Test: Kemper Profiler Amplifier, ritorno al futuro

Rapporto Qualità/Prezzo7
Componenti9
Sound9
Interfaccia8
8.3

Kemper Profiler Amplifier (KPA) è la nuova frontiera per la chitarra in formato digitale: non è un semplice processore a modelli fisici, ma un sistema in grado di creare o campionare suoni di nostro interesse. possiamo immagazzinare il timbro di un ogni amplificatore e riprodurlo in qualunque circostanza.

KPA si presenta come la testata di un amplificatore ed è commercializzato in tre versioni: PowerHead + Head, PowerRack + Rack, Head. La prima, versione combo, è simile a una vecchia radio valvolare di colore grigio/verde militare e comprende la sezione preamp/amp e un finale da 600 W. La seconda, sempre verde militare, è il medesimo modello ma in formato rack. La terza versione, di colore bianco, contiene solo le Classic Version dei preamp e non è dotata del finale di potenza: si tratta, quindi, di un sistema non amplificato e dedicato principalmente allo studio di registrazione.

Figura 1

Connettività

Nel pannello frontale di KPA troviamo ingresso input per la chitarra e un’uscita cuffie, mentre sul retro posteriore trovano posto le connessioni: S/PDIF (In e Out), MIDI (In/Out/Thru), Switch/Pedal 1-2, Ethernet CAT5, USB, Return Input (jack/XLR), Alternative Input (jack), Direct Output/Send (jack), Monitor Output (jack) e Main Output L/R (XLR e jack). Nella versione amplificata abbiamo anche l’uscita per il cabinet, con impedenza 8 Ω su 600 W o 16 Ω su 300 W; il pulsante Ground Lift è disponibile per Return Input, Direct Output/Send, Monitor Output e Main Output.

 

Figura 2

Interfaccia e comandi

Lo chassis è di metallo con verniciatura satinata e peso considerevole (oltre 5 Kg). Un ampio display alloggiato nella parte centrale consente la visualizzazione di comandi e parametri. I controlli fisici sono organizzati in due sezioni, una dedicata alle impostazioni degli effetti e una (parte inferiore) dedicata al browser e display. Più in basso, una serie di pulsanti e potenziometri relativi a input, stomp, stack, effetti e output. Nella parte inferiore dell’interfaccia troviamo i comandi relativi al sistema, al MIDI, la descrizione del preset in uso, le opzioni store/copy/paste per la memorizzazione dei preset e i comandi di movimento per navigare nel browser. Inoltre, è presente un grosso switch dedicato a On/Off, Tuner, Browser, Perform e Profiler: si tratta, in pratica, del selettore principale da cui decidere in quale modalità utilizzare KPA. Nella parte inferiore di KPA sono alloggiati sei potenziometri, di cui due con una funzione specifica (Gain e Volume) e quattro assegnati secondo il comando selezionato a display. Di default, questi ultimi controllano i classici comandi dell’amplificatore (Bass, Middle, Treble, Presence) per modificare velocemente la curva di equalizzazione del nostro suono. La memoria di KPA ospita 359 preset modificabili dall’utente e organizzabili in performance: ognuna di esse contiene fino a cinque timbri per ogni bank, così da rendere più agevole il caricamento dei suoni. Per passare da una performance all’altra possiamo utilizzare i quattro tasti alla destra del display (Rig) o una pedaliera MIDI. A livello software, sembra che al momento non sia disponibile un editor ufficiale, mentre si può scaricare dal sito del produttore il pratico Rig Manager: questo software consente di navigare all’interno della memoria di KPA e condividere con altri utenti tutti i preset caricati nella community. Rig Manager è disponibile gratuitamente per PC/Mac (Windows 7/8 – OSX 10.7/10.11) e prevede la registrazione sul sito (con inserimento del numero seriale). Alla prima apertura del software saranno chiesti i dati di accesso dell’account, così da poter sincronizzare i nostri bank con quelli di altri utenti. All’interno di Rig Manager troviamo tre directory: Local Libray, Rig Exchange e My Profile. La prima consente di memorizzare e caricare modelli e timbri scaricati dal sito ufficiale (Library e Pack), mentre Rig Exchange permette di condividere i preset. La categoria My Profile è relativa al contenuto della memoria del nostro KPA ed è quindi utilizzabile come browser.

 

Figura 3

In prova

Nel modello a nostra disposizione, KPA Head, abbiamo due modalità di utilizzo: Rack/Direct Input o Profiler. La prima modalità consente di configurare Kemper come un normale rack (o pedaliera) connesso alla nostra DAW tramite XLR/jack o in digitale. In questo caso, avremo a disposizione 359 preset organizzati in ordine alfabetico, creati sfruttando diversi ampli e cabinet. Rig Manager diventa dunque l’alleato ideale per navigare comodamente attraverso i bank. È anche possibile organizzare il browser per tipologia (di cabinet, ampli, gain, autore e nome del preset) e filtrare il browser usando varie chiavi di ricerca, esattamente come faremmo con un comune database. I preset sono modificabili in ogni aspetto, inclusa la sezione modulation: per agire su un parametro è sufficiente mantenere premuto il tasto corrispondente, finché Kemper non passa automaticamente alla modalità Edit cambiando colore della retroilluminazione del display (Reverb verde, Modulation azzurro, Stomp rosso, ecc). I timbri sono realistici e riproducono correttamente armonici, valvole, riflessioni di ambienti e colori dati dalla dinamica del tocco. La possibilità di ritoccare ogni preset restituisce la sensazione di trovarsi di fronte a un amplificatore dalle incredibili prestazioni e risposta dinamica, facendoci in alcuni casi percepire anche la rigidità tipica di alcuni modelli di hardware. Questa qualità è garantita sia per timbri clean sia per quelli distorti e hi-gain, tanto che non siamo riusciti a percepire un valore aggiunto o un demerito in nessuno dei campi di utilizzo: in tutti i casi, il comportamento timbrico di Kemper è sempre molto elevato in termini di qualità e veridicità del suono.

CONCLUSIONI

Kemper Profiler Amplifier rappresenta una rivoluzione nel mondo della chitarra: la possibilità di campionare un numero illimitato di amplificatori e suoni pone l’hardware su una galassia differente rispetto a prodotti che restituiscono semplicemente suoni creati sui dettami della casa madre. Con Kemper è lo stesso utente a diventare sound designer, un ruolo nuovo per il musicista più tecnologico. Le prestazioni sono di altissimo livello e la versatilità è evidentemente all’ennesima potenza. L’integrazione con il suo Remote control aggiunge, se possibile, una marcia in più rendendo Kemper non solo una macchina da guerra per lo studio, ma esaltandone anche ler pecularità in contesti live. Potente e flessibile, avveniristico e affascinante nel suo aspetto, Profiler Amplifier manca solo di un editor software ufficiale che ci auguriamo arriverà presto.

 

Remote control

Ed ecco finalmente arrivare, in una fase successiva alla prima uscita di Kempet Profiler, il suo Remote Control, una pedaliera per il controllo totale della macchina di cui davvero sentivamo la mancanza. Chassis metallico robusto ma ergonomico con verniciatura satinata antiscivolo, si presenta in perfetto stile Kemper, austero ed essenziale, con ampio display retroilluminato davvero ben visibile anche nelle situazioni pià “dark”. In aggiunta all’ampio display, ogni switch è corredato da un led per segnalare quale sia il bank attivo in quel momento. I 5 switch posti nella parte inferiore sono dedicati alla selezione del preset (se Kemper impostato in modalità browser o la performance se in modalità PERFORM). I primi 2 switch in alto a sx invece ci consentono di avanzare o arretrare step by step. In realtà la funzione è più avanzata: in modalità PERFORM infatti, mantenendo premuto il switch di avanzamento, entreremo in modalità HOLD con funzione di scroll fra le Perormance, quindi con la possibilità di scorrimento veloce. Il switch in alto a dx ha funzione di TUNER e la barra per la verifica della accordatura viene visualizzata sia sul Display di Kemper che sul Remote control, funzione quest’ultima molto più pratica per il chitarrista “live”. I 4 switch della linea superiore sono invece dedicati all’inserimento/disinserimento dei vari stomp all’interno di un preset; se ad esempio il nostro preset è composto da un amplificatore e da alcuni effetti di modulation, nel display verranno visualizzati gli slot occupati dai vari effetti (ad esempio un chorus). Il switch corrispondente avrà perciò i 2 led illuminati (il primo per indicarne l’attivazione, il secondo per individuare la categoria di appartenenza dello stomp attivo in base al colore), e alla pressione sarà possibile disattivare lo stomp senza dover intervenire nella programmazione del bank.

Kemper-Remote

Funzionalita’ looper

Una fantastica opzione del remote control di Kemper è quella di trasformarsi in un vero e proprio looper. Premendo il switch alla Sx del Tuner, attiviamo la funziona Looper: i 4 switch della linea inferiore entreranno così in modalità looper attivando perciò la doppia funzione a cui sono dedicati cosi come indicato dalla serigrafia. Il switch 1 avrà funzione di Record/play/overdub, il switch 2 è lo stop e così via.

Funzioni e connettività aggiuntive

La possibilità di settare il TAP tempo è sicuramente utile per molti chitarristi, e non solo per il delay; possiamo infatti impostare il tempo sia del delay ma anche di altri stomp quali flanger, chorus ecc. L’ultimo switch a dx è dedicato a questa funzione; inoltre mantenendo premuto il TAP verrà visualizzato sia sul display di Kemper che del Remote control, il BPM attualmente settato. E’ possibile collegare al remote control un pedal expression per il controllo del volume o altri switch aggiuntivi. Nel pannello posteriore sono infatti allocati 4 ingressi (pedal 3-4-5-6) dedicati a questa funzione e che si aggiungono ai 2 ingessi pedal/switch (1 e 2) presenti sul pannello posteriore di Kemper.

Profiling

Il grande valore aggiunto di Kemper rispetto ad altri prodotti della gamma di simulatori a modeling è la possibilità di memorizzare ogni suono esterno: è cioè possibile microfonare un qualunque amplificatore e registrarne il suono, per poi poterlo memorizzare e utilizzare all’interro di KPA.

Per fare ciò, è sufficiente collegare la chitarra al Kemper, connettere l’uscita Direct Out Send all’input del nostro amplificatore e microfonare il cabinet collegando il mic all’ingresso Return Input di Kemper. Il primo step necessario è posizionare lo switch principale in posizione Profiler e seguire le istruzione a display. È fondamentale monitorare il livello di registrazione, che può essere settato dal potenziometro dedicato. Nella seconda schermata del wizard ci sarà chiesto se stiamo profilando un timbro clean o distorto e come settare i parametri di eq in modo da far risultare il suono ripreso il più possibile aderente a quanto generato dal cabinet (per questo motivo è consigliabile posizionare il cabinet in una stanza diversa da quella di registrazione e del monitoring). Una volta premuto il comando Start Profiling, non è necessario suonare lo strumento: Kemper emetterà una serie di forme d’onda variabili e con dinamiche crescenti, che saranno riprese dal microfono e trasmesse nuovamente a Kemper per il modeling. Alla fine del processo è possibile rifinire il timbro: suonando lo strumento per circa 20 secondi, Kemper procederà a registrare forme d’onda, eq e riflessioni, per poi memorizzare il risultato di tutto il processo.

 

PRO

Possibilità di modellare qualunque amplificatore
Ampia disponibilità di connessioni
Altissime prestazioni audio

 

CONTRO

Mancanza di un editor software

INFO

Soundwave

www.soundwave.it
info@soundwave.it

Prezzo: Kemper Profiler Head Classic + Head Black + Profiler Rack € 1.433,60 + IVA

Kemper Profiler Power Head + Power Rack € 1.876,22 + IVA

 

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