Tutorial - Chitarra Creativa #3 - Rubiamo ai Batteristi


Una delle cose più utili che ho fatto nella mia vita da chitarrista è stato quello di imparare a suonare un po' di batteria. Ci sono riuscito? Assolutamente no, ma mettermi nei panni del batterista mi ha reso consapevole di tante cose che prima ignoravo o alle quali semplicemente non davo sufficiente importanza. La mano destra di noi chitarristi è la nostra parte percussiva, la nostra drum machine integrata con la quale possiamo fare cose super-intriganti se lo vogliamo. Per questo per essere più creativi alla chitarra, oggi andiamo a rubare qualche trucco ai nostri amici batteristi per portarlo direttamente sulle sei corde.

PARADIDDLE SULLA PLETTRATA

Nessun batterista sulla faccia della terra ignora i paradiddle, uno dei rudimenti della batteria che ogni maestro insegna ai suoi allievi fin da subito. Poichè molti chitarristi invece non lo conosceranno o ne hanno solo sentito parlare, ve lo spiegherò da chitarrista, quindi piuttosto male: il paradiddle è una sequenza di note (o colpi) che fa seguire ad un colpo per ciascuna mano, due colpi consecutivi con la stessa mano. Per intenderci rapidamente la sequenza sarà D-S-D-D e seguita poi subito dall'opposto S-D-S-S, dove per "S" e "D" si intende il colpo della mano Sinistra e della mano Destra.

 

 

Senza perderci troppo in sofismi batteristici, vi spiego subito come applicarlo alla chitarra. Se la mano destra è la nostra parte ritmica non possiamo utilizzare lo stesso schema, ma possiamo sostituire alle parole "Destra" e "Sinistra" le plettrate "Giù" e "Su" o anche "Upstroke" e "Downstroke".
Copiare un paradiddle sulla chitarra quindi si traduce in un pattern di plettrata di questo tipo: G-S-G-G seguito subito dopo da S-G-S-S. Per perfezionare ulteriormente l'adattamento chitarristico poi andiamo a dividere le corde approssimativamente in due set: le prime tre corde (note medio-alte) le suoneremo solo in "Upstroke" (S), le ultime tre corde (note medio-basse) solo in "Downstroke" (G).

 

 

Come potete ascoltare nel video, anche una ritmica molto semplice come quella in esempio diventa più ricca di accenti e meno monotona.
Ovviamente possiamo applicare questo nuovo pattern di plettrata a qualsiasi tipo di progressione e velocità e sperimentarne la freschezza. Una freccia in più nella nostra faretra di ritmiche!

 

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RITMICHE MIMETICHE

A volte la chitarra è necessario che si differenzi completamente dalla batteria, andando a riempire gli spazi che questa lascia vuoti o senza accenti. Altre volte invece ci piace giocare a fare i camaleonti e ci mimetizziamo proprio con la batteria copiandone i movimenti. Il trucco, abbastanza semplice a dire il vero ma che apre molte possibilità creative, è quello di copiare le diverse parti della batteria con la plettrata differenziandola.

 

Scegliamo quindi una plettrata piena per imitare il rullante, mentre plettreremo soltanto una corda per imitare il charleston (o hi-hat). Con un po' di allenamento riusciremo a seguire la batteria ed ottenere una sincronia perfetta.

 

 

Nel video potete vedere l'esempio più semplice ed un paio di variazioni con abbellimenti. Applicando lo stesso concetto a ritmiche più o meno complesse possiamo:

  • ottenere parti fortemente accentate grazie alla somma chitarra+batteria;
  • realizzare degli intermezzi obbligati molto efficaci che spezzano la monotonia di un pezzo;
  • realizzare delle ritmiche che lascino diversi spazi liberi per l'inserimento degli altri strumenti (come basso e tastiere).

 

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Suggerimenti Utili:

  • Utilizza un compressore per rendere più omogenea la ritmica ma non comprimere troppo o perderai tutti gli accenti;
  • Prova a sostituire con la plettrata elementi diversi della batteria per ottenere diversi effetti ritmici;
  • Troverai che esistono molti Rudimenti di base diversi di batteria da cui "rubare" e creare pattern di plettrata sempre diversi utilizzando lo stesso trucco. Non porti limiti.

 

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