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Alpange: il pianoforte digitale esclusivo


Alla scoperta di un brand d’oltralpe che realizza questo raffinato strumento dalle forme moderne, con sofisticati sistemi per il suono e la sua diffusione nell’ambiente

 

 

Quando scrivevo per la rivista cartacea Strumenti Musicali, a metà anni duemila, per un certo periodo ho curato una rubrica intitolata “Last but not least…”, in cui proponevo ogni mese nell’ultima pagina uno strumento da sogno. L’Alpange che sto per descrivervi sicuramente sarebbe stato tra i protagonisti di quella rubrica. Un pianoforte digitale interamente fatto a mano con legni pregiati, che cela un engine sonoro basato sulla modellazione fisica e un sofisticato sistema di diffusione sonora.

Alpange Piano: la storia

L’azienda nasce a Parigi nel 2023, fondata da Raphael Soudre e Franck Bacquet. L’idea di design ricorda molto alcune realizzazioni di un altro brand come Alpha Pianos, che dieci anni fa esponeva al MusikMesse di Francoforte strumenti con forme di design lineari e moderne, studiati per rendere lo strumento il protagonista di un ambiente.

Nello specifico, l’Alpange non passa certo inosservato, con le sue forme generose di chassis e panchetta e due controlli posti frontalmente ai lati dello strumento, che si tramutano in elementi di design. Tutta la costruzione del mobile è artigianale e i tre modelli in catalogo sono realizzati utilizzando altrettante essenze diverse come legno. Fin qui la produzione di serie, perché Alpange può anche personalizzare lo strumento come combinazione di legni e colori del mobile su richiesta del cliente.

 

 

Alpange Piano: caratteristiche

Riguardo alle caratteristiche generali Alpange non rilascia troppe informazioni. La meccanica indicata come “Grand Touch” fa presumere chi scrive che lo strumento monti un modello dell’italiana FATAR, con tutta probabilità il top di gamma TP400 Wood, perché osservando alcuni video ufficiali si intravede il fianchetto in legno nei tasti bianchi. Non ci sono specifiche nemmeno riguardo l’engine sonoro, ma se si discute di modellazione fisica la possibile provenienza si riduce a un paio di brand, peraltro sempre francesi… Nella pedaliera, Alpange indica che il pedale sustain è a controllo continuo.

Viceversa, riguardo alla diffusione sonora, il brand francese qualche dettaglio in più l’ha rilasciato: all’interno del mobile sono stati inseriti ben 14 speaker, con un’amplificazione a cinque canali da 70W, più un canale per le basse frequenze che eroga 140W. La pressione sonora dichiarata è di 105 dB Max.

 

 

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Accessori a corredo e app

In dotazione con lo strumento la panchetta e un microfono, per esecuzioni “piano e voce” sfruttando la generosa diffusione sonora dello strumento. L’applicazione gratuita Alpange Peaker disponibile per dispositivi iOS consente tramite Wi-Fi di compiere l’editing delle timbriche, l’ascolto di brani musicali e altre funzionalità, tra cui un mixer per gestire il segnale del pianoforte e quello del microfono collegato. La app è stata sviluppata dalla software house francese OhmForce.

 

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Il focus

Alpange rientra in quegli strumenti musicali che sono veri e propri oggetti di design. Sicuramente qualche facoltoso musicista o appassionato ne avrà acquistato un esemplare per il proprio salone, ma l’Alpange sarà più facile incrociarlo in gallerie d’arte o sofisticate installazioni come Villa Héritage, realizzata dall’architetto francese Pierre-Yves Rochon per il Salone del Mobile di Milano nel 2025. Sul sito internet del brand francese gli store in giro per il mondo sono pochi e piuttosto esclusivi: per esempio, a New York è esposto alla House of Sound allestita da un leader del mondo Hi-Fi come McIntosh. Ovviamente, il prezzo di questo  pianoforte non è per tutti: si parte dai 50.000 euro circa per uno dei tre esemplari in catalogo, per arrivare a spenderne quasi il doppio per un modello a tiratura limitata, come il Manor Edition.

 

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Le forme di design di certi strumenti possono piacere o no, questione di gusti, mentre se vi scandalizzate per il prezzo è bene ricordare che strumenti analoghi dei concorrenti – come per esempio quelli della già citata Alpha Piano - possono costare quanto l’Alpange o superare ampiamente il centinaio di migliaia di euro. Per chi si domanda i motivi di certe realizzazioni, ricordo che il cosiddetto “Pianoforte di design” sta per spegnere le venti candeline dalla prima realizzazione in serie. In questi venti anni diversi produttori nel mondo si sono cimentati nel concepire pianoforti acustici e digitali con forme volte a trasformarli in oggetti di design.

Penso per esempio alle realizzazioni di Yamaha, tra gli apripista sul tema, che a partire dalla metà degli anni 2000 propose anch’essa i suoi progetti sul tema al Salone del Mobile di Milano, e mise in produzione un pianoforte digitale come l’F01, affiancato in seguito dalla variante a codino Modus H01. Nel 2010 è comparso il primo modello della gamma di pianoforti ibridi AvantGrand. L’ultima realizzazione della casa dei tre diapason è il pianoforte digitale TORCH T01, uno strumento disponibile solo in Giappone e che recentemente ha ricevuto il premio nella categoria Product Design ai Red Dot Awards in Germania (QUI la nostra news).

Kawai ha da tempo in catalogo tra i suoi acustici la gamma Crystal, pianoforti a coda con cassa realizzata in acrilico trasparente. Il top della gamma Crystal, il modello Grand CR-1M, è stato realizzato in soli cinque esemplari. Roland ha nel proprio catalogo la serie di pianoforti digitali KYOLA, ma ha anche realizzato negli anni una serie di prototipi  come il GPX-F1 Facet e il 50th Anniversary Concept Piano, con forme avveniristiche scaturite attraverso dei contest organizzati dal brand nipponico coinvolgendo giovani designer di tutto il mondo. Questi due strumenti oggi sono visionabili nel museo all’interno del quartier generale Roland, ad Hamamatsu.

 

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Conclusioni

Per chi scrive, l’Alpange potrebbe a breve trovar spazio anche in altri luoghi oltre le rassegne di design, gli showroom o le gallerie d’arte che già frequenta. Grazie ad alcune soluzioni come il sistema di diffusione sonora a 360 gradi, l’Alpange potrebbe rivelarsi lo strumento ideale per altri ambienti esclusivi come un ristorante stellato, un hotel di lusso o quelle navi da crociera dove il pianista è protagonista al centro di una sala. Vedremo… nel frattempo, se vi capita di incrociarlo sul vostro cammino per le caratteristiche sopra esposte merita una prova. Come accade in Formula 1, spesso le soluzioni adottate in questi “bolidi dai tasti bianchi e neri” sono in seguito riprese ed estese anche a pianoforti digitali di serie più abbordabili. Meglio affrontare i futuri progressi tecnologici arrivando preparati. Come sempre, buona musica!

 

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