reFX Nexus 2, il regno dei preset

Rapporto qualità/prezzo8
Sound8.5
Facilità d'uso9
8.5

Il prodotto di punta di reFX, da tempo specializzata in sample pack orientati alla house e alla trance, è il virtual synth a campioni Nexus 2, che consente di mettere un piede nel mondo della EDM (e non solo) a tempo zero.

 

Quanti virtual instrument avete installati nella vostra DAW? Avete perso il conto? Il mercato del software offre una pletora di virtual synth in grandissima parte estremamente validi dal punto di vista qualitativo, ma che diventano talvolta inaccessibili alla vasta utenza per la (quasi sempre necessaria) complessità dell’architettura o anche solo per interfacce grafiche astruse e scoraggianti. All'apparenza Nexus 2, ultimo e più rilevante prodotto di reFX, è una valida soluzione a molti problemi che attanagliano produttori che non hanno tempo o voglia di stare a programmare patch su patch e perdere magari una giornata per un basso sintetico che poi non suona neppure tanto bene. In realtà Nexus 2 offre qualcosa di più degli ottimi preset (ben 762 con la versione base, un’infinità con i pacchetti tematici aggiuntivi acquistabili sul sito). Il risultato è un ottimo synth non pienamente programmabile ma che consente in ogni caso di customizzare il sample di partenza con filtri, sezione ADSR, arpeggiatore, trance gate ed effetti vari.

Interfaccia grafica

01.L’interfaccia di Nexus 2 chiara e intuitiva con il predominante schermo centrale a LED e le varie sezioni di editing ed effetti in contorno

Nexus 2 si presenta con un’interfaccia grafica dotata di schermo centrale finto LED e knob vari, struttura che ricorda volutamente certe workstation e synth di qualche anno fa, come il Virus T1. Di immediato accesso 28 controlli rotativi assegnabili via MIDI e automatizzabili tramite la DAW in cui esso opera (il plug-in supporta VST, AU e AAX). Al centro del pannello è situato il finto LCD che mostra i menù e le ulteriori pagine di sottomenù di editing. Sebbene molte delle patch siano formate da più layer di campioni, non si avverte la necessità di andare a scomporre una patch per fare un sound design sofisticato. Nella parte sottostante lo schermo troviamo invece i fondamentali controlli del filtro master (con modalità lowpass, hipass, bandpass e notch) e degli effetti di delay e riverbero.

03.Sullo schermo LED possiamo attivare ed editare anche la sezione dedicata all’arpeggiatore

Come si è accennato il pacchetto base di Nexus 2 offre un buon quantitativo di preset, tutti indirizzati alla dance e ai suoi sottogeneri: trovare il campione di uno strumento acustico sarebbe impresa sprecata e neppure sensata in questo contesto. I preset sono categorizzati in gruppi Arpeggio, Bass, Dance Leads, Simple Pads, Fx e così via. La maggior parte dei preset base di Nexus 2 è formata da quattro layer (anche se come si è detto il massimo consentito è di otto) ma la possibilità di intervento su ogni singolo layer da parte nostra è piuttosto limitato. Come per ogni virtual instrument basato sui campioni, cutoff e resonance sono in sostanza un equalizzatore che opera sul campione, con tutti i limiti che si possono prospettare rispetto alla sintesi sottrattiva vera e propria. Ovviamente non potremo mai scegliere una differente forma d'onda o tipologia di filtro. Oltre ai già citati delay e riverbero, il plug-in offre altri processori di segnali quali flanger, phaser, distorsore, ring modulator. Pratico l'arpeggiatore, inseribile su qualunque preset e operante fino a 32 step. Il trance gate è un vero e proprio effetto che modula il livello di velocity e la lunghezza del sample ed è stereo, aspetto questo che consente di avere differenti ritmi a destra e sinistra.

02.La finestra dedicata alla gestione dei layer del relativo preset

In prova

Quasi tutte le patch partono con quantitativi spropositati di delay e riverbero, aspetto che per molti può essere irritante (perché mai un basso dovrebbe suonare come se fosse nelle grotte malesiane di Batu?) e che distoglie l'attenzione dalla qualità del sample nudo e crudo. Ma l'abitudine di annegare i suoni negli effetti per farli sembrare più attraenti è una pratica vecchia come il mondo.

Nexus 2 è utilizzabile in diversi contesti di produzione musicale, non obbligatoriamente ancorate all'elettronica, ma l'utilizzo deve essere fatto con una certa sapienza. Gli americani chiamano no brainer quei dispositivi talmente immediati da non dover azionare il cervello per farli funzionare. Senza arrivare a tali estremi va senz'altro detto che aprire Nexus alla ricerca di un pad, un basso, un arpeggio che possano funzionare nell'immediato nella produzione da' una sensazione di rilassatezza e di consapevolezza che un risultato lo si porterà a casa senza troppi pensieri. Il rovescio della medaglia è incappare in suoni che all'orecchio di ascoltatori qualificati verranno facilmente riconosciuti. Come uscire quindi dalla sindrome del preset e dalla derisione della comunità synth addicted per non essersi sforzati a trovare un suono originale? Mescolando le carte: duplicare la traccia MIDI, aggiungere un synth diverso o un preset diverso e creare dei layer che formino un suono differente. Illuminante il video su YouTube dove Avicii in persona davanti al suo PC compone in una manciata di secondi i suoi famosi suoni lead partendo dai preset di Nexus mescolati a preset di Sylenth1. Come sempre la differenza la fa la persona e non la macchina.

Discorso a parte meriterebbero gli add-on delle sample library dedicate a diversi generi, acquistabili separatamente sul sito reFX: sebbene il mondo sia sempre quello dell'elettronica (trance, EDM, dubstep etc.), con centinaia e centinaia di preset di altissima qualità e prontamente utilizzabili nella realizzazione della traccia in corso, si possono tuttavia trovare interessanti varietà, come le librerie Hollywood con preset orchestrali di grandissimo e immediato impatto, che possono contenere anche otto layer differenti: ritmica, archi, fiati, strumento solista. L'utilizzo della libreria Hollywood, soprattutto nella sua seconda versione, più ricca e approfondita della versione 1, si rivela un asso nella manica quando si tratta di comporre velocemente arrangiamenti orchestrali e sinfonici di indiscutibile efficacia, quando per necessità non si ha tempo da dedicare alla lunga e sofisticatissima programmazione fatta strumento per strumento che impone la produzione professionale di questo tipo.

Conclusioni

Nexus 2 può a ragione considerarsi il coltellino svizzero dei virtual synth di ispirazione EDM/house/trance: se avete passato la notte su un Massive o un Reaktor e non ne avete cavato un ragno dal buco, aprite Nexus, caricate un preset e portatevi a casa quella produzione che non riuscivate a terminare. Ci piace però pensare che un utilizzo più consapevole del mezzo porti a risultati più appaganti, originali e meno ancorati ai succitati generi dance: il prodotto reFX consente infatti all'utente più esperto di trovare quei trucchetti per personalizzare e rendere più originali i suoni di partenza ed utilizzarli in contesti differenti, dal pop al rock fino alla classica (con il pacchetto Hollywood). Senza considerare che i numerosissimi sound pack aggiuntivi, sebbene non regalati, offrono una scelta apparentemente senza fine. Nexus 2 non sarà il virtual synth di riferimento per un sound designer esigente, ma un immancabile strumento di altissima qualità che facilita il lavoro e la creatività di tanti compositori e produttori, professionisti e non.

 

PRO

Suoni dance ready to go di altissimo livello

Arpeggiatore e gate efficaci e immediati

I sound pack Hollywood varrebbero da soli l'acquisto di Nexus 2

CONTRO

Limiti nella programmazione

Prezzo dei sound pack aggiuntivi

 

INFO

reFX

Contatto diretto

www.refx.com

Prezzo: € 249,00

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