Una groovebox compatta con una struttura timbrica adattabile secondo il contesto musicale, impiegabile anche come expander e grazie all'ultimo aggiornamento rilasciato da Yamaha potete combinare al suo interno fino a nove parti in sintesi AWM2, l’inedita traccia Drumkit, più sintesi FM e sezione Sampler. Qualcuno ha definito il SeqTrak "un mostro": sara vero?
Nella redazione di SM Strumenti Musicali una regola ferrea è di andare sempre a caccia di strumenti che si distinguono per caratteristiche, prestazioni e rapporto qualità/prezzo. Lo Yamaha SeqTrak oggetto di questo articolo rientra in pieno in questa regola, e la scoperta delle sue potenzialità è avvenuta in maniera del tutto casuale.
La scoperta
Qualche mese fa stavo leggendo sul magazine Yamaha online l’intervista a Kier Darby, un programmatore di pacchetti software per web forum come vBulletin e Xenforo, che recentemente ha realizzato un editor per i sintetizzatori Yamaha denominato KDx. Nell’intervista, descrivendo le caratteristiche dei due engine sonori del modulo Yamaha, Kier è arrivato alla conclusione che: “il SeqTrak è un mostro!”.
A suo dire, i motori AWM2 e FM dello Yamaha SeqTrak sono molto simili come architettura con quanto previsto, nel primo caso, con la prima serie Montage e MODX e con il Reface DX per il secondo. Le affermazioni di Darby mi hanno incuriosito al punto che ho deciso di acquistare un esemplare di SeqTrak (ringrazio l’amico Domenico Benedetto di Lucky Music per il supporto!) e una licenza dell’editor KDx, per approfondire sull’argomento. Sarà vero? Scopriamolo insieme, partendo dalle caratteristiche generali del SeqTrak.
Cos’è SeqTrak?
Yamaha l'ha definito “standalone music production studio” e ha fatto il suo debutto al NAMM 2024: il design dello strumento rimanda ad alcune raffinate realizzazioni sul tema di Teenage Engineering, ma lo Yamaha SeqTrak si rivolge principalmente al producer/Dj, il performer o il giovane creator di musica elettronica con un piccolo budget. In occasione del recente NAMM 2026, Yamaha ha rilasciato la versione 2.0 del sistema operativo di SeqTrak, con nuove funzionalità volte a renderlo non solo più flessibile, ma che vanno a estenderne ulteriormente il range di impiego, come vedremo in seguito.
Disponibile in due versioni con differenti colorazioni dello chassis in materiale plastico (grigio chiaro/arancione o nero/grigio scuro), la struttura del SeqTrak prevede un sequencer programmabile fino a 128 step e la possibilità di allestire fino a otto song (definite PROJECT) nella memoria interna. Ogni progetto è composto da 11 tracce e per ciascuna possono essere programmati/richiamati fino a sei pattern. Dopo aver scelto i timbri nelle tracce, combinati gli effetti dedicati e assemblato i vari pattern, il risultato confluisce in area MASTER, dove potete trattare ulteriormente il mix con effetti e processori di dinamica, per ottenere una song già pronta (volendo) per essere pubblicata online, oppure utilizzata come supporto per una performance live.
Un progetto nel SeqTrak include inoltre impostazioni di carattere generale come il tempo di esecuzione, gli effetti impostati per tracce, sezione Master, ingressi analogici e digitali e molto altro.
Organizzazione delle tracce
Fino alla versione OS V1.2 del SeqTrak in ogni PROJECT era possibile combinare le seguenti parti timbriche in tracce prefissate, anche per quanto concerne il canale MIDI:
- Parti 1 – 7: tracce DRUMS (singoli elementi di un set basati sulla sintesi AWM2)
- Parti 8 – 9: tracce SYNTH 1-2 basate sulla sintesi AWM2
- Parte 10: traccia DX basata sulla sintesi FM a 4 operatori
- Parte 11: traccia SAMPLER (campionamento da microfono, ingresso Aux o porta USB-C)
Come vedremo più avanti nel capitolo dedicato, con l'OS V2.0 questo tipo di organizzazione è stata rivoluzionata.
Arsenale timbrico
Il numero di timbriche disponibili ammonta complessivamente a 2032 preset per quanto concerne le tracce DRUMS/SYNTH/DX, più 392 preset a disposizione per la traccia SAMPLER. La memoria Flash interna è così ripartita:
- 800 MB per forme di onda preset
- 500 MB per forme di onda User
La polifonia dell’engine in AWM2 è di 128 note, mentre per quello DX è di otto note.
Le timbriche delle tracce DRUMS e SYNTH/DX sono organizzate in 15 categorie, più una Favorite dove organizzare quelli preferiti per un facile richiamo (tra parentesi le categorie delle tracce SYNTH/DX):
- Kick (Bass)
- Snare (Synth Lead)
- Rim (Piano)
- Clap (Keyboard)
- Snap (Organ)
- Closed HiHat (Pad)
- Open HiHat (Strings)
- Shaker/Tambourine (Brass)
- Ride (Woodwind)
- Crash (Guitar)
- Tom (World)
- Bell (Mallet)
- Conga/Bogno (Bell)
- World (Rhythmic)
- SFX (SFX)
Sezione effetti
Ci sono tre catene di effetti nello Yamaha SeqTrak così organizzate:
- Effetti sulla traccia – Un blocco Insert (denominato SINGLE EFFECT, con 85 tipi di algoritmi organizzati in otto categorie, più blocchi LP-HP FILTER e 2 BAND EQ
- Effetti Send – Blocchi Reverb (12 tipi) e Delay (9 tipi)
- Effetti Master – Un blocco Master FX (85 tipi), blocchi Effect 1-2 (10 tipi ciascuno), compressore (6 tipi) ed EQ a 5 bande
Connettività e altre funzioni
L’interazione con il mondo esterno è garantita dai supporti Bluetooth e Wi-Fi, e da connessioni fisiche quali la presa cuffie/Line Out in formato minijack stereo da 3,5mm, l’ingresso Aux Stereo sempre su presa minijack da 3,5mm (con Noise Gate attivabile), la porta USB-C e porte MIDI I/O con cavo adattatore incluso nella confezione. Lo Yamaha SeqTrak è dotato inoltre di interfaccia USB-C 2 I/O con risoluzione di 44,1 kHz/24 bit. Lo strumento dispone infine di una batteria interna al litio, per un’autonomia fino a quattro ore circa.
Uno sguardo ai controlli
Il pannello superiore è organizzato in tre sezioni:
Sezione DRUMS – Include al suo interno il knob ALL per cambiare in tempo reale i Pattern di tutte le tracce del SeqTrak durante la riproduzione. Per ciascuna delle sette tracce DRUMS è presente un knob dedicato e dotato di switch alla pressione per la selezione della traccia, mentre ruotandolo selezionate uno dei Pattern disponibili. Nella parte bassa due file da otto switch ciascuna consentono di inserire le note a step, oppure possono diventare una tastiera tramite la modalità Keyboard Input.
Sezione SYNTH/DX/SAMPLER – Analogamente alla sezione DRUMS, per ogni traccia è previsto un knob dedicato dotato di switch per selezione della parte e del Pattern da programmare/riprodurre. Nella parte bassa sono inseriti otto switch per generare note o accordi delle sezioni SYNTH e DX, oppure triggerare i sette campionamenti assegnabili nella parte SAMPLER.
Sezione SOUND/FX – Area dedicata all’editing delle timbriche nelle tracce e delle varie sezioni effetti. L’area prevede una fila verticale di quattro knob a cui sono assegnati una serie di parametri organizzati su vari livelli (o pagine) più tre Touch Strip liberamente assegnabili, per modifiche in tempo reale di parametri dei suoni e degli effetti. Nella parte alta dell’area è inserito inoltre lo speaker da 2,3 cm della diffusione sonora interna e il microfono per il sampling.
Le due file di 12 switch delle sezioni DRUMS e SYNTH/DX/SAMPLER sono retroilluminati con LED multicolore e sono sensibili alla Velocity. Sui lati dello chassis del SeqTrak sono disposti una serie di micro switch per richiamare le principali funzioni di ogni sezione. Prima di proseguire con la descrizione, diamo uno sguardo alle novità introdotte con l’ultimo OS V2.0.
Yamaha SeqTrak OS V2.0: cosa c'è di nuovo
Con questo aggiornamento Yamaha ha introdotto la possibilità di poter assegnare le tracce DRUMS 1-7 ad altre categorie timbriche basate sulla sintesi AWM2. Potete scegliere se cambiare queste tracce inserendo parti SYNTH o l’inedito DRUMKIT, quest'ultimo dotato di un mini drumset basato su sette timbriche di batteria (o sample SFX) che potete scegliere nelle 16 categorie disponibili.
In una traccia DRUMKIT il filtro e la mandata effetti sono condivisi, quindi è consigliabile utilizzarla per un set di percussioni, dove spesso non è necessario intervenire sui singoli elementi. Nel caso in cui debba essere utilizzata necessariamente con un drumset, la soluzione per trattare i singoli elementi può essere praticata in fase di programmazione, inserendo delle variazioni sotto forma di automazione nei parametri di filtro ed effetti negli step di un pattern.
Novità anche in termini di programmazione dei pattern: con l’OS V2.0 sono state uniformate e soprattutto semplificate le impostazioni BAR LENGHT, adesso identiche per tutte le tracce. Grazie ai feedback dell’utenza, sono stati introdotte inoltre una serie di semplificazioni nelle impostazioni operate dal pannello del SeqTrak, volte a snellire ulteriormente il workflow.
A detta di Yamaha, il SeqTrak Editor è stato aggiornato alle ultime modifiche introdotte nelle tracce, ma vedremo in seguito che in alcuni menu non è proprio così. Last but not least, una importante opzione richiesta da diversi utenti e introdotta in questo aggiornamento è il backup completo della memoria dello strumento.
Editing tracce in AWM2
L’editing delle tracce DRUMS, DRUMTRACK e SYNTH differisce in termini di parametri disponibili. Partiamo da quella DRUMS: ai quattro knob posti nella sezione SOUND/FX sono assegnati su tre pagine i seguenti parametri:
- Prima pagina - Sound Select, Pitch, Pan e Volume
- Seconda pagina - AEG Attack, AEG Decay, LP-HP Filter Cutoff e LP-HP Filter Resonance
- Terza pagina – Reverb Send, Delay Send, EQ Hi Gain e EQ Low Gain
Nel menu SOUND DESIGN dello Yamaha SeqTrak Editor è possibile inoltre attivare il Choke sulla traccia e intervenire sull’LFO previsto nella sintesi AWM2, con 13 forme di onda selezionabili, parametri per Depth, Delay, On/Off del Tempo Sync, Speed e infine scegliere tra 10 destinazioni diverse.
Selezionando una traccia DRUMKIT le pagine di editing sono identiche a quanto descritto per quelle DRUMS, ma sul primo controllo della prima pagina potete selezionare la forma di onda di ciascuno dei sette slot disponibili.
In una traccia SYNTH le pagine selezionabili salgono a quattro, e nella prima - al posto del Pitch - sono inserite le modalità Mono/Poly e Chord On/Off. Nella quarta pagina troviamo controlli per il Portamento, l’On/Off dell’arpeggiatore (e il tipo di arpeggio) e parametri dedicati per Gate e Speed. Il SOUND DESIGN nell’editor comprende parametri per filtro, LFO, Portamento e regolazioni approfondite per l’arpeggiatore.
L’editing avanzato nella traccia SAMPLER ricalca in gran parte quanto previsto in quella DRUMKIT, ma salgono a cinque le pagine su cui intervenire dal pannello del SeqTrak. Nella quarta pagina troviamo controlli per Start/End Point del sample, più On/Off per il punto di Loop e regolazione della sua durata. La quinta pagina comprende infine i controlli per Level e Time degli inviluppi di attacco e decadimento del Pitch.
Traccia DX in FM a 4 operatori
Ricalca in toto quanto offerto dall’ottimo Reface DX di Yamaha e la mia descrizione si basa su quanto previsto nelle pagine previste nel SeqTrak Editor.
Nel GUI Editor selezionate il menu SYNTHS/SAMPLER e a sinistra la cella DX. In seguito, per accedere all’editing cliccate sulla voce SOUND DESIGN posta sotto i controlli di pan e volume sullo schermo. Si parte con i controlli dell’equalizzatore a due bande e le regolazioni delle mandate SEND 1 e 2, ma cliccando sulla pagina ALGORITHM, si scopre che il motore FM di SeqTrak consente di selezionarne fino a 12 tipi di strutture. L’identificazione del tipo di algoritmo è la stessa adottata per Reface DX: ogni disegno mostra l’operatore indicato con un quadrato e i modulatori con dei cerchi.
Ovviamente, altre voci dei menu sono state modificate rispetto a Reface, ma il risultato non cambia. Nella pagina OPERATORS per ogni operatore potete definirne l’attivazione, usarlo in Ratio (da 0,5 a 31,99) o Fixed (da 1 Hz a 9,7 kHz), con Detune da -64 a +63 step. Oltre alla regolazione del livello, sono presenti inoltre per ciascun operatore parametri per l’inviluppo di ampiezza su quattro livelli e i rispettivi Rate (qui definiti Time) regolabili attraverso pagina dedicata, Key Scaling sempre con pagina dedicata per l’editing di Depth e Mode e curva lineare o esponenziale, infine il Feedback positivo o negativo.
Nella pagina PITCH EG potete definire l’attivazione del generatore per ogni operatore, il suo livello (range +/- 48 semitoni) e il Time dei quattro inviluppi A-D1-D2-R, con l’ultimo dedicato al Key Off. Nella pagina LFO potete selezionare fino a sette forme d’onda, di cui due Sample&Hold, con valori di Speed, Delay e intensità d’azione sul Pitch e sull’ampiezza per ogni singolo operatore. La pagina Portamento consente di definirne il tipo (Fingered o Full-Time) e il Time, mentre l’ultima pagina dedicata all’arpeggiatore – oltre alla sua attivazione – include il selettore per sceglierne la modalità (Arp o +Direct), l’andamento tra otto tipi disponibili (Up, Down, Random, Slap&Pop, ecc), e parametri per Speed, Gate e Octave. Non ha la mini tastiera e il display come il Reface DX, ma per il resto non manca nulla.
Yamaha SeqTrak Editor
Sicuramente il vero asso nella manica come contenuto aggiunto rispetto ad altri blasonati concorrenti. Si tratta di un'applicazione gratuita e disponibile per piattaforme Mac/PC e dispositivi mobili iOS/Android, ma se pensate a un semplice editor software per le timbriche e le funzioni generali del SeqTrak siete sulla strada sbagliata.
Molti contenuti di questa applicazione li ho descritti nei capitoli precedenti, nello specifico mi soffermo su altre opzioni presenti che sono seriamente da considerare. In primis, nella sezione GUI Editor le porte MIDI e l’interfaccia USB-C possono operare in parallelo, quindi potete allestire un set complesso dove il SeqTrak può essere collegato in contemporanea non solo al suo editor, ma all'occorrenza anche a una DAW, un editor esterno (come KDx), infine a un controller MIDI esterno, per saggiare le modifiche effettuate suonando sulla tastiera.
A mio modesto parere, il “piatto forte” di questa applicazione è la presenza di un Pattern Editor per ciascuna traccia: in quelle DRUMS tramite inserimento a step attraverso una riproduzione delle due file da otto switch del pannello del SeqTrak, mentre per quelle SYNTH/DX/SAMPLER tramite un pratico Piano Roll!

La pagina dedicata al Piano Roll nel Pattern Editor delle tracce SYNTH/DX/SAMPLER nel SeqTrak Editor
Potete stendere comodamente i vostri fraseggi a colpi di dita sullo schermo di smarphone/tablet (o con il mouse con un computer), attivando e gestendo anche il Chord Mode o la durata dei vari pattern. Oltretutto, i pattern li potete addirittura importare/esportare sotto forma di File MIDI! Se calcolate inoltre la quantizzazione attivabile in registrazione fino a 1/32, la possibilità di inserire nei pattern anche l’automazione per buona parte dei parametri di timbriche ed effetti di ogni traccia, il Seqtrak Editor si può considerare una “mini DAW” con cui potete allestire anche una hit da pubblicare online appena avete finito di affinarne il mix generale. Incredibile.
Spostandosi nella sezione PROJECT/SOUND MANAGER, l’editor passa a gestire solo i contenuti del SeqTrak (i tre LED del knob ALL si illuminano di rosso) e il “dialogo" MIDI USB tra hardware e software è disattivato, ma al momento - a causa dell'assenza d'interazione tra i device - nel menu CREATE PROJECT la configurazione delle tracce DRUMS non è conforme a quanto previsto nell'ultimo OS V2.0. In attesa di una release dell'applicazione, potete sempre creare un nuovo progetto in questa sezione, impostando subito le timbriche SYNTH/DX/SAMPLER, e in seguito spostandovi nel GUI Editor per definire engine sonori e timbriche delle tracce DRUMS modificate.

La pagina per la selezione dei timbri AWM2 nella traccia Synth del SeqTrak Editor: i primi due preset sono forme di onda caricate dal sottoscritto
Menu Performance
Il SeqTrak Editor include questo menu che tende la mano al Performer, ma anche a chi vuole affinare le varie tracce in un mix. In questo menu troviamo anche il modo PAD/KEY, che consente di triggerare le varie tracce attraverso sette pad mostrati sullo schermo, oppure tramite una tastiera per le tracce SYNTH 1-2 e DX. Purtroppo, al momento la denominazione delle tracce DRUMS nelle varie pagine proposte non si aggiorna se decidete di cambiare l'engine sonoro in SYNTH, e nelle tracce modificate non è possibile nemmeno visualizzare la tastiera virtuale per il trigger. Mi auguro che Yamaha intervenga a breve andando a correggere questi difetti in una prossima release dell'OS V2.0.
Nella pagina Song potete concatenare e riprodurre i pattern di un progetto allestendo un ordine predeterminato. Potete concatenare in automatico fino a 16 scene (frasi che sono una combinazione di pattern di tutte le tracce); inoltre, una singola scena può essere riprodotta in loop mentre si cambiano le scene manualmente durante l’esecuzione.
Menu Settings
Selezionando la pagina PROJECT, oltre al nome del progetto, il tempo di esecuzione e la percentuale di Swing da applicare in riproduzione, potete definirne inoltre la chiave e il temperamento, la durata dei pattern e il Choke per tracce DRUM attivabile rispettivamente su timbri Hi-Hat o percussioni.
La pagina ADVANCED include impostazioni per al quantizzazione, la visualizzazione del menu del Sound Design semplificata o completa (mantenete la seconda!), l’attivazione del Noise Gate previsto sugli ingressi Mic e Line In, del pre-conteggio in registrazione, del Master FX sui canali Mic, Line In e USB, infine impostazioni per Launch Quantize, la Velocity e il Manual Playback durante la riproduzione di un PROJECT.
La pagina MIDI comprende opzioni Common, con tre Switch per attivare il Send e il Sync del Clock, oppure il Send riguardante i messaggi Start/Stop. Nella sezione Advanced possiamo scegliere rispettivamente per le porte MIDI, USB e quella wireless su Bluetooth impostazioni legate al Send di Program Change, Control Change e Bank Select, oltre alla trasmissione di stringhe di sysex e la modalità THRU attivabile sul MIDI Out di ciascuna porta. Come filtri MIDI, nel SeqTrak non manca nulla.
Informazioni
Tenere a mente tutte le impostazioni praticabili dal pannello del SeqTrak non è semplice, ma nel menu principale dell'editor trovate voci per consultare non solo il manuale, ma le liste dedicate ai parametri, ai preset contenuti nei blocchi effetti e quella contenente le scorciatoie per le principali impostazioni del pannello. Ben fatto.
Visualizer
Una modalità inclusa nel SeqTrak Editor che consente di creare performance visive attraverso la riproduzione dei pattern e il trigger di eventi sul modulo. Il primo passo è caricare una scena tra quelle disponibili nel database del Visualizer, ma potete anche crearne ex novo o importare quelle realizzate da altri utilizzatori del SeqTrak. Ovviamente, nei preset forniti da Yamaha il protagonista è sempre il SeqTrak raffigurato al centro dello schermo, ma potete sempre nasconderlo e caricare un’immagine a piacere come sfondo, anche video nei formati MOV o MP4, oppure la webcam del computer o la fotocamera del dispositivo dove il Visualizer è caricato.
In seguito, a ogni traccia del SeqTrak dovrete assegnare una serie di oggetti virtuali 3D a piacere tra quelli disponibili, che durante la riproduzione dei pattern si muoveranno sullo schermo creando l’animazione. Nell’uso con un computer potete collegare anche un secondo display dove visualizzare la preview del progetto. Per rendere ancora più coinvolgente l’animazione, il Visualizer fornisce fino a tre oggetti 3D aggiuntivi selezionabili e un terzetto di effetti video. Al termine delle impostazioni, Visualizer consente anche di registrare un filmato della combinazione tra il progetto audio del SeqTrak e l’animazione ottenuta.
Compromessi nel SeqTrak?
Oltre alle correzioni da apportare al SeqTrak Editor segnalate in precedenza, per chi scrive, il compromesso più evidente al momento è la mancanza di locazioni User per i timbri programmati dall’utente. Ogni traccia DRUMS/SYNTH/SAMPLER/DX modificata in un PROJECT resta ancorata a quest’ultimo e senza possibilità di Export individuale attraverso il SeqTrak Editor.
Un compromesso che obbliga a considerare ciascun progetto come una Performance multitimbrica, da cui ripartire ogni qualvolta volete stendere una nuova Song con delle timbriche modificate. Lo stesso ragionamento è valido per chi volesse pilotare il SeqTrak dall’esterno con un Controller a pad o tastiera: tocca fare economia con gli otto PROJECT disponibili, oppure studiarsi sessioni di backup/Restore di altri banchi se le esigenze crescono.
Passiamo adesso ad analizzare anche l’editor software di terzi con cui “scavare a fondo” nelle timbriche dello Yamaha SeqTrak.
Editor KDx
L'applicazione è rintracciabile QUI, nello spazio online allestito da Kier Darby in cui è presente anche un forum per scambiarsi impressioni di uso con altri utenti. KDx richiede un browser web su piattaforme Mac/iOS/Windows che supporti il Web MIDI, come Chrome o Microsoft Edge. L’accesso a KDx richiede l’attivazione di account e la sottoscrizione a un abbonamento che parte da 4,99 dollari al mese, ma vi anticipo che – se volete “spremere” un sintetizzatore Yamaha, questa applicazione è caldamente consigliata.
Quanto dichiarato da Kier Darby nell’intervista corrisponde al vero: SeqTrak dispone di una sintesi AWM2 a otto Element, tutti programmabili fin nel minimo dettaglio, ma con qualche piccola limitazione in alcuni parametri rispetto a un “fratello maggiore” come MODX (da cui presumo derivi). Per esempio, il blocco Insert A corrisponde al SINGLE EFFECT di SeqTrak, mentre il blocco LP-HP FILTER è il secondo blocco Insert, ma nello specifico è prefissato e non modificabile.

L'immagine mostra la quantità di parametri disponibili per sette degli otto Element nella sintesi AWM2 nell'editor KDx
Viceversa, il KDx espande le possibilità di una traccia DRUMS basata su un singolo timbro in AWM2 nel SeqTrak. Potete aggiungere altri Element a quello predefinito, creando timbri percussivi stratificati con suoni o effetti particolari di altre categorie timbriche, e tutto in un'unica traccia. Se lavorate con timbriche di batteria come l’Hi-Hat, è bene ricordare che lo switch Choke nel SeqTrak è disponibile solo su questa traccia.
Il DRUMKIT del SeqTrak altro non è che una traccia con un timbro AWM2 basato su sette Element organizzati entro un Key Range di altrettante note prefissate. Gestendo questa traccia con il KDx, oltre a plasmare nel dettaglio il carattere di ogni elemento del drumkit, potete spostare i vari Key Range a piacere, ponendoli anche in layer. Infine, anche nella pagina dedicata all’editing della traccia DX non manca nulla. Rimarchevole nell’interfaccia di KDx la presenza sui controlli degli inviluppi della rappresentazione grafica delle modifiche apportate in una finestra dedicata.
Sulla destra dello schermo troverete un terzetto di switch di colore arancione: quello denominato Sync è strategico, perché consente di aggiornare harwdare e software alle ultime modifiche apportate. Lo switch Learn permette di assegnare i vari parametri dell’editor a controlli fisici esterni, mentre il Relay è una utility interessante, perché attraverso un QR Code, consente di sincronizzare uno smartphone/tablet alla nostra sessione web, per gestire i parametri di KDx a distanza con un secondo dispositivo.
L’editor di Kier Darby resta un “work in progress” e alcuni particolari presumo saranno migliorati a breve, come il mixer Project Tracks con la denominazione delle tracce non modificabile, oppure nella stessa sezione i Mute al momento disattivati. Però questa applicazione promette molto bene.
Siccome ho letto alcune critiche degli appassionati sul web, provo a fare anch’io un pizzico di chiarezza sull’argomento “gestione delle forme di onda”. KDx opera attraverso Web MIDI e non può “leggere” il contenuto della memoria Flash User del SeqTrak, quindi nel menu Category Search di ogni Element nell’editor non potrete selezionare forme di onda ottenute tramite campionamento, ma solo quelle disponibili in ROM. Viceversa, nel SeqTrak Editor potete inserire User Waveform in un Element delle tracce SYNTH e la denominazione apparirà anche nella cella dedicata di KDx.
Con la procedura appena descritta, potete inserire attraverso il SeqTrak Editor la vostra forma di onda preferita nel primo Element e andare così a espandere la sezione SAMPLER con altre sette tracce, oppure attraverso il KDx attivare altri elementi e combinare il vostro sample con quelli della ROM dello strumento, per ottenere timbriche complesse assolutamente originali. Tra l’altro, tutta questa operazione può essere compiuta in tempo reale mantenendo “online” entrambi i software: mica poco…
Unico appunto da sollevare al momento è l’assenza di una “Quick Guide” online per muovere i primi passi: non essendo utente Steinberg chi scrive, c’è voluto del tempo per capire che lo scroll orizzontale dello schermo si ottiene tenendo premuto il pulsante Shift sulla tastiera del computer e ruotando la wheel del mouse…
Per concludere, oltre al SeqTrak, l’editor KDx supporta i sintetizzatori Yamaha EX5, Reface CS e le due gamme MODX e Montage in tutte le versioni, compresa l’ultima serie M in cui il numero di Element disponibili praticamente raddoppia.
La mia prova
Una premessa: da recensore oramai attempato, nei primi passi ho avuto un po’ di soggezione nell’utilizzo di uno strumento dedicato ai giovani come il SeqTrak. Però, dopo un po’ di ore di utilizzo, mi sono reso conto che i contenuti proposti da Yamaha possono far divertire musicisti di qualsiasi generazione. Compatto, con un’autonomia della batteria sufficiente per una bella porzione di tempo e una palette timbrica di rango: l’iPad è sempre con me e l’interazione con il SeqTrak mi consente di allestire una postazione mobile da utilizzare ovunque.
Lo chassis del SeqTrak è stato per diverso tempo un argomento di discussione tra gli appassionati, che però dimenticano un punto: da qualche parte si deve pur risparmiare se bisogna abbattere il prezzo! Sicuramente non è strumento che butterei “alla leggera” dentro uno zaino, però tutti i knob e i dip switch laterali sono ben ancorati. Rimarchevole infine la fluidità dei controlli e la buona risposta alla Velocity riscontrata nelle due file di switch per trigger e inserimento eventi. All’accensione, il parco di led accesi può disorientare, ma dopo qualche ora di apprendistato (affiancato dall’ottimo manuale disponibile anche sul web) si scopre che le indicazioni luminose nel SeqTrak sono ben studiate.
Un aneddoto divertente accaduto durante il test è legato al terzetto di Touch Strip, che sono piuttosto sensibili al tatto. Ho mani generose come dimensioni, e mentre operavo sui parametri in fase di riproduzione di un pattern, gli effetti della sezione Master hanno cominciato a invadere letteralmente il mix. Pensavo un problema nel SeqTrak, viceversa, avevo solo poggiato il palmo della mano destra sulle Touch Strip. Fate attenzione…
Passiamo dall’analisi dei suoni, dove vi suggerisco di partire ponendo in “Off” i processori sul blocco Master, perché nei PROJECT di default è inserito spesso un compressore multibanda che può alterare la resa all’ascolto.
La wavetable della sintesi AWM2 include svariate timbriche acustiche di rilievo, un esempio è il “Full Concert Grand” tra i pianoforti acustici, che all’analisi con KDx si scopre essere un multicampionamento su tre layer con banco dedicato per il Key-Off e Half Damper a supporto. Praticamente il timbro di un gran coda Yamaha CFIII rintracciabile in alcuni pianoforti digitali “entry level” odierni del brand giapponese.
Anche le varianti elettriche del CP Yamaha sono davvero belle, così come alcune variazioni sul tema Rhodes nel banco KEYBOARD e una serie di timbriche di archi e fiati nei banchi dedicati: con il SeqTrak si possono creare anche PROJECT orchestrali sul genere Cinematic di sicuro impatto. Delle altre categorie segnalo in particolare quella Rhythmic, che contiene una serie di timbriche sintetiche con l’arpeggiatore a corredo: un buon viatico per chi vuole stendere dei pattern al volo. Nelle 15 categorie DRUM c’è da perdersi tra elementi acustici ed elettronici, con buona parte delle drum machine storiche Yamaha come la RX5 ben rappresentate. Cosa manca alla categoria? Non ho trovato dei preset di Timpani sinfonici, e per completare il progetto cinematico descritto sopra ho dovuto importare in area SAMPLER dei campioni dedicati.
Riguardo alla traccia DX, concordo con quanto espresso dall’amico Luca Pilla nel test del Yamaha Reface DX qualche anno fa: un synth FM diverso dai precedenti, in cui si è cercato di preservare la dinamica originale andando ad azzerare i Noise di contorno che caratterizzavano i synth in FM a quattro operatori del passato. Una curiosità: nel menu Advanced della pagina SETTINGS troverete il valore di Input Velocity impostato di default su 100, in puro stile DX…
Se siete un tastierista e vi state domandando se sfruttare lo Yamaha SeqTrak tramite le sue porte MIDI anche come modulo expander, la risposta è si, a patto di porsi delle piccole regole prima di partire con la configurazione. Per esempio, se non vi servono le tracce DRUMS, suggerisco di allestire un PROJECT dedicato, dove impostare sette "motori" AWM2 in quelle tracce. Con questa configurazione multitimbrica serve un buon controller MIDI o un piano stage con un bel set di memorie preset e impostazioni per definire parti MIDI esterne in Split/Layer. I pianoforti stage di ultima generazione sono spesso dotati anche di ingresso Aux per strumenti di linea: collegate qui il SeqTrak e avete allestito un bel setup razionalizzato, anche nelle connessioni.
Un cenno all’ottimo parco effetti, dove troverete nei riverberi quegli algoritmi SPX che regalano ambienti ariosi e profondi, nonché le emulazioni VCM nei blocchi Master, tra cui segnalo l’efficace equalizzatore 501, con cui mi sono divertito qualche anno fa ad affinare con successo dei multisample importati in un Motif XF.
Il sampling con lo Yamaha SeqTrak è semplice e divertente: per uno scherzo a un amico ho campionato al volo la mia voce con il microfono incorporato inserendola in un PROJECT, rimanendo in seguito colpito dalla qualità della cattura ascoltando il sample isolato nel mio studio. Il Noise Gate attivabile sugli ingressi analogici è la ciliegina sulla torta nel caso di sessioni di campionamento ambientali. Infine, le opzioni per definire il punto di loop sono semplice ed efficaci e il parco effetti di qualità associabile al sample consente di ottenere ottimi risultati senza “uscire” dallo Yamaha SeqTrak per ulteriori trattamenti, perché è previsto anche il ricampionamento. Lo strumento "ha digerito" senza problemi forme di onda realizzate dal sottoscritto, con risoluzione 44,1 kHz/16 bit, come potete osservare in alcune immagini dell'editor associate a questo test.
Lo Yamaha SeqTrak Editor è sicuramente il trait d’union tra due tipologie di approccio: potete scegliere di tenerlo attivo come una sorta di display a supporto sul vostro dispositivo come ho fatto io durante il test, oppure definire al suo interno la tipologia di PROJECT per poi i spostarsi sui controlli fisici dell’hardware per l'inserimento degli eventi. Un tool da installare e tenere pronto all'uso su computer e dispositivi mobili, oltretutto, con possibilità di connettersi anche tramite Bluetooth o Wi-Fi.
Ho già descritto le ottime opzioni per correggere o creare ex novo dei pattern nel capitolo dedicato, ma il PATTERN EDITOR può fungere anche da “palestra” per chi vuole impratichirsi con l’inserimento di note e parametri direttamente dal pannello del SeqTrak. Per esempio, dopo aver registrato il vostro pattern potete sempre dare un’occhiata all'editor e verificare se posizione e durata delle note è corretta. La modalità Import/Export dei Pattern come file MIDI merita un plauso, perché consente di salvare i vostri fraseggi preferiti per richiamarli facilmente in seguito in un nuovo progetto.
Qualche perplessità riguardo al supporto fornito da Yamaha nella modalità Visualizer inclusa nell'editor: combinando una serie di animazioni 3D a immagini o video non è parca come risorse richieste al dispositivo ospitante, però la possibilità di realizzare un video personalizzato "In the box" potrebbe stimolare i creator più giovani, sempre in cerca di contenuti originali da condividere sui social. Però, oltre a una piccola guida nella app con la descrizione di una manciata di controlli e una scarna presentazione nel manuale, non ho trovato nessun approfondimento dedicato. Peccato.
La modalità Loop dei Pattern organizzati in Scene nel modo Song apre la strada a originali performance in tempo reale, che mi rimandano ai tempi in cui l’amico Josè Fiorilli poneva in Loop le sequenze programmate nei concerti di Irene Grandi, con una storica Groovebox di Yamaha come l’RS7000. Immaginate di voler introdurre un brano musicale durante l’esibizione, ma avete la Song già programmata nello Yamaha SeqTrak che non prevede questo intervento: ponendo in Loop il pattern di introduzione potete ritagliarvi la porzione di parlato che volete. Comodo, no?
Riguardo alle impostazioni di carattere generale, qualcuno ha mosso critiche per la risoluzione metrica del SeqTrak prefissata sui 4/4. Certe critiche lasciano un po' perplesso chi scrive, perché si discute della struttura ritmica "standard" nei generi musicali in cui il modulo Yamaha dovrebbe operare: per me, non serve altro.
In conclusione, un giudizio sul mix emesso dallo Yamaha SeqTrak, che brilla per profondità e definizione. Qualcuno sicuramente storcerà il naso guardando l’uscita Phones/Line Out, ma usando cavi di qualità, vi posso garantire che lo Yamaha Seqtrak ha emesso comunque una gran bella “voce”, peraltro priva di sgradevoli rumori in sottofondo, una voce in grado di mettere a dura prova i preamplificatori di un banco digitale dello stesso brand, ma di ben altro prezzo.
Conclusioni
Con meno di 300 euro per la versione “standard” nei colori grigio/arancione (la variante nero/grigio per me costa un po’ troppo…), oggi vi portate a casa due banchi suoni Yamaha di ben altro prezzo, un sampler efficace e divertente da usare, nonché sequencer ed effetti di qualità per stendere direttamente nel modulo una song completa.
L’editor gratuito è davvero ben studiato e vi consente di configurare e programmare lo Yamaha SeqTrak senza necessità di intervenire dal pannello, e oggi grazie al Backup generale anche di “cambiare fisionomia” al modulo secondo l’impiego. Associate allo Yamaha Seqtrak un controller MIDI compatto, con uno smartphone o tablet per l'editor e avete allestito una mini DAW portatile! Le imperfezioni rilevate in alcuni menu durante il test si devono al passaggio a un sistema operativo che ha rivoluzionato l'architettura del SeqTrak. Sono convinto che in Yamaha stanno già lavorando alla risoluzione dei bug riscontrati.
I tempi cambiano, ma Yamaha si adegua alle nuove tendenze e – come sempre - difficilmente sbaglia il colpo: il SeqTrak è un bell'esempio esempio sul tema. L’esemplare acquistato io me lo tengo stretto, voi andate a provarlo, magari installando preventivamente la app di Yamaha, così da saggiarne immediatamente le potenzialità durante la prova. Per concludere, mi trovo d’accordo con quanto affermato da Kier Darby nell’intervista: al prezzo richiesto, lo Yamaha SeqTrak è davvero “un mostro” per contenuti, ma aggiungo che questo “mostro” è facilmente addomesticabile, grazie alle utility descritte in questo articolo, anche per applicazioni musicali diverse dal target indicato dal brand giapponese. È tutto, adesso torno a giocare con il mio Yamaha SeqTrak. A voi, come sempre, auguro buona musica!
Pro
Engine sonori AWM2 e DX plasmabili nel dettaglio
Yamaha SeqTrak Editor
Sezione Sampler semplice ed efficace
Effetti di qualità
Contro
Menu PERFORMANCE nello Yamaha SeqTrak Editor da aggiornare alle novità dell’OS2.0
Prezzo che lievita un po’ troppo per la versione “black” dello Yamaha SeqTrak
Yamaha SeqTrak
Street Price
€ 299,00 nei colori grigio chiaro/arancione
€349,00 versione nei colori nero/grigio scuro
Info
YAMAHA



























