Virtual Guitar - Il suono di Ace Frehley (Kiss)

Paul Daniel "Ace" Frehley , noto più semplicemente come Ace Frehley, classe 1951, altro non è che il chitarrista dei Kiss e conosciuto ai più come SpaceMan, appunto l’uomo spaziale dei Kiss.
Chitarrista "pirotecnico" che nella sua carriera ha prestato forse più attenzione ai lanciarazzi che al settaggio del proprio strumento, ci ha regalato in realtà non solo riff memorabili, ma un certo modo di arrangiare ed interpretare i riff più Hard Rock, in chiave Pop. I Kiss furono maestri in questo senso, avendo saputo portare un sound abbastanza graffiante anche sulle piste delle “sale da ballo” di fine anni ’70, pur non disdegnando episodi più Hard e Glam o Street Rock nella loro lunghissima carriera.

 

Detroit Rock City, I was made for loving’ you, I love it Loud, Crazy Crazy Night e potremmo continuare con una lista infinita di successi di una band discussa ma indiscutibilmente caposcuola del genere.

L’elisir magico dei Kiss fu quello di miscelare grandi produzioni musicali con show e costumi impossibili. Capire cosa li rese famosi prima, se il loro aspetto o la loro musica, ancora oggi rimane un mistero simile a quello della gallina e dell’uovo. Di certo le loro produzioni discografiche, in termini qualitativi, sono a tutt’oggi fra le migliori del panorama e della storia del rock. A questo si aggiunge una semplicità compositiva e narrativa ai limiti del banale (non me ne vogliano i fan più integralisti) che ritengo un merito così come per altre storiche band. In questo contesto si inserisce il playing di Ace, mai invasivo e per nulla virtuoso ma sempre a sostegno di riff importanti e di un sound generalmente “possente”. Strutturalmente non è molto diverso dalla impostazione dei Black Sabbath a ben pensare, anche se in questo caso siamo di fronte a melodie molto più orecchiabili e ad un sound più digeribile.

 

E l’equipments di Ace non può essere che dei più essenziali, sia per il ruolo del suo strumento che per i tempi: come ho già avuto modo di scrivere su queste pagine, per buona parte degli anni ’80 e certamente per tutti i ’70, i chitarristi si dividevano in due grandi “sette” ovvero Fender/Marshall da un lato e Gibson /Marshall dall’altro. Frehley appartiene alla seconda, allineandosi (guarda un po' il caso) ai chitarristi di Black Sabbath e Led Zeppelin.

Ma attenzione, essenzialità non è sinonimo di di “pochezza”, sopratutto nel caso dei Kiss, ma bensì di sapienza. Con una chitarra e un amplificatore creare un sound così caratterizzato non fu certamente semplice e le dita di Ace hanno sicuramente fatto il loro buon mestiere. A corredo del sound un immancabile Flanger, unico effetto noto ed utilizzato (oltre al wha wha) per tutti i chitarristi della seconda metà degli anni ’70.

 

Nel riprodurre il suono digitalmente abbiamo certamente necessità di un compressore, fenomeno acustico in realtà naturale per amplificatori portati al massimo del volume o registrati su nastro analogico, ma che dobbiamo emulare digitalmente per avere lo stesso comportamento fisico. La distorsione di Ace non è mai eccessiva, siamo ancora lontani da suoni Hi Gain, ed è sempre ben percettibile l’effetto “corda”, fondamentale per esaltare i bicordi di terza spesso utilizzati da Ace a dispetto del solito power chord utilizzato dai colleghi del tempo.

Questa volta abbiamo voluto lavorare con uno dei brani forse più discussi, perché poco rock e molto pop, I Was Made for Loving You, ma la scelta è proprio per dimostrare che ottenere un buon  risultato non è mai semplice, anche per un brano apparentemente banale.

 

 

Il preset che ci propone Guitar Rig 5 è abbastanza vicino, sopratutto se utilizziamo effettivamente una Gibson. Attenzione ai livelli di ingresso, se troppo alti otterremo una distorsione hi gain che non valorizzerebbe le terze degli accordi, perdendo buona parte del fascino di questo suono.

Come accennavo è fondamentale inserire un compressore, doverosamente prima del riverbero per evitare di comprimere anche la coda del suono.

Altro accorgimento è quello di aumentare la room, ovvero la riflessione dell'ambiente di ripresa che per Native Instrument corrisponde al parametro "air": fisicamente corrisponde ad allontanare il microfono dal cabinet oppure simulare un ambiente più ampio.

Infine meglio enfatizzare leggermente le alte frequenze per esaltare ulteriormente l'effetto corda..... e buon divertimento!

 

Preset Fire Kiss modificato su alte frequenze e compressione

 

Dettaglio del parametro air (Room)

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