo Level tutto sulla destra, abbiamo una delle caratteristiche più interessanti di questo Clockwork, il pre-amp "Always On" che ci permette di avere un boost disponibile sempre, anche a pedale spento. Questo rende ancora più interessante l'uso del Clockwork, soprattutto con gli amplificatori valvolari che possono così essere portati nel loro sweet spot o in zona break-up grazie a questo ulteriore stadio di guadagno.

LA PROVA

Nel video che potete trovare all'inizio di questo articolo ho voluto sperimentare un po' di sonorità diverse che questo delay è in grado di restituire, senza però cadere nei soliti sample che si sentono ogni volta che qualcuno recensisce un delay con modulazione. Tutti sappiamo che The Edge è probabilmente uno degli utilizzatori più famosi del Deluxe Memory Man, ma il Clockwork ci permette di esplorare sonorità che vanno dallo slapback del grande Scotty Moore, chitarrista di Elvis negli anni '50, fino a pezzi relativamente più moderni come "Midnight" di Joe Satriani.
La modulazione può variare da un classico chorus ad un rotary fino a dei suoni flanger, quindi c'è ampio spazio per la creatività.

LET’S DANCE (David Bowie) – qui ho replicato il complicato intreccio stereo della famosa canzone di David Bowie, con tre ritmiche uguali spostate ciascuna di un ottavo ed a cui è applicato un delay in ottavi. Il Tap Tempo qui ci viene in aiuto assolutamente per impostare con precisione chirurgica il tempo delle ripetizioni.

COMFORTABLY NUMB (Pink Floyd) – negli assoli di David Gilmour il delay non puoi mai mancare ed ha la classica sonorità morbida e satura delle vintage tape machine. Le ripetizioni si sfilano progressivamente con un taglio delle alte che le rende molto musicali anche se parecchio prolungate.

MY BABY LEFT ME (Elvis Presley) – questo è uno slapback vero e proprio, non facile per altro da ottenere con un pedale delay in grado anche di avere un tempo di ripetizione parecchio lungo. Il Clockwork per altro riproduce ottimamente il fluttering delle registrazioni anni '50.

MIDNIGHT (Joe Satriani) – questa intricata cascata di note e delay ha bisogno di un delay preciso ma allo stesso tempo morbido. Laddove un delay digitale potrebbe risultare troppo freddo, il Clockwork riesce ad impostare un delay in ottavi a 160 bpm molto delicato eppure definito.

CONCLUSIONI

Come probabilmente avrete capito il Clockwork è un delay che non solo mi è piaciuto molto ma che è praticamente diventata la mia scelta primaria quando si tratta di sonorità analogiche. La sua modulazione è super versatile ed il preamp "Always On" è qualcosa di estremamente comodo a cui ci si abitua subito, tanto che il Clockwork diventa un pezzo centrale della pedaliera per la costruzione del suono primario e non solo per il delay.

Tenuto conto che probabilmente meglio di così sarebbe difficile parlarne, veniamo alla nota dolente: il prezzo. Il Clockwork non è certo un pedale per tutti, visto che costa la bellezza di 450€, un prezzo che certo non si può dire popolare. Questo detto, se avete capito la quantità di cose che può fare questo delay e se siete degli appassionati delle sonorità analogiche, allora questo prezzo è un investimento contestualizzabile con un pedale che probabilmente non lascerà mai più la vostra pedaliera e che quindi può tranquillamente valere la spesa.

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