Synth vintage: l'intervista a Fernando Zarone


I circoli vintage sono da sempre tra i più attivi e aperti: non ci sono differenze di nazionalità quando si parla di passione per i synth e, spesso, ci si aiuta a risolvere i problemi. Soprattutto si conoscono persone fantastiche, che di passione per i synth si nutrono tutti i giorni, magari avendo un lavoro che non ha nulla a che vedere con la musica. Tra i nomi che da anni leggiamo e conosciamo sui forum più attivi, quello di Fernando Zarone è tra i più presenti e, diremmo storici. E’ ora di approfondire la sua storia e i suoi pensieri musicali!

Luca Pilla L'amore per il vintage: com'è nato e quando hai realizzato che era più di una semplice passione passeggera.

Fernando Zarone Il mio amore per il vintage è nato quando non era ancora vintage! Io ero un bambino; mia nonna, concertista, mi impartiva lezioni di piano, quand’ecco che mio padre, medico con la passione per la musica, si presentò a casa con un valigione contenente un organo combo Farfisa, FAST 4, più una (oggi rarissima) batteria elettronica ELKA Drummer One, che ancora ho. Rimasi immediatamente colpito dall’aspetto futuristico dei tasti, grigi e bianchi, e dei registri, coloratissimi, nonché naturalmente dal suono, molto psichedelico (già ascoltavo la musica dei primi Iron Butterfly, Procol Harum, Amon Duul, Van Der Graaf Generator, per cui ero spesso guardato dai compagni di scuola come un visionario!). Ma il vero momento di rapimento mistico è stato quando al mio orecchio approdarono le sonorità progressive dei synth e mellotron di ELP, Pink Floyd, Yes, Genesis, nonché degli italianissimi PFM, Orme, Banco, New Trolls… Fu amore al primo ascolto.

E così iniziai a sognare, senza crederci troppo, di poter giocare, un giorno, con quelle macchine dalle forme e dai suoni così… science fiction, purtroppo al tempo inavvicinabili per i costi a dir poco proibitivi! Finché, in occasione della laurea in Medicina, mi regalai il primo synth, un Korg MS-20 grazie al quale iniziò la mia curva di apprendimento della sintesi analogica. A partire dalla fine degli anni ’80, poi, molti musicisti iniziarono a disfarsi delle vecchie macchine analogiche, svendendole per acquistare synth digitali come Yamaha DX7 o Roland D50, e fu così che il sottoscritto, del tutto controcorrente, iniziò a collezionare gioielli bistrattati come i modulari Moog, ARP, Roland…

LP Il club virtuali dei possessori di vintage è uno dei più aperti al mondo: la condivisione delle informazioni è molto alta, anche oggi. Quanto ha inciso questa possibilità di condivisione nel portare avanti la tua passione?

FZ Credo che la possibilità offerta da Internet di condividere opinioni e informazioni tecniche abbia contribuito in maniera rilevante ad alimentare la mia passione per il mondo dei sintetizzatori. Ho avuto la fortuna di contattare e conoscere guru del calibro di Bob Moog ed Alan R. Pearlman, di scambiare idee e macchine con importanti collezionisti d’oltreoceano, di acquisire esperienze nell’ambito dell’elettronica musicale e, non ultimo, di contattare esperti e tecnici senza i quali non sarei mai riuscito a calibrare e riparare le mie macchine!

LP La manutenzione è indispensabile e so ami riparare per conto tuo, quando possibile, le macchine. Chi ti ha aiutato a capire come funzionano le cose e soprattutto cosa hai imparato in tutti questi anni.

Fernando Zarone intervista sintetizzatori vintage luca pilla smstrumentimusicali

FZ In effetti, uno dei problemi del vintage è dato dalla necessità di provvedere a una manutenzione periodica, che richiede, da un lato, alta competenza e specializzazione sul piano tecnico, dall’altro, la disponibilità di componenti elettronici molto spesso obsoleti ed introvabili. Premesso che, da medico odontoiatra, pur avendo una buona manualità, non ho le competenze di un tecnico elettronico, ho sempre coltivato un’incontenibile passione per la tecnologia e l’innovazione (oggi, da docente universitario, svolgo la mia attività di clinico e di relatore per il 90% nell’ambito dell’Odontoiatria digitale). Passione più manualità più curiosità: se aggiungiamo la fortuna di aver incontrato nella vita geni dell’elettronica musicale come il grande Mario Maggi, creatore di uno dei synth più performanti ed iconici, e Kevin Lightner, “Synthfool”, il compianto super tecnico dei più grandi musicisti elettronici, beh, riparare e tarare un synth diventa un gioco da ragazzi. Lavorare in collegamento audio-visivo con un Maestro come Mario è stato per me un privilegio unico, e una lezione di tecnologia e di vita impagabile!

LP In ordine di probabilità, quali sono i primi componenti da controllare se qualcosa non va?

FZ Come tutti gli strumenti elettronici, i sintetizzatori analogici prima o poi si rompono! Ciò accade non solo per l’inevitabile deterioramento dovuto al tempo, ma anche perché molti componenti elettronici dell’epoca erano meno affidabili di quelli attuali; in alcuni casi, dopo un certo periodo neanche troppo lungo, componenti come i primi integrati CMOS, i divisori di frequenza o i vecchi condensatori al tantalio saltavano senza preavviso, rendendo synth pregiatissimi e rari come il Korg-PS 3300 o lo Yamaha CS-80 del tutto inutilizzabili! Per fortuna, integrati custom a parte (come quelli della serie CS), oggi la maggior parte dei componenti discreti nei synth analogici è ancora reperibile, inoltre quelli attuali sono molto più affidabili e resistenti dei componenti originari, grazie alle odierne tecnologie produttive.

In ogni caso, la prima cosa che a mio avviso va sempre fatta, al momento dell’acquisto di un synth vintage, è il controllo dello stadio di alimentazione, e se necessario l’eventuale recappaggio dei relativi condensatori, affidandosi a tecnici esperti e alla consultazione degli schemi elettrici originali! Non dimentichiamo che basta un falso contatto per mandare in fumo un pezzo rarissimo di storia della musica!

LP Hai anche synth digitali. A parte Korg Oasys e qualche expander degli anni '80 e '90, il vero vintage rimane quello riparabile, con componenti discreti, o pensi che anche un synth digitale possa un giorno diventare vintage?

FZ Non credo, a conti fatti, che il digitale possa assurgere ai livelli di interesse vintage di un modulare analogico, incrementando nel tempo il suo valore. Anzi, è probabilmente il contrario, se consideriamo che il motore digitale è basato su CPU e memorie le cui performance aumentano e i cui costi si abbassano con tendenza esponenziale. Al di là di qualche vecchio MacIntosh, già trasformato in acquario, abbiamo mai visto un vecchio PC, magari un 486, proposto come vintage all’asta a prezzi da collezione?

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LP I synth vintage hanno attraversato momento differenti: sul finire degli anni '80 si trovavano per poco, ma dagli anni '90 hanno ripreso valore fino a rivalutarsi costantemente, anche a doppia cifra, negli ultimi anni. Ora si parla di vero e proprio collezionismo: è un bene o un male per i musicisti che volessero usare queste macchine?

FZ Non saprei dare sinceramente una risposta certa. Il collezionismo svolge, a mio avviso, una funzione molto importante: quella di mantenere in vita gioielli e pezzi di storia della musica altrimenti destinati a collezionare polvere e deteriorarsi irreversibilmente in un ripostiglio. Per quanto mi riguarda, poi, ho sempre messe a disposizione le mie macchine, a titolo gratuito, dei tanti amici musicisti! Per me è un grande privilegio vederle e sentirle suonare e creare musica, specialmente quando ci mettono le mani Maestri come Ernesto Vitolo o giovani talentuosi come Lucio Aquilina e Massimo Di Lena (Nu Genea): food for thoughts e occasione per imparare dai Musicisti, quelli veri!

LP Se volessimo oggettivare il valore collezionistico di un synth, dovremmo pensare al suo suono, all'interfaccia utente, alla sua storia e anche al numero di esemplari costruiti. Nella tua personale visione, come metti in ordine questi valori e ne hai altri da evidenziare?

FZ Gusto personale, suono, storia e numero di esemplari costruiti, dal più importante al meno importante. Oggi uno dei synth più desiderati è certamente il rarissimo Korg PS-3300 (pochissimi esemplari realizzati). Io ho avuto tra le mani sia il PS-3100, sia il 3200, sia il 3300. Nonostante il presunto valore collezionistico, ho quasi svenduto a suo tempo il 3300 ma ho tenuto il PS-3200, a mio personale avviso molto più versatile e musicalmente fruibile. Questione di feeling.

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LP Non sei un integralista, visto che hai venduto recentemente un Yamaha CS-80 su cui hai lavorato per novi mesi per rimetterlo a nuovo. Perché lo hai fatto? Opportunità?

FZ Da tifoso del Napoli, naturalmente, quando il presidente della società ha venduto, non senza mio dispiacere, pezzi forti della squadra a fronte di offerte molto alte, direi irrinunciabili, a differenza di altri tifosi, non ho recriminato. Lo stesso è accaduto per la vendita di Yamaha CS-80.

LP Della tua collezione, quali sono i tre synth da cui non ti distaccherai mai e perché?

FZ Il primo è il modulare Moog 55: firmato da Keith Emerson, poco prima della sua dipartita. Il secondo è il Moog Minimoog con scheda a transistor del grande Toni Pagliuca (Orme). Il terzo è l’EMS AKS: dai tempi di Pink Floyd e Battiato prima maniera l’ho desiderato alla follia.

LP Adesso vogliamo sapere quando e come hai comprato il modulare Moog, o il Memorymoog o l'EMS. Spesso ci sono storie dietro incredibili, con colpi di fortuna notevoli.

FZ Ti dico solo che non sono stati tutti colpi di fortuna, magari! Piuttosto la fortuna è stata quella di trovare i canali giusti. Il colpo grosso francamente l’ho fatto di sicuro nel caso dell’EMS AKS, acquistato, nuovo di pacca, nel 1998 da un post-sessantottino che lo aveva preso a Londra negli anni ’60, a 100 m dal mio studio. Appena uscito il giornalino degli annunci di seconda mano, capito di che oggetto si parlava mi fiondai a gambe levate a casa del signore, e, soldi alla mano (non dirò mai quanto poco l’ho pagato) afferrai il pezzo, con tutti gli accessori originali e, senza manco provarlo, mi precipitai per le scale, scappando come un mariuolo! Credo gli siano arrivate dopo centinaia di offerte almeno cinquanta volte più alte di quello che aveva chiesto e che gli ho dato. Per le scale, ricordo la fuga…

LP Nel tuo studio transitano molti musicisti: i più giovani come reagiscono quando mettono le mani sui mostri sacri?

FZ Restano mesmerizzati. E comprendono quanto i cloni e le riproduzioni software (alcune delle quali peraltro sono veramente eccezionali) siano quantomeno diversi dall’originale.

LP Domanda da un milione di dollari: il prezzo dei synth vintage è destinato ancora a salire o siamo già oltre al valore reale della macchina?

FZ E’ un po’ come dire… che farà la borsa domani? Se lo sapessi, in un caso venderei tutto subito, nell’altro, … mi terrei le macchine per il momento della mia pensione!

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Instagram: @fernandozarone11

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