Test: Yamaha PSR-S970 PSR-S770, una coppia vincente per l'intrattenimento

Rapporto qualità/prezzo8.5
Costruzione7
Suono8
Facilità d'uso8
7.9

Il catalogo delle workstation arranger Yamaha è storicamente ricco di proposte per qualsiasi budget che, grazie a regolari aggiornamenti e l’introduzione di nuovi concetti tecnologici, mantiene una solida posizione di leader del settore.

In questo test mi sono voluto concentrare su due modelli di questa serie quali la PSR-S970, un leone ruggente che ha ereditato in sé molta della qualità tipica della serie di grado superiore Tyros, e la sorellina PSR-S770 sprovvista dell’armonizzatore vocale e di altri caratteristiche accessorie ma situata in una stuzzicante posizione per qualità-prezzo. Questi due ultimi modelli della serie sono in vendita dal 2015: non sono in effetti una novità dell’ultima ora, ma ancora oggi vale la pena approfondire la conoscenza di questi prodotti, visto il lancio recente dell’Expansion Pack dedicato alla musica tradizionale italiana (Greetings from Italy) che potrebbe attrarre verso questi arranger l’attenzione dei musicisti che suonano abitualmente dal vivo il repertorio tricolore.

 

Come si presenta il modello PSR-S970

Come si presenta il modello PSR-S970

A prima vista

PSR-S970 e PSR-S770 si presentano con eleganza. La scocca è bella, spigolosa in modo moderno e attraente grazie ai toni grigio scuro, quasi metallizzati da color canna di fucile. Emergono con chiarezza gli accenti high-tech della struttura, grazie ai due amplificatori di bordo ricoperti da una griglia da cui traspare la visione dei coni sottostanti. Tutti i pulsanti sul pannello di controllo sono rivestiti in gomma: la loro posizione è razionale e, una volta presa dimestichezza, tutte le funzioni si offrono a portata di mano. Con un rigoroso rispetto delle disposizioni standardizzate sugli arranger, PSR-S970/S770 propongono sulla parte sinistra del pannello i controlli delle Song e degli Style e, sulla destra dello schermo, i controlli dei timbri e delle parti suonate dal vivo sulla tastiera. Per quanto riguarda la tastiera, siamo di fronte a 61 tasti classici, quelli che Yamaha produce e monta su tutti gli arranger della serie PSR: sono tasti leggeri ma sensibili alla dinamica, mentre la regolazione al tocco è impostabile secondo cinque curve predefinite.

 

Particolare dello schermo LCD al centro dell'arranger

Particolare dello schermo LCD al centro dell'arranger

Il pannello di controllo e lo schermo

Scendendo nei dettagli e partendo da sinistra, una prima striscia di controlli è composta dall’interruttore di accensione e spegnimento dello strumento, la manopola del volume, il pulsante Demo e il tasto che richiama il display da cui è possibile specificare le impostazioni per il microfono o la chitarra e - solo sulla PSR-S970 - anche le impostazioni dell’armonizzatore vocale. La posizione dell’interruttore di accensione è molto comoda: va premuto a lungo perché il sistema si avvii e, dopo 25 secondi circa di attesa, la macchina è pronta per suonare il pianoforte oppure cominciare con uno stile di accompagnamento. Anche lo spegnimento richiede la pressione dello stesso interruttore per qualche secondo: chi dimentica la tastiera accesa, può fare conto sullo spegnimento automatico il quale, per impostazione predefinita, è di 30 minuti; ovviamente l’intervallo è modificabile. Più a destra, si trovano tre aree di pulsanti: in alto ci sono i controlli della Song, al centro i pulsanti per navigare nelle famiglie degli style e, in basso, la gestione del tempo, del metronomo e del Traspose. Al centro del pannello, spicca lo schermo leggermente reclinato e incassato: è grande ed è a colori su entrambi i modelli. La visibilità è brillante, a segno di una riuscita applicazione di concetti di usabilità ed ergonomia. Come da tradizione Yamaha, lo schermo non è touch screen e i comandi delle funzioni sono gestiti tramite pulsanti che circondano il display: saranno grati i musicisti più analogici e anche i non vedenti, per i quali Yamaha continua in questo modo a proporre strumenti funzionali e semplici da usare. Cinque pulsanti per parte (A-J) e i sottostanti pulsanti 1-8 sono utili per selezionare le voci di menu corrispondenti e visibili sullo schermo. Due pulsanti Tab consentono di cambiare pagina laddove la visualizzazione avviene a schede. Un comodo e sottovalutato pulsante Direct Access richiama all'istante il display desiderato, mentre il prezioso tasto Exit concede di ritornare direttamente allo schermo precedente, forse il pulsante più desiderato nel momento del bisogno. Conclude la rassegna di controlli dello schermo il generoso Jog-Dial che rende più veloce l’impostazione dei valori numerici e lo scorrimento sugli elenchi di dati. In basso, ma sempre vicino allo schermo, si trovano i controlli fondamentali per l’adattamento dell’esecuzione da tastiera, in base alle diverse esigenze di ciascuna interpretazione musicale: il bilanciamento del volume tra le parti, il Mixer/EQ e le impostazioni per attivare o disattivare i canali di stili e Song. A destra dello schermo, il pulsante Function cela l’accesso al mondo della programmazione di Song, stili, Multi Pad, voci e, soprattutto, alle impostazioni generali di tutto lo strumento. Sulla destra del pannello, in alto, spicca la console di richiamo delle famiglie dei timbri e, più in basso, due aree in cui sono raggruppati tutti i pulsanti utili per il controllo delle parti suonate in tempo reale. Il Voice Effect permette di regolare l’esecuzione delle proprie parti suonate dal vivo: sensibilità del tocco, Sustain, Mono e richiamo degli effetti. Lo strumento offre la possibilità di suonare una sola parte (Right 1), di sovrapporne una seconda (Right 2) in layer o ancora di suonarne una terza (Left) con la mano sinistra attivando il punto di Split. Il popolare database del MusicFinder può essere consultato grazie ad un pulsante che, purtroppo, sembra nascondersi nell’affollato pannello: il suo utilizzo non è limitato al solo richiamo dello style più adatto per specifiche canzoni, ma è utile per richiamare velocemente anche Song (MIDI) e brani audio (MP3 o WAV). Più in basso, una lunga linea orizzontale di pulsanti bianchi sovrasta la tastiera: a partire di sinistra, ci sono i controlli dell'accompagnamento automatico, l’avvio del Fade In/Fade Out, il prezioso OTS Link per richiamare in automatico le voci da tastiera più adatte al cambio di variazione dello style; e poi ci sono i pulsanti di controllo dei pattern: tre Intro, quattro variazioni principali, un pulsante di Break e tre Ending. Va sempre ricordato che, nelle tastiere Yamaha, la seconda pressione del tasto Ending produce il classico finale rallentato in ritardando. Avvicinandoci alla parte centrale dello strumento, troviamo i classici tre pulsanti di avvio e arresto dell’accompagnamento in esecuzione; Sync/Stop, Sync/Start e Start/Stop; seguono i controlli del banco di Registration, i quattro pulsanti OneTouch e l’impostazione dell’ottava. Per completare la descrizione dei controlli fisici dello strumento, segnaliamo la presenza, sulla sinistra del pannello, delle due manopole del Live Control con associato il pulsante Assign, e le due rotelle classiche per il Pitch Bend e la Modulation.

 

All'estrema sinistra controlli di pitch bend e mod wheel insieme a due pot per Live Control 1 e 2

All'estrema sinistra controlli di pitch bend e mod wheel insieme a due pot per Live Control 1 e 2

Timbri, styles e live control

L’arsenale sonoro delle due tastiere è basato sulla consolidata tecnologia di campionamento Yamaha denominata AWM Stereo Sampling: la PSR-S970 propone 989 preset (830 nella PSR-S770) di cui alcuni dotati di una serie articolazioni a corredo per incrementarne il realismo, nello specifico organizzate in sei precise categorie timbriche; i preset dedicati ai drumkit ammontano complessivamente a 41 (36 per la PSR-S770), mentre entrambi i modelli forniscono il banco compatibile con il formato XG (480 Voice). La polifonia delle PSR-970/770 è di 128 note. Un banco suoni aggiuntivo è a disposizione per accogliere i timbri inclusi nei pacchetti di espansioni offerti da Yamaha, in prevalenza per specializzazioni etniche. Riguardo all’arranger, PSR-S970 presenta 90 stili nuovi disegnati su misura, in aggiunta ai 360 previsti e provenienti da modelli di arranger precedenti e qui rinfrescati e riadattati. PSR-S770 propone complessivamente 360 stili, di cui cinque realizzati esclusivamente per questo modello. Su entrambi i modelli, l’intera sezione arranger conferma la buona reputazione guadagnata sul campo grazie all’impasto sonoro dei classici stili Yamaha, con gli arricchimenti chitarristici degli stili in formato GE e il realismo reso possibile dalle voci Super Articulation e Mega Voice. Questo è l’impasto sonoro su cui si è costruita la fortuna degli arranger Yamaha. Una particolarità riguarda PSR-S970 (e non PSR-S770): la presenza di 40 stili audio ereditati dall’ammiraglia Tyros 5; questi vantano la presenza di una nona traccia audio stereo per le parti percussive. In tempo reale, è possibile alterare il volume o mettere in silenzio la traccia ritmica audio durante l’esecuzione con uno stile: sia la funzione Channel On/Off sia il Mixing Console offrono una pagina video in più ad hoc. A fronte di un maggiore realismo naturale nel suono della batteria, chi utilizza il Song Creator dovrà tenere conto che non potrà registrare queste tracce audio nel Song Creator e nemmeno nello Style Creator. Da parte sua, anche in PSR-S770 sono stati introdotti dieci DJ Style ispirati al tentativo di introdurre nuove modalità di accompagnamento automatico per l’esibizione dal vivo: questi stili includono una propria progressione di accordi che rende superflua il riconoscimento degli accordi sulla tastiera. Entrambe le mani sono libere per suonare la linea melodica, avviare pattern audio esterni associabili ai quattro tasti Multipad o agire su entrambe le manopole del Live Control. Queste ultime possono assumere significati diversi in base alle necessità del momento, grazie al pulsante Assign: il controllo intuitivo della propria musica può avvenire in tempo reale, aggiungendo variazioni al suono e senza interrompere l’esecuzione musicale. Le possibilità sono disparate e, fra queste, l’applicazione di effetti o di filtri, l’attivazione/disattivazione delle singole tracce di uno stile in esecuzione o il richiamo dello Style Retrigger per riavviare pattern a metà delle sequenze previste o addirittura anche a metà di una misura, ottenendo de facto l’accesso al ricercato Half Bar. Ciliegina sulla torta, è possibile arricchire la propria esecuzione con l’arpeggio di frasi complesse, rendendo la vita più semplice per molti musicisti.

 

Gestione semplice e intuitiva di Style e Song

Gestione semplice e intuitiva di Style e Song

Riproduzione e registrazione

Oltre al lettore di basi MIDI, PSR-S970/S770 includono il lettore di file audio (WAV e MP3) salvati sull’unità flash USB. È possibile registrare le proprie performance in formato MIDI oppure come file audio (WAV) sulla stessa unità flash USB. Sono presenti le funzioni di controllo della riproduzione audio, come Time Stretch per rallentare o velocizzare un file audio senza modificare l’intonazione e Pitch Shift che, viceversa, può modificare il pitch senza alterare il tempo. Non manca il Vocal Cancel per la soppressione della parte vocale da una base originale, utile per cantare alla moda del karaoke solo con l'accompagnamento strumentale: come succede tipicamente su tutti gli algoritmi che lavorano sulle frequenze centrali, anche della concorrenza, l’efficacia non è totale. Le possibilità possono essere ampliate sfruttando le applicazioni che Yamaha ha pubblicato sull’Apple Store come, ad esempio, l’ottimo Chord Tracker per ottenere gli accordi da un brano audio e Repertoire Finder per accedere a un database di canzoni secondo modalità innovative rispetto il MusicFinder.

Confronto tra PSR-S970 e PSR-S770

Quali altre differenze tra i due modelli? Oltre a quanto già descritto in termini di arsenale sonoro e funzioni dell’arranger, PSR-S770 è sprovvista dei blocchi effetti VCM e del Vocal Harmony, mentre nelle connessioni manca l’uscita video per monitor esterni: su entrambi i modelli è comunque possibile collegare un microfono o una chitarra. PSR-S970 e 770 supportano l’installazione di pacchetti di espansione che ampliano il repertorio di timbri, stili e Registration: su PSR-S970 il taglio della memoria disponibile ammonta a 512 MB, mentre su PSR-S770 è di soli 160 MB, costringendo il musicista a caricare un solo Expansion Pack per volta. Il MusicFinder in PSR-S770 accoglie fino a 1200 elementi, meno della metà del modello superiore. Tutte le altre funzionalità sono pressoché identiche per entrambi i modelli, in conclusione: chi davvero non necessita di armonizzatore vocale e uscita video, disponendo di un budget ridotto, potrebbe considerare PSR-S770 come una ottima alternativa.

 

Sul retro sono alloggiate connessioni audio, CV, MIDI I/O, USB e video Out

Sul retro sono alloggiate connessioni audio, CV, MIDI I/O, USB e video Out

In prova

Sul pannello di controllo, a fronte di una pulsantiera molto ordinata e funzionale, sono rimasto sempre spiazzato nella ricerca del tasto MusicFinder che sembra essere l’unico pulsante difficile da trovare. Non risulta chiaro poi perché, da qualche anno, Yamaha consegna il MusicFinder con un set di titolo alquanto limitato, costringendo tutti alla caccia sul web per ottenere una versione più completa. La meccanica con tasto light della serie PSR è spesso oggetto di molte discussioni fra gli appassionati: per chi scrive, benché sia piuttosto leggera al tocco, questa tastiera proposta da Yamaha consente un buon controllo sia in situazioni piano e voce, sia per eseguire un accompagnamento automatico piuttosto vivace. Le PSR-S970/S770 dispongono di una gamma di timbri completa ed espressiva: la qualità degli strumenti acustici (pianoforti, archi, sax, fiati) è notevole, mentre la naturalezza dei suoni di chitarra classica ha involontariamente assottigliato la sua presenza nel mix. Da Tyros 5 sono arrivate alcune buone voci di cori che sono eccezionali se suonati con la mano sinistra. Con questi modelli è possibile partire da un’idea musicale per arrivare ad un prodotto finito pronto per la masterizzazione a livello di brano demo. Un tempo si diceva che gli accompagnamenti automatici Yamaha erano così docili da poter essere impiegati solo per un repertorio pop mainstream. Le cose sono cambiate: modello dopo modello, Yamaha è riuscita a rimpicciolire ai minimi termini l’effetto colonna sonora anni sessanta che pervadeva gli stili del passato. Con le PSR-S970/S770, anche gli arranger del segmento medio registrano un sensibile aumento come tasso di realismo e la botta sonora comincia ad avere un significato. In particolare, il balzo in avanti rispetto la coppia precedente PSR-S950/S750 è sostanzioso. La modalità DJ espande il range di impiego e le restrizioni armoniche negli stili dedicati tendono una mano agli amanti del genere: se vi dilettate anche con un DJ-set tra le mura domestiche, questo è uno strumento da considerare. Gli Style e Multi Pad Creator equivalgono i modelli precedenti, però suggerisco a Yamaha di investire un po’ di risorse per rendere disponibili anche in queste due sezioni le funzioni di editing MIDI presenti nel Song Creator, al fine di semplificare l’operatività all’utente. Ho trovato ottima l’introduzione del Master Compressor, fino a ieri presente solo sulla serie Tyros, per infondere una significativa imponenza al mix: la qualità audio della diffusione sonora interna è impressionante per definizione su entrambi i modelli e l’amplificazione a bordo regala una bella pressione sonora, adatti anche per spazi che esulano dal semplice ascolto casalingo. Nella resa sonora delle PSR-S970/S770 scompare quella sensazione di bassi esasperati percepita nei modelli precedenti, a favore di un maggiore equilibrio in questo range di frequenze che ho gradito. Riguardo alla componentistica impiegata per la diffusione interna, Yamaha non si sbottona e non fornisce informazioni, ma il suono esce così pulito, equilibrato ed armonico in modo nuovo ed è inevitabile immaginarsi un discreto rinnovamento della componentistica sotto la scocca.

Conclusioni

È riduttivo descrivere PSR-S970/S770 come le versioni ridotte dell'inarrivabile serie ammiraglia Tyros, perché questi due modelli offrono in sé un corredo notevole di qualità in termini di suoni, effetti e stili di accompagnamento per chi è già capace di suonare con le proprie mani e per chi sta ancora imparando. Siamo nel segmento medio della categoria di strumenti e, che siano impiegati per uso amatoriale o professionale, questi arranger possono dare comunque grandi soddisfazioni in breve tempo: la curva di apprendimento potrebbe essere ridotta per molti, grazie a solidi concetti di semplicità e usabilità; tutte le funzioni interattive sono raggiungibili in modo istantaneo dietro la pressione di un solo pulsante, senza dover navigare dietro menu e sottomenu nascosti. Sino a ieri, avremmo potuto citare un punto debole nel fatto di essere il risultato di una progettazione internazionale, ma il recente lancio del Pack Greetings from Italy va a coprire questa lacuna e concede a questi due arranger la possibilità di fare centro anche nel nostro paese.

PRO

Pannello comandi ben organizzato

Timbriche e style efficaci, arricchiti nella PSR-S970 da tracce ritmiche audio

Blocco Master Compressor tra gli effetti

CONTRO

MusicFinder migliorabile

User RAM limitata sulla PSR-S770

 

INFO

Yamaha Music Europe GmbH - Branch Italy

 

 

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