Autodafe ha rilasciato Vintage Emulator Studio, un ambiente software gratuito e open source che porta all'interno di una DAW una raccolta di sintetizzatori, sampler, drum machine e moduli sonori vintage basati sulle emulazioni MAME

 

 

C'è un modo piuttosto diverso dal consueto per riportare nel computer alcuni degli strumenti elettronici che hanno fatto la storia della musica digitale. Si chiama Vintage Emulator Studio (VES) ed è il nuovo progetto di Autodafe, sviluppato utilizzando i core del progetto open source MAME.

L'idea è interessante perché VES non si comporta come il classico plugin che cerca di ricostruire il comportamento sonoro di un sintetizzatore attraverso modelli DSP o campionamenti. Il software integra invece le emulazioni delle macchine realizzate all'interno di MAME, fornendo loro un'interfaccia pensata per l'utilizzo musicale contemporaneo.

Non un sintetizzatore, ma uno studio virtuale

Vintage Emulator Studio funziona quindi più come un contenitore per una collezione di strumenti che come un singolo sintetizzatore.

Tra le macchine disponibili troviamo Akai MPC60, MPC3000, S2000 e S3000XL, diversi modelli Casio della famiglia CZ, gli Ensoniq ESQ-1, VFX e SD-1, la LinnDrum, l'Oberheim DMX, le drum machine Roland TR-707 e TR-727, il Sequential Prophet-5 e Six-Trak, oltre a numerosi strumenti Yamaha.

La raccolta comprende complessivamente oltre 40 macchine, includendo sintetizzatori, sampler, drum machine e moduli sonori di diverse generazioni.

Ed è proprio la varietà a rendere interessante il progetto: accanto a strumenti relativamente conosciuti dal pubblico dei sintetizzatori troviamo anche apparecchi meno celebrati, compresi diversi modelli Yamaha destinati originariamente al mercato consumer.

 

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Il ruolo di MAME

L'aspetto più curioso di VES riguarda il metodo utilizzato.

MAME è nato come progetto dedicato all'emulazione dell'hardware informatico e delle macchine arcade, ma nel corso degli anni il suo database di hardware supportato si è esteso anche a numerosi strumenti musicali.

Autodafe utilizza queste emulazioni come base, inserendole in un ambiente sviluppato con JUCE, che si occupa dell'integrazione audio e MIDI, dell'interfaccia grafica e della comunicazione con la DAW.

Il risultato è un approccio differente rispetto alle normali emulazioni software: quando il driver MAME è sufficientemente completo, il programma non si limita a riprodurre il suono finale dello strumento, ma esegue il codice e l'architettura della macchina emulata.

Questo permette, per esempio, di ritrovare anche elementi dell'interfaccia e dei sistemi di memorizzazione originali. Nel caso dei sampler compatibili, VES può inoltre gestire immagini di floppy disk, CD-ROM e hard disk, quando supportate dal relativo driver MAME.

 

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Dal laboratorio di conservazione alla DAW

Il passaggio più importante compiuto da Autodafe è però quello che porta queste emulazioni fuori dall'ambiente MAME tradizionale.

VES permette di selezionare le diverse macchine da un'unica interfaccia, controllarle attraverso MIDI e utilizzarle all'interno di una DAW. Sono inoltre previste funzioni di MIDI retrofit per alcuni strumenti che non disponevano originariamente di un'interfaccia MIDI utilizzabile in questo contesto.

L'interfaccia riprende l'aspetto dei pannelli originali e può essere ridimensionata. Il software è disponibile sia come applicazione standalone sia come plugin AU e VST3, dove supportato.

 

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Non tutto è ancora definitivo

C'è però un aspetto da tenere presente. VES non pretende di trasformare automaticamente ogni macchina emulata in un prodotto equivalente a un plugin commerciale maturo.

La qualità e il livello di completezza dipendono dal driver MAME utilizzato per ciascuna macchina. Alcuni strumenti possono quindi presentare funzioni mancanti, comportamento MIDI non completo o altre limitazioni.

È una distinzione importante anche dal punto di vista editoriale: il progetto va considerato come un ambiente in evoluzione e non come una collezione di oltre 40 emulazioni commerciali finite e uniformi.

 

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Le ROM non sono incluse

Un'altra particolarità riguarda le ROM.

Vintage Emulator Studio non distribuisce le ROM e i firmware necessari alle singole macchine. L'utente deve procurarsi autonomamente i file necessari e utilizzarli nel rispetto delle licenze applicabili e delle leggi locali.

Questo elemento è parte integrante della filosofia del progetto e distingue VES da un normale plugin commerciale pronto all'uso.

VES gratuito e open source

Vintage Emulator Studio è disponibile gratuitamente per Windows, macOS e Linux. Sono previste versioni per Mac Intel e Apple Silicon, oltre all'applicazione standalone e ai formati plugin supportati dalle diverse piattaforme. Il codice sorgente del progetto è disponibile pubblicamente.

È inoltre possibile sostenere lo sviluppo del progetto attraverso una versione supporter indicata a 5 euro, mentre la versione gratuita non presenta limitazioni funzionali rispetto a quella supporter.

Più che l'ennesimo plugin dedicato a un singolo sintetizzatore vintage, VES rappresenta quindi un interessante esperimento di conservazione digitale applicata alla produzione musicale: prende strumenti che MAME ha imparato a emulare e li rende accessibili attraverso un ambiente pensato per musicisti e produttori.

Un progetto da seguire anche per capire fino a che punto l'emulazione dell'hardware storico possa spingersi quando viene portata direttamente dentro una DAW.

 

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AUTODAFE 

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