Focus – GPX-F1 Facet: il pianoforte del futuro per Roland


f1 facetAl recente CES 2020 di Las Vegas, Roland ha presentato in anteprima mondiale un nuovo concept piano denominato
GPX-F1"Facet".

 

 

Uno strumento futuristico nelle forme e nei contenuti tecnologici, realizzato lo scorso anno dai tecnici Roland partendo da un progetto di design studiato nel 2015. Ma prima di partire con il focus, per capire come ha influito il brand giapponese con la sua tecnologia nel settore in quasi 50 anni di attività, ritengo doveroso fornire alcuni piccoli cenni storici.

La storia dei pianoforti Roland in pillole

Roland ha sempre avuto l’emulazione del pianoforte acustico tra i suoi target. Risale infatti al 1973 la commercializzazione dell’EP-10, e in seguito dell’EP-30: i primi pianoforti elettronici “stage” di Roland. Nel 1983 Roland introdusse la prima serie di pianoforti digitali Home denominati HP, in cui comparve non solo il supporto del neonato protocollo MIDI, ma soprattutto un’architettura del mobile basata su due elementi distinti (corpo dello strumento e supporto), un’intuizione abbracciata successivamente anche dai concorrenti e rimasta invariata fino ai giorni nostri. In seguito, comparvero i primi pianoforti stage RD (1986), la gamma compatta FP e il pianoforte a coda HP-7700 (1991). Roland ha sempre prestato attenzione anche alla didattica: il modello HPi-5 (2001) è stato il primo strumento di una serie dotata di un generoso display inserito nel leggio, per visualizzare lo spartito attraverso la modalità proprietaria DigiScore.

 

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Roland V-Piano

 

Nel nuovo millennio, Roland insieme a Yamaha hanno fatto da apripista nell'introdurre sul mercato dei pianoforti digitali compatti con forme moderne:un esempio in tal senso è il modello Designer Piano DP-900 del 2003. Infine, va ricordato il V-Piano, il primo pianoforte digitale dotato di una generazione sonora a modelli fisici, proposto a partire dal 2009 sia in variante Stage, sia nell’esclusiva versione Grand a coda (nel 2011). Nel ricco catalogo odierno di pianoforti digitali Roland non manca una proposta di design: il KF-10 Kiyola è frutto della collaborazione tra la casa di Hamamatsu e il designer d’arredamento giapponese Karimoku.

 

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Roland GPX-F1 Facet

 

GPX-F1 Facet: la genesi

Fedele a uno dei suoi storici slogan: “We design the future”, il brand giapponese nel 2015 ha organizzato un contest denominato “Roland Digital Piano Design Awards”, sfidando i designer di tutto il mondo a progettare il pianoforte del futuro. Il contest è stato vinto dal designer sudcoreano Jong Chan Kim, con il suo “Facet Grand Piano”, ma per qualche anno il progetto è rimasto su carta. Solo lo scorso anno i tecnici Roland hanno deciso di realizzare un esemplare funzionante del Facet, introducendo nelle avveniristiche forme dello strumento una serie di contenuti sonori e visivi originali. L’interazione tra audio e video del Facet mi riporta a oltre venti anni fa, quando Ikutaro Kakehashi – il compianto fondatore di Roland – in fiere ed eventi proponeva la sua visione futuristica di questa alchimia: chi scrive, vuole pensare che il Facet sia anche un modo per onorarne la memoria.

 

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Il designer Jong Chan Kim (a sinistra) al lavoro sul progetto Facet

 

GXP-1 Facet: caratteristiche generali

Il Roland GPX-F1 si compone di una generosa base da cui partono tre gambe a sostenere il corpo e il coperchio. Le forme studiate da Jong Chan Kim sono influenzate da poliedri presenti in natura: non per niente, la denominazione “Facet” deriva dalla struttura di un cristallo. Al momento, bocche cucite in Roland riguardo alcuni elementi quali la meccanica, che nel Facet presenta dei tasti “slim” dal design innovativo come forma, mentre per la generazione sonora è indicata oggi un’evoluzione della recente tecnologia proprietaria PureAcoustic.

 

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Nella base del mobile del Facet sono alloggiati rispettivamente una serie di speaker di una sofisticata diffusione sonora denominata Acoustic Projection System e un videoproiettore. Il coperchio interagisce con la base del Facet fungendo non solo da pseudo tavola armonica per riflettere il suono degli speaker, ma anche come schermo per mostrare al pubblico degli effetti video. La diffusione sonora comprende inoltre un array di speaker flat panel inseriti lungo la cornice del mobile, per emulare le risonanze tipiche generate dalla controparte acustica, dei trasduttori montati sul coperchio per diffondere delle vibrazioni, infine dei diffusori nearfield posizionati di fronte all’esecutore per il monitoring.

 

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Connettività

Oltre al supporto Bluetooth MIDI/audio, attraverso un dispositivo Android onboard e un generoso display touch-screen a colori inserito nel leggio potete leggere spartiti musicali, riprodurre musica mentre suonate o seguire anche lezioni di pianoforte online. Per comporre arrangiamenti o song c’è a supporto la app Roland Zenbeats, ma non solo: attraverso il servizio vocale Alexa di Amazon, potete gestire i comandi del Facet anche con la voce. È prevista infine una app per creare effetti visivi o riprodurre video riflessi dal coperchio dello strumento mentre suonate.

 

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Conclusioni

Roland non considera il GPX-F1 Facet un semplice esercizio di stile, ma una piattaforma dove sperimentare nuovi contenuti tecnologici. A conferma di questa strategia, il recente upgrade della generazione sonora sonora - basata inizialmente sul “motore” del V-Piano - e mutuata sulla più recente tecnologia PureAcoustic. Una produzione in serie è improbabile, così come accaduto per esempio con un concorrente come il Kawai DP-1 a metà degli anni duemila.  In ogni caso, certi studi vanno presi in seria considerazione se amate il genere: una sorta di biglietto da visita sui progressi tecnologici del produttore che – in un prossimo futuro – saranno introdotti su strumenti di serie più abbordabili come prezzo. Per chi scrive, nel GPX-F1 Facet gli elementi da tenere d’occhio nell’immediato sono la diffusione sonora Multispeaker o il supporto multimediale. L’interazione tra la performance visiva e quella sonora è sicuramente affascinante, e Roland si dimostra all’avanguardia sul tema, forte di studi iniziati da oltre due lustri con la ex Edirol in primis, e con la serie di pianoforti e moduli VIMA in seguito, però il target ritengo sia ancora circoscritto oltre al palco a luoghi quali bar, ristoranti, alberghi o lussuose navi da crociera. In ogni caso, Roland svela come vede il pianoforte digitale del futuro, e a riguardo raramente ha sbagliato: sarà così anche questa volta? Vedremo. Nel frattempo, sognare non costa nulla, quindi sognate con il Facet…

 

 

INFO

ROLAND

 

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