Investite in Borsa? Ora potete Investire nella Canzoni


So perfettamente che le parola "musica" e "investimento" non vanno proprio a braccetto nell'immaginario della maggior parte di noi. A dire il vero molto spesso nemmeno la coppia "musica" e "guadagno" va molto d'accordo. Ci potrebbe essere una novità per tutti voi che avete risparmiato faticosamente negli anni, magari per comprarvi la chitarra dei sogni, quel synth anni '70 introvabile o la maglietta usata da Keith Richards in un live nel 1988 e mai lavata. Ora potete investire i vostri risparmi nelle canzoni degli Zero Assoluto...

E' pure legittimo che qualcuno di voi non sappia chi siano gli Zero Assoluto ma essendo un duo che nel 2005 è rimasto per 30 settimane di seguito in classifica e con il loro brano "Semplicemente" hanno oltre 13 milioni di views su YouTube, si può dire che nella musica pop per un certo periodo hanno frequentato la categoria dei pesi massimi.
Ebbene il duo, formato da Thomas De Gasperi e Matteo Maffucci, ha ora deciso di quotarsi in quella che potremmo chiamare una vera e propria "Borsa" parallela legata alla musica invece che a titoli di aziende.

Zero Assoluto

ANote Music (www.anotemusic.com) è la società lussemburghese che ha reso possibile la messa all'asta del catalogo. Fondata da due imprenditori italiani e un belga, gestisce investimenti in diritti musicali, prima in Europa, e consente ai titolari dei diritti (siano essi artisti, editori o case discografiche) di vendere una parte di questi diritti con i conseguenti ricavi. Si possono mettere all'asta i brani già editi ma anche una quota del catalogo non ancora prodotto. Chi compra può partire da una valutazione iniziale basata sul rendimento medio delle royalties negli ultimi 3/5 anni ma poi funziona esattamente come tutte le aste, si sale e scende in base ai rilanci.

"Avendo sempre scelto di lavorare in prima linea su progetti innovativi - dicono gli Zero Assoluto - ci siamo sempre sentiti “artisti-imprenditori”. All’inizio degli anni 2000 siamo stati i primi artisti della scena pop italiana ad essere completamente indipendenti, autofinanziando le nostre produzioni musicali e le nostre tournée. Oggi, dopo 20 anni, la nostra spinta all’innovazione continua. La piattaforma di ANote è il modo ideale per portare i nostri cataloghi in mercati sconosciuti, consentendoci al tempo stesso di condividere una piccola parte della nostra musica con tutti i nostri fan che l’hanno amata e apprezzata nel tempo".

Ma se pensate che sia solo una boutade per arrivare a qualche titolo di giornale e magari lanciare il prossimo disco probabilmente non avete fatto i calcoli come ANote Music sul catalogo del duo in questione. Negli ultimi tre anni gli Zero Assoluto hanno generato in media royalties per oltre 40mila euro l’anno, con una valutazione totale di circa 600mila euro. Secondo ANote Music il rendimento atteso per gli investitori su questo catalogo dovrebbe essere del 6,9%. Un rendimento non male, insomma. C'è poi la possibilità, in base agli streaming ed all'andamento delle canzoni in classifica, nelle vendite e nelle sincronizzazioni, che la quotazione salga, o scenda, ovviamente.

zero assoluto asta

Essendo di fatto proprietari dei diritti, si percepiscono gli introiti dai soggetti, come SIAE in Italia per esempio, che effettuano la riscossione, ma si possono anche vendere queste quote proprio come delle normali azioni sul mercato secondario di ANote Music.
Gli Zero Assoluto, che ci risulti, sono il primo caso in Italia di artisti di un certo rilievo che decidono di provare questa strada per monetizzare meglio la propria musica. Con il 15% di tutto il loro catalogo passato e futuro all'asta, è facile fare un conteggio. Le aspettative sono di ricavarne circa 90 mila euro, entro l'8 di luglio, data di fine dell'asta.
Gli artisti possono decidere di vendere in modo permanente una parte inferiore al 50% del loro catalogo (quindi fino alla loro morte più i settant'anni successivi come stabilisce la legge sul diritto d'autore), oppure possono scegliere di vendere i diritti anche solo per un numero limitato di anni. Più lungo il periodo maggiore è la valutazione chiaramente.

E se ANote Music è una start-up che deve ancora dimostrare se questo business ha un futuro anche da noi, sappiate che negli USA, come sempre, sono già molto più avanti. Royalty Exchange (www.royaltyexchange.com) è il più grande player mondiale nel campo della compravendita delle royalties ed NFT musicali. Giusto per farvi capire il potenziale di questo mercato, al momento sono all'asta per 300 mila dollari i diritti sulle musiche di serie televisive iconiche come he X-Files, Supernatural, Charlie's Angels, 21 Jump Street, Baywatch, The Commish, Star Trek: The Next Generation ed altri che generano circa 70 mila dollari l'anno. Oppure per circa 270 mila dollari potete accaparrarvi i diritti del brano di Drake "In My Feelings", 5 volte platino. Ma anche la leggenda del blues Joe Bonamassa ha messo all'asta parte del suo catalogo, 401 canzoni, nel 2018, incassando oltre 177 mila dollari con una base d'asta di 100 mila. Ora questi diritti sono tornati sul mercato secondario ed il prezzo si sta attestando attorno ai 117 mila dollari. Non è quindi un mercato privo di rischi per gli investitori.

asta royalties serie TV

 

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