Test- Native Intruments Massive X: il suono del futuro!

Rapporto qualità/prezzo8.5
Suono9.7
Facilità di uso8
PER NOI
8.7

Qualche tempo fa avevamo fatto la conoscenza del nuovo titano di Native Instruments con un breve focus che, tuttavia, aveva solamente scalfito la superficie di Massive X. A qualche mese dall’uscita del sintetizzatore e di parte dei manuali ci avventureremo in un test più approfondito.

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Massive “X”, il sintetizzatore che dovrà definire l’impronta sonora del futuro, dei prossimi dieci anni. Non Massive 2, ma un prodotto molto diverso che di Massive eredita la tecnica Wavetable e che tuttavia differisce per moltissimi aspetti. La strategia di Native Instruments è chiara e ci spinge a pensare al nuovo X come a un prodotto differente. Massive X è diverso, nel timbro, nell’anima e nell’architettura. Spiccatamente modulare, come testimonia la divertentissima e potentissima sezione di Routing; non soltanto orientato verso le oggi popolari Wavetable, come testimoniano i numerosissimi indizi di Phase Modulation disseminati tra oscillatori principali e Insert FX. Abbiamo atteso a lungo questo capitolo, ed è ora di esplorarne le possibilità insieme.

 

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Massive X: l'interfaccia

L’interfaccia si presenta ordinata ed elegante, sebbene non immediatamente intuitiva per alcuni aspetti, specie nelle sezioni Performer, Voice e per alcuni moduli, ma nulla che una lettura dei manuali non possa risolvere, almeno in alcuni casi. Massive X è diviso in due fasce, la superiore ospita i moduli del synth, ossia gli oscillatori, il Noise Oscillator, il filtro, tre Insert FX, Amp section e tre Stereo FX.

 

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La fascia inferiore della finestra centrale, invece, è dedicata al Routing, al menu Voice e a tutti i modulatori: Modulation Envelope, LFO, Performer, Tracker e VR.

 

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La banda superiore del plug-in ospita una barra con ben 16 Macro Knobs liberamente assegnabili, un menu con la possibilità di modificare la dimensione di Massive o di accedere alla User Preset Folder, dove salveremo le nostre patch. Il menu potrebbe risultare ancora un po’ scarno con sole cinque voci e con la mancanza di un rapido Load Preset.

 

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Il piccolo display centrale ci permetterà invece di accedere al menu dei preset, pochi, ma comodamente organizzati in categorie. Sotto la voce “Quickstart” troveremo ben due tipologie di Init Preset: Init Massive X e Init Massive X – Blank. Mentre la prima voce ci permetterà di inizializzare i parametri del sintetizzatore ma di sfruttare una configurazione dei moduli preimpostata, la seconda inizializzerà anche i collegamenti, opzione per utenti più esperti ma che regala soddisfazioni. Sebbene i vari moduli siano ben divisi, parametri e knob piuttosto chiari e ben organizzati, permane la mancanza di feedback visivo a cui si accennava nel focus: la forma degli inviluppi non verranno modificati dalla corsa dei knob, né alcun modulatore metterà “in moto” il mini-display della Wavetable.

 

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Oscillatori

La tecnica Wavetable è la protagonista in Massive X, infatti i due oscillatori principali offrono un parco molto vasto di tabelle, alcune delle quali degne di nota (da provare le sezioni Formant e Monster, l’ideale per bassi moderni). Ma è la mole di Warp Modes a stupire: accanto ai già noti Bend + e Bend – fanno la comparsa gli urlanti Hardsync, Mirror (uno dei preferiti in prova), Wrap, Formant, ART, Jitter, Random e Gorilla (uno dei più aggressivi e interessanti per la capacità di arricchire il contenuto armonico). Ciò che in questo test ha sorpreso in positivo è la capacità di Massive X di trasformarsi in un sintetizzatore FM (a quasi tutti gli effetti).

 

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I due oscillatori principali hanno a disposizione ben due “sub” oscillatori dedicati alla Phase Modulation (i cui risultati sono affini a quelli della FM), di cui possiamo selezionare intonazione e forma d’onda. Ma c’è di più: possiamo utilizzare un terzo modulatore, AUX, una sorta di canale ausiliario nel quale possiamo incanalare qualsiasi cosa desideriamo nella finestra di Routing. Gli stessi oscillatori Wavetable potrebbero modulare in PM loro stessi, oppure il secondo oscillatore potrebbe modulare il primo, o, ancora, la bizzarra unione di Noise e filtri potrebbero finire in AUX e diventare modulatori degli oscillatori principali. Insomma, un paradiso di libertà per il sound designer, dal momento che creare timbriche molto aggressive in FM utilizzando Wavetable complesse come carrier e modulator spicca per interesse. Ogni oscillatore in Massive X offre la possibilità di controllare l’intonazione con la Ratio, oltre che con il classico Coarse Pitch. Le potenzialità nel territorio FM non si fermano qui. Tra l’elenco degli slot Insert FX compaiono anche un PM OSC e un nuovo oscillatore. Il primo, PM OSC può ricevere in Input un segnale da qualsiasi punto del sintetizzatore. L’oscillatore “libero” degli Insert FX, sebbene disponga di sole tre forme d’onda, potrebbe, ad esempio, modulare il PM e questi insieme costituire un gruppo autonomo da miscelare, magari, al blocco wavetable.

 

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Tenendo presente che Massive X mette a disposizione ben tre slot per gli Insert FX, ci rendiamo immediatamente conto del mostruoso potenziale che affianca alla tecnica Wavetable anche una più che convincente, libera e affascinante FM in un ambiente molto intuitivo come quello del Routing.

 

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Insert FX e filtri

I tre slot A, B e C sono dedicati agli Insert FX, effetti di cui possiamo modificare liberamente la posizione nella tab Routing. Ecco cosa propone il menu:

  • Anima
  • Bit Crusher
  • Utility
  • Folder
  • Freq Shifter
  • Distortion
  • OSC
  • PM Osc
  • Ring Mod
  • Sample + Hold
  • Track Delay

 

Il parco di distorsioni è nutrito e Folder è degno di menzione per la sua aggressività. Il curioso Anima, descritto come il risultato di molte linee di Delay e modulazioni interne, sarà in grado di stravolgere il suono con effetti simili a Flanger e Comb Filter (non sorprende, basandosi su linee di ritardo).

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Sorprende, invece, la presenza di un solo modulo per il filtraggio. Sebbene l’Insert FX disponga di Utility, modulo fornito di due filtri, rimane piuttosto evidente la mancanza di un altro tassello con cui giocare nel Routing.

 

 

 

 

Il filtro ci permette di selezionare diverse opzioni:

  • Asimov
  • Blue Monark
  • Comb
  • Creak
  • Groian
  • Scanner
  • SVF
  • SVF Parallel
  • SVF Serial

Ognuna di queste opzioni, a sua volta, metterà a disposizione una serie di comportamenti di filtraggio peculiari (ad esempio Asimov ha solo LP, come anche Creak, i cui filtri però hanno un particolarissimo carattere, come testimoniato dalle miniature seghettate delle curve). SVF Parallel e Serial ricalcano in modo piuttosto vago la possibilità del predecessore Massive di organizzare liberamente in serie o in parallelo i filtri, ma rimangono valide opportunità da esplorare. Per alcuni candidati scelti sarà inoltre possibile modulare in FM la Cutoff (selezionando uno dei modi in cui la FM è disponibile comparirà, nella tab Routing, un modulo FM).

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Padrone indiscusso della scena (almeno per chi scrive), rimane il filtro Comb. Questo, nella tab Routing, può essere eccitato da oscillatori, dall’Exciter Envelope, oppure solamente dal Noise, e in combinazione con il circuito di Feedback (anch’esso, come molti altri moduli, completamente personalizzabile nella tab Routing) è in grado di regalare immense soddisfazioni, da emulazioni di strumenti acustici come chitarre, kalimba, pluck etnici e arpe, sino a meraviglie atonali. Un vero must per i sound designer.

 

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Modulatori

In Massive X i modulatori sorprendono per varietà e quantità. Abbiamo a disposizione Modulation Envelopes, inviluppi simili a AHDSR con controlli di Shape per Attack e Decay e un secondo stadio di Hold tra Decay e Release; accanto a questi abbiamo anche Exciter Envelopes, singoli cicli di LFO utilissimi, come indica il nome, per eccitare il filtro Comb; Switcher LFO e Random LFO completano il corredo delle sorgenti di modulazione più “classiche”.

 

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Il primo LFO mette a disposizione molte forme d’onda disposte in cerchio. Sarà semplice modulare il selettore di Shape e creare interessantissime evoluzioni. Il secondo invece è un LFO piuttosto randomico con la possibilità di selezionare una Shape triangolare o quadra. Entrambi ospitano controlli per un eventuale Delay, Rate, Ampiezza dell’LFO, Shape Unipolare o Bipolare. La parte più interessante è che il Rate può essere utilizzato in modalità OSC, in banda audio e con Keytracking, e l’LFO utilizzato come oscillatore aggiuntivo assegnandolo al modulo Mod nella tab Routing.

 

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Altrettanto liberi e interessanti sono i Performer, modulatori in cui possiamo disegnare la forma d’onda a piacimento, e creare complessi loop lunghi sino a otto battute da utilizzare come modulatori. Disegnare sarà semplice e in più potremo anche complicare il movimento grazie all’Overlay, che ci permetterà di allargare o comprimere la griglia in una certa sezione del loop, per creare interessanti accelerazioni o rallentamenti nelle curve di modulazione.

 

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I Performer permettono di memorizzare fino a 12 diverse configurazioni e di richiamarle dalla barra inferiore di Massive X con il mouse oppure in “remoto”, dedicando una sezione della tastiera come Keyswich. Di default questa impostazione è attivata rendendo muto il sintetizzatore se proviamo a suonare in quel range, fatto che rende piuttosto noioso doverla rimuovere navigando tra le varie tab del Performer. I Performer a disposizione sono tre, mentre nove gli slot per gli altri modulatori, uno dei quali occupato dall’Amp Envelope. Per quanto riguarda gli altri otto slot, potremo liberamente scegliere se utilizzare inviluppi o LFO. Potremmo, dunque scegliere di avvalerci di otto Inviluppi o LFO (i modulatori sono nove ma l’Amp Envelope non è modificabile).

 

Unit FX

La sezione Unit FX offre tre slot, X, Y e Z ed è dove troveremo gli effetti più “classici” come Riverbero e Delay. Nella sezione di Routing potremo scegliere tre diverse configurazioni tra serie e parallelo, ma non potremo disporli liberamente come invece accade per gli Insert FX. Ecco l’elenco degli effetti:

  • Dimension Expander
  • Equalizer
  • Flanger
  • Nonlinear Lab
  • Phaser
  • Quad Chorus
  • Reverb
  • Stereo Delay
  • Stereo Expander

Ben due Stereo Expander, un riverbero che suona molto bene, un Flanger e un Phaser che i sound designer adoreranno data la moltitudine di controlli e di possibilità (da provare il Flanger con parametri Rate e Time agli estremi), ma solamente un distorsore, che, sì, mette a disposizione anche emulazioni di Cabinet nella sezione più bassa, ma che manca di quel “calore” che invece si ricorda dai Brauner, Tele e Classic Tube.

 

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Conclusioni

Il ritorno del gigante non può non lasciare traccia, e qualche mese di prova lo conferma. Massive X ha un suono organico, diverso, estremamente suadente, espressivo e unico, qualità che difficilmente si rintracciano in altri sintetizzatori. La lista di opportunità che si apre nella tab Routing è infinita e piuttosto apprezzabile, dal momento che la libertà offerta da X è ben altra rispetto al predecessore. Non solo Wavetable, anzi, il meraviglioso (vale la pena di ricorrere a questo aggettivo) Comb e l’onnipresente FM, ora più libera che mai, contribuiscono a rendere Massive X ben più che interessante. La qualità delle Wavetable e dei Warp Mode è in grado di reggere il confronto con i più moderni rivali, ma dopo alcune prove siamo rimasti rapiti, più che da un singolo aspetto, dall’architettura modulare che con collegamenti e modulazioni in banda audio apre le porte a una palette sonora che difficilmente sentiremo altrove.

 

 

Tuttavia, la mancanza di un manuale completo (ad oggi, mancano i manuali per gli oscillatori ed il modulo di filtraggio), un menu generale ancora scarno, ben pochi preset (e alcune problematiche riguardanti la loro gestione, come la difficoltà nel creare sottocartelle o di importare preset se non nel calderone “user”) e un solo modulo di filtraggio lasciano pensare ad un sintetizzatore che, se non vogliamo definire incompiuto, potremmo dire da aggiornare al più presto. Numerosi utenti, inoltre, lamentano l’impossibilità di importare Wavetables. Provando Massive X, tuttavia, l’impressione è che questa mancanza non sia poi così limitante. La palette di suoni che è possibile creare è vasta, specie grazie alle possibilità di FM, e Massive X si presenta come un sintetizzatore assai flessibile e sterminato. Ben più interessante sarebbe, a mio avviso, potenziare l’organicità di Massive X permettendo di importare i propri campioni audio. Tolto qualche neo, il forse affrettato rilascio di Massive X mostra un sintetizzatore non solo moderno, ma dotato di una (potente) voce propria e di un carattere riconoscibile.

 

Demo audio

 

 

INFO

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