La Storia del Ponte Tremolo, dagli albori vintage al futuro digitale


Molti di voi chitarristi e non si saranno fatti questa domanda più volte e magari ognuno ha una sua risposta, ma perchè la chitarra elettrica ha avuto così tanto successo? Certo è uno strumento portatile e sul palco permette di essere in primo piano, certo essendo elettrificata ha potuto portare nella musica "ad alto volume" un tasso di energia ed una quantità di suoni prima mai sentiti. Tuttavia uno dei più grandi vantaggi della chitarra è quello di poter agire direttamente sulle corde, poter realmente plasmare il suono con le mani. Proprio per questo nel tempo i costruttori si sono ingegnati per aggiungere ulteriori possibilità sonore allo strumento e poche come il ponte tremolo (o vibrato), nelle sue varie declinazioni, hanno avuto un impatto importante sul suono della chitarra e anche sugli stili dei chitarristi stessi.

Oggi ripercorriamo la storia del ponte tremolo dagli albori ad oggi, senza voler essere esaustivi poichè bisognerebbe scriverci un libro, ma per tracciare un filo rosso che ci porta attraverso le invenzioni più riuscite ed i chitarristi che ne hanno tratto maggior vantaggio.

COS'E' IL PONTE TREMOLO

Partendo dall'idea che il ponte è semplicemente un pezzo di metallo (o legno per gli strumenti acustici e classici) a cui affrancare le corde, un ponte tremolo, o sistema di vibrato, è un ponte che attraverso un sistema di molle ed una leva permette di agire sulla tensione delle corde ottenendo così l'effetto vibrato, ovvero una modulazione dell'intonazione delle note.
Questo effetto può essere sfruttato per arricchire il suono di movimento e sustain, infatti il movimento della leva aggiunge anche energia alle corde e ne prolunga il suono. Ovviamente tutti i chitarristi sono abituati ad utilizzare il vibrato anche vibrando le note sulla tastiera con la mano sinistra, ma c'è una differenza. Mentre il vibrato eseguito con la mano sinistra può solo alzare l'intonazione delle note, il ponte tremolo può agire (a seconda dei modelli) sia con intonazione positiva che negativa, ottenendo un vibrato in entrambi i sensi e più ampio, grazie appunto all'uso della leva.

SI DICE TREMOLO O VIBRATO?

Il fatto curioso è che il ponte tremolo produce un effetto vibrato, non un effetto tremolo, che è invece una modulazione solo di intensità del suono. Questa confusione tra tremolo e vibrato deriva già dagli albori, poichè il primo sistema di vibrato, brevettato da Doc Kauffman nel 1928 si chiamava "Vibrola" e lo stesso Leo Fender nel 1954 chiamò il suo sistema di vibrato per la Stratocaster "Tremolo Device for Stringed Instruments". Non solo gli amplificatori Fender "Vibrolux" di quegli anni includevano l'effetto tremolo, che però Fender chiamava "vibrato". E così questa ambiguità è di fatto arrivata fino ai giorni nostri.

KAUFFMAN VIBROLA

Come detto poco sopra, il primo brevetto di sistema di vibrato per chitarra fu la "Vibrola" di Doc Kauffman. Aveva parecchi difetti e fu migliorata nel tempo ma di fatto fu l'invenzione da cui partì tutto. Brevettata a fine anni '20, fu adottata per prima come accessorio su alcune chitarre Rickenbacker e poi su alcune Epiphone come accessorio venduto a parte, ma anche la prima Les Paul (che potete vedere nel video qui sotto) ne aveva uno.
La particolarità del meccanismo è di spostare tramite la leva tutto il ponte avanti e indietro, dando notevoli problemi di accordatura alla chitarra dopo l'utilizzo. Inoltre l'azione della leva, a differenza dei dispositivi successivi, è parallela al corpo, chiamata "side-by-side", invece che perpendicolare alla chitarra come oggi.

IL PONTE BIGSBY

Proprio per i limiti del "Vibrola" c'era molto spazio in questo campo inesplorato per nuove invenzioni. La prima ad avere grande successo commerciale fu il sistema vibrato Bigsby, tanto da essere utilizzato ancora oggi. Ideato appunto da Paul Bigsby alla fine degli anni '40, venne montato su modelli di serie nella forma che tutti conosciamo probabilmente a partire dal 1952.
Il sistema è diverso e più affidabile di quello di Kauffman poichè blocca ed avvolge le corde su di un alberino che può ruotare azionando la leva. Questo movimento rotatorio tende o rilascia le corde generando l'effetto vibrato in modo più regolare e mantenendo meglio l'accordatura.

Il successo del Bigsby, e la sua resistenza fino al giorno d'oggi, sono dovuti al fatto che si tratta di un sistema completamente applicabile sopra la chitarra, senza bisogno di uno scasso nel body. Questo lo rende perfetto per chitarre come le semi-acustiche e hollow-body il cui corpo non può essere forato, ma anche per interventi meno invasivi e reversibili di uno scasso.

Il suo suono che fa sentire molto il ritorno della molla è diventato iconico ed è entrato nel nostro immaginario come identificativo dell'epoca d'oro del rock 'n roll degli anni '50. Chitarristi come Merle Trevis, Chet Atkins e Lonnie Mack furono tra i maggiori esperti di questo suono, come potete sentire nell'intramontabile "Mr.Sandman" in cui Chet Atkins usa la leva per dare ai suoi accordi un movimento unico per l'epoca.

FENDER SYNCHRONIZED TREMOLO

Leo Fender vide ulteriori possibilità di sviluppo per un ponte mobile da montare sulle Stratocaster, una chitarra che avrebbe rivoluzionato il settore in molti modi. Introdotto nel 1954 fu poi la base su cui molti degli altri ponti mobili a venire sono stati sviluppati.
Tramite uno scasso da parte a parte nel body qui abbiamo un contrappeso in acciaio a cui sono fissate le molle ancorate al corpo. Le corde sono fissate ad una piastra con le sellette per le regolazioni. Il tremolo nella parte superiore si impernia sul corpo tramite due perni, o delle viti e può oscillare sia in su che in giù, permettendo un'ampia escursione dell'intonazione e una precisione di regolazioni e ritorno mai viste prima.

Molto più versatile dei precedenti, non solo consente una migliore accordatura, ma grazie ai perni, numero e resistenza delle molle, la lunghezza della leva ogni chitarrista può avere un vibrato personale e adatto alla sua tecnica. Pensiamo per esempio a due musicisti che probabilmente non sarebbero stati gli stessi senza questo ponte, come Jeff Beck e Jimi Hendrix, che però hanno uno stile di vibrato molto diverso tra loro. Pensate solo alle dive bomb di Jimi nello storico inno americano suonato per protesta contro la guerra a Woodstock nel 1969.

GLI ALTRI PONTI TREMOLO FENDER

Come in diversi altri settori Leo Fender fu un innovatore instancabile. Non stupisce quindi che oltre al suo "ponte tremolo sincronizzato" abbia portato sulle chitarre che portano il suo nome anche altre soluzioni per ottenere un vibrato di qualità e un'accordatura stabile. Tra questi spuntano due brevetti come il "Fender Floating Tremolo" ed il "Fender Dynamic Tremolo". Il primo fu adottato sulle Jazzmaster e sulle Jaguar a partire dal 1958 mentre il secondo sulle Mustang dal 1964.

Il Floating Tremolo montato sulle Jaguar negli anni '60

Concettualmente simili, sono due varianti dello stesso sistema, con la differenza che il Floating Tremolo è più complesso, basato su tre piastre saldate ed una molla, il Dynamic Tremolo invece ha una sola piastra e due molle agganciate ai piloncini a cui è saldato il ponte.

La differenza tra i due meccanismi a ponte flottante del Floating Tremolo (a sx) e del Dynamic Tremolo (a dx)

La sua sensibilità molto particolare, con un'azione della leva morbida ed un ritorno particolarmente molleggiato, ne caratterizzano molto il sound che a molti ricorda quello retrò del Bigsby anche se il meccanismo è concettualmente diverso.

Leo Fender inventerà anche negli anni '80 il Dual Fulcrum Tremolo dopo aver fondato il marchio G&L. Di fatto si tratta di una variante del ponte sincronizzato con qualche piccola modifica per poter avere un brevetto di proprietà, ma il suo utilizzo e suono non differisce dall'altro.

PONTE SCHALLER LP

Questo ponte, ora caduto un po' in disuso fu ideato per coloro che desideravano avere un ponte tremolo affidabile e compatto, non come l'ingombrante Bigsby, sulle chitarre Gibson che montavano il classico ponte fisso Tune-O-Matic. Poichè la sua installazione è semplice e non richiede di effettuare grandi modifiche, fu una piccola rivoluzione per i chitarristi delle Les Paul e SG.

Il ponte è imperniato a due piloncini avvitati nel corpo, mentre il sistema a molle sta tutto sopra il corpo, nascosto tra la sede delle corde e la piastra sottostante. Nonostante l'azione abbastanza limitata permette un vibrato energico e più moderno, con un ritorno decisamente elastico ed una tenuta dell'accordatura molto buona.

IL FLOYD ROSE

Anche se di fatto si tratta dello stesso meccanismo che sta alla base del Synchronized Tremolo di Leo Fender, Floyd Rose con il suo sistema brevettato a doppio bloccaggio delle corde costituì una vera rivoluzione nel mondo della chitarra. Era la fine degli anni '70 e Floyd D. Rose da buon chitarrista metal degli albori si poneva il problema dell'accordatura precaria durante l'uso aggressivo del ponte tremolo. Dive bomb e vibrati selvaggi avevano un prezzo in precisione dell'accordatura che i chitarristi tecnici che stavano per dare il via alla metal-era non volevano pagare.

Floyd Rose allora decise di aggiungere un blocca-corde al capotasto dall'altra parte del manico, di fatto fissando le corde ed escludendo le oscillazioni dovute alla trazione delle meccaniche. La versione più famosa di questo ponte, che arrivò qualche anno dopo il primo modello del 1977, prevede anche un sistema di accordatura fine direttamente sul ponte, poichè con le corde bloccate diventa estremamente più scomodo accordare o anche cambiare una corda.

Inutile dire che per chitarristi come John Norum, Kee Marcello, Eddie Van Halen, Joe Satriani, Steve Vai e molti altri guitar-hero di quell'epoca il ponte Floyd Rose fu tanto importante quanto lo fu il Synchronized Tremolo per Jimi Hendrix.

IL PONTE TREM KING

Tra i ponti inventati e brevettati di recente, nel 2010 circa, dobbiamo citare il Trem King, un ponte che vuole essere la sintesi tra i vantaggi di un ponte fisso e la versatilità di un Floyd Rose. Di fatto si tratta di un ponte fissato al corpo della chitarra con sellette fisse, per cui non c'è bisogno di blocca-corde ne le corde, ad esempio negli accordi aperti e nei bending, vengono smorzate. Tutto il meccanismo è nascosto all'interno della chitarra con la leva imperniata direttamente nel blocco contrappeso.

Seppur non ha ancora avuto un grande successo a livello commerciale, questo è probabilmente dovuto al fatto che oggi lo stile predominante dei chitarristi va verso un uso della leva meno esasperato e meno chitarristi quindi lo hanno adottato per sperimentarne le possibilità. Tuttavia l'idea è decisamente valida ed il meccanismo notevolmente più moderno rispetto agli altri basati sul tremolo sincronizzato di Fender.

VIRTUAL JEFF PRO

Nel mondo del digitale ovviamente non poteva mancare un'escursione veloce ai giorni d'oggi per citare almeno una delle invenzioni più originali e interessanti legate al ponte vibrato. Ovviamente potremmo citare il pedale Whammy di Digitech, che è di fatto il genitore del Virtual Jeff Pro, tuttavia quello sempre un pedale rimane e quindi non trova posto in questo articolo. Il Virtual Jeff Pro invece è un ponte tremolo digitale, che si usa con la classica leva che tutti conosciamo, ma grazie al suo pedale processore collegato in wireless, può fare molte cose che i sistemi tremolo meccanici non fanno, dalle più fini alle più estreme, senza agire per nulla sull'accordatura, poichè di fatto agisce sul segnale della chitarra e non sulle corde.
Come detto di fatto è un Whammy ma il controllo tramite la leva lo rende più organico e apre molte possibilità che il famoso pedale reso iconico da Tom Morello non ha. Aspettiamo solo che qualche chitarrista importante ci crei qualcosa di innovativo per capire se potrà prendere piede o meno.

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