TEST - Elektron Digitone: squisitamente digitale

RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO9
COSTRUZIONE9.5
SUONO9.5
FACILITÀ DI USO7.5
SECONDO NOI
8.9

Abbiamo provato il nuovo gioiello di casa Elektron, Digitone un sintetizzatore FM dalle grandi potenzialità, messe in rilievo dalle possibilità nella programmazione: quattro synth track indipendenti, parameter lock, un suono diverso per ogni trig del sequencer e molto altro. Sarà semplicissimo rendersi conto di come si possa costruire quasi un’intera traccia all’interno del sintetizzatore.

FM ALL’ATTACCO

Elektron è un marchio che ha fatto, e fa, parlare di sé. Alcuni prodotti, come Analog Four e Analog Rytm, sono estremamente popolari non solo per la qualità del suono, ma specialmente per il “tocco” e l’approccio di Elektron, un design molto accattivante e sterminate possibilità di programmazione.

 

elektron digitone

 

Come accennavamo, la scelta è coraggiosa: la sintesi FM, infatti, sebbene una delle tecniche di sintesi più potenti, è abbastanza complessa. Semplificando, immaginate un LFO agganciato all’intonazione di un oscillatore, a frequenze molto basse (sotto i 20 Hz) produrrà un vibrato, ma se salissimo nel range audio? Quando un oscillatore modula, con la sua frequenza in banda audio, quella di un altro, le oscillazioni del pitch provocate dalla modulazione diventeranno talmente veloci da creare sidebands, ossia verranno generate armoniche nuove e, quindi, un timbro nuovo, una nuova forma d’onda. A differenza della sintesi sottrattiva, che parte da sorgenti armonicamente complesse, la sintesi FM, di solito, parte da sinusoidi, costruendo il timbro con le modulazioni (non mancano soft synth, come FM8 di Native Instruments, che permettono di utilizzare diverse forme d'onda). Il discorso è complesso, è infatti necessario definire i concetti di carrier, modulator, algoritmo e di ratio. Per ulteriori approfondimenti, rimandiamo allo speciale: “Tutorial: Sintesi, dall’analogico all’FM” comparso su Audiofader e al chiarissimo manuale dello storico Yamaha DX7, il sintetizzatore hardware che implementa il brevetto di John Chowning, il “papà” della sintesi FM.

 

Elektron digitone

Il manuale del sintetizzatore Yamaha DX7, una risorsa preziosa se volete saperne di più sulla sintesi FM

 

La scelta di rispolverare la sintesi FM, di unire le sonorità e le potenzialità di questa tecnica, che può spaziare da pluck cristallini, a bassi molto distorti, a precisissime emulazioni di strumenti acustici, pad e eterei e suoni percussivi (la tecnica FM è un candidato ideale per la drum synthesis), è supportata da un nutritissimo comparto di programmazione che include sequencer, arpeggiatore, possibilità di costruire accordi e molto altro.

 

ALGORITMO

Possiamo vedere l’algortimo come una serie di istruzioni per risolvere un determinato problema o per svolgere una funzione. Nel caso della sintesi FM, l’algoritmo indica le connessioni tra gli operatori (per raggiungere una determinata sonorità). In molti sintetizzatori FM è programmabile nella matrice, dove decideremo se gli operatori saranno carrier, modulator o entrambi, se ci sarà feedbback e la configurazione generale della patch.

 

ELEKTRON DIGITONE

Digitone è un sintetizzatore con otto voci di polifonia, capacità multi-timbriche, effetti come chorus, delay, riverbero, overdrive, un filtro multimodo per voce e un filtro base-width per voce; quest'ultimo è un filtro composto da un passa basso e un passa alto in serie: con il primo, impostiamo la frequenza di base e con il secondo la larghezza di banda, se il primo è sul valore minimo, quindi a frequenze molto basse e il secondo sarà libero di muoversi, avremo un low pass, ad esempio. La praticità di questo filtro è la possibilità di creare morbidi bandpass, per rifinire ulteriormente le timbriche.

 

elektron digitone

L'interfaccia del Digitone

IL SUONO: L'EDITING

La programmazione del suono è arricchita da sette algoritmi diversi (si tratta di configurazioni di operatori, carrier o modulator). Tuttavia non possiamo configurare una matrice customizzata. Una scelta che forse rispecchia la decisione di semplificare l’altrimenti più complessa programmazione di una patch. Gli operatori sono quattro, A, B1, B2 e C, di cui possiamo controllare la Ratio liberamente, con una particolarità per B1 e B2: le Ratio sono legate in alcuni algoritmi, ossia solo al raggiungimento del valore massimo della prima (16), quella di B2 avanzerà, e la prima riprenderà il ciclo da capo (tornando da 16 a 1 quando B2 raggiunge un nuovo valore). A ciò aggiungiamo i parametri Harmonics, una funzione “additiva” che permette di arricchire armonicamente le sinusoidi e raggiungere risultati più complessi; a seguire, Detune e Feedback, che regala immediate soddisfazioni, ed è il modo più rapido, portando il suo valore al massimo, per creare del noise.

 

elektron digitone

 

Proseguendo, la programmazione è corredata di due inviluppi, riguardo ai quali possiamo scegliere se rispondono a Trig (rispondono a un impulso e percorrono il loro viaggio verso la fine della curva indipendentemente dalla continua pressione della nota) o Gated (l’inviluppo sarà di tipo ASDE, Attack, Sustain, Decay solo al rilascio della nota e, infine, End Level). La sezione LFO ospita due oscillatori con molte destinazioni a disposizione. Notevole la possibilità di ascoltare l’effetto della modulazione mentre si naviga tra le destinazioni, dunque, senza aver ancora agganciato l’LFO in maniera definitiva ad alcun parametro. La programmazione risente sicuramente della possibilità di creare nuovi algoritmi ma la scelta di semplificare l’approccio è apprezzabile, specie se si pensa alle dimensioni del display.

 

ARCHITETTURA E SEQUENCING

Il sistema adottato da Elektron, +Drive, riesce a incastonare diverse sezioni una dentro l’altra, rendendo programmazione molto profonda e, allo stesso tempo, più ripida la learning curve dello strumento: serve pratica per comprendere e sfruttare appieno le potenzialità di Digitone. +Drive è in grado di contenere 128 progetti (Il progetto sarà sempre il nostro ambiente di lavoro), che contengono pattern e suoni. Scendendo nella gerarchia troviamo, i pattern, 16 per ogni Bank (dalla A alla H) quindi 128 per ogni progetto. Questi, a loro volta, contengono i Parameter Lock e i dati del sequencer. Infine, i suoni, ossia i parametri di programmazione della patch, per ognuna della quattro Synth Tracks.

 

Elektron Digitone

 

Abbastanza complesso? Cerchiamo di fare ordine: lavoreremo sempre in un progetto, con quattro Synth Tracks corredate di sequencer indipendenti (ben 64 step divisi in quattro pagine) e, chiaramente, sezioni di programmazione dei suoni indipendenti. In ogni traccia possiamo comporre e memorizzare linee più o meno complesse, deciderne suoni, BPM e settaggi. È decisamente utile la distinzione introdotta tra la banca di suoni generale, che contiene fino a 2048 patch, e la Sound Pool, che ne contiene fino a 128: la seconda sarà un menu più rapido per inserire suoni differenti su ogni singolo step del sequencer.

 

Elektron Digitone

Architettura del sintetizzatore nel Digitone

 

Il sequencing, poi, offre una flessibilità vastissima: non solo potremo direttamente triggerare interi accordi (una sezione apposita ci permetterà di programmarli, selezionando scala, modo, ecc.), ma di variare i parametri per ogni singolo step, grazie al già citato parameter lock, così uno step potrebbe avere una sorta di automazione su riverbero, volume, delay e molto altro. Accennavamo, poi, alla possibilità di utilizzare diversi suoni per singolo step. Questi verranno presi dalla sound pool. Sarà molto semplice programmare una linea di batteria con timbri differenti in una sola Synth Track. Potremo registrare i nostri pattern Live con o senza quantizzazione e nell’ultimo caso, per correggere eventuali errori, ci verrà in aiuto la funzione quantize globale, oppure le funzioni di micro timing, per aggiustare il tempo di ogni singolo Trig (perché no, si potrebbe provare a umanizzare il pattern con qualche nota off grid). A ciò si aggiunge la comodità di copiare, incollare e muovere i singoli step o intere pagine. È piuttosto evidente la possibilità di creare mini tracce, utilissime specie se pensate in un contesto di performance live. In aggiunta alle Synth Tracks, Digitone mette a disposizione quattro tracce MIDI, che serviranno a pilotare altri synth, grazie alle connessioni MIDI sul retro (In, Out/Thru). In più, troveremo anche due ingressi, per sorgenti sonore esterne.

 

elektron digitone

Il box che contiene Digitone al momento dell'acquisto

 

IN PROVA

Digitone arriva corredato di alimentatori e di un meraviglioso cavo USB per connetterlo e iniziare immediatamente a utilizzarlo, da solo o integrandolo con il software Overbridge.
Ci vuole un po’ di tempo per prendere dimestichezza con la gerarchia di progetti, pattern, suoni e tracce, a questo scopo, la Quick Start Guide, inclusa in formato cartaceo, aiuta moltissimo a muovere i primi passi. Ascoltando le prime patch e pattern, ci rendiamo conto del panorama sonoro che Digitone può offrire: classici bassi FM, bassi molto distorti, soundscape, pad delicati, glitch, spicca poi molta drum synthesis (notevoli i clap, alcuni cymbals e kick).

 

elektron digitone

Le connessioni nel pannello posteriore del Digitone

 

Una volta presa confidenza con il suono, è il momento della programmazione. I tasti rispondono bene al tatto, lo stesso vale per gli encoder nella sezione superiore, che possono anche essere premuti per accedere a funzioni aggiuntive. La generazione di suoni è piuttosto intuitiva, salvo per qualche parametro, come la Ratio di B1 e B2, collegate e spesso un po’ complesse da gestire con il potenziometro. Fino a qui, colpisce la semplicità nella generazione di suoni: poche pagine (alcune doppie, come quella di inviluppi, filtri e LFO), a meno che non si vogliano esplorare anche quelle relative agli effetti, la seconda pagina della sezione Amp, che permette di gestire l’amount degli effetti, e la sezione Unison. Le operazioni di navigazione si rendono dunque sempre più complesse, a mano a mano che l’esigenza di completare il suono avanza e l’accesso a funzioni secondarie tramite Function, necessaria. Ma la parte complessa deve arrivare. La gestione del sequencer richiede tempo per essere metabolizzata a dovere: registrare, quantizzare, inserire singoli trig, parameter lock, creare la sound pool, muovere, spostare o copiare step o intere pagine (senza dimenticare che abbiamo a disposizione ben quattro tracce). Armati di manuale, tuttavia, si noterà che le operazioni risultano piuttosto logiche. Ne vale comunque decisamente la pena.

 

elektron digitone

L'architettura degli effetti nel Digitone

 

Gli effetti suonano molto bene, interessantissimo il decay infinito del riverbero, che permette di creare effetti e soundscape in pochi istanti. L’arpeggiatore, poi, decisamente soddisfacente. Nel complesso, la generazione di suoni potrebbe essere più complessa, ma Digitone suona davvero bene anche senza bisogno di parametri aggiuntivi: il feedback, il parametro Harmonics e l’overdrive sono sicuramente i responsabili di suoni che possono risultare molto caldi, fino a completamente distorti. FM per tutti i gusti, quindi...

 

CONCLUSIONI

Per fortuna le scelte coraggiose non mancano e il Digitone dà sicuramente nuovo lustro e porta interesse verso la tecnica FM. Uno strumento particolare, interessante e in grado di accontentare quasi tutti, musicisti, specie se live performer, infatti la possibilità di programmare sequenze con quattro (o otto) tracce, in diversi pattern, a diversi BPM e con singoli suoni per ogni step, fa davvero perdere la testa.

 

 

 

Squisitamente digitale, perché spesso la parola digitale fa paura e si concede poca fiducia a questo mondo, che, almeno per chi scrive, è tranquillamente in grado di soddisfare. La learning curve è ripida, ci vuole tempo per abituarsi al sistema ma, conseguenza delle molte possibilità, necessaria per sprigionare la potenza dello strumento. Forse qualche libertà in più nella programmazione avrebbe reso lo strumento ancora più appetibile anche per il sound design, anche se sarebbe stato molto complesso gestirle con un display simile. La profondità del sequencing, sorprende, il suono è convincente, gli effetti, poi, aumentano la sensazione di pienezza e possono trasformare notevolmente il suono. L’arpeggiatore è meraviglioso e semplice da usare per creare movimento senza rinunciare alla scelta delle singole altezze da utilizzare. Elektron ha fatto centro, di nuovo.

 

PRO

Sequencing profondissimo, possibilità di diversi suoni per ogni step e parameter lock
Effetti ottimi
Preset davvero convincenti

CONTRO

Bisogna prenderci la mano
La sezione di generazione del suono potrebbe essere arricchita

 

INFO

  • Elektron Digitone 779,00€

SOUNDWAVE

 

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