Sta circolando in queste ore sulla rete un video che narra di una presunta protesta degli utenti contro il sistema di autenticazione di Roland Cloud, in cui si descrive una situazione dove - dopo 30 cicli di accensioni - in alcuni sintetizzatori Roland di ultima generazione i contenuti scaricati dalla piattaforma si possono bloccare.

Facciamo chiarezza sull'argomento...

 

 

Il presunto hardware lockout di Roland Cloud riporta al centro dell'attenzione il rapporto tra strumenti musicali, servizi online e gestione delle licenze. Ma, prima di parlare di boicottaggi o di una limitazione imposta indiscriminatamente all'hardware Roland, è necessario distinguere le informazioni documentate dalle interpretazioni sensazionalistiche dell'autore del filmato.

Il limite esiste, ma non su tutti i modelli

Il cosiddetto problema esposto in quel video è circoscritto a una serie di modelli in cui - per acquisire nuovi contenuti dal Roland Cloud - è necessario utilizzare il dispositivo WC-1.

Questi i modelli compatibili con il dispositivo:

  • JUPITER-X (dalla versione firmware 2.00 o successive)
  • JUPITER-Xm (dalla versione firmware 2.00 o successive)
  • JUNO-X (dalla versione firmware 1.10 o successive)
  • GAIA-2 (dalla versione firmware 1.10 o successive)
  • GO:KEYS 3 / GO:KEYS 3 IN (dalla versione firmware 1.04 / 1.01 o successive)
  • GO:KEYS 5 (dalla versione firmware 1.04 o successive)
  • Moduli batterie V-Drums V31/V51/V71 (dalla versione firmware 1.10 o successive)

Nella documentazione ufficiale, Roland spiega che alcuni contenuti installati attraverso la app Roland Cloud Connect su questi modelli possono essere disabilitati quando lo strumento viene acceso e spento ripetutamente (per 30 volte o 50 nel caso dei moduli V-Drums) senza una nuova autenticazione tramite Wi-Fi o il dispositivo WC-1.

 

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Il meccanismo è legato ai contenuti utilizzati attraverso un abbonamento: superata la soglia prevista dal prodotto, è necessario collegarsi nuovamente per verificare l'autenticazione.

Le espansioni acquistate con una Lifetime Key, invece, sono indicate da Roland come utilizzabili su tutti i modelli senza limiti al numero di accensioni e spegnimenti in assenza di connessione internet.

Nel video incriminato viene più volte inquadrato un sintetizzatore Fantom, ma questa gamma non è interessata al problema, perché gode di un bundle di contenuti gratuiti piuttosto ampio. Inoltre - non dovendo fa ricorso al dispositivo WC-1 - al pari dello stage piano RD-88. il modulo MC-101 e altri strumenti del catalogo Roland, molto di quanto proposto nel Cloud non soffre di queste limitazioni.

L'unica differenziazione di rilievo è che per Fantom 0 e la prima serie "non EX", alcuni Model Expansion sono solo acquistabili con formula LifeTime Key.

Last but not Least, alcuni utenti lamentano infine che il dispositivo WC-1 è piuttosto sostenuto come prezzo, ma dimenticano che in bundle c'è un anno di abbonamento al piano Pro di Roland Cloud che - se acquistato separatamente  - costa i 99 dollari richiesti per il dispositivo.

 

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Di quali contenuti parliamo?

Si tratta principalmente dei Sound Pack (formato SDZ) e i World Expansion disponibili sul Cloud. Librerie di timbriche con prezzo variabile a partire da 4,99 dollari fino a 9,99 dollari ciascuna. Se non indicati come contenuto omaggio per il proprio strumento, i Model e Wave Expansion sono sempre a pagamento acquistando la LifeTime Key di ciascuno: per le Wave Expansion il prezzo è di 19,99 euro cadauna.

Per i nuovi moduli V-Drums V31/V51/V71 sono disponibili quattro pack gratis, mentre le altre espansioni sono solo acquistabili: prezzi a partire da 14,99 dollari.

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Il vero nodo della questione: abbonamento o LifeTime Key?

Per chi ancora non lo sapesse, per accedere al Roland Cloud ci sono tre formule di abbonamento, con pagamenti a cadenza mensile o annuale:

  • Core - 2,99 dollari al mese o 29,99 dollari all'anno

Accesso a ZENOLOGY (compresi i Sound Pack), ZENOLOGY FX, Zenbeats Max, Beat Sync Maker, 4xCamera (anche in variante Maker)

  • Pro - 9,99 dollari al mese o 99 dollari all'anno

Accesso a ZENOLOGY Pro e i Model Expansion, Sound Pack, Sample e Jam Track gratis, accesso a due Legendary Instrument alla volta

  • Ultimate - 19,99 dollari al mese o 199 dollari all'anno

GALAXIAS, tutti gli strumenti, i software e i pack disponibili, accesso anticipato ad alcuni prodotti tramite Ultimate Early Access

 

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Una serie di contenuti disponibili sul Cloud per i sintetizzatori Jupiter-X/Xm

 

Roland ai nuovi utenti propone infine una formula Free, che consente per 30 giorni di usufruire dei contenuti previsti nel piano Ultimate senza limitazioni, così da saggiare il servizio e scegliere il piano preferito se si vuole proseguire con l'abbonamento.

Il nodo della questione sollevato nel video è il seguente: nei piani Pro e Ultimate, Sound Pack ed Expansion possono essere utilizzati senza limitazioni con ZENOLOGY Pro software. Se gli stessi contenuti sono trasferiti sull'hardware Roland mediante WC-1 e la app dedicata (Roland Cloud Connect) scattano i famigerati "30 cicli", che l'utente può azzerare acquistando la corrispettiva LifeTime Key (chiave di licenza a vita).

In parole povere, determinati contenuti si noleggiano anche per l'hardware aderendo a un piano di abbonamento al Cloud di Roland, e per utilizzarli senza limitazioni (anche senza abbonamento al Cloud) vanno acquistati.

Ma Roland sul tema non ne ha mai fatto mistero, anzi: su diversi manuali e nelle sue FAQ online  la procedura è indicata chiaramente. (QUI un esempio).

Abbonamento si o no?

Chi scrive non ha mai amato i servizi di abbonamento fin dai tempi delle prime proposte di Adobe, ma oggi tutto ciò che ci circonda è legato a questo tipo di formule.

Partendo da piattaforme di streaming per musica e film come Spotify, Sky, Netflix o Disney +, oppure le suite software di Microsoft o Apple (anche per iPad), fino a DAW come Cubase o recentemente anche Sonar (QUI il mio articolo a riguardo).

Roland si è semplicemente adeguata alla tendenza odierna, commercialmente parlando, però ha allestito nel suo Cloud un ecosistema che l'utente può impiegare sia con la propria DAW, sia con hardware Roland compatibile, ma non solo. Alcuni contenuti sono scaricabili ed impiegabili anche con altri dispositivi "non" Roland: un esempio sono gli oltre 8GB di librerie sample dedicate all'SP-404.

I "famigerati 30 cicli" altro non sono che un modo per Roland di tutelarsi dall'eventuale uso non autorizzato delle librerie a noleggio impiegando la app Cloud Connect. D'altronde, anche il software Roland Cloud per piattaforme PC/Mac richiede nuovamente le credenziali dopo 30 giorni dall'ultimo accesso.

 

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Una serie di Sound Pack in formato SDZ

 

 

I dubbi degli utenti e le mie risposte

Sintetizzo i vari dubbi espressi nei forum e nei gruppi social di appassionati sulla questione:

  1. Un musicista in tour privo di connessione a internet, se consuma i 30 cicli previsti per i contenuti in abbonamento si potrebbe ritrovare con lo strumento parzialmente inutilizzabile nel bel mezzo di una performance
  2. Cosa accade il giorno in cui Roland dovesse cessare il servizio Roland Cloud? Un sintetizzatore vincolato a un DRM cloud rischia di perdere per sempre le sue funzioni se l'infrastruttura web viene disattivata.

Riguardo al punto 1, rispondo in primis che trovo inverosimile - nel 2026 - trovarsi in tour a suonare sempre in luoghi sprovvisti di rete internet.

Comunque, se si scaricano i Sound Pack o le Wave Expansion dal Roland Cloud sicuramente l'utente ha attivato un account.

Se le avete già caricate, segnatevi le timbriche preferite e risalite a quali Sound Pack sono associate, così da acquistarne le licenze e stare tranquilli. Non parliamo di cifre stratosferiche - come nel caso delle vecchie card PCM Roland - ma di pochi euro a pacchetto e potete suonare sereni anche in cima a una montagna.

Non le avete ancora scaricate? In questo caso il Roland Cloud è una mano tesa nella ricerca, perché potete impiegare ZENOLOGY software per una "Preview" delle timbriche, fare cernita per poi acquistare e caricare nello strumento con l'app Connect solo i Pack preferiti.

Il punto 2 mi fa sorridere: e che cosa accade se - per assurdo - uno dei servizi in streaming elencati in precedenza dovesse chiudere? Alcuni servizi presentano piccole affinità con il Cloud di Roland: per esempio, Sky o Spotify consentono ugualmente di scaricare contenuti quali programmi, film, brani musicali o serie televisive sul proprio dispositivo, per rivederli in un secondo momento. Ma anche in questi casi, quei contenuti sono criptati, e se Sky o Spotify chiudono voi li perdete, perché non li avete acquistati, fanno parte del bouquet incluso nel noleggio.

 

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LifeTime Key

All'utente che non si è letto le condizioni di uso di questi strumenti Roland, ricordo che le licenze a vita di tutti i contenuti del Cloud sono personali e non cedibili.

Per esempio, se possedete un sintetizzatore Jupiter-X, in cui avete caricato una serie di librerie che avete acquistato sul Cloud, nel momento in cui decidete di venderlo dovete disinstallare quei contenuti e cedere lo strumento all'acquirente nelle stesse condizioni in cui l'avete acquistato.

Capisco che questa scelta commerciale possa far storcere il naso ad alcuni, ma Roland ha voluto così azzerare certe speculazioni emerse da tempo sul mercato dell'usato, dove - per esempio - le schede di espansione per un sintetizzatore come il JV-1080 oggi valgono quasi il doppio rispetto al prezzo richiesto per l'expander!

Oggi compri un RD-88, un Gaia 2 o un Jupiter-X usato e puoi attingere contenuti sul Cloud allo stesso prezzo di chi l'ha comprato nuovo.

 

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L'immagine qui sopra catturata dal mio account è esemplificativa riguardo la validità delle licenze di ogni pacchetto.

Ho aperto l'account qualche anno fa, dopo l'acquisto di un Roland RD-88, e in seguito ho acquistato per questo strumento l'ottima (per me) Wave Expansion EXZ013 (freccia rossa).

Spostandomi sui contenuti disponibili per altri synth, come il Juno-X preso per esempio, noterete che il Pack EXZ013 è indicato come scaricabile anche per questo sintetizzatore (freccia nera rivolta verso il basso) e sopra resta indicato il prezzo di acquisto. Negli altri pack che non ho acquistato, come l'EXZ012 Dance Trax (freccia blu), sotto il prezzo compare sempre la classica icona del carrello.

Sul tema, Roland dichiara che la chiave sblocca l'espansione sia per il sintetizzatore software ZENOLOGY sia per tutti gli hardware Roland compatibili con il motore ZEN-Core (ad esempio FANTOM, JUPITER-X, JUNO-X, AX-Edge) associati al proprio account.

Feci una prova diverso tempo fa, installando questa espansione anche su un pianoforte digitale FP-E50 (registrato nello stesso account dell'RD-88) ed effettivamente si poteva utilizzare senza problemi.

Conclusioni

La discussione sulla gestione delle licenze digitali resta comunque attuale e coinvolge l'intero settore degli strumenti musicali elettronici. Per i musicisti, conoscere le condizioni di utilizzo dei contenuti in abbonamento prima dell'acquisto è essenziale quanto valutare le caratteristiche tecniche di una tastiera o di un modulo sonoro.

Oltre ai manuali, date sempre un'occhiata a tutta quanta la documentazione fornita dal produttore con lo strumento, riguardo ai vari servizi forniti a corredo.

Il cosiddetto hardware lockout non va confuso con un blocco generalizzato degli strumenti Roland. La limitazione relativa alle accensioni è documentata per specifici contenuti in abbonamento, e poi potete sempre scegliere: se per quel preciso contenuto a noleggio i "30 cicli" vi preoccupano potete sempre acquistarlo, peraltro a cifre piuttosto abbordabili.

In conclusione, non credete a tutto quanto passa su YouTube, ma ponete sempre un filtro a certi "sensazionalismi" che - da qualche tempo - popolano quella piattaforma, con il solo scopo di praticare del "Clickbait".

Non regalate soldi con il vostro "click" del mouse a chi vi prende in giro... e questo spiega perché non ho inserito il link al video incriminato in questo articolo.

Spero di avervi chiarito le idee, come sempre, buona musica.

 

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