Virtual Guitar setup: entry level


Iniziamo un viaggio esplorativo nel mondo del Virtual Guitar, rivolto più che altro alle sessioni di registrazioni e studio. Mi riferisco precisamente a sessioni di registrazione vere e proprie, ma anche ad altri momenti dedicati invece allo studio delle parti magari in preparazione di un live, oppure a contesti più squisitamente didattici. Contesti apparentemente simili ma che richiedono setup diversi in termini sia tecnici che di performance, ma che soprattutto si rivolgono ad un mercato che offre prodotti a partire oramai da poche decine di euro, fino ad arrivare ad equipment davvero costosi (e performanti).

Ho pensato quindi di dividere la trattazione in 3 diversi segmenti ovvero:

  • HOME STUDIO RECORDING 1 (Entry Level) - la dotazione minima per registrazioni di buona resa, senza pretese inaccessibili per budget troppo elevati, ma comunque performanti e di buon livello
  • HOME STUDIO RECORDING 2 (Pro Level) - Il setup per registrazioni professionali per produzioni discografiche e televisive, con la produzione di materiale  in condivisione con altri studi di registrazione, collaborazioni a distanza e attività di session man di livello professionale
  • MOBILE SETUP - creare un setup minimale che sia agile da trasportare, per poter esercitarsi in viaggio o in vacanza, ma anche per poter ripassare prima di un live, annotare spunti compositivi quando non abbiamo a disposizione la nostra postazione fissa

HOME STUDIO RECORDING

(Entry Level)

La registrazione in casa è oramai diventata uno standard, e anche grandi professionisti realizzano le proprie performance in ambiti più o meno domestici, rimandando magari ad una finalizzazione successiva in un vero e proprio studio di registrazione, quanto registrato a casa. Il valore aggiunto è sicuramente quello di poterlo fare nei momenti più ispirati o semplicemente disponibili, e senza i limiti di tempo imposti da uno studio di registrazione.

Distinguiamo però da subito una release professionale da una semi-professionale, ancora diversa da una amatoriale; una registrazione semi-professionale è qualcosa che si colloca a metà fra l’amatoriale e il pro vero e proprio, che è sicuramente di buon ascolto anche se non perfetta, e che è possibile realizzare con budget contenuti. Cosa occorre realmente per iniziare? Una chitarra? Direi di si (anzi più ne abbiamo meglio è!), ma non solo… andiamo in ordine dal nostro strumento fino alla sorgente di ascolto e analizziamo ogni singolo componente.

Distingueremo innanzitutto fra elettrica ed acustica, perché nel secondo caso avremo necessità anche (forse) di un microfono. Lo step successivo dove il jack della chitarra si innesta una volta connesso allo strumento è ovviamente la scheda Audio, che a sua volta è connessa ad un sistema di registrazione (non necessariamente un PC/MAC!) e al quale sarà collegato un sistema di ascolto (monitor/cuffie). Come potete vedere quello che ad un primo impatto poteva apparire come uno schema già precostituito, si articola invece in diverse varianti.

Line 6 POD UX2 interfaccia audio home studio recording frank caruso strumentimusicali

Line 6 POD UX2

La scheda audio

Il mercato degli Audio Device si è decisamente evoluto e a differenza di una decina di anni fa dove esistevano prodotti ultra costosi e schede di bassissimo livello, oggi abbiamo a disposizione una ampia fascia middle price. Quali sono i parametri da tenere in considerazione nella scelta di una scheda audio?

Dando per scontato (e come requisito minimo) l’impedenza di ingresso, che per registrare il segnale di una chitarra deve essere ad alta impedenza quindi contrassegnato dalla sigla Hi-Z o Instrument, di solito sul pannello frontale. Il primo elemento che mi sento di portare in evidenza e al quale prestare attenzione, è la latenza che come vedremo però risente di diversi fattori. Per semplificare, la latenza è quel tempo che intercorre fra l’esecuzione e la percezione di quanto stiamo suonando; come potete immaginare al di sopra di un certo valore (in millisecondi) è impossibile avere una performance musicale accettabile, ed è quindi fondamentale indirizzarsi verso prodotti che garantiscano livelli minimi di latenza.

IK MULTIMEDIA AXE interfaccia audio home studio recording frank caruso strumentimusicali

IK MULTIMEDIA AXE

Qual è il percorso del segnale dall’esecuzione alla riproduzione? Comprende la conversione da analogico (il segnale dello strumento) a digitale, la successiva trasmissione e scrittura sull’hardware di registrazione e la riproduzione quindi con un ulteriore flusso dall’hardware all’interfaccia e nuova conversione da digitale ad analogico. Come è ben evidente questo processo coinvolge sia la scheda audio (e i suoi convertitori) sia il sistema di registrazione che la gestione del flusso dei dati digitali. Alcune schede audio prevedono la cosiddetta funzione di direct monitoring ovvero il segnale di ascolto viene veicolato dall’ingresso all’uscita, eliminando la latenza data dal tempo di elaborazione, ma qual è il limite di questi processo?

Non avere in ascolto ad esempio gli effetti che potrei inserire come plug-in sulla DAW (il software che utilizziamo per la registrazione). Il problema si risolve nella maggior parte dei casi utilizzando per l’elaborazione del suono gli effetti messi a disposizione dalla stessa scheda audio, in questo modo il direct monitoring restituirà in ascolto il segnale di ingresso elaborato con il software disponibile nella stessa scheda audio, eliminando i tempi di elaborazione della DAW. Tuttavia non avremo il suono che abbiamo in testo, magari realizzato con plug-in più potenti sulla DAW.

Questo metodo abbastanza funzionale è valido solamente utilizzando schede audio spiccatamente “Guitar Oriented” come per esempio quelle di Line 6, oppure IK Multimedia. In questo caso infatti l’hardware dispone già di un suo software interno che consente di processare il segnale di ingresso e restituirlo in uscita senza utilizzare software di simulazione aggiuntivi, eliminando quindi la latenza data dalla DAW se si utilizza la funzione direct monitoring.

Parliamo in questo caso di una fascia di prezzo compresa tra € 100,00 e € 200,00 con modelli ad esempio come la non recentissima Line 6 UX 2 e il suo software Pod Farm incluso oppure Ik Multimedia AXE I/O che include Amplitube 4, o addirittura con la economicissima BEHRINGER UM2 a soli circa € 50,00 ma con scarsa disponibilità di software di elaborazione.

BEHRINGER UM2 interfaccia audio home studio recording frank caruso strumentimusicali

BEHRINGER UM2

Non dimentichiamo però se vogliamo registrare anche degli strumenti acustici, di scegliere una scheda audio che abbia anche un ingresso microfonico e, nel caso di microfoni a condensatore, che possa gestire anche l’alimentazione + 48V.

Attenzione nella scelta della scheda audio alla porta di connessione che dovrà necessariamente essere compatibile con quanto previsto dal sistema di registrazione, evitando il più possibile l’utilizzo di convertitori/adattatori che non farebbero altro che aumentare i tempi di latenza o degradare il segnale. Si va da schede audio USB standard per le più datate a porte USB C o Thunderbolt, e ancora qualche modello residuale con porte Firewire che però oramai raramente riscontriamo su workstation di ultima generazione. Certo se dobbiamo connettere una scheda audio ad un PC già in nostro possesso allora verifichiamo quali sono le porte disponibili, ma se siamo indirizzati alla creazione di una postazione “ex novo” allora meglio indirizzarsi verso USB C.

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