5 Consigli per sopravvivere al Soundcheck


Dovremmo aprire un sondaggio, fare una statistica con uno studio scientifico sull'incremento di omicidi - o tentati omicidi - da parte dei fonici e compagni di band verso i musicisti che, nonostante tutto e tutti, continuano ad essere dei ribelli del soundcheck.
Ne conosciamo tutti almeno uno - quelli meno fortunati se li ritrovano ovunque - e sono spesso riconoscibili perchè si pongono come degli estremisti del soundcheck: estremisti del ritardo e, forse anche peggio, estremisti dell'anticipo.

 

chitarra, basso, musica live, batteria, cantante

 

Se siete fonici, quando vi mandano la scheda tecnica, potete rispondere con il link a questo articolo di monito - come a dire "io vi avevo avvisato". Se siete musicisti invece potete usarlo e spargerlo tra i vostri compari anarchici come l'acqua santa sopra i vampiri.
Sono consigli e regole di semplice buon senso ma, quando l'estate si fa più calda, sembra che il sole faccia evaporare questa indispensabile ma volubile attitudine a prepararsi bene per suonare e saper stare al proprio posto. Innaffiate dunque i vostri compagni di band.

PRIMO: avrai una ed una sola lista della strumentazione (ma ne avrai una)

È inutile qualsiasi tipo di scusa quando si arriva per montare e sembra che invece di dover suonare siate impreparati sulla strumentazione come i bimbi al primo giorno di scuola. Manca sempre qualcosa: una presa, un adattatore, un cavo, i plettri, un alimentatore. La legge di Murphy vuole che più una cosa è rara ed insostituibile e più tenderete a dimenticarvela.
Se fate molte date dovete avere una vostra lista della strumentazione, se ne fate poche dovreste comunque farvene una a maggior ragione, poichè l'ansia e la mancanza di abitudine vi faranno sempre dimenticare qualcosa.
Ci sono delle meravigliose app gratuite per fare liste. Fatela una volta e poi ringraziatevi per sempre.

Il giorno prima del concerto fate un check veloce di tutta la strumentazione. Funziona tutto? Ricordate l'ultima volta che siete saltati giù dal palco e avete strappato il cavo? Quel pickup che ronzava terribilmente? Quella pelle della cassa riparata con lo scotch?
Un corollario temibile sempre della legge di Murphy per i musicisti vuole che più un oggetto è importante per la vostra performance e più sarà difficile da rimpiazzare all'ultimo momento.
Non rimandate.

SECONDO: onora il tuo negoziante di strumenti comprando ricambi per tutto

Avete la vostra lista, non dimenticate mai nulla a casa e siete i più precisi di tutti tanto che quando arrivate sul palco tutti vi chiamano, sottovoce, "il Professore". Nonostante facciate regolarmente offerte alle divinità dei musicisti, dovete sapere che la strumentazione si consuma, si guasta, si ribella... sempre.

Questo ci porta alla regola d'oro del musicista live: più una cosa è importante per voi e più il suo ricambio deve essere vicino mentre suonate. Inutile avere il basso o il microfono di riserva in macchina nel parcheggio che avete trovato per grazia ricevuta a due chilometri dal locale.
Ovviamente, a meno di non suonare in un grande tour, dovreste ma non potrete sempre avere tutto doppio e sotto mano. Ma fate una valutazione dei rischi un po' come farebbe il vostro assicuratore e cercate di essere più coperti possibile. Le cose consumabili (corde, cavi, batterie, bacchette, pelli) meglio averle doppie o triple; lo strumento principale sempre doppio, il resto sta al vostro budget e spazio di trasporto.
Nessuno vi potrà salvare quando in pieno concerto la sfortuna con i suoi dieci decimi vi colpirà impeccabilmente, ma se l'avete pensata bene vi riprenderete nel giro di pochi secondi.

 

chitarra, basso, musica live, batteria, cantante

Bassi e Chitarre di riserva sempre vicino a noi

TERZO: il silenzio è d'oro, non emettere suoni impuri

La difficoltà di un soundcheck è direttamente proporzionale al numero di musicisti. Se ciascuno inizia a suonare fuori dal suo turno le cose diventano rapidamente ingestibili. Il fonico vi darà prima un'occhiata storta, poi vi chiederà cortesemente di aspettare in silenzio, infine in caso di insuccesso sarà tentato di fulminarvi con la corrente industriale.

Il balletto ha sempre le stesse regole: batteria, basso, chitarre, tastiere, altri strumenti, cori, voce principale. Sapete già la trama, non c'è niente di nuovo. Aspettare in silenzio ed essere pronti per il proprio turno garantirà un soundcheck liscio come l'olio. E quando arriva il vostro turno prendetevi il vostro tempo, senza tralasciare nulla per la fretta di finire.

QUARTO: ricordati di preparare i tuoi preset (suoni pronti subito)

Nessun fonico pretende che una volta collegato il jack e acceso l'amplificatore tutto sia già perfetto al 100%, ma se non volete che il soundcheck si trasformi in una interminabile ed insopportabile prova cacofonica di suoni di tutta la band, dovrete preparare i suoni prima. E questo vale per tutti, batterista e cantante compresi.

Se avete un amplificatore digitale, un profiler o un multi-effetto sarà molto semplice avere già tutto pronto e fare giusto le piccole correzioni richieste dal caso. Se avete invece della strumentazione analogica una bella foto ai vostri preset - alle regolazioni dell'ampli e della pedaliera ad esempio - vi faranno risparmiare moltissimo tempo e frustrazioni.
Ricordo la volta che convinsi una cantante di una mia band poco avvezza ai settaggi a scattare una foto al mixer personale e replicare tutto esattamente: i tempi di soundcheck si ridussero della metà.

Non siate però irremovibili sui vostri preset sacri. Fidatevi del fonico se magari vi consiglia di cambiare qualcosa, lo fa nel vostro interesse. Avere dei suoni terribili ma pronti in trenta secondi non migliorerà di certo la vostra posizione.

 

chitarra, basso, musica live, batteria, cantante

"Check! Check! 1,2,3...." meglio di no. Meglio provare qualcosa che realmente suoneremo.

QUINTO: il fonico è tuo amico, confessa a lui tutti i tuoi problemi

Spesso, per stanchezza, poca abitudine, timidezza o peggio svogliatezza, vedo ai soundcheck levare dei grandi pollici in su con troppa sollecitudine, anche quando è chiaro che non è tutto a posto. La classica frase magica "lo sistemiamo dopo" non dovrebbe esistere: quello è il momento di risolvere tutto.
Quindi ecco cosa bisognerebbe sempre mentalmente flaggare durante il proprio check:

  • il fonico ha capito tutti i miei suoni? - fategli almeno sapere il volume minimo e massimo
  • ho provato tutti gli strumenti che utilizzerò durante lo show? - classico caso del cambio chitarre
  • ho chiesto a qualcuno che conosce il mio suono di ascoltare da fuori?
  • mi sento bene nei monitor con tutti i suoni?
  • mi sento bene nei monitor quando/se mi sposto sul palco? - vitale per i cantanti e non solo
  • sento bene il click o le sequenze? - se ci sono
  • sento bene il mio strumento di riferimento? - ad esempio le due chitarre si devono sempre sentire a vicenda
  • i volumi sono troppo alti sul palco? - al momento potreste non farci troppo caso ma state sicuri che durante il concerto aumenteranno ulteriormente
  • riesco a raggiungere facilmente tutto quello che mi serve? - pedali, bacchette, computer portatile, controller, ecc...
chitarra, basso, musica live, batteria, cantante

Uno stage plan semplice ma corretto è un buon biglietto da visita

Ecco, ora siete pronti per essere amati e coccolati anche dai fonici più scontrosi e soprattutto siete tranquilli per fare quello che più vi piace fare, andare sul palco e dare il massimo!

 

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