Phoenix: il nuovo synth ibrido di Spitfire Audio


Sintesi spettrale, FM, sampling e una libreria di 40 GB: Phoenix nasce dall’incontro tra l’archivio sonoro di BT e l’esperienza di Spitfire Audio

 

 

Spitfire Audio amplia il proprio catalogo di strumenti dedicati alla produzione musicale e al sound design con Phoenix, un nuovo sintetizzatore ibrido sviluppato in collaborazione per la terza volta (dopo Phobos e Polaris) con BT, nome d'arte di Brian Transeau.

Il progetto nasce dall'incontro tra la ricerca sulla sintesi del produttore statunitense e il patrimonio di registrazioni orchestrali e sonore di Spitfire Audio.

Phoenix è pensato soprattutto per sound design cinematografico, composizione per immagini e produzione elettronica, con un'architettura che combina sintesi, campionamento, modulazione ed effetti all'interno di un unico strumento.

 

Phoenix: sei motori di sintesi e una struttura stereo

Al centro di Phoenix troviamo sei differenti motori di sintesi: spectral wavetable, FM a sei operatori, sampler, 2OP FM Transient, Subharmonic Generation e Noise Oscillator. Le diverse sezioni possono interagire attraverso sistemi di Cross-Modulation, permettendo di trasformare progressivamente il materiale sonoro di partenza.

Particolare attenzione è stata riservata alla componente stereo. Ogni voce dispone infatti di due catene di sintesi indipendenti, una per il canale sinistro e una per quello destro. Questo consente di intervenire separatamente sui due lati del panorama stereo già a livello della generazione del suono.

Il motore spectral wavetable mette inoltre a disposizione oltre 80 modalità di Warp, organizzabili attraverso due slot seriali, con la possibilità di modulare indipendentemente l'elaborazione dei due canali.

 

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Il patrimonio sonoro di BT incontra Spitfire Audio

Una delle caratteristiche più interessanti di Phoenix riguarda il sampler integrato, che utilizza materiale proveniente dall'archivio musicale di BT: sintetizzatori vintage, sampler, cassette e vinile vengono affiancati da registrazioni orchestrali realizzate da Spitfire Audio.

La libreria comprende sorgenti che spaziano da archi, ottoni, legni e cori fino a chitarre, pianoforti, percussioni intonate e numerose texture sonore. Il materiale viene quindi utilizzato non soltanto come semplice campione, ma come sorgente da trasformare attraverso l'architettura di sintesi di Phoenix.

La libreria occupa complessivamente circa 40 GB, mentre lo strumento viene fornito con 552 preset. È inoltre possibile importare propri suoni in formato SFZ nel sampler.

 

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Modulazione, sequencer ed effetti

La componente di modulazione rappresenta un altro elemento centrale del progetto. Phoenix integra otto MetaSequencer multi-segmento, quattro generatori random e 636 pattern ritmici realizzati manualmente. È presente inoltre un probability arpeggiator ispirato al linguaggio ritmico di StutterEdit, il noto strumento associato a BT.

A completare l'architettura troviamo una matrice di modulazione senza un numero fisso di slot e un processore multi-effetto con 37 effetti, tra riverberi granulari, elaborazioni spettrali, delay, distorsioni, filtri e altri processori dedicati alla trasformazione del suono.

Phoenix supporta inoltre MPE fino a 16 voci, offrendo quindi un'interazione più articolata con controller compatibili.

Prezzo e disponibilità

Spitfire Audio Phoenix è disponibile come plug-in dedicato per macOS e Windows nei formati VST3, AU e AAX. Non richiede Kontakt. Il sistema prevede inoltre una connessione Internet attiva durante l'utilizzo.

Il prezzo introduttivo è fissato a 239 euro e l'offerta promozionale termina il 25 ottobre 2026. il prezzo di listino è di 299 euro.

 

Info
SPITFIRE AUDIO

 

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