TEST – Monastery Grand: il pianoforte in regalo!

Rapporto qualità/prezzo9
Suono8
Facilità d'uso7.5
PER NOI
8.2

Una virtualizzazione con due anime sonore, per rendersi accattivante anche ai giovani musicisti con tanta voglia di sperimentare. Oltretutto è gratis! Vuoi non provarlo?

 

 

 

 

In tempi recenti, sul mercato sono comparse delle librerie di pianoforte che vanno oltre la mera emulazione della controparte acustica, perché dotate di opzioni di editing ed effetti per stravolgerne il timbro, e ottenere sonorità moderne ed evocative: si pensi a proposte di Native Instruments quali Una Corda o Noir. Melda Production si adegua a questa tendenza proponendo Monastery Grand, il campionamento di un pianoforte a coda disponibile in due varianti: quella più naturale come microfonazione ed effetti, e quella denominata Creative, per timbriche sul tema più moderne. A differenza dei concorrenti però, Monastery Grand è free, quindi non ci sono scuse, va provato! Ma andiamo con ordine, partendo dai personaggi e gli interpreti di questo nuovo pacchetto.

 

monastery grand

 

MeldaProduction

Una software house fondata a Praga nel 2009 da Vojtech Meluzin: il catalogo odierno comprende una sterminata libreria di plugin audio di qualità, peraltro disponibili in diversi bundle, tra cui uno free contenente oltre 30 effetti. Il catalogo dei virtual instrument della software house ceca comprende MDrummer e MPowerSynth, infine il synth modulare MSoundFactory, che va installato per utilizzare il Monastery Grand oggetto del test.

Monastery Grand

Il team di MeldaProduction ha catturato con ben 16 microfoni il suono di un gran coda W.Hoffman ospitato all’interno della sala da concerto di un monastero a Pilsen, in Repubblica Ceca. Dagli oltre 50 GB di materiale ottenuto nella sessione sono stati estratti i 3,52 GB di sample racchiusi in Monastery Grand. La variante Creative propone delle curiose combinazioni dei sample originali con i noise della cordiera catturati durante la sessione, peraltro plasmabili con risonatori, effetti e filtri per ottenere sonorità originali. Ecco qualche cenno storico sul brand che ha costruito il pianoforte utilizzato come sorgente da MeldaProduction.

 

monastery grand

Lo staff che realizza i pianoforti W.Hoffman fuori dallo stabilimento C.Bechstein Europe di Hradec Králové

 

W.Hoffman: la storia in pillole

Uno storico marchio di pianoforti fondato a Berlino nel 1904 da Wilhelmine Sophia Friederike Hoffmann. Nel 1950 la produzione di pianoforti fu trasferita a Langlau nella Franconia centrale, a causa della carenza di tecnici qualificati in una Berlino divisa in due dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Per oltre 40 anni a Langlau furono realizzati pianoforti verticali e a coda di qualità, e questo permise al marchio di sopravvivere evitando una pericolosa delocalizzazione della produzione in estremo oriente. Nel 1991 lo stabilimento fu acquisito da C.Bechstein, che inizialmente ne trasferì la produzione a Seifhennersdorf, in Sassonia, e nel 2008 a Hradec Králové, in Repubblica Ceca. C.Bechstein Europe ha investito sull’esperta manifattura locale (160 tecnici circa), potenziando il nuovo sito con tecnologie e macchinari all’avanguardia. Dal momento dell’acquisizione, i pianoforti C.Bechstein e W.Hoffman condividono diversi elementi, tra cui la tastiera o le parti della meccanica, mentre possono differire i legni impiegati per realizzare la cassa o la tavola armonica. Il catalogo odierno W.Hoffman si compone di tre linee di modelli verticali o a coda: Vision, Traditional e l’esclusiva gamma Professional; su tutti i modelli è possibile infine montare il sistema di silenziamento Vario firmato C.Bechstein.

Monastery Grand: requisiti di sistema

MeldaProduction indica un processore Intel/AMD con supporto SSE2 a 32/64-bit, su piattaforme Windows Vista, 7 o superiore, oppure Mac (10.9+ solo a 64-bit). Per Linux è indicata la compatibilità sfruttando l’emulazione Wine. I plugin sono in formato VST, VST3, AAX e Audio Unit. In questa pagina potete infine controllare la compatibilità del synth MSoundFactory con DAW e software Host più gettonati in commercio.

 

monastery grand

Un'immagine della sessione di cattura del pianoforte W.Hoffman a Plisen

 

Installazione

Sul sito internet di Melda Production scaricate l’installer MAudioPlugin Setup, poi i pacchetti MSoundFactoryEssential e Monastery Grand; in seguito, scegliete su quale unità di memoria immagazzinare i pacchetti, creando una directory dedicata (nel mio caso, su una SSD esterna). Lanciate l’installer e nel menu dedicato ai plugin da installare selezionate il synth MSoundFactory: il software è disponibile in versione Full per 15 giorni, in seguito si attiva la variante free denominata Player. Al termine dell’installazione lanciate MSoundFactory sulla vostra DAW o un software Host, e con il mouse selezionate la voce Menu posta in alto a destra nell'interfaccia del software: scegliete la voce Install Product, poi indicate il percorso dell’unità di memoria dove avete inserito i vari pacchetti e il gioco è fatto. L’MAudioPlugin Setup inoltre è un buon viatico per scoprire tutta la produzione Melda Production: potete installare oltre 30 plugin gratuiti, oppure provare per 15 giorni senza limitazioni tutti gli altri prodotti della software house ceca. L’MAudioPlugin Setup include infine un pratico tool, per far pulizia nel proprio computer di eventuali plugin scaduti o non utilizzati: bella idea.

 

monastery Grand

Monastery Grand con selezionato il preset di default

 

MSoundFactory

L’interfaccia del Synth è piuttosto intuitiva rimanendo nel menu principale: sulla parte sinistra è inserito il generoso Browser, dove potete scegliere i vari “motori sonori”, tra cui nella sezione Keyboard uno dei due Monastery Grand, che comparirà al centro dello schermo. La parte destra dell’interfaccia ospita infine gli indicatori Vu-Meter per monitorare i livelli del Mix Out e l'ampiezza stereo. Dove MSoundFactory può stupire è selezionando il suo Edit, perché le tre sezioni Globals, Generator e FX offrono talmente tanti parametri da disorientare. Per esempio, nel menu Globals trovate nella parte alta la cella per aprire il menu Advanced Settings, con quattro sottomenu per Voicing, Velocity Shape, l'assegnazione dei controlli MIDI o il modo Harmony con sei note attivabili, mentre nella parte bassa è inserita una sezione con inviluppi DADSR. Nel menu Generator spicca nella parte bassa il menu delle sorgenti di modulazione, che comprende anche otto inviluppi e otto LFO. Nel matrix mixer del menu FX potete combinare sui sei I/O disponibili una serie di plugin selezionandoli da un database di oltre 140 tipi suddivisi in 12 categorie. Per descrivere nel dettaglio le caratteristiche di questo potente synth modulare ci vorrebbe un speciale a puntate sulla rivista! Per il momento, mi fermo qui: a voi suggerisco di spendere con profitto i 15 giorni di prova dell'MSoundFactory per esplorarne a fondo tutte le potenzialità, perché quando scade il periodo e si attiva la variante Player gratuita, il menu Edit si disattiva. La versione LE con opzioni di editing limitate è proposta a 99 euro, mentre la variante senza limitazioni costa 299 euro.

 

monastery grand

Il menu Globals, nell'Edit di MSoundFactory

 

 

Monastery Grand: l’interfaccia

In alto troviamo l’area di gestione delle timbriche: cliccando una volta con il mouse sulla denominazione del preset si apre il menu dedicato, composto da due sezioni rispettivamente per la gestione delle cartelle sul PC (a sinistra) e quella dei preset (a destra). Il menu Piano comprende la sezione Anatomy, dotata del parametro Release per regolare il decadimento del suono al rilascio del tasto, mentre il Size interagisce con l’Ambience per stabilire il giusto equilibrio tra il corpo dello strumento e il riverbero naturale che può generare. La sezione High Keys consente di regolare il volume (Gain) e la risonanza al rilascio delle ultime ottave in gamma acuta della tastiera che, nella controparte acustica, sono prive di smorzatori. La sezione al centro del pannello Mikes ospita un piccolo mixer per attivare/disattivare tre set di microfoni diversi come posizionamento, con controlli distinti per il volume e il mix generale. La sezione Tone comprende parametri per il Brilliance (Soft/Hard), per l’ampiezza stereo (Width), la simulazione di apertura/chiusura del coperchio su tre posizioni (Lid), infine un equalizzatore a tre bande (Bass, Body, Air). Nella parte bassa del menu Piano è inserita la sezione Harmony, con cinque preset selezionabili per creare delle armonizzazioni durante l’esecuzione. Il Menu Effects fornisce quattro blocchi, rispettivamente per un Delay con 24 algoritmi selezionabili, un riverbero con cinque simulazioni di ambiente, un compressore e un Enhancer. Nel menu Globals troviamo parametri di carattere generale quali il volume, Ratio e Response per la regolazione della Velocity, Pitch, intonazione fine, range del Pitch Bend e infine il numero di note di polifonia impiegabili.

 

monastery grand

Monastery Grand Creative

 

Monastery Grand Creative

L’interfaccia è più generosa, per far posto alle opzioni aggiuntive. Nel menu Piano si parte con il controllo per bilanciare i segnali Tonal/Noise nei sample, la durata del punto di loop (Artificial Lenght, fino a quattro secondi) e l’interessante parametro Key Range: esso consente di dosare in percentuale il range delle note impiegate nel multisample, per risparmiare le risorse della CPU. La sezione Resonators consente di caratterizzare fortemente il suono, grazie a quattro risonatori basati sulla modellazione fisica e suddivisi in due categorie (Noise e Master). La terza sezione ospita un filtro multimodo (LP12, LP24, LP60, HP24, Low Shelf, Over-X, Band-X, Poly 1/2), con controlli Frequency, Attack, Autopan e Resonance. Le sezioni Anatomy, Tone e Harmony cambiano in termini di grafica, ma le funzioni in ciascuna sono identiche a quanto previsto nel Monastery Grand. Oltre ai quattro blocchi già visti in precedenza, il Menu Effects include inoltre una coppia di Distorsion, più modulazioni quali Flanger, Phaser e Chorus. Il menu Globals infine include anche i parametri per definire i controlli Timbre e Pressure legati al supporto del protocollo MPE.

Il test

MeldaProduction non fornisce dettagli sulla sorgente impiegata per la cattura, ma dalle immagini e i video del sito internet presumo l’impiego di un tre quarti di coda WH 206 P, il top di gamma della serie Professional di W.Hoffman. Il team ceco dichiara che Monastery Grand è stato progettato pensando a produzioni pop/rock, ma per chi scrive la “voce” catturata ben si adatta bene anche ad altri generi musicali. Per la prova, sono partito dal preset Default, basato sul set di microfoni A: il decadimento dei sample è piuttosto naturale, con una bella coda in gamma grave, mentre nell’omogeneità dei sample ho percepito due note leggermente sfasate come pan (Fa3 e Fa#3), ma nulla che una prossima release della libreria non possa correggere. Il carattere del Monastery Grand all'ascolto mi rimanda alle prove che effettuai nel 2015 su alcuni coda C.Bechstein nello showroom di Berlino: morbido e rotondo sui pianissimi, ma incrementando la Velocity diventa piacevolmente imperioso mantenendo sempre un buon equilibrio generale. Un timbro azzeccato in ambito pop, per contesti piano/voce piuttosto intimisti se cercate un suono caldo e corposo, ma che non sfigura anche nel jazz, magari inserendo gli altri set di microfoni, per aggiungere quel pizzico di “nasalità” in più che consente al timbro di emergere in un trio.

 

monastery Grand

Monastery Grand con selezionato il preset di default

 

Incrementando le basse nell’Enhancer su valori intorno al 25% ottenete un pizzico di piacevole “boost” in più nella risonanza dei martelletti, mentre in gamma alta fino al 50% del parametro dedicato il suono guadagna in ariosità senza particolari asprezze; spingendosi oltre l’attacco diventa duro e più adatto a un mix rock dove il piano deve emergere. La risonanza simpatetica delle corde è ben studiata, ma il plus in Monastery Grand è rappresentato dalla completa sezione High Keys, un bel supporto per dare ulteriore equilibrio al suono. Al team di Melda Production suggerisco di affinare la risposta alla Velocity su valori intorno al pianissimo, perché sfiorando il tasto nella controparte acustica il martelletto tocca delicatamente le corde senza farle vibrare. In ogni caso, ragionando su un virtual instrument gratuito, quanto proposto è notevole. Caricando la variante Creative c'è da divertirsi se volete esplorare nuovi territori sonori con il timbro di pianoforte. Lavorando sui preset con i risonatori e l'ottimo filtro, sono riuscito a ottenere delle timbriche percussive pressoché identiche alle sperimentazioni sul tema di una band come i Blue Man Group. L’Harmony è una mano tesa per creare al volo delle linee melodiche: ben fatto. Anche sui pad Monastery Grand Creative regala belle soddisfazioni, anche se va aggiunto che il massimo si ottiene spostandosi sul menu Edit dell'MSoundFactory: la versione completa di quest'ultimo non costa poco, è vero, ma Melda Production ha annunciato che Monastery Grand sarà affiancato a breve da altri pacchetti free. Oltretutto, si discute di un potente synth modulare con diversi "motori onboard" oltre il sample player (tra cui la sintesi granulare), e ciascuno plasmabile nel singolo dettaglio: io ho cominciato a mettere da parte la somma per l'acquisto... Il Monastery Grand Creative supporta il protocollo MPE: se amate i controller Roli siete avvisati. Cosa non mi è piaciuto nel pacchetto ceco: l’installazione generale è piuttosto macchinosa e i tutorial online forniti da Melda vanno seguiti con attenzione.  Rimarchevole infine il basso impatto sulle risorse della CPU, perché con un laptop basto su un processore i5 di ottava generazione non si supera il 10 per cento impiegando la versione classica, mentre si sale al 14 per cento con la più pesante variante Creative.

Conclusioni

A costo zero, vi portate a casa un virtual instrument che emula il carattere di uno storico pianoforte tedesco, con un bel parco di opzioni di editing ed effetti: cosa volere di più? Melda Production ha fatto un buon lavoro in Monastery Grand, un virtual instrument valido sia per il musicista di estrazione classica amante di un pianoforte dal carattere teutonico, sia per quello più moderno che suona in contesti jazz o pop/rock. La variante Creative strizza l'occhio ai giovani e a chi ama sperimentare creando pad o timbriche percussive partendo da sonorità acustiche. La strategia studiata dal team ceco mi piace, perché il rilascio costante di pacchetti e plugin free di qualità che orbitano attorno a MSoundFactory può spingere l'utente all'acquisto di questo potente synth software dopo averlo esplorato a fondo. E voi? Siete ancora qui a leggere? Correte a scaricarlo Monastery Grand! Come sempre, buon divertimento.

 

 

Ci piace

Timbro di base rotondo ed equilibrato
L'editing del pacchetto Creative

Non ci piace

Installazione un po’ macchinosa
Risposta alla Velocity sui pianissimi migliorabile

 

 

INFO

MeldaProduction

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