TEST - Yamaha PSR-E473: una low cost che suona "da grande"!

COSTRUZIONE8
SUONO8
FACILITÀ DI USO8
RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO8.5
PER NOI
8.1

Timbri di rango e quattro modalità operative per studiare o semplicemente divertirsi, ma questa nuova Yamaha PSR-E473 offre molto, molto altro…

 

 

I modelli PSR-E si moltiplicano e, terminata la carestia di novità vissuta nei due anni precedenti, nel 2022 Yamaha ritorna a macinare nuovi arranger nella categoria “economici”. PSR-E473 è al top di questo segmento, ammiccando ad un pubblico giovane che può alternare musica suonata con le proprie mani a momenti di svago e divertimento nel pianeta dei DJ Set.

Usabilità

L’operazione sballaggio dello strumento è una delle più semplici e rapide. Del resto, il contenuto dell’imballo comprende lo strumento, l’alimentatore, un comodo leggio e il manuale cartaceo. I materiali plastici della scocca sembrano robusti al tatto e contribuiscono a contenere il peso entro i 7kg: la mia schiena ringrazia. La prova accensione è pienamente superata: il pulsante è comodo e facilmente raggiungibile nella parte sinistra del pannello superiore e, dopo appena sei secondi, si può già suonare il pianoforte.

La PSR-E473 può essere utilizzata secondo quattro modalità di base: Voice (Voce), Style (Stile), Song/Audio e Groove Creator. Dopo aver individuato il modo, si possono selezionare i dati da utilizzare. Nel caso si avvia la riproduzione e, speditamente, si può cominciare a suonare la tastiera.

 

Yamaha PSR-E473

 

I modi Voice e Style sono attivi allo stesso tempo: la differenza la fa l’innesco del pulsante di accompagnamento ACMP. In posizione OFF potete suonare i timbri musicali con le vostre mani: la sola voce principale, due voci in sovrapposizione (Dual) o due diverse per mano sinistra e mano destra (Split); in posizione ON, si va di stili di accompagnamento. I modi Song/Audio e Groove Creator sono invece attivabili alternativamente. Una spia sul pannello segnala quale modo è in corso al momento.

Modo 1: suonare le voci

PSR-E473 annovera la più recente versione del generatore di suoni AWM, la storica tecnologia di campionamento stereo di casa Yamaha. Il suono emerge forte e dinamico. La polifonia è di 64 note: è un livello accettabile per la categoria. È garantita la compatibilità con qualsiasi altro strumento sul mercato che rispetti lo standard del General MIDI livello 1. Da una parte la mappatura dei suoni è piuttosto sobria nelle 358 voci XG Lite; dall’altra la qualità dei timbri risalta come rimodernata ed estesa Yamaha grazie alle notevoli aggiunte: ben 362 voci di qualità superiore estendono lo standard General MIDI. Fra queste voci disponibili a pannello, ben 34 lavorano in modo Dual (Piano & Strings, Piano Pad, Octave Jazz Guitar e così via), 6 attivano la funzione Harmony e 10 voci sono dedicate all’organo, ma suonano senza effetto Key Click (questo è presente solo sul modello in versione 76 tasti, la PSR-EW425 che vedremo in seguito).

Il suono di pianoforte è carico di effetti e di riverbero e piacerà di più agli emuli di Elton John piuttosto che a quelli di Ray Charles. In piena tradizione Yamaha, le voci più curate sono quelle contrassegnate come Live! (Concert Piano, Strings e Brass) Sweet! (Harmonica, Violin, Trumpet, Trombone, Tenor Sax, Soprano Sax, Flute, Classical Flute, Pan Flute) e Cool! (Suitcase Electric Piano, Tremolo Electric Piano, Electric Piano, Galaxy Electric Piano, Organ, Rotor Organ). La differenza di questi suoni - rispetto tutti gli altri nello strumento - è abissale!

Da alcuni anni, Yamaha offre poi sui propri arranger di primo ingresso una versione facilitata delle voci Super Articulation solitamente presenti sui modelli professionali: permettono di ricreare con autenticità tecniche specifiche per ogni strumento: qui si chiamano S.Art Lite e sono ben 14. L’effetto viene attivato premendo il pulsante Articulation prima di suonare la nota: nelle chitarre classiche e acustiche attiva gli armonici, in altre chitarre consente il legato, in altre ancora simula il fenomeno dirompente della distorsione. Nel Tenor Sax accentua il growling ringhiante del sassofono. Le voci di coro registrate con il Round Robin (“Shoo Bee Doo Bah” e “Da Ba Scat”) richiedono un po’ di pratica prima di riuscire a dominarne l’articolazione.

L’aggiunta di armonia e di arpeggi si rivela un arricchimento interessante: con un po’ di pazienza, è possibile individuare soluzioni stimolanti, come quello di aggiungere arrangiamenti corali automatici sia in termini armonici sia in termini di arpeggio. Solo la fantasia può fermare la ricerca delle combinazioni più creative.

Lo strumento nasce con due sistemi di effetti: tipicamente DSP1 si utilizza per assegnare riverbero e Chorus all’uscita generale, mentre DSP2 è utile per colorare di effetti alcune parti specifiche. Yamaha ci tiene a segnalare che il Delay può essere assegnato sia a DSP1 sia a DSP2. Ci sono poi gli effetti Motion che cambiano dinamicamente l’effetto applicato con il tocco del pulsante e aggiungono emozioni alle voci suonate da tastiera, alle parti dello stile, al groove, ai pad di campionamento o all’intero muro sonoro in uscita.

 

Yamaha PSR-E 473

 

Modo 2: suonare gli stili

La dotazione di stili è in linea con il valore dello strumento: 290 accompagnamenti consentono di coprire un discreto territorio musicale. Yamaha ammicca verso un pubblico giovanile offrendo il più ampio spazio (45 stili) al settore Dance contemporaneo. Vasta attenzione è dedicata anche alla musica regionale: nella famiglia World1 si trovano ritmi tradizionali Europei, nord-americani e africani; nella famiglia World2 si trovano ritmi asiatici. Distribuiti in modo omogeno gli altri repertori: Pop, Latin, Entertainment, R&B, Rock e Ballad.

Piccolo ma prezioso è lo spazio dedicato a 13 stili Pianist, dove gli unici protagonisti sono gli arpeggi di pianoforte. Non vi nascondo che mi sono piaciuti. In caduta libera invece il mondo Swing & Jazz: sono soltanto undici stili e la cosa fa pensare, visto che c’è stato un tempo in cui Yamaha produceva gli arranger ideali per questa famiglia di repertorio.

Ogni stile è comporto di un Intro, due variazioni Main e un Ending. Ogni passaggio da un pattern verso un Main prevede una battuta di Fill-In. Ogni pattern può avere fino a 5 tracce: Drums, Bass, Chord1, Chord2 e Pad. In taluni stili, appaiono parti speciali (Phrases). Molto efficace è la possibilità di silenziare o riattivare ciascuna di queste tracce tramite comodi pulsanti di Track Control, proprio a portata di mano.  Di più: questo arranger permette di personalizzare i timbri assegnati a ciascuna traccia di uno stile.

Yamaha presta molta attenzione a non mettere in difficoltà il mercato del modello superiore PSR-SX600 e, oltre a limitare la varietà di pattern per ogni stile, introduce sulla PSR-E473 una seconda restrizione sugli stili: l’unico formato supportato è il celebre SFF (Style File Format) e non vi è purtroppo spazio per SFF GE (Guitar Edition), il formato avanzato che offre un servizio migliore per le tracce di chitarra.

Non manca la novità del momento: Smart Chord. Previsto come modalità di diteggiatura alternativa a quella standard (detta Multi, laddove il riconoscimento degli accordi riesce premendo uno, due o più tasti), la modalità intelligente è davvero interessante. Una volta dichiarata la tonalità in cui si vuole suonare e il tipo di repertorio, Smart Chord introduce varianti di accordi vicine e specifiche al vostro genere musicale.

Ovviamente, se sapete già suonare gli accordi come REm7b5 o Lab dim7, potreste anche a fare a meno di Smart Chord, ma tutti gli altri tastieristi in erba potrebbero cimentarsi in armonizzazioni di pop sofisticato con il solo aiuto di questo strumento. L’ampiezza delle varianti armoniche non raggiunge quella presente sulla PSR-SX600 ed è adeguata al segmento economico di appartenenza.

 

Yamaha PSR-E 473

 

Modo 3: Song/Audio

Questo strumento può riprodurre song: ci sono 30 brani preset il cui ascolto può dare un esempio concreto della cifra sonora ed espressiva disponibile; si possono registrare le proprie song e riascoltarle; si possono scaricare Standard MIDI File e metterli in playback per suonarci sopra o riassegnare le varie tracce. Le risorse esterne possono essere caricate nelle varie locazioni di memoria inserendo nello strumento un dispositivo flash USB: file audio in formato Wave e basi MIDI. Queste ultime ammettono la riproduzione ripetuta di sezioni specifiche della song in loop.

Modo 4: Groove Creator e Quick Sampling

Groove Creator può essere immaginata come una sezione arranger dedicata agli appassionati dei DJ Set. Al posto di Intro/Main/Ending, ci sono quattro variazioni (A, B, C e D) con sei tracce in cui si possono mescolare frasi e pattern ritmici da una varietà di generi musicali dance per generare performance dinamiche. Una quinta variazione si chiama Musical Climax e, se richiamata al momento giusto, consente funzioni espressive efficaci, magari ruotando le manopole ed ottenere così variazioni extra del suono in tempo reale.

Impostata la tonalità, non si può cambiare l’armonia e gli accordi e, anche qui, la possibilità di azzerare una o più tracce si traduce in una chiave di esecuzione in più per gestire varietà ed intensità dal vivo. I più giovani si divertiranno un sacco a tirare fuori situazioni creative e a scatenare la festa.

A dare manforte ai groove, provvedono i quattro pad a cui possono essere associati campioni audio importati nello strumento o registrati con il microfono (la frequenza è sempre 44,1 kHz, 16 bit, stereo). I campioni possono essere riprodotti alla semplice pressione del pad oppure messi in loop all’infinito. Non oso immaginare quali contributi si possono introdurre per rendere più potente ed energica l’atmosfera. Se le dimensioni lo consentono, è possibile campionare un’intera base in formato WAV.

Controlli fisici: tastiera, pannello, ingressi/uscite e tasti

I 61 tasti sono leggeri, ma si percepisce il tentativo di Yamaha di rendere migliore il controllo dell’espressività dello strumento: pur non essendo ancora semi-pesati, questi tasti non mi sono spiaciuti, hanno una consistenza superiore rispetto quelli montati su altre tastiere più costose della concorrenza. La personalizzazione della risposta al tocco consente di controllare le sfumature dinamiche secondo quattro livelli di dinamica: morbido, medio, duro e fisso.

Il controllo visivo delle funzioni avviene tramite un sincero schermo LCD, molto brillante e ben retroilluminato.

 

 

Yamaha PSR-E 473

 

Sono disponibili due manopole utili per il controllo in tempo reale di diversi paramenti di filtro, come ad esempio cutoff, distorsione, riverbero e il Retrigger Rate. Non manca la rotella di Pitch Bend per un intervento dinamico e dettagliato a tempo di esecuzione.

Nel discreto pannello di controllo, in alto a destra, compare un’area di tasti in cui è possibile selezionare in modo intuitivo voci o, in alternativa, stili per categoria grazie ai pulsanti a pannello che semplificano la configurazione per l'esecuzione; a dire il vero, questi tasti hanno anche una terza usabilità – onestamente non molto intuitiva - per il controllo delle Function, giostrando da tasto +/-, Enter e soprattutto Exit.

Alcuni pulsanti hanno una doppia funzionalità: la prima è richiamata toccando semplicemente il tasto, ma la seconda richiede la pressione contemporanea del pulsante Shift. Tale possibilità alternativa è illustrata dalla descrizione serigrafata sul pannello con il testo incorniciato: ci va un attimo a capirne la logica, ma poi ci si arriva. Pur avendo una notevole famigliarità con gli arranger Yamaha, devo confessarvi che ho dovuto fare ricorso al manuale per orientarmi e scoprire l’accesso ad alcune funzionalità. Dopo qualche giornata di utilizzo e di sconcerto, sono entrato nel modo di ragionare dello strumento e, a quel punto, mi sono mosso in autonomia.

Per quanto riguarda la connettività sul retro dello strumento possiamo citare l’uscita delle cuffie (ma perché non è davanti?), l’ingresso del pedale del sustain, e due uscite jack stereo per collegarsi ad un impianto audio. Degno di nota è l’ingresso AUX IN per collegare uno smartphone da usare come lettore di basi ed ascoltare dalle casse di bordo: sul segnale di ingresso è possibile sopprimere l’ascolto della voce del canto e correggere la posizione del PAN onde individuare con maggior precisione il punto nel panorama stereo da abbassare il volume.

Ormai è uno standard, quasi non vale più farne cenno: anche la PSR-E473 si spegne da sola dopo un certo periodo di inattività (il default è 30 minuti e si può personalizzare).

Utilizzo Live

Sebbene la Yamaha PSR-E473 non sia stata pensata per suonare sul palco davanti ad una platea sterminata, lo strumento offre alcune utilità che possono essere apprezzate in alcuni contesti live, in ambienti non molto ampi. Innanzitutto, il pulsante [MEGA BOOST] aumenta il volume in due livelli in crescita fino a +6 dB, in aggiunta al volume massimo raggiunto dalla manopola del volume: è possibile ottenere un suono dinamico cercando di colmare almeno parzialmente l’assenza eventuale di altoparlanti esterni. E se fossero disponibili altoparlanti esterni, con i comodi ingressi jack OUTPUT STEREO non ci sono più limiti.

Lo strumento dispone di un ingresso microfono, a cui applicare riverbero, Chorus o azzerare gli effetti per fare annunci parlati.

Si tenga conto, infine, che lo strumento può essere alimentato a batteria, rendendo autonomo l’utilizzo live anche in luoghi distanti dall’alimentazione.

 

Yamaha PSR-E 473

 

Registrare e playback

L'unità flash USB serve per registrare l'audio e salvare song o stili originali. Lo strumento registra un massimo di 10 song in formato MIDI a sei tracce nella propria memoria interna. Ma una volta salvate, le song utente possono essere esportate su un'unità flash USB. La registrazione dell'audio avviene direttamente sull’unità flash USB come file audio: si può registrate tutto quello che avviene sullo strumento e, inoltre, l'audio dal MIC INPUT, da AUX IN e dalla memoria USB.

Il formato WAV è lo stesso che abbiamo visto sopra e il tempo di registrazione massimo è di 80 minuti. Il collegamento dello strumento a un computer agevola la comunicazione audio e MIDI e per il backup dei dati interni. Nel caso di registrazione audio, non va sottovalutata la notevole presenza di un’interfaccia USB audio a bordo! In ultimo Yamaha rende disponibile l’accoppiata con l’app Rec’n’Share per la registrazione audio (e video) per la condivisione delle proprie performance con il mondo intero.

Personalizzazioni

Sono inclusi otto banchi di Registration Memory dove salvare le impostazioni del pannello (come suoni e stili) associandole ai quattro pulsanti di registrazione. Questi possono essere richiamati istantaneamente dal vivo premendo un pulsante. In tutto sono 32 impostazioni.

Si tenga conto che lo strumento offre numerose capacità di personalizzazione dello strumento: ben 82 parametri sono modificabili a giudizio di ciascuno.

È possibile caratterizzare il proprio repertorio di accompagnamenti, caricando fino a dieci stili personali nella memoria interna. Lo strumento consente di salvare l’intera memoria utente (song, stili, banchi di Registration) in un file con estensione .usr, che può essere facilmente ricaricato alla bisogna. Potrebbe essere un modo interessante per avere diversi set di impostazioni (cioè svariati file .usr, uno per ogni scenario musicale) da ricaricare velocemente.

La sorella maggiore PSR-EW425

Da sempre gli arranger Yamaha viaggiano in coppia: accanto alla PSR-E473, il listino offre uno strumento molto simile. Si chiama PSR-EW425 e si distingue essenzialmente per i dettagli:

  • È dotata di 76 tasti che offrono maggiore flessibilità con la funzione Split
  • Il maggior numero di tasti ha effetto su dimensioni aumentate e sul peso, che sale da 7kg ad 8,3kg
  • Spicca il campione di pianoforte principale: è il celebrato Live! Grand Piano.
  • Le voci di organo sono più realistiche (derivate dalla serie YC di Yamaha).
  • La coppia di amplificatori di bordo raddoppia la potenza per 12W+12W

 

 

Yamaha PSR-E473 per imparare

Consiglio la visione ravvicinata dei filmati istruttivi sul sito Yamaha: non c’è nulla di più immediato per la comprensione delle funzionalità principali dello strumento.

 

Yamaha PSR-E 473

 

Il test

La Yamaha PSR-E473 è polivalente e si presta a molteplici situazioni. Innanzitutto, può essere visto come lo strumento ideale con cui avviare l’avventura di un giovane appassionato delle tastiere: ci sarà tempo per crescere, imparare, guardarsi attorno e poi fare un balzo verso strumenti più sofisticati, più ricchi di risorse musicali e più professionali; nel frattempo, con la PSR-E473, si può fare già molto e con un corredo di voci e di stili di buona fattura.

Le voci non sono editabili, ma si può fare ricorso alle voci S.Art Lite per arricchire l’espressività. La macchina per la riproduzione degli stili di accompagnamento è ridotta all’essenziale: ma Yamaha ha pensato lo strumento avendo in mente le giovani generazioni e ha dedicato loro risorse per altri controlli musicali, come il Groove Creator, i quattro pad per i campioni audio e i Live Control. La presenza del pulsante [MEGA BOOST] e delle uscite jack audio stereo aprono nuovi scenari, offrendo possibilità di esibizione al di fuori delle mura casalinghe.

 

 

Nella sua totalità, il patrimonio sonoro dello strumento ha un suo perché in termini di brillantezza e varietà. Certo, per sentire campioni rotondi nella loro pienezza, occorre salire almeno al modello superiore PSR-SX600, ma comunque– nel suo piccolo – la PSR-E473 si comporta discretamente bene. Nella consapevolezza di avere tra le mani uno strumento di segmento economico, i musicisti potranno trovare sostanza per i loro denti: forse non ci sono strumenti che fanno gridare al miracolo, ma la tavolozza sonora nel suo insieme è completa.

La Yamaha PSR-E473 non richiede investimenti ingenti e può essere il regalo per giovani aspiranti tastieristi in erba, tanto per saggiarne l’entusiasmo e capire che cosa si vuole fare da grandi. Fra gli altri potenziali possessori di questo strumento, mi immagino il giovane animatore di feste che potrebbe rallegrare le “seratone” con gli amici mettendo in sequenza i suoni campionati in tempo reale.

 

 

E poi ci sono i musicisti appassionati non professionisti che - da parecchi anni - suonano in casa un arranger datato e che ora potrebbero cogliere l’occasione per rinfrescare la propria musica con nuovi suoni e nuovi stili. Gli insegnati di musica potrebbero portare con sé questa tastiera nelle scuole.

Lo strumento potrà poi essere apprezzato anche dai musicisti dal vivo in contesti esterni ed occasionali: scuole, feste di famiglia, party indiavolati con gli amici, prove con il coro, accompagnamento in piccoli locali, ristoranti, hotel, esibizioni durante i saggi e contesti liturgici. Con la Yamaha PSR-E473 si può avere fra le mani una soluzione leggera e compatta con cui portare allegria e gioia in giro per il mondo.

Conclusioni

Per chi è alla ricerca di uno strumento versatile e pronto all’uso così come è, questa tastiera portatile potrà rivelarsi come una buona opportunità. Provate la Yamaha PSR-E473 con le vostre mani e le vostre orecchie!

 

Ci piace

Comodi pulsanti interattivi Track Control
Jack Output per il collegamento a casse amplificate
Completezza di funzionalità
Compattezza e leggerezza

Non ci piace

Accesso al Transpose laborioso
Le funzioni avanzate sono nascoste e richiedono la lettura del manuale

 

INFO
YAMAHA

Yamaha PSR-E 473 € 399,00 (prezzo indicativo al pubblico IVA compresa)

 

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