Virtual Guitar - Il suono di Eddie Van Halen #2


La seconda fase della carriera dei Van Halen vede la band spostarsi verso sonorità decisamente più pop; fu questa la versione ufficiale per cui il frontman David Lee Roth abbandonò la band per intraprendere la carriera solista (con un altro asso della chitarra come Steve Vai), pubblicando una serie di album ben più pop e melodici dei Van Halen! Misteri dello show biz….

 

Pettegolezzi a parte, l’avvento delle tastiere nel sound dei Van Halen, nell’album 1984 di Jump, e l’imminente cambio di voce che vedeva l’ingresso di Sammy Hagar con sonorità decisamente più melodiche, portano la band verso un suono meno aggressivo.
Non da ultimo le nuove tecnologie di registrazione: il digitale è entrato oramai in quasi tutti gli studi di registrazione americani e quello che può sembrare un dettaglio non lo è. Registrare su nastro implicava una normale compressione e un “calore” del suono dato in realtà da una banda di frequenze più ristrette rispetto al digitale (non me ne vogliano i puristi dell'analogico e valvolare, qui stiamo parlando di registrazione ovvero di tutto ciò che avviene dal cabinet in poi).

 

 

Non è un caso se le produzioni di meta anni ’80 suonano estremamente brillanti e cristalline, a volte anche troppo, con chitarre al limite della “zanzara”, con frequenze ben al di sopra degli standard a cui si era abituati. E’ proprio il caso di Eddie che nell’album "1984" sfodera un timbro con delle frequenze altissime, ammorbidite fortunatamente da un Chorus praticamente costante che contribuisce a restituire un suono più armonioso. Il playing di Eddie fa il resto, accordi aperti spesso con accenni ad arpeggi, poco "palm mute" a differenza della maggior parte dei chitarristi rock, armonici a pioggia (sia naturali che artificiali) e il gioco è fatto!

 

Peavey 5150 Panama Van Halen strumenti musicali

Impostazioni per l'amplificatore sul brano "Panama"

Per non rendere questi articoli troppo lunghi e complicati abbiamo fatto la scelta di ricreare un suono rappresentativo al 100% dell'artista, anche se talvolta non storicamente sincronizzato con il pezzo suonato. Questo permetterà anche a voi di costruire un suono signature perfettamente riconoscibile da usare in ogni occasione. Se volete entrare nel dettaglio della storia dei suoni e dell'evoluzione del setup di Van Halen, potete leggere l'articolo che ogni mese precederà Virtual Guitar e che vi farà scoprire ancora più dettagli e curiosità (Vai all'Articolo: VAN HALEN - LA STORIA DI UN SUONO CHE HA FATTO EPOCA).

 

Abbiamo voluto ragionare sul suono di un brano molto rappresentativo dell’album "1984", ovvero "Panama". Un riff accattivante e un ritornello che entra a martello nella mente. Per emulare il timbro abbiamo usato il plug in Ampltube 4 utilizzando un modello di testata che emula esattamente la storica Peavey 5150. Prima della testa posizioniamo un chorus con valori di rate abbastanza bassi, un effect level minore del 50%. Deve essere un intervento lieve per evitare perdita di attacco e dinamica. Infine un buon ambiente di ripresa con una control room abbastanza ampia, che il software ci consente di configurare nel dettaglio proponendoci una serie di ambienti di ripresa, personalizzabili sia nella scelta del microfono che nell’apertura stereofonica.

 

Impostazioni del cabinet per il brano "Right Now"

Diverso invece il discorso per il brano "Right Now" (dall’album "For Unlawful Carnal Knowledge" del 1991). Qui il ruolo di Eddie è molto ridimensionato, il sound è più “globale” e sicuramente a fare la parte del leone, almeno in questa track, è la batteria del fratello Alex (a parte il tema di pianoforte). Il drum sound è pazzesco ed a farne un po’ le spese è la chitarra che, in questo caso, ha un suono decisamente più “piccolo”. L'arrangiamento di chitarra è ugualmente efficace grazie ad un grande attacco e ad una compressione azzeccatissima. La parte di chitarra in sé molto elementare è ridotta in pratica ad un semplice arrangiamento. Utilizzando sempre una testata 5150 emulata dal plug-in, abbiamo modificato il posizionamento dei microfoni davanti al cabinet, allontanandoli e spostandoli dall’asse centrale dello speaker. Eliminato anche il chorus in ingresso e ridotti i valori di riverbero in uscita. Anche il playing sicuramente più moderno è molto diverso, con accenti quasi funk e parti molto sincopate. L’ambiente di ripresa è ampio in termini di dimensioni quindi con un panorama abbastanza “largo” ma corto in quanto a durata; una room ampia ma breve a differenza del sound “ottantiano” con code molto più lunghe.

 

 

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