TEST - Arturia KeyLab 88 MkII: il controller multiruolo

Rapporto qualità/prezzo8
Costruzione8.5
Facilità d'uso8.5
PER NOI
8.3

Robusta ed elegante nelle forme, in questa nuova generazione del controller francese brillano le nuove integrazioni volte a renderlo più versatile.

 

Ero impaziente di ricevere un esemplare della nuova gamma KeyLab, perché Arturia con questa serie getta un ponte per il controllo di altri device. Il catalogo del brand francese è ricco oggi di sintetizzatori ben sonanti come il MicroFreak o la gamma Brute, quindi la trasformazione del proprio controller MIDI di punta in centro nevralgico di un setup ibrido era praticamente una scelta obbligata. Ecco quindi la nuova gamma KeyLab MkII, e grazie alla disponibilità del distributore italiano Midiware ho provato per voi la variante a 88 tasti.

 

keylab 88 mkII

 

KeyLab 88 MkII; caratteristiche generali

Tolta dal generoso ed elegante imballo, il primo intervento compiuto dal team di Arturia sulla KeyLab è già percepibile: essa pesa un chilo e mezzo circa in più del modello precedente, complice uno chassis in spesso alluminio. Esteticamente, la prima cosa che salta all’occhio è la trasformazione dei fianchetti in legno in generosi inserti laterali ben protetti da un guscio in plastica bianca. Al momento, questo modello è disponibile solo nella colorazione bianca. Il team di designer Arturia ha studiato delle forme più morbide rispetto al modello precedente; nel team spicca sempre il nome di Axel Hartmann, che in quasi 30 anni di carriera ha firmato la scocca di sintetizzatori per brand quali Moog, Waldorf, Alesis, Access o Studiologic.

 

keylab 88 mkII

La KeyLab 88 MkII con il leggio e la mensola per poggiare un laptop sullo chassis

 

Così come il modello precedente, anche la KeyLab 88 MkII monta una meccanica Fatar TP100L/R a 88 tasti, con supporto dell’Aftertouch monofonico. Il pannello ha subito un profondo restyling: partendo da sinistra, nella KeyLab 88 MkII la coppia di Wheel ora sono in metallo cromato e spostate nella parte alta del pannello, mentre in basso sono posti il set di controlli Chord, Transpose e quelli per impostare l’ottava. A seguire, la sezione composta da 16 pad in gomma, sensibili alla dinamica e all’Aftertouch polifonico, dotati di retroilluminazione a colori. Dopo le sezioni dedicate ai comandi trasporto e quella per gestire le principali funzioni di una DAW troviamo la sezione di navigazione, che comprende un display monocromatico da 16 caratteri x 2, un generoso knob in materiale plastico, più quattro pulsanti per scorrere le pagine dei menu sullo schermo o richiamare i banchi Category e Preset. Completano la dotazione di controlli sul pannello la sezione comprendente nove switch per richiamare altrettanti fader e knob, una sezione organizzabile in ben tre banchi per ciascuna delle modalità operative disponibili.

 

keylab 88 mkII

La sezione di navigazione: in basso, gli switch per selezionare le tre modalità operative disponibili

 

Modalità operative

Tre generosi pulsanti sotto il display consentono di selezionare le modalità operative disponibili nella KeyLab 88 MkII: gli switch Analog Lab e DAW consentono di gestire rispettivamente un’istanza dell’omonima suite e il vostro sequencer preferito, mentre quello User trasforma la KeyLab 88 MkII in un controller MIDI programmabile, con 10 locazioni di memoria disponibili. Vi sono poi una serie di scorciatoie selezionabili lungo la tastiera, tenendo premuto per oltre un secondo il pulsante User, come il canale MIDI di trasmissione sulle prime due ottave, oppure quelli legati al modo User per lo Store Preset, la regolazione della risposta al tocco per la tastiera, oppure le impostazioni dedicate ai controlli fisici per il canale MIDI, i Program/Control Change e altre opzioni.

Ecco nel modo DAW i protocolli e i software supportati:

  • Standard MCU
  • Standard HUI
  • Ableton Live
  • Logic Pro X
  • Pro Tools
  • Cubase
  • Studio One
  • Reaper
  • MMC

 

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Le connessioni

Nel pannello posteriore spicca il set di cinque prese CV/Gate (CV Input, Gate Out, Pitch Out, Mod 1/2) per allestire un setup comprendente anche una serie di sintetizzatori analogici. Anche la sezione dedicata ai pedali è stata estesa: oltre a prese per un pedale sustain e uno di espressione, alla KeyLab 88 MkII potete collegare altri tre pedali assegnabili. Il pannello comprende infine l’interfaccia USB, porte MIDI I/O, il pulsante di accensione e la presa per un alimentatore di rete (opzionale).

 

keylab 88 mkII

La sezione con i 16 pad

 

Dotazione e bundle software

Nell’imballo troviamo un cavo USB, una serie di mascherine magnetiche con le serigrafie dei principali controlli di alcune DAW da fissare sul pannello, infine un pratico filtro USB per azzerare potenziali disturbi collegando contemporaneamente la KeyLab 88 MkII a un laptop e a un alimentatore esterno da 5 volt. Analogamente al modello precedente, la dotazione comprende sempre un leggio in plastica e una pratica mensola in metallo applicabile sulla destra nel pannello posteriore dello strumento, per creare una superficie di appoggio in quello superiore per un laptop: comodo, no? Il bundle software fornito da Arturia comprende la suite Analog Lab 4, la DAW Ableton Live Lite e ben tre virtual instrument in omaggio del brand di Grenoble quali Piano V, Wurli V e Vox Continental V. Tra gli accessori opzionali oltre all’alimentatore, una curiosità: Arturia ha annunciato la disponibilità a breve di un set di quattro eleganti gambe in legno a fungere da stand per la KeyLab 88 MkII.

 

keylab 88 mkII

 

Il test

I piccoli ritocchi nel design dello chassis rendono le forme della KeyLab 88 MkII più snelle e gradevoli. Il chilo e mezzo in più nel peso complessivo ritengo sia il giusto compromesso onde evitare pericolose torsioni dello chassis. Rimarchevole il filtro USB a corredo, che oltre a prevenire da potenziali disturbi consente di alimentare la KeyLab con apparati dedicati a smartphone/tablet: ottimo. I controlli sul pannello sono piacevoli al tatto, i pad rispondono bene alle sollecitazioni e le due wheel cromate sono un tocco di esclusività che mi piace. Rimango solo perplesso sulla disposizione odierna dei controlli, perché avrei mantenuto knob e fader sulla parte sinistra del pannello, e la sezione dei pad sulla destra. Il leggio è piuttosto robusto e la mensola per creare un piano di appoggio è una bella idea, però suggerisco sempre di prestare attenzione nel poggiare qualsiasi device sulla delicata superficie bianca della KeyLab 88 MkII. Altra bella idea sono le mascherine magnetiche sul set di controlli dedicati alla gestione della DAW, però le avrei ridotte come spessore perché una volta applicate gli switch “affogano” al suo interno.

 

keylab 88 mkII

La meccanica Fatar TP100L/R

 

Il feedback sulla meccanica Fatar TP100L/R degli appassionati è contrastante, e più recentemente per questioni non solo legate al feeling, quindi urge chiarire un punto. Su Master Keyboard e sintetizzatori a 88 tasti pretendere una tastiera con una raffinata emulazione pianistica e l’Aftertouch è un ossimoro, per due motivi ben precisi. Se tecnicamente realizzare una meccanica con pesatura graduata e sensore individuale per l’Aftertouch costerebbe prezzi da capogiro, ha senso una soluzione così sofisticata su strumenti che – in genere – sono considerati un compromesso in studio o sul palco senza rinunciare al tasto pesato? Meditate gente, meditate… nel frattempo, passiamo al feeling rilevato nella TP100L/R montata sulla KeyLab 88 MkII. Mi ha stupito positivamente la silenziosità nell’uso, merito probabilmente dello spesso chassis poco risonante: pace fatta con il vicinato se suonate in ore proibitive. I tasti neri sono rivestiti da una superficie ruvida che regala un buon “grip”, mentre l’escursione del tasto è un compromesso che consente di eseguire con facilità anche parti pianistiche. In conclusione, con l’Aftertouch e la Analog Lab di cui parlerò in seguito c’è da divertirsi con pad e lead sintetici.

 

keylab 88 mkII

Arturia Analog Lab 4

 

Passiamo all’editing: nella KeyLab MkII 88 anche da pannello si riesce in pochi istanti a impostare quanto desiderato, grazie anche alle pratiche scorciatoie che semplificano il workflow non solo in studio, ma in contesti come le prove con la propria band, quando studiare soluzioni timbriche sui brani è strategico. Unico neo, nell’editor MIDI Control Center la definizione del punto di Split nel menu Keyboard è solo in forma numerica, e senza riscontro visivo dell’operazione nella tastiera virtuale. Nulla che una futura release del software non possa correggere. Analizzando il software in bundle, ho sempre apprezzato la Analog Lab, perché la selezione di preset a corredo brillano sempre per efficacia. Oltretutto, con le ultime introduzioni nella V-Collection 7, la Analog Lab eredita nuove timbriche analogico/digitali che spaziano dal Mellotron fino al CMI Fairlight o il DX7: ottimo. Tra gli altri graditi omaggi, nel Piano V troviamo modellazioni di gran coda di mezzo mondo, anche se per chi scrive in queste simulazioni manca ancora nell’attacco un pizzico di incisività in più per renderle efficaci in contesti solistici o nel jazz. Viceversa, il Wurli V è davvero convincente e ricco di effetti capaci di plasmare fortemente il suono; il Vox Continental V va considerato il gradito omaggio per cominciare ad allestire un database di timbriche organistiche partendo da solide basi.

 

keylab 88 mkII

Arturia Piano V

 

In conclusione, ho provato Ableton Live Lite 10 nel modo DAW con la KeyLab 88 MkII, perché non usando abitualmente il software “made in Berlin” volevo partire da un set del tutto sconosciuto come approccio. Questa accoppiata si è rivelata vincente: per esempio, in pochi istanti ho allestito un drumset in un’istanza del Drum Rack di Live Lite 10, sfruttando i pad della KeyLab 88 MkII per compiere un’anteprima di quanto caricato. Se per voi il tempo è denaro, la serie KeyLab va tenuta in seria considerazione. Nel modo DAW, il display del controller fornisce sempre indicazioni riguardo al parametro o la traccia selezionata nel progetto caricato sul software. Cosa chiedere di più ad Arturia? A voler essere pignoli, il manuale in PDF è ben fatto, però manca la traduzione in Italiano.

 

keylab 88 mkII

 

Conclusioni

La serie KeyLab MkII potrebbe rivelarsi strategica per il musicista che si divide tra progetti pop/rock e musica elettronica, grazie al nutrito parco controlli e un set di connessioni completato oggi da prese CV-Gate e ben cinque pedali assegnabili. Questa versione a 88 tasti può ingolosire anche il pianista che cerca il centro nevralgico per il proprio setup con un buon compromesso in termini di feeling con la tastiera. Oltre all’ottima interazione con la DAW gratuita in bundle, chi scrive plaude per l’adozione di una scocca più solida, perché rassicurante nell’uso “on the road”: cosa volere di più? Se amate il genere andate a provarla, io finché posso proseguo a divertirmi con Ableton Live 10 e la KeyLab 88 MkII: alla prossima!

 

I Video

Nello studio dell'amico Andrea Girbaudo abbiamo realizzato una serie di video con l'Arturia KeyLab 88 MkII, dedicati all'interazione del controller francese con i software in bundle.

 

 

 

PLUS

Scocca rinforzata
Set di controlli completo
Software in bundle
Ottima interazione con Ableton Live 10

MINUS

Assenza di visualizzazione grafica dello split nell’editor

 

INFO

MIDIWARE

Arturia KeyLab 49 MkII €  450,18
Arturia KeyLab 61 MkII €  500,20
Arturia KeyLab 88 MkII €1096,78

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