Behringer TD-3: la recensione della bass line selvaggia

Rapporto qualità/prezzo9
Costruzione7.5
Suono8.5
Facilità d'uso8
La regina dei cloni TB-303 per tutti, con più flessibilità sonora, collegamenti e integrazione MIDI.
8.3

Al principio fu la bass line Roland TB-303, prodotta solo per due anni e mezzo e nata per creare linee di basso utili ai musicisti per accompagnarsi e studiare. Passò quasi del tutto inosservata e il progetto fu cestinato. Verso la fine degli anni ‘80, la scena musicale dance di Chicago scopre il suo suono, che diventò la base per l’acid house e, ancora oggi, è indispensabile per i generi dance.

 

 

 

Moltissimi hanno tentato di clonare TB-303, anche con progetti che dal punto di vista timbrico erano molto lontani dal progenitore nella scelta, per esempio, dell’oscillatore, e, per molti anni, i produttori  si sono dati da fare per offrire un’alternativa, prima hardware e poi software, con un conto che supera dieci prodotti simili a TB-303. Messe le mani su una TB-303 reale, si intuisce la difficoltà di realizzarne un clone, un po’ per alcuni componenti scelti che non sono più disponibili, un po’ per la facilità con cui il suono si modifica continuamente con pochi controlli. E poi c’è il timbro: un unico oscillatore con una dente di sega o un’onda quadra derivata dalla modifica della precedente, un filtro Lowpass a -18 dB/Oct che ha una esaltazione tutta particolare sulla risonanza, quasi fosse starato, e un inviluppo semplicissimo di cui si controlla solo il decay. Gli ingegneri di Roland idearono anche un sequencer con cui stabilire, per ogni nota, l’accento che cambiava il timbro, intervenendo sulla risonanza, e il portamento con tempo sempre fisso. Alcuni produttori spinsero più in là le capacità sonore di TB-303, tra cui la modifica di Devil Fish, tornata agli albori delle cronache per la corrispondenza svelata tra Uli Behringer e il proprietario della modifica di Devil Fish.

 

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Behringer TD-3

Behringer è partita dal disegno originale di TB-303, realizzando un circuito completamente analogico a cui ha aggiunto anche un circuito di distorsione, sempre analogica, controllabile per dare ancora più spinta acida e selvaggia al suono, mantenendo la stessa logica di inserimento delle note con lo step sequencer a 16 step. Rispetto all’originale, ha organizzato meglio gli stessi controlli, inserendo sul pannello uno switch per la scelta della forma d’onda e inserendo le connessioni per CV/Gate, cuffie e Sync In sul pannello, accanto a Filter In. L’uscita principale a jack è sul panello posteriore, assieme a MIDI In/Out, pulsante di accensione, connettore USB e connettore per alimentatore esterno. Non c’è un vano per le batterie e tutto l’involucro è costruito in plastica, con dimensioni però più generose rispetto all’originale. TD-3 è disponibile in diversi colori: Silver (SR), Black (BK), Blue (BU), Red (RD) o gialla nella variante Acid Smiley Edition a tiratura limitata.

 

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Behringer TD-3 Acid Smiley Edition

 

Synth Tool e sequencer

Se sapete usare una TB-303, vi troverete subito a casa con Behringer TD-3, che offre uno degli step sequencer più cervellotici di sempre ripreso, appunto, dall’originale, dove occorre farsi una mappa mentale di quello che si sta inserendo. Per fortuna, le cose cambiano grazie all’app  Synth Tool, che controlla una serie di parametri, tra cui il canale MIDI in ingresso e uscita, i semitoni del pitch bend, la priorità di nota, la trasposizione delle note al MIDI in, la sorgente di clock e la soglia di velocity oltre la quale scatta l’Accent. Come per altri prodotti, anche Behringer TD-3 può essere messa in catena con altre TD-3 per creare un synth polifonico, grazie alla funzione PolyChain che accetta fino a 16 unità. E’ prevista anche la procedura di calibrazione con un voltmetro per l’uscita CV Out.

 

Behringer TD-3 review smstrumentimusicali

Il menu General della app Synth Tool

 

Dove Behringer TD-3 lascia al palo gli altri cloni è nella gestione del sequencer, grazie alla pagina dedicata di Synth Tool: qui è possibile scegliere tra i quattro gruppi di pattern, la sezione A o B, e il numero di pattern tra gli otto in totale, decidere la lunghezza della sequenza da uno a sedici step, e abilitare triplet. L’inserimento della nota nelle tre ottave disponibili avviene con un click e, per ogni singola nota, si può decidere se attivare l’accento e il portamento (Slide) verso la nota successiva, nel qual caso lo step sarà visualizzato diversamente. Grazie alle funzioni di Store, Recall, Import ed Export ci si può finalmente creare la propria libreria di pattern. Il sequencer è talmente comodo che tralasciamo tutte le funzioni dello step sequencer su TD-3, per altro identiche a quelle di TB-303 (meglio recuperare il manuale online di Roland).

 

Behringer TD-3 recensione smstrumentimusicali

IL menu Sequencer della app Synth Tool

 

Controlli aggiuntivi su pannello

A differenza di TB-303, TD-3 ospita tre knob per il circuito di distorsione, che si attiva con uno switch, per il controllo di Distorsion, Tone e Level. Il pulsante Function permette di richiamare la scelta della sorgente di clock tra Internal, MIDI, USB o Trig, con selezione del clock rate tra 1, 2, 24 e 48 PPQ. TD-3 non trasmette ne riceve Control Change per i parametri interni, e si limita alla ricezione di Note On/Off, Pitch Bend e controlli per sequencer. Nell’ultima release, è stato introdotto il MIDI Slide, che attiva automaticamente lo Slide quando ci sono due note sovrapposte.

 

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Il menu Calibration della app Synth Tool

 

In prova

A parte l’aspetto molto plasticoso, non proprio una sensazione di grande bellezza, TD-3 ha tutti i controlli facilmente raggiungibili e gestibili in tempo reale. Il sequencer è tutto meno che facile da usare, come nell’originale, ma ci pensa Synth Tool o la vostra DAW a gestire la generazione di bass line. Ciò che è importante è il suono e Behringer TD-3 ha molto da dire. Premesso che come sempre l’originale è l’originale, TD-3 è uno di quei synth che non passano mai inosservati: l’effetto wow è assicurato non appena si sweeppa con il cutoff e la risonanza, con un riconoscibilissimo sound TB-303 che, su Behringer, è aggiornato alla modernità, con più alte frequenze che bucano più facilmente il mix.

 

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La scheda interna della Behringer TD-3

 

Il suono è potentemente analogico, in tutte le sue sfumature, ricco sulle medie e molto, ma molto diverso da altri synth. Quello che sa fare Behringer TD-3 non è accessibile, se non come impressione, ad altri synth analogici. Lo squelch c’è tutto e quel basso liquido è perfetto per le produzioni dance e le sperimentazioni. Behringer TD-3 vola ancora più in alto quando si attiva il distorsore, che diventa talmente additivo da non poterne fare a meno. Distorsioni armoniche potenti, suoni graffianti ma sempre molto analogici, colori timbrici nuovi saltano fuori come le bollicine di uno spumante. E’ un continuo giocare con i controlli del filtro e della distorsione senza mai avere una delusione sonora. In altre parole, TD-3 è musicale come pochi altri synth. Il suo filtro apre di più rispetto a una TB-303 e l’oscillatore ha qualche armonica in più rispetto l’originale, stando lontano dal suono di oscillatori Curtis. Il filtro è fantastico per come si comporta e quella risonanza, così spinta e carismatica, è l’impronta del suono TB. Per chi volesse comunque essere più filologico, c’è sempre Roland TB-03, più vicina al suono originale di TD-3. Da non dimenticare, poi, che ci sono le connessioni per inserire TB-303 in un contesto modulare. Accoppiate queste caratteristiche con l'ingresso per il filtro, TD-03 è un gioiellino sintetico.

 

Behringer TD 3 strumentimusicali

Il menu PolyChain della app Synth Tool, in cui è possibile concatenare più moduli TD-3

 

Conclusioni

E’ impossibile non amare questa Behringer TD-3. Da tempo abbiamo smesso di cercare ogni singola differenza minima nel suono, quando si tratta di cloni, ma ci siamo concentrati sul valore musicale del timbro. Behringer TD-3 è da prendere subito, se lavorate nella dance e nell’elettronica, perché può aprire panorami non raggiunti dai campioni o dai synth virtuali. A questo prezzo le si perdona tutto, perché non esiste alcun altro prodotto che sia comparabile in fatto di qualità timbrica, nuove possibilità sonore, flessibilità di collegamento e costruzione, quando si parla di classica bass line per dance.

 

 

Pro

Range maggiore del cutoff
Circuito di distorsione
Synth Tool con step sequencer programmabile

Contro

Stessa difficoltà di programmazione dello step sequencer
Suono non completamente identico all’originale

 

INFO

BEHRINGER

 

Prezzo

Behringer TD-3 €155,00

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