Test: Universal Audio Apollo x4 Quad Core, rivelazione ultra compatta

Apollo x4 è la sorella maggiore dei modelli Twin e Twin X, migliorata notevolmente e dotata di connessione Thunderbolt 3. Quattro input microfonici con tecnologia Unison (due Hi-z) e fino a otto ingressi digitali ADAT, quattro line out, due uscite cuffia e un monitor out, tutti con ben 127 dB di dinamica

Avevo già avuto piacere di parlare della serie Apollo di Universal Audio in almeno un paio di numeri di Audiofader, dove avevo trattato sia il modello 8P che il modello Twin MkII (Audiofader n.11). La X4, rispetto ai modelli Twin, è decisamente più orientata al mondo dei professionisti sia per il numero totale di I/O che per la migliore qualità nella conversione D/A, aiutata anche da un ottimo sistema di clock interno che rende l'immagine stereo gigantesca.

 

Universal Audio Apollo x4 interfaccia studio pro home project daw software hardware test audiofader

In prova

X4 può andare bene sia per gli home studio che per situazioni professionali dove gli strumenti da registrare sono pochi, tenendo sempre conto del fatto che la conversione D/A è notevole come qualità e ciò rende la X4 perfetta anche per la fase di missaggio. Si integra con le altre interfacce Universal Audio diventandone, di fatto, il controller fisico principale per le funzioni di monitor controller e aumentando la potenza dei DSP, oltre naturalmente a essere un'eccellente convertitore con preamplificatori

Per gli amanti del suono ultra-trasparente forse la serie Apollo non è la scelta più azzeccata, nel senso che il suo sound è decisamente colorato e tende a sposarsi molto bene con generi come il rock, il pop e il metal mentre non la consiglierei a chi si occupa di jazz, fusion o classica: questo non è un difetto, è semplicemente una scelta dettata dai gusti. La scelta di Universal Audio è dedicata ai musicisti e agli studi di registrazione che lavorano per il mainstream, con diverse incursioni in colori vintage grazie alle funzionalità UNISON.

Ciò che più mi ha colpito della conversione D/A è la vividezza del suono e l'ampiezza dell'immagine stereo, la precisione sui transienti e la definizione sulle basse frequenze, veramente gradevole e superiore già ad un primo ascolto alla precedente Apollo Twin mkII, che ho usato in questi anni. Decisamente un passo avanti per il quale vale la pena cambiare con X4.

I DSP sono esattamente gli stessi che monta anche la serie Twin, per cui non c'è stato un miglioramento sostanziale che riguarda il flusso di calcolo relativo ai plug-in UAD e quindi, ancora adesso, anche nei modelli Quad Core una decina di plug-in in media sono sufficienti a esaurire le risorse, e la cosa peggiora ancora di più se si utilizzano quelli piuttosto pesanti in termini di richiesta di calcolo da parte delle DSP: in questo caso possono bastare anche solo tre o quattro di essi per esaurire il sistema.

Diversa invece è la faccenda relativa alla latenza: era già bassissima nei modelli Thunderbolt 2, ma qui, con la Thunderbolt 3, la situazione è ulteriormente migliorata per tutti gli utenti che dispongono di computer con connessioni di questo tipo mentre, per chiunque si affidi ancora alle precedenti Thunderbolt 2, è necessaria una riduzione che renda compatibile Apollo X4 senza però ottenere alcun miglioramento sulla latenza che era e resta ad ogni modo eccellente anche senza connessioni di ultima generazione.

La principlae critica che posso muovere, considerando il miglioramento della conversione D/A e la latenza, riguarda appunto la sezione UAD, i cui DSP cominciano a stare stretti rispetto all'evoluzione che si è avuta sui computer.

Un secondo aspetto riguarda la preamplificazione, che di fatto ha le stesse performance da ormai qualche anno: mi chiedo come mai non si sia pensato a un upgrade hardware considerando l'ottimo lavoro eseguito sulla sezione di conversione. In questo modo il segnale potrebbe essere ancora più pulito, più dinamico, più trasparente, senza bisogno di un Pad in ingresso e, proprio grazie alla tecnologia UNISON di cui Universal Audio solamente dispone, si può lasciare all'utente la scelta finale di colorare il suono con un emulazione o registrarlo il più naturale e neutro possibile. Non fraintendetemi però: anche con questi preamplificatori si raggiungono risultati degni di nota e in linea con la qualità richiesta per una produzione moderna.

 

Leggi il test completo su Audiofader cliccando su questo link.

 

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