I dischi si vendono ancora ma NON come pensate


Oggigiorno purtroppo una delle maggiori preoccupazioni dei musicisti non è come riuscire a fare un disco ma come renderlo sostenibile economicamente. Con l'industria discografica che si è spostata quasi completamente nella fase post-disco e live, chi non ha già un grande seguito (e quindi viene prodotto di default) o non fa grossi incassi dai live è praticamente costretto ad auto-prodursi e diventare imprenditore musicale a 360°.

Ecco però le criticità di questa "nuova" fase del music business:

  • fare dischi costa molto meno ma i ricavi dalle vendite sono praticamente azzerati;
  • lo streaming non compensa nemmeno lontanamente il costo/tempo speso a produrre un disco, a meno non che non si facciano milioni di stream;
  • tutte le attività di supporto che una volta venivano svolte dalle label ora sono a carico dell'artista che a volte spende più tempo per pr/social/booking che a fare musica.

NUOVI/VECCHI MODI PER VENDERE DISCHI CHE FUNZIONANO

Tra poco arriviamo alle nuove modalità che potreste non aver considerato per vendere dischi che oggi riescono a dar da vivere a molti musicisti che hanno saputo guardare avanti, ma ci sono ancora un paio di modi "alla vecchia" che con un pizzico di innovazione possono portare buoni profitti.

1# - VENDERE I DISCHI NEI LIVE

Qui tralascerò volutamente l'aspetto fiscale della cosa ma per singoli e band che fanno molte date (quando si potrà riprendere ovviamente) vendere i dischi alle date può diventare un introito decente.
Se fino a qualche anno fa vi avrei detto "stampate 200 CD" e vendeteli firmati, oggi la realtà è che del CD non se ne fa più quasi nulla nessuno. Rischia di essere un souvenir impolverato su una mensola comprato giusto da chi vuole regalare soldi all'artista. Ci sono però supporti che hanno più valore di quello che si pensa:

  • IL VINILE - il ritorno nel vendere un vinile fatto bene, con belle grafiche, ha sicuramente un ritorno maggiore rispetto al CD oggi. Ed è un cimelio molto più apprezzato anche da mostrare in casa.
  • CHIAVETTE e CARD - una chiavetta (ci sono molti servizi pronti-e-via che ne realizzano di personalizzate) o una card con i vostri pezzi e contenuti inediti costa meno per unità rispetto al CD ed è molto più fruibile da laptop, smart-tv e smartphones.

2# - DARE UN VERO VALORE AI CD

Se proprio non volete rinunciare a vendere i CD allora potete puntare (anche online) su quel tipo di amante della musica per cui il CD ha ancora valore intrinseco: gli appassionati dell'audio hi-fi. Non sono molti, certo non farete milioni, ma stampare una limitata quantità di CD registrati e masterizzati in altissima qualità darà a questo formato un valore che per natura gli altri non possono avere. E chi compra questo tipo di musica non ha paura di spendere anche qualcosa in più del normale CD per avere il massimo.

Se solitamente il normale CD è masterizzato a 16-bit / 44.1kHz ora l'alta risoluzione si è elevata ad un minimo di 24-bit / 192 kHz, con picchi che arrivano fino a 720 kHZ, una qualità che è anche 10-20 volte superiore a quella dello streaming.

I NUOVI MODELLI DI BUSINESS CHE FUNZIONANO

Veniamo ora ai nuovi modelli che consentono già oggi a molti artisti di vendere dischi e sostenere costantemente la propria produzione artistica anche in un periodo difficile come questo.

1# - MUSICA E DIDATTICA INSIEME

Per molti musicisti, soprattutto nel genere strumentale, oggi come oggi è diventato un modello vincente produrre un disco ed allo stesso tempo moltissimo materiale didattico a supporto che da alla musica un valore aggiunto. Gli ascoltatori della musica strumentale sono spesso musicisti che suonano e vogliono imparare a suonare i pezzi dei propri musicisti preferiti. Per questo assieme al disco oggi molto spesso si vendono anche:

  • trascrizioni fatte direttamente dall'artista delle parti suonate;
  • backingtrack dei brani per poter suonare sopra alle parti originali;
  • stems separati per poter studiare e rielaborare i pezzi nella propria DAW;
  • video didattici con esecuzione, spiegazione e consigli;
  • video lezioni e contenuti extra sulla produzione del brano.

Ed in questo caso non è nemmeno detto che dobbiate produrre un intero disco. E' il caso ad esempio di Massimo Varini, che con il suo brano singolo "Locked Down" è uscito recentemente con un pacchetto di questo tipo ed un singolo brano venduto a 5€. Oppure c'è il caso di Kiko Loureiro (Megadeth) che oltre al suo ultimo disco "Open Source" ha fornito in acquisto aggiuntivo le trascrizioni complete, regalando addirittura le backingtrack (che ovviamente sono il funnel per arrivare all'acquisto delle trascrizioni).

2# - PATREON E SIMILI

Piattaforma che sta aiutando molto artisti e youtuber in questo periodo in cui non si fanno date, Patreon (ma ce ne sono altre) è una piattaforma a sottoscrizione mensile che permette agli iscritti di avere un rapporto più ravvicinato con gli artisti, avere contenuti speciali, lezioni e anteprime.
Anche Steve Vai si è aggiunto alla lunga schiera di musicisti presenti su Patreon recentemente. Ed il vantaggio è che ciascun artista decide le proprie soglie a seconda di ciò che è in grado di dare e produrre in modo costante.

Molti artisti prediligono la cosiddetta scaletta a tre / quattro livelli. Il primo livello è a volte solo simbolico (molto utilizzato dagli youtuber ad esempio). Con 1-2€ al mese si può supportare l'artista, non si riceve praticamente nulla in cambio se non una citazione a fine video o nel booklet e la gratifica personale. Con 5-6€ si accede al primo livello di contenuti, che di solito comprende backintracks e trascrizioni. Con 10-20€ si accede ai contenuti didattici/personali di valore superiore (oltre a quelli precedenti), come video lezioni, contenuti extra e anteprime. Dai 20€ al mese in su si può entrare nella fascia alta di utenti che vogliono avere un contatto personale con l'artista. Qui si può accedere a sessioni mensili online in cui l'artista può rispondere direttamente a domande, richieste, farsi ascoltare e ricevere consigli personali. Alcuni artisti danno anche la possibilità di inviare il proprio materiale musicale e avere un feedback professionale, oppure accedere al soundcheck dei concerti o al backstage.

3# - PEZZI UNICI E NFT

Questa è una frontiera molto attuale e che, a dire il vero, non si sa se prenderà definitivamente piede guadagnando una significativa fetta di mercato, oppure è una moda momentanea.
Fatto sta che oggi il mercato degli NFT (non-fungible tokens) sta decollando. In sostanza si tratta di poter acquistare un pezzo unico, o tiratura limitata, di un prodotto digitale. Con l'acquisto riceviamo anche un certificato che ci garantisce l'unicità di ciò che acquistiamo e che quindi è potenzialmente rivendibile nel mercato secondario. Per di più gli NFT permettono all'artista di lasciarsi anche una percentuale imperitura su tutte le trattative secondarie, per cui ogni volta che il pezzo viene "rivenduto" una percentuale finisce comunque all'artista.

I tipici pezzi unici vendibili nella musica come NFT per ora sono:

  • master originali di un brano;
  • bootleg di una data particolare;
  • versione personalizzata di un brano;
  • edizione limitata con arrangiamento diverso;
  • demo iniziali e versioni inedite.

Un'altra possibilità è quella di fare una collaborazione con artisti, designer e grafici di talento che realizzino un prodotto collezionabile accoppiabile con il disco, o che sia il disco stesso, un po' come capita con i cofanetti speciali. Più la tiratura è limitata e più i pezzi sono unici o firmati da artisti famosi e più il prezzo per unità può salire. Certo può non essere una cosa per tutti ma i collezionisti di oggetti unici sono sempre affamati di novità e le cifre qui possono davvero lievitare fino a centinaia se non migliaia di euro per pezzo/disco.

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