Test: Melda Production MSuperLooper, il looper che mancava

Rapporto qualità/prezzo8
Suono7
Facilità d'uso6
7

Melda Production propone la sua versione di looper software, un plug-in dotato di 16 tracce, effetti e una moltitudine di modulazioni dei parametri, il tutto controllabile via MIDI. Che sia il looper definitivo?

Le performance live che utilizzano i loop sono sicuramente molto affascinanti e coinvolgenti; la creatività del musicista è messa in primo piano con la successiva costruzione di groove o melodie, a colpi di sovra incisioni dei suoni. Affascinanti, purché tutto sia a tempo e ben costruito. Un errore nel timing o nella registrazione e il risultato sarà ben diverso dall’essere coinvolgente.

Il looping può essere fatto con un dispositivo dedicato hardware, come una pedaliera looper o un campionatore, oppure via software con una DAW o tramite plug-in dedicati. MSuperLooper è un plug-in in formato AU, VST, VST3 e AAX, per Windows e Mac OS; insieme alla sua versatilità e programmabilità, ha un prezzo davvero accessibile a tutte le tasche.

La finestra principale

La finestra principale è composta dal sequencer, dove sono visualizzate fino a 16 tracce nella parte centrale; due sezioni orizzontali sono dedicate alla registrazione dei loop sulle varie tracce. Troviamo poi vari controlli di volume nonché pulsanti di Import ed Export dei loop su hard disk.

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La finestra di interfaccia principale di MSuperLooper

Sulla destra troviamo I meters indicano i volumi del segnale in ingresso, la sezione Utilities con otto modulatori programmabili e abbinabili ai controlli del software e la sezione Multiparameters mette a disposizione ben 32 controlli abbinabili a più di un parametro, per la loro modifica contemporanea via MIDI. Infine la sezione dedicata all’Upsampling, alla porzione di audio da far elaborare ai plug-in, il pulsante dedicato del Limiter e la sezione dedicata ai Preset A-H.

Le tracce

Le tracce, che di default sono quattro nella schermata principale, sono ampliabili fino a 16; ciascuna può registrare, importare e riprodurre fino a quattro loop di lunghezza indefinita. Partendo da sinistra troviamo il nome editabile della traccia, il pulsante FX&Settings, che apre la finestra dedicata alla selezione dei plug-in da applicare alla traccia stessa, seguono il Gain di canale e il Pan-Pot.

Il pulsante di Play abilita la riproduzione dello slot selezionato. Subito a fianco troviamo il pulsante di Reverse e successivamente gli slot di campionamento numerati da 1 a 4. Una piccola finestra infine mostra la forma d’onda dell’audio registrato o importato; alla sua destra un simbolo di cestino per la cancellazione delle registrazioni o importazioni effettuate.

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Dettaglio dei controlli presenti in ogni traccia. Le tracce durante la registrazione sono evidenziate in rosso, come per la traccia Beatbox

Il checkpoint, il sync e il main loop

Molti dei controlli presenti nella finestra principale di MSuperLooper non agiscono immediatamente, ma la loro azione interviene al successivo Checkpoint; ovvero al successivo corretto inizio del loop, opzione comunque programmabile dall’utente. La registrazione inoltre può avvenire in diverse modalità in Sync o non con l’Host o la DAW che ospita il plug-in, con loop tutti di uguale lunghezza o di lunghezze differenti, oppure liberamente, sia con AutoStart (di default impostato a -20dB).

Di particolare importanza è il concetto di Main Loop, ovvero il primo loop che viene registrato o importato. Su questo si basano tutte le registrazioni e le sincronizzazioni successive. I successivi loop saranno quindi di lunghezza pari o multipla del Main Loop registrato o importato.

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Finestra FX&Settings dove è possibile inserire i plug-in e configurarne il routing audio

Sezione fx & settings

Il pulsante FX&Settings apre una finestra di selezione dei plugin di Melda Productions installati sul computer. Di default, insieme a MSuperLooper, sono installati una serie di plug-in freeware. La matrice di sinistra permette di concatenare i plugin e i loro parametri a piacimento, creando effetti complessi e creativi.

Esistono molti preset di default che utilizzano sia i plug-in freeware, che in demo. Questo permette di provare le combinazioni che più ci aggradano e procedere eventualmente con l’acquisto dei plugin presenti in versione in demo.

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Dettaglio della finestra delle impostazioni MIDI, dedicata all’abbinamento dei controlli fisici a quelli software

Il controllo via MIDI

L’editor MIDI permette di configurare i Control Change, le Note MIDI e i Program Change. Sono presenti diverse finestre di programmazione. La principale, chiamata Controllers, è dedicata all’abbinamento dei parametri ai Control Change provenienti dai MIDI controller collegati. Tramite un semplice MIDI Learn è possibile associare parametri fisici del controller MIDI ai parametri software del plug-in e impostarne anche i valori Max, Min o Depth. Si muove il controllo fisico dell’hardware con il Learn attivo, successivamente si muove il controllo software e l’abbinamento è fatto.

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Finestra di selezione della tipologia di plug-in da installare che compare durante l’installazione del tool

In prova

L’installazione avviene per mezzo di un tool che installa il plugin nelle versioni AU, VST, VST3 e AAX, selezionabili a piacimento dell’utente. Selezionata la tipologia, si apre una finestra dove sono elencati tutti i plug-in di Melda Productions e qui occorre selezionare MsuperLooper e gli eventuali plugin freeware del produttore che vogliamo installare. L’istallazione di MSuperLooper di default rende disponibili i plug-in freeware per questo software, ma se selezionati nell’opzione iniziale, saranno installati anche i VST selezionati come prodotti a se stanti e quindi disponibili anche in altre DAW o Host.

L’attivazione di MSuperLooper avviene tramite file di licenza .mlf rilasciato seguito dell’inserimento on-line del numero seriale. Il layout visibile all’apertura del plug-in è snello e di facile comprensione. Si hanno subito a disposizione quattrp tracce su cui registrare i loop. Il pulsante del Record posto in alto a sinistra spicca in modo evidente e alla prima registrazione si ha subito a che fare con il comprendere il Checkpoint e le impostazioni di recording e overdub presenti nella finestra settings.

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Finestra con l’elenco dei plug-in di Melda Productions da installare nel computer. È possibile selezionare varie tipologie di Bundle, a pagamento, o il solo Bundle freeware MfreeFXBundle.

Queste sono infatti fondamentali per poter lavorare con il proprio workflow. Alcune pratiche funzioni permettono di decidere se e come effettuare le registrazioni dei loop, regolare il livello e la modalità dell’Overdub e una regolazione di Crossfade, variabile da 0 a 100ms, permette di addolcire gli artifizi audio che si generano tra la fine e l’inizio di un loop registrato. La disposizione dei controlli è molto pratica e be strutturata e questo porta ad un workflow decisamente più snello e immediato di quello che si ha lavorando su una DAW a colpi di loop.

Occhio al manuale!

La visualizzazione delle forme d’onda dei loop a fianco della traccia, rende molto più facile e veloce il riconoscimento delle parti audio registrate o importate. La parte complessa arriva quando si entra nelle finestre dedicate ai plugin, alla creazione e regolazione dei Modulatori e dei Multiparametri. Qui le possibilità sono davvero tantissime, anche troppe forse. Solo con una attenta lettura del manuale si riesce a districarsi veramente tra le tante opzioni e grafici a disposizione. Certo, con così tante impostazioni, sarà difficile non riuscire a programmare qualcosa come lo vogliamo, ma per comprenderne bene il funzionamento occorre molta pratica, soprattutto per chi viene da looper hardware dove le possibilità di programmazione sono ben più ristrette.

È molto positivo però che si possa arrivare a maggiori livelli di programmabilità gradualmente, tramite finestre a scomparsa che si espandono solo a richiesta, lasciando così la finestra di interfaccia principale molto pulita e intuitiva. Anche dal punto di vista prettamente tecnico le impostazioni sono innumerevoli. Un esempio su tutti l’impostazione dell’Upsampling che permette di elaborare l’audio per il rendering o internamente al plugin con una frequenza di campionamento fino a 1024 volte la frequenza di campionamento utilizzata dalla scheda audio.

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Dettaglio della finestra dell’Upsampling con la selezione dei multipli della frequenza di campionamento da utilizzare durante il normale processo dei segnali e durante il rendering

Ad esempio per un 44.1 kHz utilizzato sulla DAW, si può operare con Upsampling fino a 45158 kHz nel plug-in! Questo per ovviare ai problemi di aliasing che si generano internamente utilizzando i plug-in non lineari come compressori, distorsori o saturatori ad esempio. Il tutto però a forte discapito delle risorse richieste al sistema per l’elaborazione, che già con Upsampling impostato ad 1 non sono per niente poche. Forse l’unica pecca riscontrata durante l’utilizzo è stata proprio questa, il grande utilizzo di risorse del sistema da parte di MSuperLooper, questo sia che lo si utilizzi su una DAW che su un Host VST.

Ho testato MSuperLooper su un Macbook Pro 13” con processore i5 2.3 GHz e 8GB di RAM e SSD da 256 GB e la ventola di raffreddamento ha fatto subito sentire la sua presenza. Niente comunque che ne impedisca l’utilizzo, anche intensivo purché si disponga di computer o laptop di ultima generazione. Per i più attenti all’estetica infine, sono selezionabili diversi tipi di skin, dalle più vintage alle più tecnologiche, anche l’occhio vuole sempre la sua parte. Pensando in modo laterale, come spesso mi piace fare, si può trovare in MSuperLooper un buon alleato anche in altre situazioni.

Si possono importare sia file WAV che MP3 e durante il test ho importato brani interi di alcuni minuti senza alcun problema. Basta dunque pensare ad un tastierista che vuole mandare in riproduzione basi di batteria e parti melodiche e nel frattempo suonare live, oppure a un DJ che voglia riprodurre a tempo una serie di loop caricando il plug-in in un semplice Host VST, sperimentando il mix e aggiungendo degli effetti. Le applicazioni possono essere molteplici e tutte da scoprire.

Conclusioni

Dai leggendari Beatles, che per primi utilizzarono nel 1966 i tape-loop nel loro brano Tomorrow Never Comes, ad oggi, il concetto di loop audio è diventato un punto focale nella produzione musicale. MSuperLooper è sicuramente un tool altamente consigliato a chitarristi e cantanti che fanno della musica live costruita su loop il loro cuore artistico, sostituendo senza alcun timore i campionatori hardware attualmente in commercio, ma i più temerari, collegando qualche controller MIDI e dedicandosi alla programmazione più approfondita, potranno scoprire uno strumento altamente creativo.

 

PRO

Possibilità di programmazione

Facilità di registrazione dei loop

Numero di tracce e espandibilità degli effetti con plugin Melda Production

CONTRO

Programmazione complessa. E’ richiesta una attenta lettura del manuale

Carico sulla CPU

 

INFO

www.meldaproduction.com
info@meldaproduction.com

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