Test: Arturia V-Collection 5, oltre il vintage

Rapporto qualità/prezzo8.5
Suono8
Facilità d'uso9
8.5

Non solo synth per la quinta generazione della collezione francese, ma anche modellazioni di organi, pianoforti acustici ed elettrici: con la tecnologia TAE si esplorano nuovi territori sonori.

Arturia cambia rotta, puntando anche al target del pianista/tastierista in cerca di una libreria virtuale che offra una panoramica di 360° sulle sonorità dei tasti bianchi e neri del secolo scorso. La libreria poggia in toto sulla tecnologia di emulazione True Analog Emulation (TAE) studiata dal marchio francese; in questa quinta edizione, perde la drum machine Spark 2 ma guadagna ben cinque nuove emulazioni che ne espandono ulteriormente la palette timbrica anche a categorie orchestrali, come i pianoforti acustici ed elettrici, infine gli organi elettromagnetici e a transistor.

 

Caratteristiche generali

Un grosso lavoro è stato svolto in termini di restyling dell’interfaccia: tutte le emulazioni ora condividono nella parte alta dello schermo una serie di menu per gestire le principali impostazioni, tra cui una comoda funzione Resize per adattare lo strumento a qualsiasi monitor. Anche la navigazione tra i preset è stata semplificata, con l’inserimento di un pratico menu Playlist basato su tag per la ricerca delle timbriche, che ricorda molto quanto previsto su realizzazioni concorrenti come il sample player Kontakt di Native Instruments. Oltre al supporto nativo per i controller realizzati da Arturia, la nuova modalità MIDI Learn consente in pochi istanti di configurare e assegnare gran parte dei parametri di ciascuna emulazione un set di controlli fisici di hardware realizzati da terzi. Grazie alle nuove integrazioni nelle funzioni, Analog Lab 2 assurge al ruolo di vera e propria workstation, con cui gestire attraverso un singolo applicativo gli oltre 5.000 preset disponibili nella libreria. Arturia ha sempre proposto delle funzioni aggiuntive nelle proprie modellazioni, come i menu nascosti che possono comprendere degli effetti, un arpeggiatore, un motion recorder o percorsi di modulazione a matrice; il Jupiter-8 V (ora ribattezzato Jup-8 V) o il Mini V, in cui sono stati riscritti anche i filtri, sono due esempi tra le simulazioni che hanno subito i maggiori interventi. Questo massiccio restyling ha costretto Arturia a rilasciare in seguito un applicativo per la migrazione nella V-Collection 5 degli User Preset realizzati con le versioni precedenti della serie, che vi consiglio caldamente di scaricare se siete utenti fidelizzati. Il Software Center di Arturia consente la gestione online delle autorizzazioni, l’installazione e l’aggiornamento di ogni software del brand francese nella propria DAW. I requisiti di sistema indicano l’uso con piattaforme Windows 7 e Mac OS X 10.8 o superiore, dotate di una CPU a 2 GHz, 4 GB di RAM e 8,5 GB di spazio libero su hard disk; ogni emulazione può operare sia in modalità stand alone sia come plug-in nei formati VST 2.4, VST 3, AU e AAX a 32 o 64 bit.

Synclavier V

L’inedita emulazione del Synclavier è stata realizzata con la collaborazione di Cameron Jones, uno dei fondatori di New England Digital: privo di sezioni per campionatore e recorder audio a suo tempo presenti nell’hardware, Arturia ne ha potenziato la sintesi in FM e additiva portando a 12 il numero di parziali combinabili (quattro nell’originale). La risoluzione è impostabile entro un range di 4/24 di bit (solo 8 bit nell’originale); oltre alla forma d’onda sinusoidale, l’emulazione consente di selezionare anche forme d’onda a dente di sega, quadrata o triangolare, ma anche disegnare la forma d’onda nel modulatore attraverso 24 armoniche con controllo di fase. La modalità Timbre Slice può essere applicata a ogni forma d’onda in un modulatore FM. Il parco effetti è composto da blocchi per un riverbero e modulazioni quali chorus, flanger e un delay analogico o digitale. I preset disponibili complessivamente sono 450, realizzati da un team di sound designer che comprende tra gli altri anche Wally Badarou, per anni produttore nonché quinto elemento in studio dei Level 42.

Il Synclavier V con il pannello esteso dei controlli

B3 V

Partendo dallo storico e ben sonante B4 di Native Instruments, nell’ultimo decennio sono fioccate le proposte a modelli fisici sul tema Hammond: cosa offre l’odierna emulazione di Arturia del modello B3? Oltre a un ampio parco controlli gestibile tramite MIDI, nel B3 V spiccano i cinque slot per effetti in Insert di overdrive, chorus, flanger, phaser e analog delay sotto forma di stompbox, più un bocco effetti dedicato al riverbero inserito tra i controlli del Leslie. Nell’editing troviamo controlli dedicati per l’intensità del key click, del leakage di drawbar e ruote foniche, infine parametri distinti per attacco e rilascio in ciascun manuale.

B3 V con in basso i cinque stompbox attivabili

Farfisa V

La simulazione proposta da Arturia riguarda lo storico modello Compact De Luxe del marchio italiano, ma oltre alle sonorità originali nella variante virtuale è possibile ottenere nuove timbriche grazie ad alcune opzioni di editing approfondito celate sotto al coperchio dello strumento: la sezione comprende 12 oscillatori indipendenti, area Bass Wave con sette forme d’onda selezionabili, più controlli per bypass/cutoff (controllo Tone) e risonanza del filtro passa basso a 24 dB dedicato; oltre ai controlli per noise, modalità polifonica/parafonica e inviluppi per attacco e rilascio, sulla destra del pannello troviamo la sezione User Wave dotata di ben 48 fader, con cui dosare a piacere le armoniche in modalità additiva per ottenere nuove sonorità. Il parco effetti comprende un riverbero selezionabile da pannello e il set di stompbox combinabili in insert già visti per il B3 V; benché sia inserito il logo Farfisa, la modellazione dell’amplificatore si basa su un Fender Twin per chitarra in cui troviamo anche un selettore per orientare la simulazione della ripresa in asse o fuori asse di uno Shure SM 57.

Il Farfisa V scoperchiato per accedere all’editing approfondito

Stage-73 V

La base di partenza è uno Stage del 1969, ma Arturia in questa simulazione propone anche il modello Suitcase. In entrambi gli strumenti con un click del mouse potete togliere il coperchio e accedere a parametri di editing di profilo armonico (otto preset), Tone Bar Resonance, la distanza per Pickup e Damper, il Tuning (fino a 1,5 semitoni), la risposta dinamica, il noise dei martelli e anche la loro durezza: più morbidi per simulare il feltro del modelli d’annata o più duri se preferite le punte in neoprene comparse a partire dai primi anni settanta. Cliccando sul coperchio, sulla destra sotto la tastiera compare inoltre un pannello per definire la risposta alla velocity. Anche il parco effetti dello Stage-73 V comprende cinque slot per insert FX, un sestetto di stompbox per attivare delle modulazioni; inoltre, al pedale volume di default inserito nello slot 1 è associabile un effetto wah wah. Nel modello Stage è presente la modellazione dell’amplificatore per chitarra Fender già vista per il Farfisa, nello specifico impreziosita dalla presenza della simulazione di un riverbero a molla.

Lo Stage 73 V nella variante Suitcase, scoperchiato per accedere alle funzioni di editing aggiuntivo

Piano V

Arturia non dichiara a quali controparti acustiche si è ispirata per queste emulazioni: abbiamo a disposizione fino a nove modellazioni, comprese una serie di varianti verticali o a coda con cassa e tavola armonica in metallo e cristallo. L’interfaccia prevede due macro denominate Action e Mix che consentono di accedere a una serie di menu legati rispettivamente ad affinare il feeling e il suono. L’area Action comprende i menu Tuning e Settings: nel primo sono inserite una serie di regolazioni fini per corde e martelli, mentre nel secondo (oltre a definire la curva di risposta alla velocity) trovate parametri per dosare l’intensità di rumori tipici della controparte originale quali il key-off oppure quelli generati dal movimento di martelletti e pedali; nel menu Mechanics potete dosare due parametri come l’apertura del coperchio e la risonanza della tavola armonica. L’area Mix comprende tre menu: nel Mic Setup possiamo selezionare e gestire attraverso un piccolo mixer fino a cinque configurazioni per la ripresa microfonica di un gran coda (tre per la variante verticale). Il menu Room Setup ospita un riverbero a convoluzione, con 14 impulsi selezionabili e controlli per dosarne in ciascuno intensità, durata, dimensioni della stanza simulate e decadimento. L’ultima sezione Master include un equalizzatore a tre bande con medi semiparametrici, infine la regolazione del volume generale.

La simulazione di pianoforte acustico Piano V

In prova

Gli oltre otto Gigabyte di questa libreria sono composti da cartelle piene di file in format Bitmap, necessari per alimentare l’interfaccia di ciascuna emulazione e se avete un disco dedicato per le librerie nella vostra DAW dovete fare i conti con la scelta di Arturia, che obbliga all’installazione sul solo disco principale: a mio parere una scelta da rivedere. Analog Lab 2 mi è piaciuto molto, perché rende snello il workflow del tastierista compositore: avete un progetto aperto nella vostra DAW e vi serve al volo un timbro particolare? Potete aprire un’istanza di Analog Lab 2 e grazie alla Playlist scandagliare l’enorme offerta del marchio francese; trovato il suono potete operare una prima sgrossatura per poi affinarlo in seguito aprendo l’emulazione dedicata. La modalità MIDI Learn è un’altra mano tesa per velocizzare l’editing se non possedete un controller Arturia: davvero un buon lavoro. Passando alle nuove emulazioni, il Concert Grand proposto di default nel Piano V restituisce un suono piuttosto velato con un attacco troppo morbido, per cui sono intervenuto sulla durezza dei martelletti per ottenere un pizzico di brillantezza in più. Sulle prime ottave rilevo un minor corpo rispetto a una timbrica basata sul campionamento, mentre in gamma alta l’effetto smorzatori è piuttosto marcato. Le varianti futuristiche del piano acustico proposte da Arturia rimandano ad alcune sperimentazioni compiute da Roland con il suo V-Piano: un peccato non poter intervenire ad esempio sulla lunghezza di cassa e corde anche nell’emulazione francese. L’equalizzatore lavora bene in gamma bassa e sui medi, ma nell’impiego ho notato che spostando il mouse sulle tre bande, il valore del parametro selezionato mostrato in basso a destra nello schermo era sempre il cutoff del filtro in gamma bassa: un piccolo bug prontamente segnalato ad Arturia. Bella idea proporre una serie di combinazioni per la microfonazione, mentre gli impulsi del riverbero complessivamente sono di buona fattura. Con la Fatar TP100 che equipaggia Arturia KeyLab 88, il Piano V risponde bene alla velocity, mentre se lo pilotate con meccaniche di terzi vi suggerisco di intervenire nel menu dedicato per calibrarne al meglio il feeling. In conclusione ritengo il Piano V un’emulazione che può fornire un buon supporto in generi musicali moderni o per sperimentare nell’elettronica. Anche per lo Stage-73 V valgono alcune considerazioni già espresse per i pianoforte acustici: rispetto a una controparte basata sul campionamento, manca un pizzico di attacco in più al suono, mentre il carattere nel complesso è buono. Grazie all’editing piuttosto completo e al buon parco effetti a corredo, con lo Stage-73 V si può andare oltre le timbriche della coppia di Fender Rhodes proposti, andando e emulare con buona approssimazione anche un Wurlitzer d’annata. Nella coppia di nuovi organi, il mio preferito è il Farfisa, perché oltre a fornire un’emulazione dell’originale di buona qualità, ha nella sezione Wave il suo punto forte, con cui potete sperimentare timbriche originali da combinare con la bella sezione effetti disponibile. Anche intervenendo sul Brilliance, rispetto ad alcuni concorrenti, il carattere sonoro restituito da B3 V è piuttosto morbido; viceversa, inserendo l’emulazione di ampli Fender a corredo, il suono guadagna quel pizzico di grinta in più che consente di spaziare nel rock dei Deep Purple e Keith Emerson con buona approssimazione. A voler essere pignoli, manca nel Leslie la possibilità di gestire la sua microfonazione come su alcune emulazioni concorrenti, mentre la qualità di riverbero e stompbox attivabili, nel complesso è buona. Un plus da considerare è il Keyboard Mode, che consente di impostare in un attimo anche il doppio manuale in split su una singola tastiera esterna. Synclavier V è il tassello che mi ha sorpreso di più per il carattere sonoro restituito, in cui la risoluzione gioca un ruolo strategico, per ottenere un suono più lo-fi anni ’80 o più moderno e presente. Chi pensa all’ennesima proposta in termini di sintesi FM sbaglia, perché l’abbinamento con l’additiva consente di esplorarne le potenzialità semplicemente, ben supportati dal display nascosto, in cui potete anche monitorare l’andamento in tempo reale dell’inviluppo selezionato. Per Arturia può apparire un sacrilegio, ma per il sottoscritto introdurre in futuro la sezione di campionamento al Synclavier V sarebbe la ciliegina sulla torta per completare un’ottima emulazione. In conclusione, un cenno alle altre novità tra i synth vintage: l’iniezione di vitamine apportata ai contenuti del pannello nascosto vanno seriamente considerate, soprattutto se non vi limitate alla semplice selezione dei preset. Potete scegliere se mantenere l’impronta vintage nell’emulazione e programmarla come in origine, oppure sperimentare con nuovi percorsi nell’editing all’epoca non disponibili: tutto questo non è poco. Il CS-80 V, il Mini V e il nuovo Jup-8 V rivisto in alcuni dettagli restano i miei synth preferiti per le sonorità restituite, peraltro un terzetto che acquistato singolarmente costa di più dell’intera collezione.

La modalità Playlist per la selezione degli oltre 5.000 preset nella Analog Lab 2

Conclusioni

Un passo rilevante quello compiuto da Arturia con V-Collection 5: in un momento in cui le varie proposte sul tema sono indirizzate principalmente a DJ e producer, il brand francese torna a concentrarsi sul pianista/tastierista proponendo una libreria che, al prezzo odierno, non solo offre una palette timbri sterminata, ma sezioni di editing approfondito di facile approccio. Il nuovo percorso affrontato da Arturia espande anche il target di riferimento: oltre al programmatore e il nostalgico che non possono sostenere economicamente l’acquisto delle controparti originali, V-Collection 5 può rivelarsi una bella palestra anche per il giovane tastierista che voglia sperimentare con un bel parco di sintetizzatori storici. In ogni caso, una prova del Synclavier V è da consigliare a tutti: buon ascolto!

 

PRO

Interfaccia nuova che facilita la navigazioe

Gestione dei preset con Analog Lab 2

Emulazione del NED Synclavier

CONTRO

Installazione possibile solo sul disco principale della DAW

 

 

INFO

Arturia

www.arturia.com

Prezzo: € 499,00 + IVA

Upgrade da versioni precedenti € 199,00 + IVA

 

Allegati

FileDescrizione
pdf Arturia V-Collection 5

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