Vita In Tour #1 Come Diventare e Prepararsi da Turnista

Benvenuto in questa nuova rubrica dedicata alla vita del musicista in tour, solitamente avvolta da un alone di mistero. Ci si rifà spesso ai molti luoghi comuni secondo cui ci si diverte come un pazzi (e in parte è così) e non si ha nessuna preoccupazione, come fosse un mondo parallelo. Cercherò qui di toccare tutti gli aspetti che riguardano un tour, da come ci si deve proporre, a come ci si deve preparare e come affrontare le insidie che si incontrano nelle varie date.

Ti porterò con me in giro per l’Europa nel LIVE EVIL TOUR di Vinny Appice, mostrandoti come si affrontano tutti gli step dall’allestimento della strumentazione fino al palco. Ma prima di addentrarci dentro gli aspetti tecnici, è importante iniziare dalla base, cioè da come prepararsi per arrivare ad ottenere i primi ingaggi.

 

Lorenzo Carancini chitarrista strumenti musicali

ASPETTI DA TENERE BENE A MENTE

Se la tua aspirazione è fare il turnista live, la prima cosa è capire se si hanno le potenzialità per poterlo fare.
Ci sono molti aspetti che vanno presi in considerazione a partire dalle capacità tecniche sullo strumento, per passare poi alle conoscenze teoriche e musicali e infine alla padronanza della strumentazione e alla prontezza nel gestire i suoni che, neanche a dirlo, dovranno essere perfetti e adatti ad ogni situazione. Oltre a questo c’è la capacità di mettersi a completo servizio dell’artista, lasciare da parte il proprio ego per integrarsi in un sistema più complesso.

 

Quando ho iniziato a fare questo lavoro mi ero da poco diplomato al CPM (Centro Professione Musica) e per me la chitarra era solo tecnica. La prima esperienza professionale che ho avuto è stata con Michele Pecora, con il quale ancora collaboro, esperienza che ha stravolto tutte le mie convinzioni. Mi sono da subito accorto che suonare alla perfezione ogni assolo di John Petrucci non era sufficiente, anzi paradossalmente era inutile. Il mio suono non era all’altezza della situazione: accompagnavo in maniera del tutto approssimativa, non ero in grado di trovare i voicing giusti degli accordi, insomma potevo suonare un intero album dei Dream Theater, ma non riuscivo ad essere credibile in un contesto apparentemente più semplice. Da qui ho capito quanto la tecnica rappresenti il mezzo e non il fine, e di quanto questa debba essere sempre al servizio della musica.

 

L’altro aspetto importante è la conoscenza della teoria musicale: sapersi districare dentro concetti basilari quali le tonalità, le armature di chiave, gli intervalli, gli accordi a più voci, le scale, ed essere in grado di pensare velocemente, è fondamentale. Capita spesso che l’artista all’ultimo minuto chieda di cambiare la tonalità di un pezzo perché magari è giù di voce, o di fare un brano che non è in scaletta perché il tipo di serata lo richiede. Una buona conoscenza teorica ci permette di essere pronti anche in situazioni come queste.
In ultimo la strumentazione: è importante essere aggiornati su quello che il mercato musicale richiede. Sbirciare i vari setup dei turnisti è un modo per capire quali sono le tendenze timbriche verso le quali il nostro strumento si sta dirigendo e cercare, nei limiti del possibile, di assecondarle, magari cambiando un pedale o aggiungendo un particolare effetto. Questo ci permette di essere dinamici e in continua evoluzione.

A CHI PROPORSI

Abbiamo visto che per fare il turnista serve avere i requisiti giusti per potersi proporre, ma questo non è sufficiente, bisogna sapersi proporre. Ma il punto è: a chi mi propongo?

Questa è una domanda che all’inizio mi sono fatto molte volte e con il tempo ho scoperto che la risposta è molto più complessa di quanto immaginassi. In Italia è difficile che una produzione che allestisce un tour per conto di un artista faccia delle audizioni o si rivolga a delle agenzie per reperire i musicisti; a volte capita, ma molto raramente. Chi lavora in questo ambiente fa parte del famoso “giro” di cui tutti parlano e quindi per poter “entrare nel giro” è importante farsi notare.

 

lorenzo carancini chitarrista strumenti musicali

 

Iniziare a collaborare con musicisti che già fanno tour, quindi se sono un chitarrista dovrò cercare di collaborare con batteristi, tastieristi o bassisti che potrebbero fare il mio nome quando servirà. Io sono entrato nel tour di Gabriele Cirilli chiamato direttamente dal produttore, che casualmente era direttore di una scuola nella quale avevo iniziato a lavorare qualche mese prima e nel momento in cui si è trovato ad avere bisogno di un chitarrista ha fatto il mio nome.
Con gli anni ho imparato che le occasioni sono dietro l’angolo e anche un lavoro che può sembrare inutile può portare ad ingaggi più importanti. Da qualche anno collaboro con un’agenzia, una delle poche in Italia, che allestisce tour Europei per artisti internazionali. Un paio di anni fa sono stato chiamato dall’agenzia per una data con i Cactus, band hard rock americana, della quale fa parte il batterista produttore Carmine Appice. Decisi di accettare, nonostante l’idea di studiarsi il repertorio per una sola data non era allettante. L’anno successivo sono stato proposto, dalla stessa agenzia, a Vinny Appice, fratello di Carmine e batterista di Ronnie James Dio, Black Sabbath, Heaven And Hell. L’aver suonato con Carmine, che aveva parlato bene di me a Vinny, mi ha dato un grosso vantaggio che di fatto si è tramutato in due tour europei.

COME PREPARARSI

In Italia il turnista deve avere molte carte da giocarsi e deve essere in grado di passare da Pupo a Vasco Rossi con una certa disinvoltura. Vale il discorso di mantenere il proprio stile e il proprio suono, cosa che viene sempre più richiesta anche in Italia, ma in linea di massima vige ancora la regola della versatilità. Negli anni ho capito che per “avere il mestiere” serve, oltre allo studio che resta fondamentale, anche una forte componente pratica. Si deve avere dimestichezza con molti repertori, conoscere molte canzoni, studiare i suoni di chitarra di tutto il panorama chitarristico nazionale, fare le pulci ad ogni arrangiamento, concentrandosi su tutti gli strumenti e non solo sulla chitarra. Questo alla lunga ci porterà a dei grossi vantaggi, soprattutto in termini di velocità. Oggi le prove e gli allestimenti hanno tempi molto più ristretti, a causa di budget sempre più limitati, e vince chi è più veloce. Quindi è importante abituarsi a ragionare velocemente, arrivare subito all’obiettivo ed essere pronti a cambiare direzione in qualsiasi momento.

 

Per ora è tutto, ti do appuntamento al prossimo articolo dove parlerò di come allestire la strumentazione e di come prepararsi a far fronte a tutti gli inconvenienti.

 

Lorenzo Carancini

Chitarrista e Insegnante presso Lizard Accademie Musicali (Chiaravalle)

 

Leggi anche il secondo articolo su:

VITA IN TOUR #2 COME PREPARARE IL LIVE

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