Il brand americano recentemente ha inviato a diversi produttori di chitarre concorrenti delle lettere di diffida, per l’uso senza autorizzazione della forma “S-Style” della Stratocaster, ma la faccenda ha radici ben più profonde. Vediamo nel dettaglio cosa è successo e come può cambiare lo scenario di questo comparto.
S-Style: cosa è successo?
La querelle riguarda la celebre forma del body della Fender Stratocaster, uno dei design più iconici nel mondo delle chitarre elettriche. Per decenni molte piccole e grandi aziende hanno prodotto chitarre con forme "S-style" ispirate alla Stratocaster, tra cui anche brand cinesi come la Yiwu Philharmonic Musical Instruments Co., l’obiettivo preso di mira da Fender per scatenare questa campagna. Fino a qualche tempo fa, la Yiwu commercializzava sulla piattaforma AliExpress in Europa – sfruttando una sede logistica in Germania - delle chitarre con forme pressoché identiche alle Fender Stratocaster. Questo comportamento ha spinto il brand americano a intentare una causa presso il tribunale di Düsseldorf, in Germania, tra i più influenti in materia di proprietà intellettuale e diritto europeo.
Il 9 marzo del 2026 il tribunale di Düsseldorf ha emesso una sentenza in cui – in estrema sintesi - conferma che il design del corpo della Stratocaster si qualifica come opera d'arte applicata protetta da copyright, riflettendo un'originale espressione creativa piuttosto che un design puramente funzionale. La sentenza proibisce alla Yiwu Philharmonic Musical Instruments Co. di produrre e distribuire chitarre con la forma del corpo Stratocaster in Germania e nell'Unione Europea. Eventuali violazioni future potranno comportare sanzioni pecuniarie fino a 250.000 euro per infrazione, o fino a sei mesi di reclusione qualora le sanzioni non siano applicabili, nel rispetto dei limiti di legge.
Fender all’attacco
Benché nel suo comunicato stampa in cui annunciava la sentenza il brand americano abbia utilizzato toni rassicuranti, segnalando che la causa intentata è stata un’azione mirata contro i casi evidenti di violazione del copyright, di cloni diretti della forma “S-Style”, in realtà - tramite lo studio legale Bird & Bird che assiste Fender – sono state inviate ad altri brand concorrenti in seguito lettere di diffida dal replicare chitarre con questo preciso design. Nella lettera pare fosse intimato di cessare l'attività, interrompere la produzione, ritirare i prodotti e addirittura distruggere le scorte! Bird & Bird aveva fissato al 25 maggio il termine ultimo per dare la possibilità alle aziende di rispondere alla lettera.
Sui social e le pagine della stampa specializzata il clima si è rapidamente surriscaldato, con accuse a Fender di monopolio e la volontà degli appassionati di voler intraprendere un boicottaggio verso gli strumenti del brand americano. Fender ha cercato di rasserenare il clima affermando che la sua volontà non è colpire chi produce chitarre “double cutaway”, ma quegli strumenti pressoché identici nel body alle forme Stratocaster. Nel frattempo però, sul fronte legale…
La risposta non si fa attendere
Ronald Bienstock è un avvocato americano che si è fatto un nome in questo settore, dopo aver guidato la class action di alcune aziende contro un precedente tentativo di Fender di registrare il marchio Stratocaster sul finire degli anni 2000. Alcuni brand colpiti dalla diffida si sono affidati a Bienstock che, attraverso lo studio legale Fox Rothschild LLP, ha inviato una lettera di risposta a Bird & Bird (e Fender). Secondo Bienstock, la sentenza del tribunale tedesco è stata presentata falsamente come un precedente legale vincolante, perché – secondo lui - non ha alcun valore al di fuori dei tribunali, soprattutto negli Stati Uniti.
Bienstock nutre perplessità riguardo alla proprietà intellettuale del body “S-Style”, perché in sede processuale Fender ha dichiarato che quelle forme sono frutto dell’ingegno di Leo Fender e da lui progettate. In realtà, tra le note nel sito web del brand americano sono indicati come creatori anche personaggi che collaboravano all’epoca con Leo Fender quali Rex Gallion o Freddy Tavares in fase di sviluppo, ma anche Bill Carson, George Fullerton e Jimmy Bryant. Secondo Bienstock, l’omissione di questi nominativi in sede processuale è voluta, per mostrare Leo Fender come unico autore dell’opera e rispettare i criteri delle norme europee sul diritto d'autore.
Nella sua replica, Bienstock si sofferma anche sulla forma e i contorni dell’opera tutelata, perché in oltre 70 anni di storia nemmeno Fender ha mantenuto le misure esatte del body nelle sue produzioni fino ai giorni nostri. Secondo Bienstock, Fender non può detenere i diritti di un'unica "forma del corpo della Stratocaster", perché quella forma semplicemente non esiste. Singolare come l’avvocato americano sostenga la sua tesi: pare che nella diffida di Bird & Bird inviata ai concorrenti è allegata un’immagine dove sia indicata dagli avvocati come una vera Fender una chitarra realizzata dalla Yiwu! In questo articolo di Guitar World troverete tutte le altre tesi sostenute da Bienstock volte a smontare la sentenza tedesca, ma nel frattempo, che succede?
E adesso?
Lo studio Bird & Bird ha prorogato il termine per l’invio delle giustificazioni da parte delle aziende concorrenti all’8 giugno scorso: vi terremo aggiornati sugli sviluppi. Come raccontato nell’articolo, non è la prima volta che Fender prova a tutelare quelle che considera opere dell’ingegno del suo fondatore, ma se si è mosso un personaggio come Ronald Bienstock a difesa dei concorrenti – per chi scrive – è il segnale che la diffida non è arrivata solo a liutai e piccoli brand dall’altra parte dell’oceano, ma anche a qualche “nome grosso” (Suhr, per esempio?).
Come la penso sulla faccenda…
Qualche contenzioso sul tema l’ho vissuto di persona: per esempio, a un’edizione del Musikmesse a Francoforte di qualche anno fa, un altro celebre marchio di chitarre fece girare una coppia di legali tra gli stand concorrenti a intimare di ritirare quegli strumenti esposti con forme identiche a una loro celebre creazione. Ovviamente, dallo stand di pochi metri quadri di un piccolo produttore cinese togliere due/tre chitarre dalla parete è significato non esporre più nulla in quella kermesse, ma al grosso brand con un generoso spazio espositivo (con angolo bar e uffici annessi) credete sia cambiato qualcosa? Addetti ai lavori o semplici appassionati venivano invitati nel retro a provare il clone della celebre chitarra!
Anche nei tasti bianchi e neri certi contenziosi non sono mancati. Tra i ricordi raccolti del compianto Alfredo Gioielli – fondatore della PARI – c’è un aneddoto divertente che accadde a un NAMM a Chicago sul finire degli anni sessanta. Quando atterrò in America, Gioielli fu fermato da emissari di un noto brand americano di organi, che gli consegnarono una diffida dall’esporre i suoi strumenti al NAMM. Nella diffida, il brand americano affermava che gli organi PARI fossero identici come architettura ai loro strumenti, ma Alfredo Gioielli riuscì a dimostrare il contrario direttamente allo scalo merci dell’aeroporto, smontando uno dei suoi organi davanti ai due emissari e mostrando come il “motore” dei suoi strumenti fosse un brevetto dell'olandese Anton Parie!
Per concludere, personalmente trovo sempre determinate campagne piuttosto controproducenti, soprattutto se – in seguito - sono allargate come obiettivo prolungandone il periodo come visibilità. Lo scopo di Fender è chiaro: porre il copyright sul body “S-style” vuol dire un ulteriore gettito economico nelle casse dell’azienda proveniente da accordi per il suo sfruttamento. Questo spiega perché Fender nelle sue dichiarazioni post-sentenza tedesca evidenzia di non voler distruggere i magazzini o cancellare dei modelli dal catalogo dei concorrenti. Dove starebbe il guadagno in certe operazioni? Nello specifico, condivido la tesi di Bienstock secondo cui sono passati 70 anni dalla prima Strato e da altre realizzazioni concorrenti che si sono ispirate a quelle forme: Fender sul tema ha già perso altre cause analoghe e tornarci oggi non è oramai troppo tardi?
Vedremo, nel frattempo, buona musica!














