reloop DSM-3BT, la sfida sui piccoli monitor - recensione

Rapporto qualità/prezzo 7.5
Suono7.5
Costruzione9
Facilità d’uso9
Costruzione perfetta, connessioni audio e BT, uscita cuffia anteriore, controlli, amplificazione in Classe A/B e una buona versatilità di ascolto sono elementi importanti in questa fascia di prezzo, per chi lavora nella produzione musicale, ma ha poco spazio, o per home recording
8.3

I piccoli monitor DSM-3 BT nascono per situazioni minimali, dove anche lo spazio diventa indispensabili, e guardano ai produttori e ai DJ. reloop li ha dotati di controlli per le alte e le basse frequenze, volume, ricezione Bluetooth e una uscita cuffia su mini-jack anteriore.

È sempre interessante provare monitor amplificati di piccole dimensioni, adatti a essere posti sulla scrivania accanto al computer. Ci possono essere diverse sorprese! Abbiamo imparato in questi anni che un sistema di correzione della risposta di monitor di piccole dimensioni è necessaria e indispensabile quando si vogliono usare piccoli monitor come questi DSM-3 per un ascolto più affidabile. Ci siamo quindi fatti mandare le DSM-3 perché per prezzo e funzionalità sembrano avere sulla carta una flessibilità maggiore di altri monitor delle stesse dimensioni e nella stessa fascia di prezzo.

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Hardware

I monitor DSM-3 BT sono a due vie, amplificate con porta bass reflex posteriore superiore, dietro al tweeter per capirci. L’amplificazione è in classe A/B da 2x20 Watt RMS con controlli di bass e treble sulla cassa a sinistra, pulsante per l’accoppiamento Bluetooth, controllo di volume e una uscita mini-jack per cuffia che silenzia in automatico i monitor quando viene inserito il mini-jack. Non smetteremo di lodare questa scelta: avere una connessione cuffie a disposizione sul desktop è mille volte più comodo che usare quella del computer, considerato che oggi le cuffie sono indispensabili sia in produzione ma anche per lavorare nei meeting virtuali. L’interruttore di accensione è sul pannello posteriore, ma facilmente raggiungibile senza doversi alzare.

Il tweeter è da 0,5" e il driver per medio basse è un piccolo 3,5". Il produttore dichiara una risposta in frequenza da 80 Hz a 20 kHz, che abbiamo verificato essere vero. La connessione audio è su RCA ed è quindi necessario dotarsi di un cavo jack/RCA, perché nella confezione è presente solo un cavo RCA su RCA a due canali, assieme al cavo di alimentazione. reloop ha previsto anche l’uscita per subwoofer su mini-jack, per creare un sistema 2.1 performante. Il peso del monitor con i controlli è poco più che qualche kg, mentre l’altro, senza elettroniche, è molto leggero. Il monitor destro si collega al sinistro con un semplice cavo da loudspeaker a due poli, fornito di serie e abbastanza lungo da poter distanziare i due monitor di oltre un metro. Nulla vieta di sostituirlo con uno più lungo.

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In prova

Il vantaggio maggiore di avere piccoli monitor sulla scrivania è lo spazio e la posizione ravvicinata. Se la scrivania non è contro un muro, le porte bass reflex si comportano meglio. E’ più che ovvio che con dimensioni così ridotte per il driver dei medio bassi non ci si può aspettare un controllo attendibile sotto gli 80 Hz, ma questo vale per qualsiasi altro sistema di simile caratura. Abbiamo voluto mettere alla prova le DSM-3 senza e con correzione Dirac Live. La prima nota positiva è l’amplificazione in Classe A/B che permette di avere un suono piuttosto profondo e con una buona dinamica, premesso i limiti hardware del sistema, e rotondo.

Di default, le DSM-3 tendono a un minimo di esaltazione sulle medio alte, per niente fastidioso, che consente di riprodurre la voce con un maggiore dettaglio, ma senza renderla artificiale. Sono ben equilibrate anche se si avverte un minimo deficit di rappresentazione delle frequenze medie, che sono leggermente arretrate. Ci sono alcuni accorgimenti che possono modificare significativamente la risposta di questi monitor: un errore nel posizionamento che le renda asimmetriche, rispetto al punto di ascolto, sia in profondità che in lateralità, anche di pochi centimetri, comporta una riproduzione dalle caratteristiche differenti.

La precisione nel posizionamento deve essere certosina per garantire la migliore riproduzione possibile. Da qui in poi abbiamo misurato e usato Dirac Live che, come prevedevamo, ha migliorato sensibilmente l’equilibrio, correggendo non tanto i problemi legati alla risposta in frequenza, quando i problemi di fase in certe frequenze che sono inevitabili dato il posizionamento dei monitor su una scrivania, che funziona come un risonatore le cui caratteristiche dipendono dalle vibrazioni, che possono essere modificarsi quando sulla scrivania sono posti oggetti pesanti in posizioni differenti.

Dirac Live modifica la riproduzione delle medie frequenze, centrando il soundstage perfettamente e togliendo dalla voce quella minima esaltazione che abbiamo trovato in default, recuperando una seria di particolari, che in default non erano presenti. Una volta applicato il filtro, le DSM-3 sono monitor che, al di sopra degli 80 Hz, fanno il loro lavoro senza alcun problema, con un timbro piacevole. L’esempio adatto a capire quando modifichi la riproduzione sono i tom in apertura di I Will Remember dei Toto. Con la correzione di Dirac, ma anche di altri sistemi adatti allo scopo, le DSM-3 diventano quasi delle piccole Auratone adatte per l’ascolto medio in ambiente professionale o per la produzione musicale.

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Il test con Bluetooth si è rivelato perfetto: i monitor DSM-3 BT sono stati immediatamente riconosciuti dallo smartphone, anche se la differenza nella qualità si sente. La compressione della trasmissione dei dati o anche dell’applicazione di streaming su smartphone non è la più adatta per un ascolto critico, ma avere questa opzione è importante, perché ormai chiunque usa lo smartphone o lo streaming per ascoltare i brani. I controlli di alte e basse sono utili per calibrare al volo l’ascolto, soprattutto quando si intende per scopi ludici.

Quanto ai generi musicali, i monitor DSM-3 sono piuttosto neutri e vanno bene per qualsiasi genere di musica elettronica e derivate, ma non sfigurano affatto anche nella classica e nel rock, a dimostrazione della loro versatilità che le rende un coltellino svizzero nelle mani di chi sa posizionarle bene e può contare anche su un sistema di correzione acustica quando si vuole fare un salto di livello. Il subwoofer è consigliato soprattutto a chi vuole avere anche un miglior controllo sotto gli 80 Hz, che sono il limite fisico di questi monitor. Se non avete un sistema di correzione e volete comunque arrivare a un risultato migliore, vi consigliamo un trucco facile anche senza misurarle: provate a inserire un delay a passi di 0,1 ms su uno dei due monitor. Se cambiando il valore vi trovate con la voce più in centro e con maggiori dettagli, quello può essere la differenza da applicare per avere una riproduzione più equilibrata che indica che i monitor non sono posizionati correttamente nell’ideale triangolo con la vostra testa. Datevi fa fare per riposizionarli!

Conclusioni

Costruzione perfetta, connessioni audio e BT, uscita cuffia anteriore, controlli, amplificazione in Classe A/B e una buona versatilità di ascolto sono elementi importanti in questa fascia di prezzo, per chi lavora nella produzione musicale, ma ha poco spazio, o per home recording. Più si conosce come posizionarli o agire sulla risposta in frequenza, più i monitor DSM-3 diventano flessibili e utili! E’ una buona scelta per chi comincia e cerca la versatilità.

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Pro

Controlli anteriori

Uscita cuffia e subwoofer

Connessione BT

Amplificazione in Classe A/B

Contro

Solo ingresso RCA

INFO

Soundwave

Prezzo suggerito: € 179 la coppia

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